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Rallenta il calo dei costi degli impianti FV in Italia. Lo storage verso la convenienza

Nel 2013 la riduzione del costo chiavi in mano degli impianti fotovoltaici è rallentata, attestandosi nel 2013 al 12-18% in meno rispetto al 2012. Il prezzo dei moduli FV si è stabilizzato per effetto delle misure anti-dumping. Nel frattempo cresce l'offerta e scendono i costi dei sistemi di accumulo. I dati dall'ultimo Solar Energy Report dell'Energy & Strategy Group.

In Italia continua la riduzione del costo chiavi in mano degli impianti fotovoltaici, ma il calo degli ultimi tempi è rallentato e, per quel che riguarda i moduli, si è temporaneamente arrestato. Nel frattempo cresce l'offerta e scendono i prezzi dei sistemi di accumulo. È questa la fotografia scattata dall'ultimo Solar Energy Report, report interessante per capire dove sta andando il mercato del fotovoltaico in Italia, che l'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano presenterà il prossimo 10 aprile, ma che QualEnergia.it ha potuto sfogliare in anteprima (qui altre anticipazioni dal rapporto).

Nel 2013 il prezzo chiavi in mano degli impianti è sceso in media dal 2012 in un range compreso tra il 12% per il segmento residenziale (< 20 kW) e il 18% del segmento delle centrali (> 1 MW). A spingere in basso i prezzi è stato soprattutto l’effetto «inventory», legato a moduli e altri componenti accumulati nei magazzini della filiera di distribuzione e soggetti - almeno in parte - a fenomeni di «saldo» associato alla riduzione del costo delle componenti «inverter» e «progettazione e installazione», che hanno seguito il trend già mostrato nel 2012.

Per quel che riguarda i nuovi moduli FV immessi sul mercato nel corso del 2013 c'è stata invece una sostanziale stabilità. Il calo dei prezzi, spiegano gli autori del report, si è arrestato per l’effetto diretto delle misure anti-dumping adottate a livello comunitario fin da marzo 2013 e confermate a dicembre 2013, ma anche per la contrazione del mercato europeo dello scorso anno (-42% circa, da 17,5 GW nel 2012 a 10,2 GW nel 2013), che ha reso meno rilevanti le importazioni di prodotti di provenienza asiatica, e dunque contribuendo a ridurre l’incidenza di questi ultimi sulla formazione del prezzo medio rilevato.

Guardando più nello specifico, si registra tuttavia un diverso andamento per le differenti tecnologie: un incremento del prezzo medio (tra l’8 e il 9% su base annua) delle tecnologie al silicio mono e poli-cristallino sul mercato spot europeo; una sostanziale stabilità del prezzo dei moduli CdTe; una contrazione del 7% su base annua della tecnologia al silicio amorfo. I prodotti di provenienza europea, statunitense e giapponese hanno mostrato una riduzione nel prezzo medio compresa tra il 12 e il 15% su base annua, ben più contenuta rispetto agli anni passati (-26% su nel 2012 e -38% nel 2011), mentre è addirittura salito del 10%, su base annua, il prezzo dei prodotti al silicio mono e poli-cristallino made in China, per i citati effetti dell’anti-dumping.

Lo stop nel crollo dei prezzi non ha comunque portato grande sollievo ai produttori italiani di moduli: i livelli medi di marginalità – si spiega - rimangono negativi, a causa delle difficoltà incontrate nel ridurre ulteriormente i costi di produzione. In particolare, per i moduli al silicio risulta difficile raggiungere nuovamente valori di marginalità sostenibili o almeno paragonabili ai valori del 2010, mentre va un po’ meglio nel caso dei moduli CdTe e a-Si (amorfo) che hanno visto scendere il costo di produzione grazie alla maggiore efficienza di conversione dei moduli prodotti (in alcuni casi superiore al 12%) resa possibile dai risultati ottenuti in termini di R&D nel corso del 2012.

Il trend atteso fino al 2020 per il prezzo dei moduli sul mercato europeo prefigura una riduzione, su base annua rispetto ai valori correnti, compresa nel range -2% (nei primi anni) e -8% (a partire dal 2016), decisamente più contenuta rispetto ai -26% del 2012 e -40% del 2011. Pare quindi ragionevole ipotizzare – prevedono dall'Energy & Strategy Group - valori al 2020 sotto la soglia dei 50 c€/Wp nel caso dei moduli al silicio e prossimi ai 40 c€/Wp nel caso del film sottile.

