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Eolico offshore in Adriatico. Rimini ci prova

Presentati i risultati della campagna anemometrica promossa dalla Provincia di Rimini: incoraggianti, anche se servono tecnologie specifiche. Caldeggia l'eolico off shore anche l'assessore al Turismo della Regione: "avrebbe un effetto scenografico di valorizzazione di un mare piatto e creerebbe micro-oasi di biodiversità".

Eolico off shore in Adriatico. Dopo l'affondamento (metaforico eh!, ndr) del primo parco eolico off shore in Molise alcuni anni fa e lo stop dato dal Consiglio di Stato a inizio 2013 a un campo, sempre off shore un poco più a nord, ora è la volta dell'Emilia Romagna che prova a creare le condizioni favorevoli a un campo eolico di questo tipo davanti alla città balneare per eccellenza: Rimini.

I risultati delle prime campagne anemometriche condotte al largo della città romagnola sono stati presentati nei giorni scorsi a Ecomondo, nell'ambito dell'Off Shore Day. Misure di precisione, realizzate grazie alla collaborazione di Eni, che ha consentito l'installazione sulla propria piattaforma metaniera Azalea B di un anemometro di ultima generazione, lo ZephirIR 300 - Wind Lidar, che permette la misura a dieci altezze differenti. La ventosità, infatti, è l'unico ingrediente di cui si deve accertare bene la presenza, perchè le acque al largo di Rimini per il resto sembrerebbero essere l'ideale per lo sviluppo dell'eolico off shore, vista la presenza del vicino porto di Ravenna per la movimentazione dei materiali, la presenza delle infrastrutture elettriche e i fondali marini poco profondi.

Attore principale dell'iniziativa è, caso raro, un ente locale e più precisamente la Provincia di Rimini che già da un paio d'anni ha inserito lo studio di fattibilità del campo eolico off shore all'interno del progetto europeo "4Power" di cui è partner. E la Provincia in questo quadro ha degli obiettivi precisi per quanto riguarda le energie rinnovabili: ridurre il consumo delle energie fossili del settore turistico e del terziario che pesano per un buon 30% sul totale dei consumi della Provincia. «Si tratta di un progetto quello dell'eolico off shore che si inserisce bene con altre iniziative, come il "bagnino sostenibile", il progetto europeo Adriacold sui sistemi di raffrescamento e il piano energetico provinciale», ha detto in apertura l'assessore all'Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba, mentre Alberto Rossini, dirigente dell'Area energia della Provincia ha fatto il punto su quali siano gli strumenti della Pubblica Amministrazione per lo sviluppo dell'off shore.

Si è trattato, dobbiamo essere franchi di due interventi inusuali per una Pubblica Amministrazione poichè di solito si osserva la PA, e specialmente gli Enti Locali, inseguire l'evoluzione delle rinnovabili anziché pianificarne in maniera organica l'utilizzo del territorio. «Gli obiettivi del progetto 4Power sono in primo luogo l'identificazione delle migliori pratiche in relazione ai differenti quadri normativi nazionali e regionali, la condivisione degli obiettivi, l'analisi delle tecnologie e il coinvolgimento degli stakeholder. - ha detto Rossini durante il suo intervento - Per lavorare meglio e con buoni risultati è necessario definire una procedura consolidata per la consultazione pubblica dei cittadini e degli attori sociali, ispirandosi al modello del public debat francese, una quota degli incentivi deve essere destinata al territorio, per favorire l'accettabilità sociale degli impianti ed è necessario favorire lo scambio sul posto anche per gli impianti medio-grandi al fine di per superare la logica della sindrome nimby».

In questo specifico caso, secondo la Provincia di Rimini, la Pubblica amministrazione può avviare sperimentazioni specifiche, come quelle anemometriche, tracciare un quadro di riferimento degli obiettivi, avviare collaborazioni con altri soggetti pubblici e privati e favorire la cultura del cambiamento attraverso l'acquisizione di informazioni specifiche. In sintesi fare politiche per la sostenibilità che in questo caso sono il giusto mix tra la gestione di progetti industriali e la tutela degli aspetti ambientali e sociali.

