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UE 2030, con misure adeguate dimezzate importazioni di gas ed emissioni

Alla vigilia del Consiglio Europeo in cui si decideranno i target UE 2030, uno studio di Ecofys mostra quanto siano modesti gli obiettivi sul tavolo. Basta applicare quelle misure di efficienza energetica che si ripagano da sole e mantenere il trend di crescita delle rinnovabili in atto per superare di molto i target proposti dalla Commissione Europea.

Entro il 2030 l'Europa può dimezzare la sua dipendenza dal gas di importazione e ridurre le emissioni di CO2 del 49% rispetto ai livelli del 1990. Dunque molto di più di quanto si sta proponendo di fare. Basta applicare quelle misure di efficienza energetica che si ripagano da sole e mantenere il trend di crescita delle rinnovabili già in atto. Tutto ciò con un non secondario beneficio collaterale in termini di sicurezza energetica e senza costi aggiuntivi per i consumatori. A dirlo è un nuovo studio che arriva proprio a pochi giorni dalla riunione del Consiglio Europeo del 24 ottobre, durante la quale si deciderà sugli obiettivi su clima ed energia dell'UE per il 2030.

Il report (allegato in basso) si intitola "No-Regrets Strategy for Energy Security and Climate Change", cioè più o meno “Una strategia senza rimpianti per la sicurezza energetica e il cambiamento climatico”, ed è stato realizzato per conto della rete dei centri di ricerca e ong Open Climate Network dalla società di analisi Ecofys (la stessa che ha curato per conto della Commissione Europa lo studio su sussidi ed esternalità negative di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi).

I target proposti dalla Commissione per il 2030 li conosciamo: riduzione della CO2 del 40%, miglioramento dell'efficienza energetica del 30% e, per le rinnovabili, l'obiettivo - non vincolante per i singoli Stati - è di arrivare a coprire con queste fonti il 27% della domanda di energia. Target decisamente inadeguati, stando a questo nuovo report.

Sulle fonti pulite, gli autori scrivono che un obiettivo del 27% “non è più grande di quello che si verificherebbe comunque in uno scenario di crescita business-as-usual”. Sulle emissioni, Ecofys stima che solo le misure di efficienza energetica che si ripagano da sole grazie ai risparmi che generano e il mantenimento del trend di crescita delle rinnovabili consentirebbero di superare di ben 9 punti percentuali l'obiettivo della Commissione.

Quanto si potrebbe fare secondo lo studio è sintetizzato dal grafico qui sotto, che mostra consumi e import di gas nel 2012 e in due scenari per il 2030: quello dei target proposti dalla Commissione e uno alternativo in cui si sfrutti il potenziale cost-effective di efficienza e rinnovabili.

Come si vede, l'Europa potrebbe dimezzare la quantità di gas importato senza nel contempo dover aumentare la produzione domestica. Non c'è bisogno di dire cosa questo significhi per la sicurezza energetica dell'UE, che nel 2012 ha importato il 66% del suo fabbisogno di gas e che ha riserve domestiche in declino e sempre più costose da sfruttare.

Nel dettaglio, secondo Ecofys, solo operando sugli edifici con le tecnologie esistenti e cost-effective per l'efficienza energetica si potrebbero tagliare i consumi di gas del parco edilizio europeo di circa il 58%, cosa che ridurrebbe i consumi complessivi dell'UE del 23%. Un altro 5% di riduzione verrebbe dall'industria, che potrebbe tagliare i suoi consumi del 20%, in gran parte con cogenerazione e motori elettrici efficienti.

Il resto verrebbe dal settore elettrico: uno sviluppo “realistico” delle rinnovabili (che per Ecofys significa che le fonti pulite seguano il trend che hanno avuto dal 2000 al 2010 ad oggi) ridurrebbe i consumi di gas del termoelettrico del 63% e quelli totali del 19%.

Tutto questo, come detto, al 2030 farebbe scendere le emissioni del 49% rispetto ai livelli del 1990. Se a questo si aggiungono gli interventi che si possono realizzare negli altri settori, come nei trasporti e nell'uso del suolo, è chiaro come obiettivi ben più ambiziosi siano concretamente raggiungibili.

A No-Regrets Strategy for Energy Security and Climate Change - executive report, pdf

A No-Regrets Strategy for Energy Security and Climate Change - technical report, pdf





Commenti

Obiettivi fasulli

Concordo con quanto riportato in questo articolo che corrisponde a quanto avevo segnalato già più volte.
Gli obiettivi europei sono in realtà un tentativo di controllare, condizionare, calmierare, lo sviluppo delle rinnovabili che se lasciate semplicemente libere, assoggettate alle sole leggi del mercato, svilupperebbero più del doppio di quanto fissato da tali obiettivi e manderebbero in fallimento le stesse lobby petrolifere.

Saluti