Tali previsioni sui prezzi si ancorano a tre principali fattori. Il primo è la definitiva uscita dalla condizione di oversupply per le fasi a monte della filiera, dovuta anche al fenomeno di consolidamento del settore; il secondo è la minore incidenza sul mercato europeo dei moduli di provenienza cinese, causato dall’effetto indiretto di misure di compensazione anti-dumping e dal minor ricorso a politiche aggressive di prezzo da parte di operatori asiatici sui mercati internazionali a seguito della crescita del loro mercato interno; mentre il terzo fattore è l’aumento della domanda globale. A tal proposito l'Energy & Strategy Group prevede un mercato annuo complessivo in crescita da 41 GW nel 2014 a 73 GW nel 2020. Come abbiamo già scritto alcune società di consulenza hanno previsioni anche più ottimistiche e parlano di 50 GW al 2014 e 100 GW già nel 2018.

Una parte dell’analisi del report si è poi concentrata sui sistemi di storage. Coerentemente con gli annunci già fatti nel 2012, nel 2013 si è riscontrato un effettivo incremento dell’offerta, trainato dalle riduzioni dei costi e dall’incremento dei rendimenti.

In particolare, si sono registrati importanti riduzioni dei costi nelle tecnologie dello storage elettrochimico, soprattutto in riferimento alle batterie al piombo acido, che, si sottolinea, rappresentano la soluzione più adatta alle applicazioni per il mercato residenziale e piccolo commerciale (< 20 kWp) e che presentano una capacità di storage variabile tra i 2,5 e i 15 kWh. Tali riduzioni sono da imputarsi sia all’ottimizzazione delle tipologie di batterie e relativi sistemi di controllo, che all’ingresso sul mercato italiano – a dire il vero ancora embrionale – di diversi player internazionali che contribuiscono a incrementare il livello di competizione sui parametri costi-performance.

Valutando il costo al kWh risparmiato, definito come rapporto tra il costo di investimento nella tecnologia di storage e il totale dell’energia che può essere accumulata nel corso della vita utile complessiva della stessa – annuncia il Solar Energy Report - risulta evidente come sia la tecnologia al piombo acido che quella al litio si stiano avvicinando alla soglia di convenienza (pur con forti range di variazione derivanti dalla diversa combinazione di costo/performance), convenzionalmente fissata pari al prezzo di acquisto dell’energia elettrica dalla rete.

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Commenti

@nick74 ... e pensa che se

@nick74
... e pensa che se anche tutti gli Italiani facessero quello che tu dici che farai non si arriverebbe neanche a soddisfare 1/4 della domanda elettrica sel paese.

Riprova.

R.

Evgalois...

Si. Ti sbagli.
Ma entro un anno - se le cose andranno come devono - avrò una casa (di proprietà) in cui sono già previsti 6 kWp FV, una pompa di calore aria-acqua, ventilcovettori, oltre a cucina a induzione: zero gas.
E se mi fate incazzare metto pure l'accumulo!

Nick74, dallo scenario

Nick74, dallo scenario idilliaco che descrivi, sembra tu abbia dei bei pannellini sul tetto. Mi sbaglio?

Si si d'accordissimo che

Si si d'accordissimo che risparmio (con rinuncia) è una cosa e efficienza energetica un' altra.... ma la questione è che semplicemente mettendo un impianto FV sul tetto non è che io consumatore divento più efficiente negli usi finali di energia.
Non a caso in ambito europeo gli obiettivi di efficienza energetica e penetrazione di FER sono disgiunti.

Caro GB

Caro GB...

Lasciare intendere che certi obiettivi siano stati centrati spegnendo qualche lampadina o cambiando auto è semplicemente ridicolo. Punto e basta.
Dire ciò (o difendere ciò, come implicitamente stai facendo tu) porta a confondere il risparmio energetico con l'efficienza: un errore grossolano. Da quello che dite (tu e lo spot) sembra quasi che famiglie e imprese italiane si divertano a consumare energia (per poi pagare salassi in bolletta). Evidentemente siamo all'ultima spiaggia degli anti rinnovabili...
Ancora più ridicolo è dire che il nucleare non è la fonte perfetta perché "divide" quando in realtà (a parte molte altre controindicazioni) è semplicemente inutile: basterebbe solo pensare al fatto che l'apporto del famoso nucleare berlusconiano (a quest'ora staremmo ancora a costruire le centrali previste...) è stato già offerto dal fotovoltaico installato in 4 anni.
Infine, sole e vento non solo NON SONO cari, ma - per la verità - hanno un costo che nel tempo resta sempre lo stesso: zero.
A differenza di tecnologie soggette ad incrementi inflattivi.
Se pure volessimo prendere sul serio certe argomentazioni e fare un semplice calcolo business as usual (a inflazione zero) che quadro avremmo?

