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Fusione fredda: l’ECat e tutti i dubbi sul nuovo test

Da ormai 5 anni l'ingegner Andrea Rossi afferma che grazie al suo ECat si può ottenere energia a prezzi stracciati dalla cosiddetta fusione fredda. Affermazioni finora che non sono supportate da dimostrazioni credibili. Ora un nuovo test sembrerebbe provare in maniera inequivocabile che il dispositivo funzioni, ma lascia intatti troppi dubbi.

Politici e propagandisti lo sanno bene, dopo il suscitare paure, la seconda cosa che garantisce più consenso è il suscitare speranze, per quanto irrealistiche siano. Non c’è da meravigliarsi quindi che da ormai cinque anni, continui a esistere la speranza che un miracoloso apparecchio, l'ECat (Energy Catalyzer), inventato da Andrea Rossi, risolva ogni nostro problema energetico, riportandoci ai tempi dell’energia a basso costo, ma senza tutti quegli inconvenienti ambientali, di sicurezza e geopolitici legati a fossili e nucleare.

L’ECat è uno dei numerosi dispositivi che molti inventori nel mondo affermano essere in grado di innescare reazioni di fusione nucleare a bassa energia: la cosiddetta fusione fredda. La fusione nucleare si verifica quando nuclei di atomi più leggeri del ferro, si fondono insieme, convertendo una piccola parte della loro massa totale in energia. Sono reazioni di fusione quelle che alimentano le stelle dove, principalmente, a fondersi sono atomi di idrogeno, formando nuclei di elio. In quel caso, però, le reazioni sono rese possibili dalle enormi pressioni e temperature esistenti al centro delle stelle, che permettono ai nuclei di fondersi superando la repulsione elettrica dovuta alla carica positiva dei loro protoni.

Nel 1989 due stimati chimici americani Martin Fleischmann e Stanley Pons annunciarono di aver innescato possibili reazioni di fusione nucleare a temperatura ambiente, forzando degli atomi di deuterio (idrogeno con un neutrone nel nucleo), nel reticolo cristallino del palladio. Da allora nessuno è riuscito a elaborare una teoria valida su come questo tipo di reazioni potrebbe avvenire, né a riprodurre in modo convincente i loro risultati, così che la fusione fredda, evoluta in tante varianti diverse, è diventata sempre più appannaggio di personaggi ai margini della scienza.

Nel 2011 l'ingegner Rossi, in precedenza noto alle cronache solo per vicende giudiziarie riguardanti un suo presunto metodo di trasformazione di scarti industriali in petrolio (con la società Petroldragon, ndr), annunciò di aver realizzato l’ECat, un dispositivo in grado di produrre molta energia, trasformando nichel in rame, tramite l’aggiunta di idrogeno, un misterioso catalizzatore e il calore dato da una resistenza elettrica. Da allora Rossi ha continuato a diffondere continuamente annunci sulla sua invenzione, vantando risultati brillanti, promettendo imminenti commercializzazioni dei dispositivi, annunciando l’apertura di fabbriche negli Usa, rivelando vendite milionarie a questo o quel sempre misterioso acquirente e sfornando nuovi modelli di ECat, da quello domestico a quello con 1 MW di potenza.
Questa sequela di annunci, non seguiti da fatti concreti, pare servire soprattutto a mantenere accesa l’attenzione sul dispositivo che, fin da quando è apparso, ha trovato subito una claque di “veri fedeli,” attivissimi su vari blog, che bollano ogni critica a Rossi e ai suoi metodi come frutto del desiderio delle solite “multinazionali dell’energia” di mettere a tacere cotanto genio.

La verità è che, incredibilmente, in tutto questo tempo Rossi non ha mai dato alcuna dimostrazione seria e affidabile che la sua invenzione funzioni. È vero che di quando in quando Rossi organizza “test indipendenti” dell’ECat, che naturalmente finiscono sempre con mirabolanti risultati, ampiamente ripresi dalla claque online. Ma si tratta in realtà di prove realizzate con modalità talmente poco rigorose, che nessun istituto di ricerca o rivista scientifica le considererebbe probanti. L’ultimo di questi test (relazione allegata in basso) non fa eccezione.

