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Fine incentivi rinnovabili elettriche non FV, la rassicurazione del MiSE

L'allarme per la fine prossima degli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico “è eccessivo”. E in ogni caso “subito dopo l’estate si tireranno le somme e si valuterà il da farsi per il futuro, consapevoli che non possiamo e non vogliamo fermare lo sviluppo delle fonti rinnovabili”, ha spiegato il viceministro allo Sviluppo Economico.

L'allarme per la fine prossima degli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico “è eccessivo”. E in ogni caso “subito dopo l’estate si tireranno le somme e si valuterà il da farsi per il futuro, consapevoli che non possiamo e non vogliamo fermare lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. E questa la rassicurazione che arriva dal viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, sentito in audizione dalle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, riguardo alla notizia del possibile esaurimento delle risorse da destinare alle FER elettriche non FV già nei primi mesi del 2015 (testo allegato in basso).

Come avevamo riportato, la previsione sull'esaurimento delle risorse messe a disposizione dal decreto 6 luglio 2012 fatta di recente da Vittorio Chiesa, direttore dell'E&S Group e confermata da Francesco Sperandini, direttore operativo del GSE, è che il tetto dei 5,8 miliardi venga raggiunto già nei primi mesi del 2015.

Attualmente, mostra il contatore GSE, aggiornato al 28 febbraio, sono stati stanziati 5,037 miliardi di euro. I 5,8 miliardi saranno probabilmente raggiunti prima di quanto previsto in precedenza, oltre che per gli stanziamenti per registri e aste in corso, per la discesa del PUN, il prezzo dell'elettricità all'ingrosso (alla quale, ironia della sorte, proprio le rinnovabili hanno contribuito) dato che essendo parte degli incentivi a tariffe fisse omnicomprensive più il prezzo di vendita dell'elettricità cala, maggiore è la quota da integrare prendendola dal 'monte incentivi'.

Il decreto non prevede altri stanziamenti una volta esauriti i 5,8 miliardi. Se la politica non introdurrà nuove forme di sostegno, dunque, da inizio 2015 le rinnovabili potrebbero affrontare un salto nel buio con probabile schianto.

Ed è qui che arriva la rassicurazione del MiSE: “Alcuni commentatori – ha rimarcato De Vincenti in audizione - hanno lanciato l’allarme sulla possibilità che il tetto di 5,8 miliardi di euro sia raggiunto entro l’anno, per effetto di due cause: l’impegno di spesa che conseguirà alla terza procedura di aste e registri e il concomitante (e atteso) calo del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (…). Al momento, l’allarme pare eccessivo. In ogni caso, terminato questo primo periodo di applicazione delle nuove modalità di incentivazione, subito dopo l’estate si tireranno le somme e si valuterà il da farsi per il futuro, consapevoli che non possiamo e non vogliamo fermare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma che comunque è doveroso continuare a favorirne il calo dei costi e l’integrazione nei mercati, peraltro in linea con i nuovi orientamenti europei sul tema, di cui si dirà nel seguito”.

Il testo dell'audizione (pdf)