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Cosa c'è dietro al nuovo divieto di accumuli del GSE?

Con una nota il GSE vieta l'installazione di sistemi di storage su impianti a rinnovabili che hanno già avuto accesso agli incentivi. Il divieto è provvisorio, in attesa che arrivino le regole sulla connessione alla rete delle batterie. Un quadro normativo che potrebbe essere pronto già nel giro di un mese, sempre che nessuno metta i bastoni tra le ruote.

Sembrerebbe una secchiata di acqua gelida quella che arriva dal GSE in un comunicato succinto, diffuso venerdì nel pomeriggio e che raffredda un po' le speranze che in Italia possa svilupparsi in maniera rapida l'utilizzo di sistemi di accumulo da abbinare ai piccoli impianti a rinnovabili. Gli impianti che hanno già avuto accesso agli incentivi, è il sunto della nota, non potranno dotarsi di sistemi di storage, pena la perdita del diritto all'incentivo. Questo finché non sarà pronto il quadro normativo specifico.

Un quadro che potrebbe essere completato nel giro di un mese... se tutto andrà liscio, cosa non scontata, dato che nella scrittura delle regole ha voce in capitolo anche chi dalla diffusione degli accumuli potrebbe avere dei danni, ossia i distributori di energia e anche considerando che l'ultima parola andrà all'Autorità per l'Energia, che finora si è dimostrata tutt'altro che rapida quando si trattava di approvare regole per consentire l'autoconsumo.

"Nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative del GSE per l’utilizzo dei dispositivi di accumulo – si legge nella nota GSE - ai fini della corretta erogazione degli incentivi, non è consentita alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete. A tal proposito si rammenta che il GSE, nel caso in cui dovesse accertarne la sussistenza, nell’ambito delle verifiche effettuate ai sensi dell’art. 42 del Decreto Legislativo 28/2011, applicherà le sanzioni previste dal medesimo articolo, ivi inclusa la decadenza dal diritto agli incentivi e il recupero delle somme già erogate”.

Un segnale negativo che arriva proprio mentre sta crescendo l'interesse del mondo delle rinnovabili verso le batterie da applicare agli impianti. A rendere solo in parte meno preoccupante la notizia, il fatto che, come detto, il divieto è transitorio: come si legge nella nota, appunto, “nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative del GSE per l’utilizzo dei dispositivi di accumulo”.

Il divieto espresso arriva perché, in mancanza di regole a riguardo, potrebbero accadere fenomeni di double-counting: cioé che qualcuno riceva l'incentivo due volte su parte dell'energia prodotta. Come spiega a QualEnergia.it il direttore del GSE, Gerardo Montanino: “E' indispensabile che l'Autorità definisca al più presto le regole, specie per quel che riguarda i sistemi di misura. C'era il rischio che potesse essere immessa in rete energia prelevata dalla rete dall'accumulatore e che questa venisse scambiata per energia prodotta dall'impianto”.

Lascia comunque perplessi la tempistica con cui il Gestore è intervenuto: le regole che permetteranno di installare sistemi di accumulo anche su impianti che già ricevono l'incentivo potrebbero infatti arrivare già nel giro di un mese e – per come sta andando il mercato delle batterie – è inverosimile che nel frattempo ci sia una corsa allo storage. “Ci sono già impianti che hanno installato questa tecnologia, sappiamo di altri che stanno per dotarsene e riviste di settore hanno pubblicato schemi di impianti del genere. Abbiamo preferito intervenire ora piuttosto che doverlo fare magari tra 3 mesi, a impianti già realizzati”, replica Montanino.

Il timore diffuso tra chi opera nel settore è però che il comunicato possa spaventare con lo spettro dell'incertezza normativa chi sta pensando allo storage.  La speranza è quella che si arrivi al più presto ad un provvedimento normativo certo: i lavori sono già a buon punto e se tutto va liscio le regole definitive potrebbero arrivare già tra ottobre e novembre.