La prova è stata condotta a Lugano da un gruppo italo-svedese di ricercatori e tecnici, primo firmatario il fisico Giuseppe Levi dell’Università di Bologna, per lo più composto da persone che fanno parte della cerchia che ha contribuito a dare una credibilità scientifica alle affermazioni di Rossi fin dall’inizio. Il test ha riguardata l’ECat “ad alta temperatura”, un tubo di allumina con dentro una serpentina elettrica per il riscaldamento, che è stato testato prima “a vuoto” e poi caricato con i vari composti, fra cui nichel e idruro di litio-alluminio, per rilasciare idrogeno, che dovrebbero innescare la fusione.
I risultati, a prima vista, sembrano inequivocabili.
1) Mentre l’ECat “scarico” produceva la sola energia correlata alla serpentina elettrica, quello “carico” avrebbe emesso oltre tre volte più energia di quanta ricevuta.
2) L’analisi di piccoli campioni del suo combustibile, prima e dopo la prova, analizzati con uno spettrometro di massa, avrebbero rivelato una quasi totale conversione del mix originario, naturale, di isotopi di nichel, in quasi solo nichel 62, l’isotopo più stabile di questo metallo, e una parallela trasformazione del litio, da litio 7 a litio 6. Una variazione nel mix di isotopi è possibile solo in presenza di reazioni nucleari.

Queste apparenti prove del funzionamento dell’ECat, hanno provocato l’entusiasmo on line da parte dei fan dell’invenzione di Rossi, ma anche articoli osannanti sulla stampa “seria”, come quello apparso su Panorama, che equipara Rossi nientedimeno che a Galileo. Ma veramente questo test prova che l’ECat funziona? Per capirlo abbiamo chiesto a due esperti, di commentarne modalità e risultati.

«La qualità del paper è piuttosto bassa, con una descrizione del tutto insufficiente dell’apparato e delle modalità di sperimentazione, e una serie di grafici che contribuiscono poco o nulla alla chiarezza del contenuto ma, messi ad arte, danno l'impressione di uno studio scientifico complesso» commenta l’ingegnere di sistemi energetici Alex Sorokin, della società di consulenza Interenergy.

«Ma, soprattutto - spiega Sorokin - la modalità di misurazione della produzione di energia adottata in questo test è decisamente bizzarra. Invece di usare la procedura standard, cioè immergere il dispositivo in un calorimetro, una vasca contenente acqua, e misurare di quanto aumenta la temperatura dell'acqua, risalendo così al calore prodotto, hanno scelto di misurare la temperatura dell’ECat a distanza con una termocamera, risalendo poi all’energia termica emessa usando l’equazione di Stefan-Boltzmann. Si tratta di un sistema influenzabile e manipolabile in mille modi: in questa equazione la temperatura compare alla quarta potenza, per cui basta un errore minimo per falsare del tutto i risultati. E che ci sia stata una sovrastima della temperatura è reso evidente nelle foto, in palese contrasto con gli oltre 1400 °C esterni dichiarati nel testo. A quei livelli di temperatura si sarebbero fusi i fili elettrici e la sonda termica inseriti nel dispositivo, e si sarebbe annerita e deformata l’intelaiatura in lamierino verniciato su cui l’ECat era appoggiato. Nelle fotografie l’incandescenza dell’ECat è decisamente bassa, non certo quella di un oggetto a 1400 °C, vicino cioè alla temperatura di fusione dell'acciaio. Quindi sospetto che, con una misura corretta della temperatura sarebbe risultato che il calore sprigionato dal dispositivo derivava semplicemente dai 900 watt di energia elettrica consumati dalla resistenza, senza altre produzioni interne».

Aggiungiamo pure che, a complicare le cose, c’è il fatto che il test con l’ECat scarico è stato fatto con una potenza elettrica molto inferiore di quella usata quando era carico, rendendo difficile una comparazione diretta dei risultati. E si è rinunciato a staccare, almeno temporaneamente durante le ben 32 ore del test, l’ECat dalla rete elettrica, dopo che la “fusione” si era ormai innescata, una variante della prova che avrebbe aiutato molto a capire se era presente o meno nel dispositivo una fonte interna di calore, indipendente dalla resistenza elettrica.

