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Carbone: 1000 morti in più per emissioni Tirreno Power a Vado Ligure

Le emissioni della centrale a carbone di Vado Ligure, secondo la procura di Savona, hanno causato mille morti in più per cancro nel savonese. Disastro ambientale e omicidio colposo i reati contestati alla Tirreno Power. Già dalla prossima settimana potremmo conoscere i nomi degli indagati.

Già dalla prossima settimana potrebbero essere emessi gli avvisi di garanzia per i reati di disastro ambientale e omicidio colposo, imputati alle emissioni di polveri bianche e rosse provenienti dalle due unità a carbone, da 330 MW ciascuna, della centrale termoelettrica di Tirreno Power di Vado Ligure.

In un primo momento, il fascicolo era stato aperto contro ignoti, non essendo ancora possibile definire quali fossero i comportamenti da sanzionare né determinare il nesso di causalità tra il lavoro della centrale e le conseguenze sul territorio. Dopo aver consolidato le ipotesi di reato, il lavoro della polizia giudiziara si concentrerà in questi giorni nell’individuazione delle figure responsabili all’interno di Tirreno Power, che verranno iscritte, probabilmente nel corso della prossima settimana, nel registro degli indagati.

Le emissioni della centrale, secondo la perizia dei consulenti della Procura di Savona, depositata a giugno, avrebbero causato circa mille morti per cancro in più nel savonese, rispetto agli anni precedenti all’insediamento dell’azienda produttrice di energia.

Nella giornata di ieri, 19 ottobre, Tirreno Power ribadiva con poche righe emesse dal proprio ufficio stampa la propria posizione (contattata da QualEnergia.it, l’azienda ha annunciato che diffonderà un ulteriore comunicato stampa nel pomeriggio): “Quanto emerso da alcuni media locali non è coerente con i dati ambientali disponibili, che sono numerosi e pubblici, ed evidenziano una buona qualità dell’aria complessiva del territorio savonese che pongono la provincia di Savona tra le migliori in Italia. Tirreno Power svolge la propria attività produttiva nel rispetto delle normative secondo quanto previsto in termini di tutela dell'ambiente".

Affermazioni che lasciano perplessi. Che rispetti le norme o meno, è però innegabile che la produzione elettrica da carbone sia negativa per la salute degli abitanti delle aree circostanti. Come mostra uno studio realizzato dall''Università di Stoccarda su commissione di Greenpeace (vedi QualEnergia.it), in Europa questa fonte causa 22.300 morti all'anno e fa spendere ai governi miliardi di euro in cure sanitarie e giorni di lavoro persi.

Riportiamo una nota stampa diffusa da Tirreno Power il 21 settembre.

 

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Commenti

@Roberto

Ma sempre a parlar male del fv??? Anche quando l'articolo parla che ne so, di lasagne e fettine panate, tu ci butti in mezzo il fatto che il fv ti sta sulle balle.....ma perche???? Che ti hanno istallato un mega impianto fv dentro al salotto? Tua moglie è scappata con l'ad di Suntech? sei inciampato e hai sbattuto forte su un inverter sma?

Cmnque,vero che i moduli sono prodotti in Cina, forse pure di + del 75% di istallato in Italia. Cosi come anche i pc su cui scriviamo, i cellulari, molti dei vestiti che indossiamo e così via. Quindi? Che facciamo? Non acquistiamo più dalla Cina? Io sarei molto contento se la filiera del fv fosse in Italia, ma non è così. Il lato positivo è che qui, localmente, le emissioni le abbiamo ridotte, non credi che sia un dato positivo? Almeno questo?

@evgalois: grazie dei

@evgalois:

grazie dei dati... in particolare la linea

"Coal – China 280,000 (75% China’s electricity)"

Propongo un esercizio ai lettori: sapendo che 2/3 dei moduli FV prodotti nel mondo sono fabbricati in Cina utilizzando energia elettrica che e' al 75% ottenuta da carbone, e sapendo che l'energy pay-back time del FV e', per un paese con l'insolazione dell'Italia, attorno a 2-3 anni (silicio, 2700-4050 kWh/anno/kWp), si calcoli il costo in vite umane (cinesi) per ogni GWp installato in Italia....prima ancora che abbia prodotto un solo Wh.

Ciao.

Roberto

P.S.: al primo che risponde correttamente invio una copia di "costruirsi un reattore PWR in casa".