Ma che tutto fili liscio non è mai scontato: eventuali controversie potrebbero dilatare i tempi. La situazione è infatti piuttosto delicata, visto che nel comitato tecnico 316 del CEI, che contribuisce alla scrittura delle regole in questione, siede anche chi si vedrebbe danneggiato da una diffusione degli accumuli, cioè i distributori. Inoltre, per essere applicate agli impianti incentivati, le regole dovranno passare per una delibera dell'Autorità. Se pensiamo al precedente dei SEU (i sistemi di utenza efficienti che permettono di vendere energia “dietro al contatore”) c'è di che preoccuparsi: ancora si attende la relativa delibera Aeeg dal 2008.

L'augurio è che non succeda lo stesso per gli accumuli: un eventuale ritardo nella definizione di regole chiare e certe, potrebbe infatti compromettere lo sviluppo di questo comparto innovativo. Se ciò accadesse, gli unici ad averne un vantaggio sarebbero le compagnie elettriche, che come mostrano diversi studi, hanno seri motivi di temere generazione distribuita, rinnovabili, autoconsumo e storage (vedi qui), mentre a rimetterci sarebbe l'intero Sistema Paese. Senza parlare delle ricadute economiche e occupazionali, infatti, come mostra un recente studio ANIE la diffusione degli accumuli infatti potrebbe portare benefici al sistema elettrico per oltre mezzo miliardo l'anno.

 

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Commenti

Accumulo

Buongiorno,
tutta la manfrina che sta facendo il GSE è sicuramente a salvaguardia dei Distributori di energia, ENEL in primis.

Ciò che ha espresso il GSE è facilmente smontabile in quanto così stando le cose, sarebbe fuorilegge o comunque si perde un incentivo collegare un semplice UPS lato Utente per alimentare un pc o altro ( frigo, apparecchiatura salvavita per un infermo) se hai un impianto fotovoltaico connesso alla rete.

Voglio vedere cosa faranno il GSE e di suoi Ispettori/verificatori che ispezionano una azienda che ha installato un sistema da 100 kWp dove ci sono 4 gruppi UPS da 200 KVA a servizio delle utenze, tolgono l'incentivo? Ci provassero, si troverebbero dei ricorsi al TAR che se li ricordano per un pò di tempo.

L'Autority DEVE intervenire in quanto questo comunicato LEDE la proprietà del Cittadino che ha installato un impianto Fotovoltaico(naturalmente se non si apportano modifiche lato produttivo di un impianto esistente), in quanto Lo stesso può decidere arbitrariamente di accendere o spegnere un carico a suo piacimento, ed (idea folle) eventualmente spostare il suo carico elettrico su un gruppo elettrogeno oppure su un sistema di accumulo che SE per la propria ricarica prelevi energia da una rete elettrica di un distributore, lo faccia attraverso un dispositivo di contabilizzazione, e l'onere quindi, se dovuto, imputato al cliente produttore stesso.

Va sottolineato che da quando si fa Conto Energia ed anche 10.000 tetti, SI DEPOSITA LO SCHEMA DI IMPIANTO DI PRODUZIONE E NON LO SCHEMA DI DISTRIBUZIONE DI UTENZA, LIMITANDOSI AD INDICARE "AI CHARICHI ELETTRICI", ERGO, COME CONSUMO A CASA MIA E' UN PROBLEMA MIO E A TE NON PUO' E NON DEVE INTERESSARE (ci mancherebbe che qualcuno decida anche questo !!)

Rammento che con il 1° conto, 2005, era permesso il sistema con accumulo, infatti ELETTRONICA SANTERNO aveva un inverter che faceva doppia funzione GRID/ISOLA (nel caso i mancanza di rete il carico si trasferiva sulla batteria), con il 2° conto energia i sistemi di accumulo sono stati vietati, ed il prodotto Santerno congelato in attesa di tempi migliori.
Saluti

Tuareg

I sistemi di accumulo non

I sistemi di accumulo non vanno a variare i flussi di cassa generati dall' impianto, in quanto se il sistema è anorma CEI EN 62040-1 e il sistema stesso che non permette alle batterie di erogare alla rete l' energia presente nelle batterie.