Sulla seconda “prova regina”, la trasmutazione degli isotopi, che dimostrerebbe le reazioni di fusione nucleare, abbiamo invece chiesto un parere al fisico dell’INFN, Antonio Zoccoli. «Premetto che, come ci ha insegnato Galileo Galilei, ogni risultato scientifico per essere ritenuto valido e inoppugnabile deve essere verificato in maniera del tutto indipendente. Tenendo conto di questa premessa il test eseguito non si può definire una prova scientificamente indipendente, perché i ricercatori coinvolti avevano già lavorato con l’ECat. Infine, il committente, lo stesso Rossi, come si legge nel paper, è intervenuto in vari e delicati momenti della prova. Per questo motivo il risultato con lo spettrometro di massa per essere considerato probante, dovrebbe essere ripetuto da un team di ricercatori indipendenti, che si occupi da solo e descriva con precisione la preparazione dei campioni di “combustibile” e “ceneri” analizzati».

Oltre a questo, continua il fisico «c’è un fatto veramente strano: i risultati mostrano una conversione pressoché totale del mix naturale di isotopi di nichel usati nell’ECat in nichel 62, ma se questo fosse veramente l’origine dell’energia, si sarebbe dovuto assistere a un calo progressivo nella produzione di calore nel corso dell’esperimento, via via che il combustibile andava ad esaurirsi. Invece l’energia emessa è rimasta costante fino alla fine. Bisogna infine sottolineare che, secondo le conoscenze attuali, non è possibile che avvengano reazioni di fusione nucleare senza l’emissione di raggi gamma, o neutroni, o particelle alfa o beta. Invece durante l’esperimento non si è rilevato nessun tipo di radiazione, una cosa che ha lasciato molto perplessi gli stessi realizzatori del test».

Ma allora, come spiegare la trasmutazione degli isotopi originari? «Beh, ci sono due spiegazioni possibili - dice un’altra fonte scientifica che intende restare anonima - o siamo di fronte a una straordinaria rivoluzione nella fisica atomica, che ci costringerà a riscrivere tutto dalle basi, o qualcuno ha manipolato i campioni analizzati. Visto che non è affatto difficile trovare on line venditori di campioni puri di isotopi (in effetti il litio 6 si può comprare qui, mentre il nichel 62 è in vendita qui, ndr), vedete voi quale delle due ipotesi vi sembra più probabile. Diciamo che finora in questa vicenda dell’ECat si poteva pensare anche a illusioni ed errori di misura fatti in buona fede. Ma questa storia degli isotopi “trasmutati”, se non verrà in seguito dimostrata in modo più che sicuro, non potrà che far pensare a una frode deliberata».

Un parere che collima con quello del fisico Stephan Pomp dell’Università svedese di Uppsala, molto critico dell’appoggio di alcuni suoi colleghi a Rossi: «È del tutto inspiegabile per me il fatto che gli autori del paper non arrivino alla più ovvia delle conclusioni riguardo all’analisi del combustibile: sono stati ingannati».

In realtà quanto accaduto stavolta non è neanche del tutto nuovo, in quanto riporta alla mente un fatto analogo avvenuto alla fine di un altro test sull’ECat, questa volta a bassa temperatura e con idrogeno gassoso, svoltosi nel 2011. L’ipotesi, allora, era che nell’ECat il nichel si trasmutasse in rame cosa su cui, del resto, Rossi ha basato il brevetto del suo dispositivo. Anche in quel caso un campione di “ceneri” dopo il test, fornito da Rossi, fu fatto analizzare in Svezia con uno spettrometro di massa rivelando che, eureka!, conteneva veramente rame. Solo che quel rame non presentava il particolare mix di isotopi che ci si aspetterebbe da una reazione di fusione nucleare da nichel; era banalissimo rame naturale, la cui presenza nel campione fu allora spiegata da Rossi, dopo che i ricercatori svedesi avevano segnalato l’anomalia, come una “impurità” arrivata da chissà dove. Del resto lo stesso nichel nel campione del 2011 mostrava il mix di isotopi presenti nel metallo naturale, escludendo quindi la presenza di reazioni di fusione.

In questa ultima prova invece, misteriosamente, il rame è sparito del tutto, sostituito da una ancora più inspiegabile reazione di fusione nucleare che produce solo nichel 62 e litio 6, senza emettere alcuna radiazione. 