Per quanto riguarda la campagna anemometrica i risultati sono incoraggianti se inquadrati in un contesto specifico (vedi grafici sotto). «Durante i mesi di vento forte come febbraio 2013 la velocità del vento è compresa tra i 6,6 m/s a 25 metri e i 7,04 m/s a 100 metri, mentre per quanto riguarda i mesi deboli come quelli estivi ad agosto si passa dai 3,34 m/s a 25 metri ai 4,87 m/s a 100 metri.- ha affermato Joerg Schweizer, ricercatore presso il Dicam, dell'Università di Bologna nell'illustrare i risultati - La densità media di potenza del vento è di 312 W/m2 cosa che pone il sito in seconda classe».

Si tratta di una potenza non disprezzabile ma che presenta dei problemi di redditività alle turbine commerciali odierne, poichè i modelli attualmente in commercio avrebbero un fattore d'utilizzazione compreso tra il 20 e il 23% mentre l'ideale sarebbe quello arrivare a un 30-35%. Progetto impossibile quindi? Non esattamente, poiché le turbine prese in esame sono quelle standard per il mercato dell'off shore del Nord Europa, adatte a quelle condizioni climatiche e che quindi hanno caratteristiche tali da renderle troppo costose per una realtà come l'Adriatico. Gli aspetti da customizzare per questa parte del Mar Mediterraneo sarebbero tutti gli aspetti legati alle diverse condizioni meteo, l'incremento delle dimensioni delle pale, la scelta di un'altezza ottimale e i conseguenti costi minori di costruzione e di manutenzione.

Insomma si tratterebbe di realizzare un modello di eolico off shore che ancora non esiste, ma che può essere redditizio in queste condizioni. E oltre a ciò c'è il contesto territoriale che non deve essere sottovalutato.«Bisogna anche considerare il fatto che dai dati emerge una situazione simile a quella tedesca, dove la curva di produzione annua dell'eolico diventa complementare a quella del fotovoltaico ottimizzando così la produzione da rinnovabili. - ha detto Gianni Silvestrini, Direttore scientifico del Kyoto Club e QualEnergia - L'eolico produce molto d'inverno e poco d'estate, mentre il fotovoltaico fa esattamente l'opposto». In questa maniera le due fonti si bilanciano a vicenda rendendo ottimale la fornitura.

Ma il colpo di scena è arrivato dall'Assessore al Turismo dell'Emilia Romagna, Maurizio Melucci che, dopo aver fissato dei precisi e puntali paletti sul fronte dell'installazione delle rinnovabili, ha precisato: «Mentre l'installazione di pale da 100 metri in Appennino non è possibile poiché non avrebbero "valore economico" per il territorio in quanto sarebbero più gli svantaggi che i benefici, bisogna guardare con attenzione ad altre soluzioni come il minieolico e per quanto riguarda l'Adriatico, invece, sono favorevole poiché avrebbe anche un effetto scenografico di valorizzazione di un mare piatto. E a ciò bisogna aggiungere anche la creazione di micro-oasi della biodiversità che si sviluppa ogni volta che si installa qualcosa a mare».

Arriva quindi anche da uno degli assessorati regionali più sensibili un plauso al progetto che però è ben lungi dall'arrivare in dirittura d'arrivo. Oltre alle questioni tecniche, infatti, sono ancora tutte da risolvere quelle creditizie, tipiche del nostro Paese, ma l'opportunità industriale di sviluppare un eolico off shore specifico per i mari a bassa ventosità che si offre davanti alle coste di Rimini dovrebbe, a nostro giudizio, essere colta dalla aziende italiane. Prima che si muova qualche grande gruppo estero.

Sergio Ferraris

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Commenti

@alsarago58 "(tramite enti

@alsarago58

"(tramite enti del tutto terzi) "

Ma non esistono enti del tutto terzi nel campo nucleare, non lo sai?
La lobby copre tutto, e guida le scelte delle agenzie nucleari di controllo, pensa che in Giappone sono riusciti persino a influenzare le scelte di centinaia di sindaci di citta' e villaggi sulla costa che hanno permesso ai loro concittadini di vivere e costruire scuole, case, ospedali, aereoporti, etc... in zone che TUTTI SAPEVANO che ci sarebbe potuto essere uno tsunami come quello del marzo 2011.

