Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Solare termico, meglio il conto termico o la detrazione del 65 per cento?

Chi oggi vuole installare un impianto solare termico ha due incentivi alternativi: le detrazioni fiscale per l'efficienza energetica portata al 65 per cento e il nuovo conto termico. Qual è il più conveniente? Abbiamo fatto i conti andando a guardare i prezzi attuali per diversi tipi di impianto e i conseguenti tempi di ritorno dell'investimento.

Chi oggi vuole installare un impianto solare termico si trova di fronte a due incentivi alternativi: le detrazioni per l'efficienza energetica, portata al 65% e il nuovo conto termico. Qual è il più conveniente? Abbiamo fatto due conti per un impianto a dimensione familiare, scoprendo che, naturalmente, dipende dal costo dell'investimento.

La detrazione fiscale – che vede il 65% dell'investimento in detrazione Irpef in 10 rate uguali in altrettanti anni - sarebbe l'incentivo più attraente, nella maggior parte dei casi. Tuttavia per le tipologie di impianto più economiche, come i pannelli vetrati piani a circolazione naturale, vince il conto termico: l'incentivo che premia l'installazione con 170  € a mq di superficie dei collettori all'anno e per due anni.

Meglio delle parole parlano i numeri che QualEnergia.it ha ricavato grazie alla preziosa collaborazione di Lorenzo Colasanti ricercatore dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. Nelle nostre simulazioni abbiamo considerato quattro tipologie di impianto che con 5 mq di superficie possano soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di 4 persone. Si va dal più costoso sistema a tubi sottovuoto a circolazione forzata, fino alla soluzione più economica con collettori vetrati piani in un impianto a circolazione naturale: per i prezzi abbiamo considerato i valori medi tra quelli rilevati in questo periodo dall'Energy & Strategy Group, installazione compresa (qui il dettaglio).

Per un confronto tra i due incentivi si può analizzare il valore attualizzato netto (VAN), nelle varie ipotesi di investimento, anche senza considerare le prestazioni degli impianti. Ipotizzando un VAN su 10 anni con un tasso del 4% si ottiene quanto sotto (clicca per ingrandire): solo per l'impianto meno costoso, il conto termico ha un VAN più alto e, dunque, conviene rispetto alla detrazione.

Ma in una situazione reale come cambia il tempo di rientro dell'investimento a seconda che si scelga un incentivo piuttosto che l'altro? Per capirlo abbiamo ipotizzato (tabella sotto, clicca per ingrandire) che i nostri quattro impianti tipo vengano installati a integrazione di una caldaia a gas convenzionale (non a condensazione) in quattro località italiane che si differenziano per irraggiamento e zona climatica (qui i parametri dettagliati usati). Il VAN qui è calcolato su 20 anni, all'incirca la vita utile di un impianto.

Come si vede, anche qui il conto termico conviene solo per le soluzioni più economiche. Questo incentivo proporzionale alla superficie dei moduli ha però due punti di forza che in alcune situazione potrebbero farlo preferire alle detrazioni fiscali: viene erogato in soli due anni (si vede in tempi rapidi un risparmio), contro i 10 delle detrazioni e, al contrario di queste, non è necessario che si disponga dell’adeguata capienza di imposta necessaria.

 

Segui QualEnergia.it  anche su e





Commenti

Conto termico

Ma le richieste per il conto termico non si potevano fare solo fino ad Agosto 2013?

Ok, ho capito, nella prima

Ok, ho capito, nella prima tabella il "flusso finanziario cumulato" non è il flusso di cassa ma semplicemente il 65% del costo di installazione che viene ripagato in 10 anni.

Grazie per il chiarimento ma

Grazie per il chiarimento ma se nella prima tabella non è indicato il risparmio in bolletta da cosa è costituito il flusso finanziario cumulato? Nel caso delle detrazioni al 65% anche considerando i rimborsi il flusso cumulato dovrebbe rimanere negaivo.

Il criterio del VAN non serve ad indicare se l'investimento è convenienete in assoluto ma se parafonato ad un investimento di rischio simile (e qui si paragona al rendimento di BTP a 10 anni che danno interesse del 4%) conviene. In soldoni serve a considerare nella valutazione anche il costo del capitale.

Sulla durata... beh, credo che 20-25 anni siano un po' ottimistici.

Comunque non metto in dubbio il fatto che il solare termico sia una gran cosa e che in molti casi convenga, dico solo che se sono un potenziale investitore e mi si presentano tabelle con una sfilza di VAN negativi senza aggiungere altro faccio veramente fatica a cogliere la convenienza o meno, magari si poteva indicare in tabella il VAN a 15 anni.

VAN

Nella prima tabella il VAN a 10 anni è calcolato senza tenere conto del risparmio in bolletta.

Nella seconda tabella (versione raggiungibile cliccando) il VAN, sempre su 10 anni, tiene conto anche del risparmio sul gas.

Non è corretto dire che perche' il VAN su 10 anni è negativo l'investimento non convenga.
Il VAN su 10 anni è negativo se il payback time dell'investimento è > di 10 anni, ma la vita utile dell'impianto è ben superiore a 10 anni, circa 20-25 anni, per cui una volta rientrati dell'investimento (come si vede a seconda dei casi dopo 6-11 anni) si passa ad avere VAN positivi.
Dunque il solare termico è un buon investimento.

Giulio Meneghello
Redazione QualEnergia.it

van

Penso che il van in quella tabella è calcolato senza tenere conto del risparmio nella spesa energetica, quindi tenendo conto solo degli incentivi

Ma il fatto che nella prima

Ma il fatto che nella prima tabella in entrambi i casi il VAN sia negativo non vuol dire che dal punto di vista economico non ha senso l'installazione? Quindi nel titolo a 'meglio' sarebbe forse meglio sostituire 'meno peggio'.