Insomma, ancora una volta la vicenda dell’ECat si rivela più che una pietra miliare nella storia dell’energia, una pietra miliare nella storia della comunicazione, un caso-studio di come una continua fornitura di pirotecnici annunci, risultati mirabolanti e prove “scientifiche” che non provano nulla, a una opinione pubblica in attesa di una soluzione miracolosa ai problemi energetici, riesca a mantenere accesi i riflettori su una vicenda che forse avrebbe già dovuto essere chiusa da tempo.

La relazione del test (pdf)





Commenti

ANALOGY

Nitroglycerin needs only a small stroke or a trigger. How much energy produces?
With a second of the minute of electricity the battery of the car, as is the return on a liter of gasoline?
By analogy, with little ignition energy, which will be the return of cold fusion?
You do not need to think much.

Ma se ci raccontano che un

Ma se ci raccontano che un asino vola è proprio necessario farsi raccontare con precisione qual'è il suo rateo di salita e discesa o quali sono le specifiche caratteristiche del piumaggio delle sue ali?
...o è solo una perdita di tempo?

Aspettiamo fino all'ottobre 2011

Che dire, basta aspettare fino a ottobre 2011, la centrale elettrica in Grecia dimostrerà a tutti che è possibile ottenere energia pulita alla faccia dei petrolieri. Come? Anche ottobre 2014 è già passato? Davvero? E Rossi è ancora lì a fare test circondato dai suoi discepoli?

Non riesco a credere a come sia possibile che dopo anni e anni di annunci fantasmagorici mancati, ben venticinque se consideriamo tutta la fusione fredda, ci sia ancora in giro per il web un mucchio di seguaci che ancora si beve ogni annuncio sparato dall'ultimo arrivato.

Signor Cirro L'ingegnere

Signor Cirro

L'ingegnere citato nell'articolo (che ha una sua azienda, è un delitto? Non c'è comunque nessun conflitto di interesse perchè l'ECat non è al momento una alternativa reale ad altre fonti energetiche...) non fa alcun cenno a leggi fisiche, dice che i metodi usati per misurare il calore sono strani e particolarmente a rischio di dare risultati sbagliati, e che se ne potevano usare altri più semplici e affidabili.

Il Fisico citato non offre spiegazioni, perchè prima di tutto non è convinto che ci sia qualcosa da spiegare, almeno fino a che la dimostrazione non sarà fatta usando i criteri accettati dalla comunità scientifica. Inoltre, per quanto ne sa lui, reazioni di fusione avvengono con emissione di radiazioni, mancando le quali non c'è nessun modo conosciuto di spiegare una trasmutazione come quella ipotizzata. Infine, una ipotesi di spiegazione la devono offrire prima di tutto quelli che hanno fatto i test.

L'Anonimo vuole soprattutto far presente, che prima di ricorrere a complicatissime teorie per spiegare quanto si sarebbe osservato, c'è una spiegazione, amara, se vogliamo, ma molto più semplice e possibile da mettere in pratica.
La truffa, l'alterazione dei dati, il nascondere fatti scomodi, nel mondo scientifico, non sono certo cose sconosciute. Figuriamoci in quello parascientifico.

PS: se Rossi vuole citare qualcuno per diffamazione, nell'articolo ho riportato nome e cognome di un fisico svedese che lo accusa pubblicamente di truffa . Vediamo se Rossi seguirà questa strada, così, finalmente, in tribunale. per provare la diffamazione c'è stata, dovrà dimostrare seriamente, seguendo il metodo scientifico, che l'ECat funzioni.
Attendiamo con ansia questo momento di chiarezza.

Ancora Fango

Quindi abbiamo un ingegnere che ci spiega come le leggi conosciute non spieghino affatto l'e-cat (che novità), il quale è palesemente in conflitto di interessi visto che lavora per InterEnergy. Ma vabbe'...

Giunti al punto di dover dare una spiegazione sul nichel 62 non lo si fa, ma compare una "fonte anonima" che accusa quei ricercatori di truffa (come al solito: che prestigiatore deve essere quel Rossi, li ha fregati proprio tutti dinuovo!). Si capisce quindi perché quella fonte voglia rimanere anonima: fanno così tutti i vigliacchi. Non è cosa saggia farsi querelare per quelle le affermazioni visto che non si ha nessuna prova che Rossi abbia potuto fregare per l'ennesima volta tutti.