In 10 anni un famiglia Centro-Italia di 4 persone con attuali bollette energetica (luce-gas) di 2.000 euro pagherà 20.000 euro.
SE, negli stessi 10 anni, la stessa famiglia passasse alle rinnovabili (FV+boiler pdc oppure solare termico) NON pagherebbe 14.000 euro di bollette (pensa quanta energia "sporchetta" primaria non consumata) e si vedrebbe restituito il 60% (50+65%) di quanto investito con le detrazioni (circa 6.000 euro).
Al netto dell'inflazione (che - ti ripeto - colpisce le fossili e non le rinnovabili!) c'è una differenza che, a volere stare stretti, è di circa 15-14.000 euro a favore delle rinnovabili.
E nei 10 anni successivi va ancora meglio perché ai benefici precedenti si aggiunge il fatto che l'impianto è divenuto di proprietà (lo si è finito di pagare, quindi zero spese, tolta un pò di manutenzione).
Considera, infine, che nei calcoli sono stato molto cauto nel dare vantaggi alle rinnovabili...

... e poi dopo aver valutato

... e poi dopo aver valutato gli indubbi (ma limitati) benefici delle FER dal punto di vista dei consumi lordi di energia primaria affrontiamo la questione degli obiettivi di efficienza energetica indicati dalla Ue che riguardano solo gli usi finali ed in cui il contributo delle FER si fa piuttosto evanescente.

@ Nicrix e Giacomo Efficienza

@ Nicrix e Giacomo

Efficienza energetica vuol dire minore consumo di energia primaria, avete fatto due conti per vedere i TWh prodotti dalle nuove fer (escluso vecchio idro) a che risparmio di energia primaria corrispondono?
Avete poi valutato se nel calo del Consumi lordi dai circa 200 MTep del 2005 ai diciamo circa 170 MTep del 2012 il contributo delle FER (elettriche e termiche) è stato il fattore più determinante?

PS Sole e vento SONO cari.

CONCORDO PIENAMENTE

con Nicrix, avevo visto anche io questa sintesi creata ad arte. Della Rai si può dire che si paga un canone più che raddoppiato da quando è entrato l'euro, non la prima volta che và contro le rinnovabili.

Simpatico spot RAI sull'efficienza energetica...imperdibile!

Sui canali RAI sta cominciando a girare uno strampalato spot sull'efficienza energetica. Lo spot (o presunto tale), dovrebbe essere una specie di tributo all'europeismo fonte di virtù - che, evidentemente, non avremmo mai seguito - e lascia intendere che l'Italia ha raggiunto i suoi obiettivi climatico-energetici spegnendo le luci di casa e mettendo qualche led in garage...o magari cambiando l'automobile. Lo spot omette, "stranamente", non solo il fatto che la crisi ha ridotto i consumi ma soprattutto che i successi del nostro Paese in questi anni su 20-20-20 e dintorni sono stati possibili solo grazie al fortissimo impatto delle energie rinnovabili (che nello spot vengono definite costose ("il sole e vento sono cari"). Lo spot, come dicevo, fa credere che tutti i benefici citati dipendano dallo spegnere (o meglio: dall'avere spento) qualche lampadina, cambiare un braccio robotizzato in azienda (cosa che fanno tutti...) e cambiare auto (questo non è costoso?) o altre amenità che più o meno faranno risparmiare 30 euro l'anno a una famiglia media. Il tentativo meschino è quello di mettere sullo stesso piano le costose importazioni di prodotti fossili inquinanti come gas, petrolio e carbone (aventi costi sanitari per milioni di euro e centinaia di morti per ogni singola centrale a carbone) e le rinnovabili (che quelle costose importazioni di fossili da paesi instabili e dittatoriali hanno evitato). Imperdibile, infine, la chicca sul nucleare: sapete perché anch'essa non è (purtroppo?) la "fonte perfetta"...?

Se volete farvi un'idea (e qualche risata...amara) questo è il link:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-024e265f-a24a-49b...