Quindi, smettila di fare il giochetto delle 3 carte "si, io potrei ANCHE essere favorevole al nucleare in certe condizioni"... perche' non ti crede nessuno, ma proprio nessuno. Tu sei stato uno dei primi, qui e altrove, a utilizzare tutti gli argomenti irrazionali, le fobie piu'assurde e tutte le leggende metropolitane possibili contro il nucleare... te le sei fatte tutte... inquina, uccide, costa, non genera corrente, produce quantita' impensabili di "pericolosissime" scorie nucleari, costa cifre impensabili per decommissionarlo... l'ultima della serie e' questa qui, che sarebbe responsabile PURE delle emissioni delle centrali che vengono usate al suo posto!... fantasticamente stupida... etc... etc... come si dice, "non ti sei fatto mancare nulla".

Riprova.

R.

@alsarago58 "L'industria

@alsarago58

"L'industria delle rinnovabili farà quello che può, nei tempi che può, ma la CO2 extra giapponese va in carico alla loro industria nucleare."

Neanche per idea!... all'industria nucleare va in carico IL RISPARMIO di CO2 di QUARANT'ANNI DI NON-CARBONE/GAS,amico mio... con annessi e connessi "risparmi" in salute e vite umane, James Hanses docet.
Le emissioni future dovute al non utilizzo di 48 reattori, non a fukushima daiichi, vanno sulla crapa dei politici inetti, governatori in primis, che non vogliono dare il beneplacito al loro riavvio.

"A Fukushima i piani prevedono l'installazione di 80 turbine galleggianti da 6 MW (se ricordo bene) entro il 2020, non proprio un impianto sperimentale. "

Eh!... 480 MW di eolico off-shore sperimentale... equivalente a meno della meta' di uno dei 6 reattori di FD-1 rotti/tenuti spenti... cambiera', diminuira', le emissioni del Giappone di un 0,001%, a occhio.

R.

@enry "ha, giusto per

@enry

"ha, giusto per dire...anche la frase in inglese non è proprio "corretta"

La frase e' correntemente utilizzata nella lingua inglese (versione US), in alternativa a "it is as simple as that".

Being there (US) done that (6 anni), ciccio (sweetie). :-)

R

Evgalois, per me potrebbero

Evgalois, per me potrebbero anche riaccendere le centrali che dimostrano (tramite enti del tutto terzi) di essere in grado di sopportare le molte catastrofi possibili in Giappone. Meglio loro che gas, carbone o petrolio

Il problema è che non devono convincere me, devono convincere gli scioccati giapponesi...

"L'industria delle

"L'industria delle rinnovabili farà quello che può, nei tempi che può, ma la CO2 extra giapponese va in carico alla loro industria nucleare. "

Moralmente puoi anche aver ragione, ma dal lato ambientale la CO2 in più va in carico al pianeta terra.

Per te, meglio aumentare le emissioni di CO2 o pianificare una dismissione a lungo termine del nucleare?

Evgalois, se hanno "spento

Evgalois, se hanno "spento all'improvviso" le centrali nucleari non è perchè i costruttori di turbine e pannelli le hanno picchettate per obbligarle a fermarsi senza ragione, è perchè l'industria nucleare locale ha fatto un casino perdendo la fiducia di politica e popolazione...

L'industria delle rinnovabili farà quello che può, nei tempi che può, ma la CO2 extra giapponese va in carico alla loro industria nucleare.

A Fukushima i piani prevedono l'installazione di 80 turbine galleggianti da 6 MW (se ricordo bene) entro il 2020, non proprio un impianto sperimentale.

Più che legittimo parlare

Più che legittimo parlare delle turbine eoliche sperimentali a largo di Fukushima e gioire dello spegnimento delle centrali. Però almeno nel breve termine le prospettive sono grigie: il Giappone ha da poco annunciato che, a causa dello spegnimento delle centrali nucleari, mancherà di un bel po' la riduzione delle emissioni di CO2.

http://www.nytimes.com/2013/11/16/world/asia/japan-shelves-plan-to-slash...