Gentile signor Franzi, io con

Gentile signor Franzi, io con Zoccoli ho parlato solo di questo ultimo test, non so nulla delle sue opinioni sui test precedenti. Posso solo immaginare che dal 2011 al 2014, abbia cambiato idea sulla vicenda ECat, come del resto è accaduto a molti.

Misterioso KJ: come si dice le chiacchiere stanno a zero. Il punto è cosa vuole dimostrare Rossi con queste prove?

Se vuole una vera validazione scientifica quali sia la strada da seguire per ottenerla le sa: dia il suo apparecchio a un gruppo di ricercatori DEL TUTTO INDIPENDENTI da lui, che comprenda esperti in misura di calore, e li lasci operare da soli nei modi che riterranno opportuni, così da ottenere una pubblicazione peer reviewed, accettandone poi i risultati.
Se invece vuole continuare a suscitare polemiche, per scopi che ci sfuggono, vada pure avanti con questi test bizzarri e malfatti, in cui il committente interferisce continuamente, che non provano nulla e che si prestano alle interpretazioni più maliziose.
Certo non è che Rossi si possa aspettare, e non credo si aspetti, di realizzare lavori come questo e ascoltare poi osanna da parte della comunità scientifica.

Sul presunto appoggio dell'Accademia delle Scienze svedese, vorrei vedere un link a un comunicato dell'Accademia che lo provi, a meno che non si intenda solo che appartenenti a questa Accademia hanno avuto a che fare con Rossi, il che però non impegna tutta l'Accademia in quanto tale. Ricorda tanto un precedente presunto endorsment dell'ECat da parte della Università di Bologna...

Sulla Industrial Heat, che lei presenta come fosse la General Electric, è una azienda nata nel 2012, su iniziativa di due che si occupavano di bonifiche e smaltimento di rifiuti industriali. Anche se non sembra che questa Industrial Heat si sia mai occupata di industrial heat, non vediamo l'ora di vedere i primi ECat al lavoro in qualche industria in CINA RUSSIA e USA. Altro che confusi test (pseudo) scientifici: che qualcuno spenda milioni di dollari per installare gli ECat e ne sia soddisfatto sarebbe la migliore risposta dare ai persecutori del nuovo Galileo. Peccato sia dal 2011 che Rossi continua a dire che presto comincerà a vendere i suoi dispositivi, ma non pare ne abbia ancora venduto uno...

Noto anche con smarrimento come qualunque semplice operazione possa servire a far luce sul fatto che l'ECat funzioni o meno, come usare un calorimetro, staccare la corrente e vedere se va avanti da solo, fare un confronto nelle medesime condizioni fra ECat "pieno" e "vuoto", in questi test sia sempre resa impossibile da una crudele congiunzione astrale. Ma che sfortuna...

Apprendo infine con sorpresa che ora è il litio a produrre la fantomatica energia, non più il nickel (che pure è miracolosamente trasmutato in massa in questa prova nell'isotopo 62, senza lasciare neanche qualche briciola degli altri isotopi), su cui si sono fondati tutti gli altri test sull'ECat. Così come sono spariti i raggi gamma che Rossi diceva essere presenti nei primi test.
Meglio così, visto che il rame, che dal nickel doveva derivare, come afferma il brevetto del dispositivo, adesso è misteriosamente scomparso dalle "ceneri", mentre l'unica volta che lo si era visto, non essendo proprio del tipo che ci si aspettava, aveva costretto Rossi, che anche allora aveva preparato il campione delle "ceneri" (mistero perchè ai ricercatori non sia consentito farlo da soli...), a una stravagante spiegazione della sua presenza.
Pare insomma che l'ECat fonda tutto quello che ci si mette dentro...magari la prossima volta fonderà pure l'alluminio dell'allumina e provocherà una esplosione termonucleare, chissà....è veramente un apparecchio miracoloso...

@KJ No gamma, no party.

@KJ

No gamma, no party.