punto da chiarire: chi

punto da chiarire: chi propone i sistemi di accumulo intende allacciarli sul lato in CC dell'inverter, assieme alla parte CC dell'impianto fotovoltaico, così da usare un solo inverter. Il contatore è a monte dell'inverter, lato AC: se lo storage potesse prelevare energia dalla rete per poi reimmetterla potrebbe essere conteggiata come prodotta da FV e quindi incentivata. Una possibile soluzione (per altro prevista dalla CEI 0-16 in discussione) è l'adozione di contatore bidirezionale per vedere eventuali flussi da rete a storage.
Gli accumuli non danno (solo) problemi alla rete di distribuzione ma anche al sistema nel suo complesso: già è difficile capire come agiranno i FV, se poi si aggiunge l'accumulo non è chiaro come dimensionare la riserva, per esempio.

AMERICA

e Europa superano la Cina, l'America almeno fino all'anno scorso penso e comunque saranno circa alla pari, in ogni caso la Cina si muoverò

" Ammettendo che sia

" Ammettendo che sia FISICAMENTE impossibile porre rimedio al problema, l'uomo " sapiens " deve assolutamente provarci, certamente con le rinnovabili tutte.

Proprio l'occidente deve affrettarsi, ... "

Basta vedere i numeri delle emissioni per capire che l'occidente sta facendo ben più di quanto dovrebbe. Sta abbassando le emissioni ogni anno. Il problema è ad esempio la Cina che le decuplica e vanifica da sola in un anno il risparmio dell'occidente di dieci anni.

Giacomo, se vuoi la minima speranza di ridurre le emissioni entro un decennio, devi convincere è la Cina.

Robertroll "io NON mi

Robertroll "io NON mi interesso di climatologia, mi occupo di altro... "

Si, ce ne eravamo accorti su altri blog della tua scarsa preparazione sul tema, dai tanti sfondoni che inanelli ogni volta che intervieni (in genere straparlando...) su questo tema.

A dimostrazione della scarsa presa del troll su questi temi il grafico in quella anticipazione sul lavoro IPCC, che cita come esempio dell'estrema indeterminatezza del lavoro dell'IPCC, non riguarda i risultati di modelli climatici, ma gli effetti di vari scenari di limitazioni delle emissioni della CO2. Questi scenari si possono o non possono avverare, ma non per errori nei modelli ma per le effettive decisioni politiche prese nel mondo reale. Non cercano quindi di "spiegare tutto", ma solo di mostrare gli effetti sulla quantità di carbonio in atmosfera, a secondo delle decisioni che si prenderanno.

Quanto all'esempio della Sma: che c'azzecca?

In quel caso l'aumento del 6% (ammesso sia reale, perchè gli inverter vantano tutti efficienze altissime, non vedo tutta questa possibilità di miglioramento, a meno non superino il 100% di efficienza....) si ha su un impianto difettoso che produceva MENO della media attesa. Quindi dopo la modifica dell'impianto, che dovrò comunque comunicare al GSE, otterrò di rientrare nelle produzioni medie attese per quel tipo di impianto (di nuovo, a meno che gli inverter Sma non siano magici e superino il 100% di efficienza...).
Se io mi mettessi ogni giorno ad aumentare del 6% la produzione di un impianto che produce già quanto ci si attende, immagino (spero) che dopo qualche settimana riceverei una visita di ispettori GSE.
Ovviamente questo in teoria, in pratica può essere benissimo che c'è chi lo fa, senza che il GSE sia mai intervenuto, per carenza di algoritmi di controllo, di tempo o di personale sul campo.
Ma ne varrebbe la pena di fare un simile imbroglio? A fronte del rischio di perdere gli incentivi e essere denunciati per truffa allo Stato, anche aumentando illegalmente del 10% giornaliero la produzione di un impianto FV da 3 kW, si ottengono a fine anno circa 390 kWh (10% produzione annua) * 0,35 (incentivo) = 136 euro - la spesa per l'elettricità "trasformata in solare" 350 kWh * 0,20 euro/kWh = 70 euro.
Totale 66 euro l'anno...wow...mi ci metto subito...