Non è una sorpresa, è stato detto più volte che spegnere dall'oggi al domani le centrali nucleari, porta solo aumento di CO2, non essendo fattibile un rimpiazzo immediato con fonti di energia "pulita".

roberto "matematKo"

hehe ciccino bello!
tu pretendi di avere la verità in tasca, insultando tutti pesantemente, pretendendo continue dimostrazioni assurde con uno scetticismo proverbiale, infarcendo le tue obiezioni di migliaia di calcoli....

poi giusto ieri mi fai un calcolo....una moltiplicazione...il prezzo minimo garantito in borsa nel 2014(37,5) + l'inflazione. ADESSO NON LAMENTARTI CHE E' un dato variabile fra 1 e 3....

ora se fosse 37,5*1+FOI1 sarebbe 37,8
se il foi fosse 3 avresti un risultato di 38,65......a te veniva oltre 50.

QUINDI SU CHE BASI POI TUTTI DOVREBBERO SORBIRSI I TUOI INSULTI, CHE SEMBRA CHE NON HAI NEMMENO COMPRESO L'ERRORE CHE HAI FATTO? SUI TUOI CALCOLI??????????
Poi SVEGLIATI E AGGIORNATI, L'eolico galleggiante di Fukushima funziona eccome! non è come flamanville!

questo tuo ragionamento sembra buffo da parte tua:
robertok06 - 15/11/2013 - 17:30
qui si parla di installare le turbine subito...mica fra 10 anni quando, forse, se funzionano
------------------------------------
potrebbe aver centrato benissimo quello che gli si dice da anni riguardo al nucleare...ad esempio quando dice "nel 2023 in inghilterra...eccecc.."

verrebbe da dire a robertok06
robertok06 - 15/11/2013 - 17:30
"capisci che non puoi applicare una logica cosi' bacata in maniera continua?it is that simple my friend!..."

ha, giusto per dire...anche la frase in inglese non è proprio "corretta"

@ Enrico - 15/11/2013 -

@ Enrico - 15/11/2013 - 19:43

lui che 37,5*1+inflazione allo 0,8% fa 55,23..........
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Be, ciccio... non sono io ad aver deciso che i 37,5 Euro/MWh debbano essere moltiplicati per un coefficiente che puo' variare da meno di 1 e piu' di 3!... guarddati le tabelle su wikipedia o il sito del ministero e poi vedrai che e' cosi'!
Riprova.

R.

@alsarago58 - 16/11/2013 -

@alsarago58 - 16/11/2013 - 10:48

RobertoK, in realtà, come sai, il primo impianto eolico galleggiante commerciale comincerà ad essere installato davanti a Fukushima fra un paio di anni, non fra 10. E altri, contemporaneamente, dovrebbero apparire davanti alla Scozia e agli Usa.
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Neanche per idea, amico mio!... l'impianto di Fukushima e' UN TEST di TRE tipi diversi di turbine e fondazioni galleggianti, e due su 3, se non ricordo male, sono turbine adattate da modelli on-shore, il vero test e' sulla fondazione... ed i costi sono ASTRONOMICI!... assolutamente FUORI MERCATO, come costo capitale e come costo LCOE dell'elettricita' generata.
NON, ripeto N*O*N, esiste alcuna societa' produttrice di turbine eoliche al mondo che abbia a catalogo delle turbine off-shore galleggianti... fattene una ragione perche' e' cosi'.
Puoi sempre cercare di smentirmi e fornirmi prova, come ti ho gia' chiesto di fare, di wind farm di questo tipo, dove sono, quanto producono, e quanto sono costate, e quanto costa il MWh che producono.
Punto.

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Nel caso del FV, sì, posso dire che avevo previsto il suo successo molti anni fa,
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... eggia', deve essere per quello che hai comprato il tuo impianto quando costava 3 volte tanto quanto costa adesso, no? Ahahaah... ma ci credi alle balle che scrivi veramente? Autosuggestione?

