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Pellet, quanto fa risparmiare e come sceglierlo

Nonostante il suo prezzo sia in salita, questo combustibile consente ancora risparmi interessanti sul riscaldamento: fino a oltre mille euro all'anno. L'acquisto di stufe e caldaie apposite gode di vari tipi di incentivi, prima fra tutti la detrazione del 50%. Scegliere il pellet da acquistare però non è sempre facile: abbiamo chiesto qualche consiglio.

Ai prezzi attuali del combustibile, una stufa a pellet in una stagione può tagliare le spese per il riscaldamento da 100 a oltre 1.200 euro a seconda del tipo di impianto che va ad integrare. Questo modo si scaldare le nostre abitazioni è sempre più popolare: in Italia oggi ci sono circa 1,7 milioni di stufe a pellet e circa 50-60mila caldaie a uso domestico. Un mercato ancora di nicchia, ma che è in forte crescita: i dati di vendita del primo semestre 2013 – ci informano da AIEL - - Associazione Italiana Energie Agroforestali sono superiori del 30% allo stesso semestre dello scorso anno, più del doppio della crescita media degli ultimi anni, sempre attestatasi attorno al 10%.

Stufe e caldaie a pellett d'altra parte godono anche di diversi incentivi. La facilitazione più usata sono le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, attualmente al 50%, che valgono anche per l'acquisto ex novo e danno diritto a vedersi rimborsata la percentuale di spesa sotto forma di detrazione Irpef (in 10 rate di pari importo su 10 anni). C'è poi il conto termico ...

 







Commenti

La tabella non specchia per

La tabella non specchia per niente la realtà. Io ho la caldaia a GPL e un stufa (canalizzata) a pellet che non vale per niente i soldi che ho pagato ( quasi 4000€ !). Con i suoi 11 kw non riscalda neanche una sola stanza come si deve ma consuma cca 1,5-2 sacchi in 24 ore .
Ho aumentato il numero degli elementi dei termosifoni e con GPL riscaldo tutta la casa ( 2 livelli) pagando quasi la stessa cifra che pago per il pellet consumato per riscaldare ( leggersi: non riscaldare) soso un livello
Si dimentica sempre da tenere conto anche dall'aspetto di benessere che da il calore tramite irraggiamento oltre alla comodità.

Precisazioni dalla redazione

Nall'articolo non è affatto scritto che "per accedere al conto termico il pellet deve essere certificato ENPlus".

In quanto ai prezzi del GPL il lettore probabilmente ignora che il prezzo del GPL alla pompa di benzina è solitamente meno della metà del prezzo di quello del GPL da riscaldamento.

Ad esempio queste le quotazioni del GPL della CCIAA di Padova aggiornate (IVA trasporto esclusi):

Allo stato gassoso venduto per mezzo di contatore (cisternette interrate e bomboloni) ha un prezzo al metro cubo (1 atmosfera di pressione e 15° di temperatura) di 5,481 euro.
In bombole ad uso domestico si va dai 26,71 euro della bombola da 10 kg a domicilio (circa 20 litri) ai 35,64 di quella da 15 kg, sempre a domicilio.

Giulio Meneghello
Redazione QualEnergia.it

Pellet certificato e conto termico

Gentile Meneghello,
faccio riferimento a quanto contenuto nell'articolo relativamente al pellet certificato per ottenere gli incentivi previsti dal conto termico. Nel corso dell'articolo si affrma che il pellet deve essere certificato ENPlus. Non è cosi, la norma prevede che "il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo accreditato che ne attesti la conformità alla norma UNI EN 14961 - 2 classe A1 oppure A2;" [pagine 63 delle Regole applicative del conto termico]. È chiaro che non esiste solo la certificazione EN plus, che AIEL per proprio tornaconto spinge, ma anche il pellet DIN plus, ente certificatore davvero indipendente rispetto ad ENPlus. Come è noto ENPLus è voluto da AEBIOM e costituito solo da produttori di pellet che sisono associati. Come minimo vi è un conflito di interessi visto che è un ente privato che certifica gli associati.
La dittoressa Paniz vende il suo prodotto che non è l'assoluto nè l'unico sul mercato. Ricordo che la certificazione del pellet può essere fatto da enti riconosciuti, ma il vero problema è lo storico delle analisi, visto che una analisi fatta, ad esempio nel 2012, non necessariamente rispecchia la qualità del prodotto ottenuto nel 2013.
Se poi a questo aggiungiamo che le analisi ed i prelievi di ENplus in Italia sono affidati ad ENAMA, Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola, che pare abbia una notevole esperienza in fatto di pellet......
Se Qualenergia vuole sponsorizzare un certificatore, bene ci sta, ma lo metta bene in evidenza dicendo chesi tratta di comunicazione pubblicitaria, se invece vuole fare informazione, sappiate che non esiste solo ENPlus o DIN plus o ONORM, ma anche altri enti certificatori, oltre a laboratori universitari molto rinomati, vedi ad esempio Univesità delle Marche che ha un completo laboratorio pel le analisi delle biomasse.