Per Roberto

Ammettendo che sia FISICAMENTE impossibile porre rimedio al problema, l'uomo " sapiens " deve assolutamente provarci, certamente con le rinnovabili tutte.

Proprio l'occidente deve affrettarsi, sia per contrastare i nuovi paesi in via di sviluppo, sia perchè ne ha le capacità, ma sopratutto perchè così facendo, risveglierà l'economia ormai stantia e proiettata verso il fallimento totale, è una strada obbligata quelle delle rinnovabili, causa e effetto in questo contesto sono talmente in relazione e semplici da capire che basterebbe poco per trovare la soluzione. Noi siamo stati la causa del riscaldamento globale a fronte di spese e benefici, ora con spese e benefici ( reali ) dobbiamo cambiare obiettivo. Fermo restando che le spese saranno maggiori se non metteremo in atto il cambiamento.

Davvero semplice ma la storia insegna che , da un lato il genere umano ha sempre risolto seppur con dei ritardi, per i ritardi ci ha insegnato che esistono delle persone( poteri e stupidità ) che sono state la causa dei ritardi.

Vedi Roberto, non è proprio un aspetto solamente scientifico, è una cosa che comprende anche aspetti filosofici, matematici,scientifici, economici, umanistici....quindi i tuoi calcoli sono solamente una delle componeneti del problema e della risoluzione o del tentativo di raggiungerla, tu però non vuoi neanche provarci, l'homo sapiens si, io ho dei dubbi se sono sapiens e non mi vorrei attribuire la appartenenza al genere, ci provo e magari ci riuscirò.

@alsarago58 "e se questo si

@alsarago58

"e se questo si mette a produrre più della media o magari a produrre più di quelli vicini a parità di potenza e condizioni meteo, viene (o dovrebbe essere) notato e controllato.
...
Una truffa simile potrebbe rendere solo pochi euro, per restare sotto alla soglia del farsi scoprire. "

Mmmh... queste tue affermazioni farlocche (cioe' per te nella norma) cozzano contro quello che nell'articolo a fianco, dice l'ingegnere di SMA...

http://qualenergia.it/articoli/20130923-quale-futuro-gli-impianti-fotovo...

... che parla di procedure di "revamping" (fa cosi' fico usare termini tecnici in inglese, scritti coi caratteri inclinati)... lui, che non e' troll come me ma non sa tutto come te dice che... copio e incollo, sia chiaro...

"Siamo intervenuti su un impianto da 1 MW in cui l’inverter era funzionante, anche se con prestazioni inferiori a prodotti SMA.
...
Il cliente si è trovato a due anni e mezzo dall’installazione con un business plan che aveva una deviazione rispetto a quello originario di circa il 6% in meno.
...
Potrebbe sembrare una cifra piccola, ma se convertita in denaro diventa significativa.
..."

Diventa significativa la piccola cifra... solo qualche percento... mentre tu, che sei sotutto dalla nascita, dici che "potrebbe rendere solo pochi euro"...
A chi credere?... all'ingegnere specializzato o al sotutto dalla nascita?...
La mente vacilla, ma per questa volta credero' all'esperto del settore.

R I P I J A T E E E E E!!!!

R.

@ Giacomo - 23/09/2013 -

@ Giacomo - 23/09/2013 - 18:43

... ti ringrazio dell'apprezzamento, ma non essendo mitomane come certi partecipanti a questa discussione (per esempio il noto superespertocolturbo che tutto sa senza aver mai studiato nulla, al secolo "alessandro" alsarago58) io NON mi interesso di climatologia, mi occupo di altro... quindi risparmiati/mi pure le allusioni sceme, OK?...

Vedremo come andranno le cose, che devo dirti... daltronde se per caso avessero ragione quelli dell'IPCC vorrebbe dire che il nostro fato e' segnato, dato che nei prossimi 10 anni le emissioni SICURAMENE aumenteranno, non c'e' verso di farle diminuire in cosi' poco tempo, ma neanche di rallentare in maniera apprezzabile... e' FISICAMENTE impossibile farlo con le rinnovabili!... lo volete capire questo o no, testedilegno?