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perchè ero rimasto colpito dalla sua semplicità costruttiva e dai suoi molti vantaggi, e non mi capacitavo del perchè un oggetto in fondo così elementare come struttura (anche se complesso come principio di funzionamento) dovesse costare così caro. Ero sicuro che una volta fosse entrato in produzione massicciamente, i suoi costi sarebbero crollati, anche se non sapevo come si sarebbe potuto innescare questo processo e con quale velocità sarebbe avvenuto.
--------------
Ah!... che sarebbero calati i costi era evidente, visto l'oggetto... ma avevi anche previsto che l'efficienza di produzione sarebbe stata cosi' bassa e non avrebbe seguito neanche lontanamente l'efficienza di produzione di moduli e pannelli? :-)
10% a pena nella "verde" Germania, e poco piu' del 15% da noi...

"Ora, il mio "fiuto" mi dice la stessa cosa per l'eolico galleggiante perchè è un prodotto che può essere industrializzato, cioè prodotto in serie nei cantieri, rimorchiato al largo e ancorato lì, senza tante complicazioni di fondazioni e montaggi in alto mare."
Ma figurati!... due catenelle per tenere un mostro alto 150 metri che pesa 5-600 e piu' tonnellate, soggetto a forze e momenti di ribaltamento enormi... lo metti li' e lui gira, come nei modellini HF dei treni per bambini.
Voila' il grande fiuto tecnologico di alsarago58...

"In questo modo, incrociando i costi ridotti, con la maggiore ventosità e la possibilità di installare turbine più grandi che dà il mare, potrebbe diventare addirittura competitivo con l'onshore."
Certo! Sara' cosi', DEVE essere cosi' perche tu hai fiuto. Fin'ora NON e' stato cosi', ma in futuro lo sara' sicuramente... perche' "tutti lo sanno" e qiundi deve essere cosi'. Boh...

"Ho anche l'impressione che questo modo di realizzare turbine, diverrà lo standard anche nei mari bassi.
La corrosione è ovviamente un problema, ma non diverso che per le tante altre cose che stanno in mare (dalle navi alle piattaforme petrolifere) e che devono funzionare 24/365."
Hai mai visto come fanno la manutenzione e/o le riparazioni alle turbine off-shore, la maggioranza delle volte? Elicottero!... quanto costa un'ora di elicottero? Moltiplica per le MIGLIAIA E MIGLIAIA di turbine che servirebbero per produrre una bella fetta di energia elettrica e poi vediamo.

"Sulla Germania e i periodi senza vento e sole: anche questa cosa l'abbiamo affrontata cento volte. Quando il termico fossile diventerà insostenibile, il baseload lo darà del termico-rinnovabile, basato su combustibili realizzati in patria o (nel caso della Germania più probabilmente) all'estero, da surplus di produzione da fonti rinnovabili o da impianti dedicati, posti nelle zone più vocate del mondo."
Tutta roba che ha impatti NON trascurabili in termini di emissioni e risorse ambientali, acqua, terreni, etc... in alcuni casi comparabili se non peggiori di quelli di certi combustibili fossili.

"Le tecnologie esistono (anche se hanno da essere perfezionate), ma ovviamente non si affermeranno fino a che le fossili non sgombreranno il campo o verranno pagate il loro vero costo."
Ma le fossili non sgombreranno MAI il campo, non l'hai ancora capito???
E' incredibile come una persona sana di mente possa continuare a credere che le fossili un giorno non ci saranno piu'!... e' una leggenda metropolitana assurda!... senza fossili una buona parte delle popolazione umana MUORE... lo vuoi capire questo?... senza carbone la gente MUORE, ma non in 30 anni come le terribili radiazioni di Fukushima, muore dopo una settimana di freddo, o perche' non puo' cucinare!... te lo vuoi far entrare in zucca o no una buona volta????
E diamine!

"Oppure, le nazioni che vorranno puntare su quella fonte, useranno il nucleare."
Ma no!... Ma neanche il nucleare e' una soluzione, in che lingua te lo devo dire? I combustibili fossili sono NECESSARI per la vita della specie umana, su un pianeta popolato da 7-10 miliardi di esseri umani!... non a caso il loro consumo e' in aumento e continuera' ad aumentare.
Punto.

R.