la tabella è fuorviante

La tabella con i costi in €/Mwh è completamente fuorviante.
Se 1 Mwh prodotto a GPL costa 239 €uro questi signori pagano in GPL a 1,79 €/litro e sono dei gran fessi, perchè il GPL costa tra 0,65 / 0,75 €/litro, il che vuol dire che mediamente 1 Mwh prodotto a GPL costa 93.33 €uro. Poco più del metano.

@gb: Questa è una delle tante

@gb:
Questa è una delle tante onde che a qualcuno fa comodo cavalcare, sfruttando le ben note parole chiave. Poi se disboschiamo mezza italia, e appestiamo l'altra metà, pazienza.

Aver portato il gas nelle

Aver portato il gas nelle nostre case (molte, non tutte) per poterci riscaldare è una delle grandi conquiste del secolo scorso. In questo secolo possiamo pensare di migliorare ancora magari con il teleriscaldamento, ma pensare alla legna ed al pellet mi pare proprio assurdo. A parte tutte le considerazione sull'inquinamento e il saldo per la bilancia commerciale (moltissimo import) se 'green jobs' vuol dire tonare ai carbonai in versione moderna stiamo proprio freschi.
Esserci liberati dal dover provvedere all'approvvigionamento energetico (per cucinare e per scaldarci) è progresso con la P maiuscola come si fa solo a pensare di tornare indietro? Queste cose vanno bene al massimo per applicazioni di nicchia.

Risposta a "Io mi riscaldo con la legna"

Come dici tu su larga scala è imroponibile.
Anche l'albero morto fa parte della foresta, decomponendosi restituisce alla terra quello che ha assorbito in vita.

@"Io mi riscaldo con

@"Io mi riscaldo con una"
Come dici tu su larga scala è imroponibile.
Anche l'albero morto fa parte della foresta, decomponendosi restituisce alla terra quello che ha assorbito in vita.

Io mi riscaldo con una

Io mi riscaldo con una caldaia a legna, ma la legna me la taglio da solo nel bosco, quindi si può dire che è a metri zero...

Dalla mia esperienza direi che il problema principale di questa fonte (a parte il lavoro che richiede) è l'inquinamento che produce: è assolutamente improponibile come soluzione su larga scala, soprattutto vicino o dentro centri abitati. Una caldaia a legna, anche queste moderne a ventilazione forzata e fiamma rovescia, sopratutto in fase di riscaldamento produce una tale nuvola carica di particolato e sostanze cancerogene di ogni tipo, che il carbone sembra un salutare aerosol.

Anche il contenimento delle emissioni è molto relativo: se si taglia in un'area più di quanto legno il bosco sia in grado di produrre in quel periodo, si ha un effetto negativo sul bilancio del carbonio. Personalmente cerco di tagliare solo alberi morti o caduti, ma ovviamente non è proponibile su larga scala.

Per quanto riguarda le importazioni di pellet, in effetti non si capisce perchè, con tutti i boschi abbandonati che ci sono in Italia (anche vicino a casa mia ci sono chilometri di boschi ingombri di alberi a terra) e la montante disoccupazione, non si comincia seriamente a produrci da soli almeno queste fonti energetiche a portata di mano.
Pare che Enel Green Power voglia investire in questa fonte, proponendo piccole centrali elettrico-termiche per i paesi vicino ai boschi, alimentate con il legno locale. Sarebbe un miglioramento sia dal punto di vista dell'efficienza energetica che delle emissioni.
Vedremo...

...Mangeranno le Brioches!

Certo puntare a qualche cosa che per l'80% viene dall'estero è un ottimo investimento!
Anche senza chiedersi quanto petrolio occorra per abbattere gli albleri, tagliarli a pezzettini, seccarli e trasportarli... Passare dalla Legna al carbone, poi al Gasolio quindi al gas ed infine al pellet cambia poco se li dobbiamo importare!

P.S. Pellet = tornare alla legna