Egregio Signor Codegoni, il

Egregio Signor Codegoni,
il Prof. Zoccoli, a proposito di una demo di Ecat nel 2001, ebbe a dichiarare quanto segue:
- “L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole. “ (1)
- “Allo stesso modo, venerdì ho visto la produzione di 15KiloWatt per mezz’ora.” (2)

Dato che altre dichiarazioni del Prof. Zoccoli nelle stesse interviste sono dubitative, l' impressione finale che ne ricavo è di ambiguità: non ho capito se secondo lui quel reattore funziona oppure no.

Sarà possibile conoscere l' attuale posizione del Vicepresidente dell’INFN riguardo la Fusione Fredda in generale e l' Ecat in particolare?

Grazie per l' attenzione.

PF

(1) http://www.galileonet.it/articles/4d36c65872b7ab2278000031
(2) http://nclabs.blogspot.it/2011/01/fusione-fredda-realizzata-bologna-sara...

Commento all'articolo

In queste righe vorrei analizzare il contenuto dell’”articolo”:
“Fusione fredda: l’ECat e tutti i dubbi sul nuovo test”.

Fin dalla lettura delle prime righe del “pezzo” ed anzi fin dal titolo, appare chiaro, quasi fossimo alla scuola elementare, il tema che si è dato l’autore,: quello di screditare Rossi e gli autori del TPR2.
In realtà ci troviamo di fronte, a un collage, una riscrittura mal fatta, di vecchie critiche e temi già noti alcuni dei quali non hanno nulla a che vedere con il report stesso ma servono solo all’autore per fomentare un clima di sospetto e odio contro Andrea Rossi.
Molte sono le affermazioni o marcatamente false o abilmente manipolate.
A cominciare dalla citazione ammiccante e malevola a fatti ( noti ), senza però dire che Andrea Rossi è stato completamente scagionato da quelle vicende.
Continuando col dire che Rossi avrebbe annunciato l’apertura di fabbriche in America, ma dimenticando di dire che gli annunci non stati fatti soltanto da lui ma anche dalla Industrial Heat che ha acquistato i diritti di sfruttamento per USA, RUSSIA e CINA ed ha svolto lei stessa test indipendenti, ora resi pubblici, prima di acquistare la tecnologia.
Il linguaggio con cui ci si riferisce agli ultimi test svolti è quanto becero, poco professionale, pieno di ripetizioni e persino errori grammaticali nell’uso dei pronomi.
Si accusa Rossi di organizzare lui i test, che sarebbero condotti sempre dalla stessa “cerchia” di persone, dimenticando di dire che i nuovi test, svolti per un lungo periodo, erano già stati annunciati dal gruppo di ricercatori nel primo report pubblicato più di un anno fa e sono quindi il proseguimento di un lavoro di ricerca già avviato da anni.
Si trascura anche di dire a questi test hanno partecipato enti esterni, quali l’azienda Elforsk ( l’ENEL Svedese ) e l’Accademia di Svezia ( nota per assegnare ogni anno i premi Nobel ), che vengono ringraziati nel report.
Per cercare di distruggere il contenuto del report, ed attaccare quella testate ben più diffuse e storiche rispetto a quella ove scrive (“Panorama”), l’autore afferma di aver consultato due esperti.