RobertoK, in realtà, come

RobertoK, in realtà, come sai, il primo impianto eolico galleggiante commerciale comincerà ad essere installato davanti a Fukushima fra un paio di anni, non fra 10. E altri, contemporaneamente, dovrebbero apparire davanti alla Scozia e agli Usa.
Nel caso del FV, sì, posso dire che avevo previsto il suo successo molti anni fa, perchè ero rimasto colpito dalla sua semplicità costruttiva e dai suoi molti vantaggi, e non mi capacitavo del perchè un oggetto in fondo così elementare come struttura (anche se complesso come principio di funzionamento) dovesse costare così caro. Ero sicuro che una volta fosse entrato in produzione massicciamente, i suoi costi sarebbero crollati, anche se non sapevo come si sarebbe potuto innescare questo processo e con quale velocità sarebbe avvenuto.

Ora, il mio "fiuto" mi dice la stessa cosa per l'eolico galleggiante perchè è un prodotto che può essere industrializzato, cioè prodotto in serie nei cantieri, rimorchiato al largo e ancorato lì, senza tante complicazioni di fondazioni e montaggi in alto mare.
In questo modo, incrociando i costi ridotti, con la maggiore ventosità e la possibilità di installare turbine più grandi che dà il mare, potrebbe diventare addirittura competitivo con l'onshore.
Ho anche l'impressione che questo modo di realizzare turbine, diverrà lo standard anche nei mari bassi.
La corrosione è ovviamente un problema, ma non diverso che per le tante altre cose che stanno in mare (dalle navi alle piattaforme petrolifere) e che devono funzionare 24/365.

Sulla Germania e i periodi senza vento e sole: anche questa cosa l'abbiamo affrontata cento volte. Quando il termico fossile diventerà insostenibile, il baseload lo darà del termico-rinnovabile, basato su combustibili realizzati in patria o (nel caso della Germania più probabilmente) all'estero, da surplus di produzione da fonti rinnovabili o da impianti dedicati, posti nelle zone più vocate del mondo.
Le tecnologie esistono (anche se hanno da essere perfezionate), ma ovviamente non si affermeranno fino a che le fossili non sgombreranno il campo o verranno pagate il loro vero costo.
Oppure, le nazioni che vorranno puntare su quella fonte, useranno il nucleare.

ragazzi!non vi sembra che il troll quando qui sotto dice

robertok06 - 15/11/2013 - 17:30
qui si parla di installare le turbine subito...mica fra 10 anni quando, forse, se funzionano

potrebbe aver centrato benissimo quello che gli si dice da anni riguardo al nucleare...ad esempio quando dice "nel 2023 in inghilterra...eccecc.."

verrebbe da dire a robertok06
robertok06 - 15/11/2013 - 17:30
"capisci che non puoi applicare una logica cosi' bacata in maniera continua?it is that simple my friend!..."

al calcolator scortese

poi ROBBE', non solo devi ben tener presente il saggio consiglio di Alsarago: non sottovalutare un settore che annovera il più alto tasso di innovazione tecnologica, come testimoniato dai brevetti depositati.
Ma riflettere sul fatto che, in fondo, anche l'E.P.R (acronimo di Era Per Ridere....citazione non mia) è un prototipo, quantomeno vittima di calcoli sbagliati sui suoi costi.......(Era Per Dire!) E Poi Dimmi Eddai Prova Ridi!

magari poi ci fa robertoK i calcoli...

lui che 37,5*1+inflazione allo 0,8% fa 55,23..........

@enri' Vedasi alla voce

@enri'

Vedasi alla voce PROTOTIPO... e magari, dato che ci sei, dai anche un'occhiata ai costi delle dette turbinette?
Riprova.

R.

