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Sistemi di accumulo, ecco le regole proposte dall'Autorità

Compatibilità con incentivi, obblighi di misurazione, modalità di accesso alla rete. Con la pubblicazione di un documento di consultazione, l'Autorità inizia a scrivere le attese regole per i sistemi di accumulo, già oggetto di aggiornamenti delle norme CEI. Documento e sintesi dei punti più importanti. Per osservazioni il termine è il 31 gennaio 2014.

Con la pubblicazione, nei giorni scorsi, di un documento di consultazione, l'Autorità per l'Energia inizia a scrivere le attese regole per i sistemi di accumulo, già oggetto di aggiornamenti delle norme CEI e gelati dalla recente moratoria provvisoria del GSE, che, proprio in attesa di un quadro normativo chiaro, ha impedito l'accesso agli incentivi agli impianti che installano le batterie.

Il Dco 613/2013/R/eel (allegato in basso), si occupa appunto degli accumuli "domestici", escludendo esplicitamente i sistemi di accumulo installati dai gestori di rete e dunque i progetti pilota sui quali sta lavorando Terna. Scopo: “definire le modalità di accesso e di utilizzo della rete pubblica nel caso di sistemi di accumulo, nonché le misure dell’energia elettrica ulteriori eventualmente necessarie per la corretta erogazione di strumenti incentivanti o di regimi commerciali speciali”.

L'Autorità ritiene che ai fini della connessione alle reti pubbliche ai sensi del TICA, le batterie debbano essere trattate come impianti di produzione a fonti non rinnovabili. Ci si propone comunque di prevedere degli “strumenti che consentano flessibilità e semplicità, soprattutto nel caso di sistemi di accumulo installati presso impianti di produzione di energia elettrica già esistenti (anche impianti fotovoltaici ad uso domestico) per i quali appare eccessivamente complicata e priva di effetti pratici la definizione di nuove unità di produzione dedicate ai sistemi di accumulo e completamente indipendenti dall’impianto di produzione stesso”.

Transitoriamente, “fino al completamento di valutazioni in merito alle modalità di installazione e di utilizzo dei sistemi di accumulo anche ai fini della fornitura di servizi di rete”, la proposta Aeeg è che per gli accumuli si applichi quanto previsto per gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento (cioè i corrispettivi a forfait nel caso di sistemi da connettere alle reti di media o bassa tensione; i corrispettivi correlati ai costi effettivi e proporzionali alla potenza, senza però lo sconto previsto per le fonti rinnovabili, nel caso di sistemi da connettere alle reti di alta e altissima tensione).

Il documento tratta poi il tema della compatibilità con gli incentivi (pagina 11, punto 3.5), che come sappiamo è stata temporaneamente esclusa dal GSE. “Nel caso di impianti di produzione che accedono ai certificati verdi ovvero al conto energia fotovoltaico ovvero al conto energia solare termodinamico, ai fini della corretta erogazione dei predetti incentivi – si legge - la misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dai sistemi di accumulo si rende necessaria solo nel caso di sistemi di accumulo lato produzione”.

Incompatibilità tra accumuli e incentivi – secondo le regole proposte – ci sarebbe solo nel caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto incentivati con il primo conto energia: “Ciò poiché, per tali impianti, l’energia elettrica incentivata è quella prodotta e consumata in sito, anche per il tramite dello scambio sul posto; la presenza di sistemi di accumulo potrebbe alterare la quantità di energia elettrica ammessa a beneficiare degli incentivi, senza alcuna possibilità di controllo".

Inoltre – si specifica - nel caso di impianti di produzione che accedono alle tariffe omnicomprensive, ai fini della corretta erogazione dei predetti incentivi, la misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dai sistemi di accumulo appare sempre necessaria. Non è invece richiesta la misurazione per impianti realizzati in scambio sul posto, né in ritiro dedicato, fatto salvo il caso in cui si acceda ai prezzi minimi garantiti.

Per far sì che le batterie possano accedere ai servizi di sistema e al mercato dell'energia, Terna, GSE e i distributori dovrebbero adeguare i propri sistemi informatici e i propri flussi informativi entro il 31 dicembre 2014. Con avvio delle modalità transitorie per l'applicazione del Dco dal marzo o aprile dell'anno prossimo. Per presentare osservazioni al documento di consultazione il termine è il 31 gennaio 2014.

Il documento 613/2013 (pdf)





Commenti

Accumuli cattiva delibera ma modificandola si fa sviluppo vero.

1.Chi dice che è una nuona delibera se ne frega dello sviluppo perchè è una delibera sbagliata fatta dalla lunga mano fossile
2.Il gas in riserva o bilanciamenti deve andare in pensione ed insistere sul capacity payment significa distruggere lavoro e ricchezza paese
3.la delibera AEEG non tiene conto dei 100 diversi sistemi di stoccaggio che vanno visti tutti assieme gravitari e chimici e non solo batterie le piu' care al mondo
4.ho calcolato leggendo bene Ademe che ha scritto un Report splendido da me consegnato a MISE e AEEG che se il Governo stanzia 10 miliardi in totale annuo per 10 anni,abbiamo che i sistemi gravitari o piano acqua Caffese darebbero investendo 5 miliardi annui 720.000 posti lavoro per 123 miliardi annui di fatturato.Tutti gli altri sistemi chimici pur stanziando 5 miliardi di incentivi darebbero 4-5000 posti.
5.boccio la delibera AEEG perchè è burocrazia allo stato puro senza vision sviluppo e posti
6.gli incentivi sono scritti benissimo nel report Ademe dove sono indicati i costi in euro al MWh di ogni tecnologia e si deve premiare quella che costa meno e non di piu' come si fece con il solare,sbagliando o vento in mare che in italia non decolla per l'opposizione regionale
7.L'acqua dovrebbe mettere tutti d'accordo perchè produce a 20 euro il MWh ma Assoelettrica,Eni,Enel,a2a,..vogliono i 100 euro a MWh del gas e non vogliono che io produca syngas dall'acqua e mare.
8.La delibera AEEG non è di stoccaggi moderni ma è una delibera per accumuli al costo piu' caro possibile,premiando chi impiega meno persone,percio' è contro lo sviluppo durevole e contro lo jobs act Renziano.

E' un buon documento, da trasformare presto in delibera vigente

Ho letto nei giorni scorsi tutto il documento di consultazione sui SDA. Come sempre tutto è perfettibile, ma esso appare come un buon documento per aprire finalmente, anche se con gradualità, il mercato dei sistemi di accumulo domestici ed di quelli abbinati agli impianti a FERNP di taglia media per aumentarne la programmabilità e in un prox futuro per erogare servizi di rete. E' ora importante che dopo la scadenza dei termini per la consultazione (31.01.14) la delibera vera e propria dell'AEEG esca presto e che il GSE ed i distributori si attrezzino con solerzia, predisponendo entro poche settimane (e non prendendosi molti mesi di riflessione) gli adempimenti attuativi - soprattutto per il primo periodo transitorio - di loro competenza (regole per la gestione dei flussi informativi relative alle misure dell'energia prelevata, acculata e reimmessa in rete, in specialmodo per le situazioni di SDA abbinati ad impianti FER esistenti ed incentivati o aderenti a regimi "semplificati" (SSP e RID-Prezzi minimi garantiti). Voto all' AEEG: 7