Comunque, tanto per commentare il tuo link... se guardi la prima slide (di 2) potrai notare la variabilita' delle varie opzioni dell'IPCC (i risultati delle estrapolazion dei vari modelli al 2050... Immagina al 2100!)... si passa da un minimo di 4 nel 2050 ad un fuoriscala di piu' di 17 nel 2023... cioe' "di tutto e di piu"... "il mio modello spiega tutto, anche quello che non puo' spiegare"... esattamente quello che NON e' scienza... un modello che da una risposta "giusta" anche quando sbaglia... la descrizione di una pseudo-religione, nulla di piu'.

Nota, a scanso di equivoci simil'alsagareschi, che non sto dicendo ne' ho mai detto che non sia in corso un riscaldamento globale del pianeta.

'notte!

R.

Robertroll, se leggi anche la

Robertroll, se leggi anche la frase sotto capirai che chi voleva truffare in quel modo lo poteva fare (e l'ha fatto, infatti, come ricordi) anche senza batteria, per cui questa ragione per proibire l'accumulo non sta in piedi.

Fra l'altro non è una truffa che può rendere molto, perchè quanto può rendere un impianto in media lo si sa, e se questo si mette a produrre più della media o magari a produrre più di quelli vicini a parità di potenza e condizioni meteo, viene (o dovrebbe essere) notato e controllato.

Una truffa simile potrebbe rendere solo pochi euro, per restare sotto alla soglia del farsi scoprire.

DATI SUL CLIMA

Un link interessante, frutto di una ricerca durata 6 anni, hanno partecipato 1500 scienziati, forse c'era anche Roberto lo scienziato più accreditato al mondo...non saprei :)

http://www.repubblica.it/ambiente/2013/09/23/news/ipcc_rapporto_stato_cl...

Ciao

@alsarago58 "In effetti non

@alsarago58

"In effetti non riesco a capire come potrebbe una batteria far conteggiare due volte l'energia prodotta dall'impianto: l'unica sarebbe collegarla a monte del primo contatore e far figurare l'energia accumulata come prodotta dai pannelli."

... che e' circa quello che e' successo in almeno un caso in Puglia (credo di ricordare, potrei sbagliarmi) un paio di anni fa... dove il proprietario di una centrale a terra collego' la rete al suo sistema non ancora finito per dare l'apparenza di fine dei lavori e accedere agli incentivi.

Sai com'e', mica per niente siamo il paese del "fatta la legge gabbato lo santo"...

R.

In effetti non riesco a

In effetti non riesco a capire come potrebbe una batteria far conteggiare due volte l'energia prodotta dall'impianto: l'unica sarebbe collegarla a monte del primo contatore e far figurare l'energia accumulata come prodotta dai pannelli.
Ma questo è già ultravietato, in quanto lo potrei già fare adesso con una linea elettrica o un generatore autonomo.

Forse temono la sostituzione dei vecchi inverter con inverter con accumulo, che potrebbero scaricare energia solare anche la notte, rendano più difficoltosi i controlli degli abusi.

Ma comunque non mi pare un provvedimento particolarmente importante e urgente: chi riceve gli incentivi e ha lo scambio sul posto non ha un particolare bisogno di accumulare.

Non sarà che ciò che cercano di impedire è l'uso degli accumuli da parte dei grandi impianti a terra? Quelli si che avrebbero interesse ad accumulare, per vendere l'energia quando viene pagata bene, la sera, e non quando scende a 0 o quasi...la differenza può essere anche 80-100 euro/MWh, e anche più in Sicilia. Per ora la cosa è esclusa per l'alto prezzo delle batterie, ma in futuro potrebbe cominciare a diventare conveniente
In teoria l'uso degli accumuli per questi impianti sarebbe una benedizione per il sistema elettrico, anche se roderebbe assai al produttori da termico...

