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Dl Competitività, sì della Camera. Su FV e catasto impegno del Governo

La Camera approva il ddl di conversione del decreto n. 91/2014, ora al Senato per il passaggio finale. Sulla questione fotovoltaico e catasto, affrontata in un emendamento poi stralciato, l'Esecutivo si impegna a intervenire con la delega fiscale. Il testo e un riepilogo delle modifiche.

(Aggiornamento 8 agosto: il ddl di conversione ha ottenuto anche l'approvazione definitiva del Senato)

Via libera dell’Aula della Camera al decreto Competitività, che contiene il pacchetto di norme "taglia-bollette", tra le quali lo spalma-incentivi e la norma che obbliga a pagare parte degli oneri di sistema anche sull'elettricità autoconsumata. Il testo, approvato con 299 voti a favore, 152 contrari e sette astenuti, è tornato al Senato per l'ultimo passaggio prima di diventare legge: già questa mattina è all'esame delle Commissioni X e XIII di Palazzo Madama.

L'ultima novità per il fotovoltaico riguarda la questione delle rendite catastali. Come sappiamo un emendamento introdotto dalle Commissioni VII e X della Camera, ma poi stralciato per il parere negativo della Commissione Bilancio e della Ragioneria dello Stato, tentava di correggere la normativa fiscale attuale, disponendo che un impianto FV al servizio di un edificio comporti la rivalutazione della rendita catastale dell'immobile solo qualora superi i 7 kW di potenza e il 40% del valore della rendita stessa (mentre attualmente si deve ricalcolare il valore catastale se l'impianto è di più di 3 kW e oltre il 15% della rendita, si veda qui).

Nonostante lo stralcio della modifica dal ddl, su questo problema ieri si è riusciti ad ottenere un impegno dal Governo. L'Esecutivo, accogliendo (ma riformulando) un ordine del giorno proposto da Crippa (M5S, primo firmatario dell'emendamento stralciato) si impegna "ad adottare, nell'ambito dell'attuazione della delega fiscale di cui alla legge n. 23 del 2014, misure volte a rivedere i criteri di cui alla circolare dell'Agenzia delle entrate (la n. 36/E del 2013), prevedendo requisiti e condizioni per l'esonero dalla variazione della rendita catastale dell'immobile che ospita impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 7 kW e che determinano un incremento della rendita catastale inferiore al 40 per cento".

Altro ordine del giorno accolto come raccomandazione quello di Capelli (Centro Democratico) a proposito della norma che rende essenziali tutti gli impianti termoelettrici siciliani oltre i 50 MW inserita nel decreto al Senato: si impegna il Governo "a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni” al fine di intervenire, per quanto di sua competenza, attraverso ulteriori iniziative anche rivolte alla Sardegna.

Tornando al ddl vero e proprio, come detto manca poco perché diventi legge, riepiloghiamo dunque, per chi non abbia seguito, le novità apportate nell'iter di conversione rispetto al decreto (che trovate qui).

Come abbiamo riportato, le Commissioni Ambiente (VII) e Attività produttive (X) della Camera hanno apportato novità positive per fotovoltaico e rinnovabili in autoconsumo, come l'estensione a 500 kW del limite di potenza per accedere allo scambio sul posto. E l'esenzione dal pagamento degli oneri di sistema per l'energia prodotta da impianti sotto ai 20 kW di potenza.

Altra correzione bene accolta dal mondo delle rinnovabili in tema di autoconsumo quella apportata dal Senato sulla norma che impone di pagare parte degli oneri di sistema anche sull'energia autoconsumata: si pongono dei limiti agli aumenti futuri della quota da pagare, aumenti che erano tra gli aspetti più criticati della misura dato che, nella formulazione del decreto, creavano grande incertezza per i progetti ancora da realizzare, con il rischio di frenare la diffusione del fotovoltaico non incentivato.

In pratica la modifica approvata stabilisce che le eventuali rimodulazioni della quota di oneri da pagare, che saranno effettuate a cadenza biennale, varranno solo per gli impianti non ancora in esercizio al momento in cui gli aumenti verranno deliberati. Inoltre la quota da pagare non potrà salire di più di 2,5 punti percentuali per ogni aggiornamento biennale.

Sempre al Senato è stato ridisegnato lo spalma-incentivi per gli impianti fotovoltaici sopra ai 200 kW, una riscrittura che però non sembra sanare gli aspetti più critici di questa norma controversa (si veda questa analisi di un legale). La norma come modificata prevede due opzioni di rimodulazione degli incentivi (su 24 o su 20 anni), oppure un taglio la cui entità dipende dalla potenza dell'impianto e mette in campo un meccanismo di risoluzione anticipata delle erogazioni mediato da un soggetto finanziario terzo (qui il testo approvato dal Senato, pdf, mentre in questa intervista ci siamo fatti spiegare come funziona il nuovo spalma-incentivi). Tra le modifiche apportate alla Camera su questo punto un ritocco all'opzione dei tagli per scaglioni di potenza: passa dal 5 al 6% la riduzione per le taglie da 200 a 500 kW e scende dal 9 all'8% il taglio per gli impianti sopra ai 900 kW.

Il testo del ddl approvato dalla Camera (pdf)

 





Commenti

Roberto (ahaha sempre lui!)

Roberto (ahaha sempre lui!) dixit:

"Riprova a commentare senza pensare al portafoglio, per una volta!

R."

...se pensassi a fare soldi non me ne starei certo qui a risponderti!
Però dobbiamo riconoscere che tra tutte le minchiate la tua è sempre una spanna sopra tutte: ora esce fuori che le tue teorie "saggiamente" nucleariste sono dettate da pura e semplice passione per il bene collettivo e metafisica spinta etica!
E nel merito...magari averla una politica alla Energiewende qui in Italia: tu saresti già a spalare scorie radioattive!

Nicrix, tempo fa si trovò una

Nicrix, tempo fa si trovò una bella metafora per questa assurdità: è come far pagare una tassa speciale per la manutenzione delle strade a uno che ha deciso di ridurre i consumi di benzina andando al lavoro a piedi, perchè così riduce la platea di quelli che pagano le tasse sui carburanti, che servono anche a mantenere le strade...

La circolare che fa cassa..?

La cosa comica è che la circolare sul Fv-Catasto non è stata corretta (da comitato controllo ragioneria-bilancio) perchè creerebbe un ammanco di cassa...quindi la circolare è uscita per questo? Per fare cassa?
Il fatto è che la circolare è talmente recente che neppure si sa di che cifre si parli! In più non credo proprio che le famiglie che installeranno il FV andranno ad accatastarselo!
La circolare è talmente sconclusionata e illogica che, al primo ricorso in sede amministrativa, crollerà di certo. Idem sull'autoconsumo: la norma, una volta impugnata in sede giurisdizionale, non avrà vita lunga...non vedo che tipo di logica possa avere l'idea di tassare una forma di autoconsumo di un bene auto prodotto. E che servizio riceverei in cambio dallo Stato (o dalla rete elettrica) per dovere pagare una tassa del genere? Nulla, infatti la ratio della norma è assurda: siccome si riduce la base imponibile (cioè la platea di coloro che devono pagare gli oneri di rete, il cui numero cala dato che in molti frattanto si stanno installando il FV) allora tasso il tuo autoconsumo dell'energia solare autoprodotta. Una minchiata colossale...