Il primo, un consulente privato, critica il report in generale, anche qui usando un linguaggio inadatto a un professionista. Affermare infatti che nel report i grafici sarebbero stati “messi ad arte” è un vero e proprio insulto e dimostra forse da parte di chi compie questa affermazione una mancanza di preparazione e probabilmente di comprensione dei grafici stessi.
Se non si comprende il contenuto di un report è ovvio che questo ci appaia poco chiaro.
Anche nella parte ove critica la tecnica usata per misurare l’energia, chi è stato consultato dimostra la sua impreparazione. Progettare un calorimetro preciso non è banale come alcuni vogliono far credere e anche un calorimetro ad acqua, così come qualunque altro sistema di misura, potrebbe “essere influenzabile e manipolabile”.
La scelta delle termocamere appare anche giustificata per due motivi fondamentali: 1) non perturbare il sistema dall’esterno con raffreddamento forzato che a quel punto avrebbe fatto parte integrante del sistema di controllo del reattore determinandone il punto di lavoro, ovvero fare in modo che il sistema di misura fosse completamente esterno e indipendente dal reattore stesso, 2) avere una documentazione filmata continuativa per tutta la durata del test del sistema.
Le altre critiche poste sono anch’esse prive di fondamento. Non è possibile infatti giudicare la temperatura da una foto pubblicata come lui fa ! Una foto sì che è manipolabile ! Per misurare una temperatura in base al colore ci vuole un pirometro tarato e preciso !
Inoltre se avesse guardato con attenzione le foto avrebbe visto che il telaio in ferro ( non lamierino ) su cui è appoggiato il reattore ha solo un minimo punto di contatto con esso e anche quel punto è stato isolato ( presumibilmente con pasta di alumina ). Senza conoscere inoltre il punto esatto di inserzione della sonda k e il tipo esatto di lega usata per i cavi non è possibile affermare che questi si sarebbero dovuti fondere.
Questi punti tra l’altro appaiono una copiatura mal fatta da critiche già apparse su altri blog, così come il fatto di non aver “staccato la corrente”, punto che è già apparso nella rete e che non ha fondamento perché per un reattore raffreddato solo con convezione naturale e irraggiamento, il “regime di autosostentamento” è un punto di lavoro estremamente critico e, come specificato nello stesso report, agli autori interessava fare una prova di durata che non avesse potenziali esiti distruttivi, come una delle prime prove documentate nel TPR1, e hanno quindi scelto deliberatamente di porsi in un regime subcritico ben al di sotto delle potenzialità massime del sistema.
Le dichiarazioni riguardanti il fatto che le trasmutazioni isotopiche misurate, non solo con lo spettrometro di massa citato ma anche col metodo SIMS, che NON viene citato nell'articolo, siano frutto di una “frode deliberata” appaiono sorprendenti, eventualmente al limite della diffamazione, e contrastano con quanto scritto nel report ove gli autori, tra i quali spicca un esperto di analisi scientifica forense, affermano di aver controllato ogni operazione fatta da Rossi, fatto questo accuratamente omesso dall’articolo.

Noto che la mancata citazione delle analisi SIMS non appare casuale. Se è vero che esistono isotopi puri in commercio ( ed ovviamente lo sanno anche gli autori del tpr2 ) appare molto complesso costruire in modo artefatto polveri ove negli strati esterni (SIMS) lo spostamennto Li7->Li6 è più marcato rispetto al totale ( spettrometro di massa ). Questo fatto fa pensare che sia il Litio e non il Nickel la vera sorgente di energia e quindi verrebbe a mancare di fondamento anche l'obiezione riguardante la totale trasmutazione del Nichel in NI62, che è il nuclide con energia di legame più alta conosciuto.

Nel frattempo, ed anche questo fatto è omesso dalla cronaca, progressi sono stati fatti indipendente a Uppsala su un possibile modello teorico, che avverrebbe non certo per fusione ( ipotesi per altro scartata dagli stessi autori del tpr2 ) ma per tunneling di nucleoni. Quello Stato e quella Università sostengono questa ricerca.

Per concludere, a mio modesto parere, ci troviamo di fronte ad un’articolo ove numerosi fatti vengono deliberatamente omessi e si cerca in modo solo di dimostrare una tesi preconcetta.
Il contesto ove l’articolo è pubblicato mette in chiara evidenza gli interessi economici in gioco. La vicinanza temporale di un Forum sulle “nuove energie” organizzato tra gli altri dalla stessa testata ove l’articolo è pubblicato mette ancor più in evidenza la cosa.

@ Marcello Ma purtroppo le

@ Marcello

Ma purtroppo le leggi della fisica fin qui nota continueranno ad insinuare che nella macchina non fonde proprio nulla....

Marcello, anche le misure dei

Marcello, anche le misure dei test con ECat ad acqua erano fatte con i piedi e comunque nessuna "multinazionale dell'energia" ha ordinato con la pistola alla testa ai ricercatori di quest'ultima prova di usare le termocamera e fare una figura ancora peggiore.

Quanto alle minacce di azioni legali, sono anni che molti, con nome e cognome, dicono che l'ECat è una truffa, e, chissà perchè, non c'è mai stata un'azione legale...sembra quasi che Rossi e & C temano il fatto che poi in tribunale bisognerebbe dimostrare che truffa non è...