Questa è l'ENNESIMA VERGOGNA

della nostra repubblica delle banane!!!!Dimostra come il Gse stà per accontentare i piagnistei delle care lobby del termoelettrico e Co. ,
con quale logica è stata scritta la news : il GSE ha una montagna di dati per stimare la produzione di tutti gli impianti incentivati PRIMO,quindi visto che l'incentivo è regolato dal contatore di produzione sarebbe verificabile facilmente, SECONDO come si possono modificare i flussi in immissione ?? si in difetto!! una parte di energia immessa sarà stoccata in batteria e poi autoconsumata, quindi meno energia sarà scambiata o venduta o incentivata con la tariffa omnicomprensiva ( nel caso di impianti in V conto energia ),quindi non capisco dove sia questa premeditata "PAURA" del Gse....in realtà lo sappiamo..........nuovo decreto VergognatiItalia

@evgalois

Il problema non mi sembra quello di impedire che un impianto possa accumulare energia dalla rete:chi decidesse di farlo andrebbe premiato per aver contribuito al peak shaving! Non riesco capire chi preleverebbe energia dalla rete per caricare della batterie e poi alimentare qualcosa con l'energia accumulata.
Perché allora serve una normativa che vieti di caricare delle batterie utilizzando energia della rete per farci qualcosa?
Una cosa che d'altra parte "impedisce di considerare quell'energia come se fosse energia prodotta" c'è già: è il contatore di produzione che è collegato direttamente all'inverter solare!

Come già detto nei due

Come già detto nei due precedenti interventi, e' abbastanza semplice dimostrare che un impianto tipico non puo' accumulare energia dalla rete.

Probabilmente le riserve del GSE sono dovute al fatto che ancora non esiste una normativa che lo vieta o che comunque impedisce di considerare quell'energia come se fosse energia prodotta.

Storage e scambio sul posto

Potrebbe i'ing. Gerardo Montanino spiegare come può un sistema storage alterare il valore dell'energia prodotta da un impianto FV visto che lo stesso è direttamente collegato ad un contatore di produzione? Lo storage potrebbe se mai alterare i valori di energia registrati nel contatore di scambio. E questo che reato sarebbe? Non equivale a staccare il boiler quando la produzione è insufficiente e riattaccarlo quando la stessa è in eccesso? l'ipotesi sbrigativamente accettata e risolta, probabilmente si riferisce all'utilizzo di energia stoccata sullo stesso inverter solare: ma questa è frode volgare che ritengo non non richieda la formalizzazione di illuminati divieti!
Complimenti comunque per questo vezzo di imporre regole e sottoregole ad ogni piè sospinto con minacce e gratuite ritorsioni. L'erogazione dell'incentivo è una cosa discrezionale che qualsiasi Montanino può rimuovere quando vuole?
Vediamo che coniglio viene fuori dal cappello dell'Autorità, dal CEI e da tutto il codazzo. Leggevo in un commento relativo alla importanza dello storage un'idea che trovo giusta: rendere obbligatoria negli inverter solari la presenza di un'uscita batteria regolata e di un ingresso di controllo per mantenere a zero lo scambio con la rete. In questo modo chi vuole può farsi lo storage semplicemente installando la batteria e qualche accrocchio che dia il valore dell'energia immessa nella rete.
Potrebbe l'Autorità sciogliere il cappio al collo del contatore idiota imposto per lo scambio e la produzione? Potrebbe imporre l'esistenza di una interfaccia utente degna di queso nome?
E il CEI potrebbe imporre la possibilità di upgrade del firmware degli inverter solari? L'inverter del mio impianto ha le stupide soglie di tensione e frequenza del primo regolamento di esercizio!
Certo, ognuno faccia il suo lavoro. E in questo Paese pretendere che lo faccia bene si può?
Sarebbe forse troppo smart!

considerazioni

Intanto dobbiamo dire che il GSE,NELLA SUA LETTERA,vieta la possibilità di prelevare l'energia dalla rete per la ricarica delle batterie,la maggior parte dei sistemi in commercio oggi in ISecondotalia usa solo l'energia in eccesso del fotovoltaico e non può prelevare dalla rete,quindi personalmente ai miei clienti che vogliono installare il sistema di accumulo posso consigliarlo,in quanto posso dimostrare,attraverso progetto tecnico,che non posso prelevare dalla rete.Inoltre,essendo l'impianto installato ad isola,viene messo prima dei contatori,quindi il GSE non potrà assolutamente fare nulla