@alsy "Ti inviterei a non

@alsy

"Ti inviterei a non fare anche in questo caso lo stesso errore che hai fatto qualche anno fa, di prendere sottogamba una innovazione tecnologica abbastanza ovvia nelle sue probabilità di successo (il FV allora, l'eolico galleggiante adesso) e doverti poi in futuro arrampicare sugli specchi per giustificare il tuo non aver visto il treno che stava arrivando. "

Non travisare i fatti!... io non ho preso sottogamba proprio nulla, al massimo si puo' dire che non ho previsto il calo dei prezzi spettacolare del FV... come d'altronde la maggioranza della gente (tu escluso,ovviamente, perche' sai tutto dalla nascita).
L'"innovazione tecnologica" che citi, la ciofeca fotovoltaica, non e' neanche un'innovazione, perche'esiste da decenni e decenni... e l'unico "successo" che ha avuto in Italia consiste nel generare il 7,5% dell'elettricita' consumata dal paese (1 Wh su 13) solo di giorno, mai di notte, e d'inverno 1/3 dell'estate spendendo "solo" una cinquantina di miliardi di Euro in capitale e impegnanto piu' di 130 miliardi di Euro nei prossimi 20 anni?... Un successoneeee!!!

Quanto all'eolico off-shore, e' un non starter... costa troppo, dura poco (la corrosione salina non e' nata ieri, la conoscevano i greci e i romani), e produce quando e quanto vuole lui, come l'on-shore, e ha bisogno di infrastrutture di trasporto colossali...

E' fisicamente impossibile generare tutta l'energia che ci serve con le rinnovabili intermittenti...ma tu ti rifiuti di capirlo... e'questo il vero problema.

Tanto per darti un esempio... dai un'occhiata alla slide no. 45 del rapporto mensile del Fraunhofer Institute... da sabato 12 a venerdi 18 gennaio...produzione di FV e eolico(compreso l'offshore) praticamente NULLA!... 6 giorni consecutivi di un periodo di alto consumo (piu' di 1,5 TWh/giorno)...estrapola ad un giorno futuro in cui il 100% dell'energia viene prodotta con FV e eolico... da dove li prendono 1,5 TWh/giorno per 6 giorni consecutivi?...

Mi raccomando, mai guardare i dati, basa sempre le tue considerazioni farlocche su leggende metropolitane.

R.

@alsy Vedi che avevo

@alsy

Vedi che avevo indovinato dove saresti andato a parare? :-) Ti conosco come le mie tasche, amico mio!

"Ci sono diversi prototipi di eolico galleggiante installati nel mondo,uno a Fukushima, come già ricordato, un paio davanti agli Usa (uno ha anche un'interessante sistema per lo sfruttamento delle onde, oltre che del vento), uno davanti al Portogallo e naturalmente Hywind, che ha prodotto un ammontare record di elettricità nel suo primo anno di installazione al largo della Norvegia. In tutto le filiere tecniche-industriali che stanno preparando questo tipo di impianti sono una sessantina."

Eh!... ma qui si parla di installare le turbine subito...mica fra 10 anni quando, forse, se funzionano, i prototipi passeranno alla fase produttiva!... capisci che non puoi applicare una logica cosi' bacata in maniera continua?... l'eolico off-shore in acque profonde NON ESISTE dalpunto di vista commerciale!... it is that simple my friend!...

Riprova.

R.

"P.S.: ah!... conosco gia' la

"P.S.: ah!... conosco gia' la tua risposta... quindi dimmi direttamente quanti MW sono installati di quel tipo, dove e quanto hanno prodotto o producono."

Eh, lo so. A una certa età la memoria comincia a fare cilecca. Bisogna avere pazienza e ripetere cento volte le stesse cose...

Ci sono diversi prototipi di eolico galleggiante installati nel mondo,uno a Fukushima, come già ricordato, un paio davanti agli Usa (uno ha anche un'interessante sistema per lo sfruttamento delle onde, oltre che del vento), uno davanti al Portogallo e naturalmente Hywind, che ha prodotto un ammontare record di elettricità nel suo primo anno di installazione al largo della Norvegia. In tutto le filiere tecniche-industriali che stanno preparando questo tipo di impianti sono una sessantina.