Comunque, ma non erano le "bieche multinazionali energetiche" che volevano fermare il libero scambio di idee su questi temi?
Sembra quasi che i "veri fedeli" come te, odino la libera discussione...siete l'Isis dell'energia...

Auguri!

Ne deduco che non si intende di calorimetria. Quella ad acqua è una tecnica molto precisa, quella infrarossa con le termocamere no, e bosogna fare assunzioni molto prudenti che sottostimano largamente il COP reale. Inoltre le misure da lei citate si riferiscono a reattori progettati in modo diverso e quindi non direttamente confrontabili. Ad ogni modo, dato che nell'articolo si insinua la truffa, ne ho inviato la traduzione a Industrial Heat, suppongo che se ne occuperà presto il loro ufficio legale. In bocca al lupo!

Marcello, forse a te è

Marcello, forse a te è sfuggito quello che è scritto nell'abstract di questo ultimo test

" The measured energy balance between input and output heat
yielded a COP factor of about 3.2 and 3.6 for the 1260 ºC and 1400 ºC runs, respectively. "

I COP ballerini, dagli 11 dei primi ECat ai 3,2 attuali, sono un'altra ragione per cui non si può prendere sul serio questa storia...

PS: fra l'altro, 3,2 di COP vuol dire che, anche se fosse vero, il calore ottenuto sarebbe a malapena sufficiente a riottenere l'elettricità usata dal dispositivo. Un affarone...

Articolo E-Cat

Ma se lei avesse l'invenzione del secolo, regalerebbe la ricetta alla concorrenza o farebbe invece dei test per depistare i comptetitor? La misura calorimetrica è riportata nella recente richiesta di brevetto, e dà un COP 11, ma forse quello le è casualmente sfuggito...

Fenomenologia delle bufale pseudo-scientifiche

Il fenomeno è abbastanza semplice e lo possiamo chiamare ‘ipersemplificazione autogratificante’: io ho un grado di istruzione medio ed una preparazione scientifica medio bassa. Mi affascinano tutti i discorsi sull’energia anche se ne capisco poco, poi un bel giorno arriva qualcuno che mi spiega (con un discorso che a sentirlo sembra anche ragionevole) che le attuali conoscenze scientifiche non tengono conto della tale scoperta o del tal macchinario che fa cose spettacolari, i motivi possono essere i più vari ma che solitamente si identificano con la rigidità e l’ampollosità della scienza ufficiale e a volte con la longa manus dei ‘poteri forti’ che nascondono al mondo la mirabolante scoperta.

Io quindi oggi che ho sposato la pseudo-verità energetica del momento ne so più dello scienziato, del fisico, del chimico, dell’ingegnere che il mondo dell’energia lo hanno studiato bene e ci lavorano ogni giorno ma che basano i loro ragionamenti solo sui numeri e su aride unità di misura (kW, kWh, MJ, MeV, barn…), gli scienziati non vanno oltre, non hanno una mente abbastanza aperta per accogliere le novità ed un cuore abbastanza grande da aprirsi alla speranza.
Io sono buono, loro sono cattivi o quanto meno ottusi, se non in qualche caso collusi con i ‘poteri forti’.

Reality check: non sei buono, non sei ‘open minded’, sei semplicemente ignorante per quanto riguarda la fisica/chimica/ingegneria nucleare, come il 99 e passa % della popolazione, quindi non sentirti troppo solo e fattene una ragione.

Punto.

Bell'articolo. Le cose sono

Bell'articolo.
Le cose sono semplici. Non si misurano radiazioni gamma e quindi lì NON AVVENGONO reazioni di fusione nucleare.
Punto.

Storia comunque svilente, sarebbe da Nobel solo la scoperta (dimostrata) di aver prodotto una piccola frazione di milliwatt attraverso una simile reazione, figuriamoci produrre kW termici in un reattore commerciale, roba da matti.

.... ed un reality check dovrebbero farlo anche quei rappresentanti politici che fanno interrogazioni parlamentari sulla fusione fredda nelle sue tante forme e varianti.
P.S. Una 'fusione fredda' esiste davvero, quella muonica, ma da questa è impossibile ottenere produzione netta di energia.