Da questi prototipi discenderanno presto impianti eolici da svariati GW nel mondo, a partire proprio da Fukushima.
E c'è chi li sta progettando anche in Italia (turbina Condor, di cui hanno parlato qui qualche tempo fa)

Ti inviterei a non fare anche in questo caso lo stesso errore che hai fatto qualche anno fa, di prendere sottogamba una innovazione tecnologica abbastanza ovvia nelle sue probabilità di successo (il FV allora, l'eolico galleggiante adesso) e doverti poi in futuro arrampicare sugli specchi per giustificare il tuo non aver visto il treno che stava arrivando.

zappate sui piedi....

a robbé!
Tralasciando qualunque altro aspetto....
domandi a gran voce "dove sono sti impianti eolici che possono stare nel mare profondo!"

il fatto che proprio davanti a quel pentolone bollito di fukushima stiano sorgendo, è un'esemplificazione della transazione energetica.
http://www.rinnovabili.it/energia/eolico/eolico-fukushima-nucleare-123/

@alsy "metterli dove la

@alsy

"metterli dove la risorsa è buona e giustifica lo sforzo, per esempio ad ovest di Sardegna e Sicilia, o nel canale di Otranto."

... tutti luoghi con fondali profondi piu' del massimo possibile con le tecnologie off-shore note, cioe' con le turbine fissate sul fondo.

Riprova.

R.

P.S.: ah!... conosco gia' la tua risposta... quindi dimmi direttamente quanti MW sono installati di quel tipo, dove e quanto hanno prodotto o producono.

Cosimo, il punto è che sia

Cosimo, il punto è che sia venti sotto i 6 m/s sia onde di 50 cm di energia ne contengono poca, anche se hai gli strumenti adatti per estrarla (che comunque possono tirarne fuori solo un piccola parte) il frutto è scarso.
Questa idea di mettere impianti a rinnovabili dove dice la politica a me sembra abbastanza bizzarra...lo puoi fare con quelli termici, non con vento o sole o geotermia.
Gli impianti eolici offshore non vanno messi nell'alto Adriatico, perchè lì ci sono politici lungimiranti...questi sono una condizione necessaria, ma senza vento non sono sufficienti.
I politici lungimiranti al massimo possono convincere i loro colleghi meno lungimiranti, a metterli dove la risorsa è buona e giustifica lo sforzo, per esempio ad ovest di Sardegna e Sicilia, o nel canale di Otranto.

boe per il moto ondoso

ci sono boe che producono energia con 50 cm di onda, se si vuol approfondire si vada a informarsi ad esempio su seamaxenergy.com nei mari della Toscana stanno facendo delle prove con altro meccanismo, insomma non esistono solo gli elefantiaci super pesanti aggeggi ingesi americani scozzesi dove solo per smuovere quelle decine di tonnellate sevono onde dai 6 7 metri in su

@evgalois Cornuti e

@evgalois

Cornuti e mazziati... prezzo del kWh generato da un eolico off-shore con un fattore di capacita' basso alle stelle, e per di piu' bisogna spegnere tutto quando garba a loro... non c'e' niente da fare, queste rinnovabili sono la marcia in piu'... la retromarcia.

R.

@robertok: Hai letto l'altro

@robertok: Hai letto l'altro articolo sulla transizione verso una smart grid? Per sopperire ai problemi dell'intermittenza senza usare centrali convenzionali, viene proposto di "convincere" il consumatore ad accettare distacchi comandati da remoto.

In linea teorica non fa una grinza: siccome la fonte di energia è intermittente, basta che l'utente di adatti.

"«Bisogna anche considerare

"«Bisogna anche considerare il fatto che dai dati emerge una situazione simile a quella tedesca, dove la curva di produzione annua dell'eolico diventa complementare a quella del fotovoltaico ottimizzando così la produzione da rinnovabili."

Affermazione tirata per i capelli... la produzione combinata del FV tedesco e dell'eolico tedesco ha delle fluttuazioni di produzione su media mensile di un fattore due... basta guardare i dati del Fraunhofer institute.
Come dice giustamente gb, se non c'e'vento non c'e' vento, c'e'poco da fare, di peggio in quella zona si potrebbe solo fare il mareomotrice.. con maree che arrivano al metro scarso.

R.

Se il vento non c'è non

Se il vento non c'è non cè.... c'è poco da customizzare.

e le 1800 ore alla massima potenza

e le 1800 ore alla massima potenza richieste dalla legge regionale?