Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Fotovoltaico in grid parity ... salvo rischi regolatori

Il fotovoltaico residenziale in Italia, come in diversi altri paesi, è già più conveniente rispetto all'acquisto di energia dalla rete. Lo dimostra uno studio di Eclareon. Ma se passasse la proposta dell'Autorità di far pagare gli oneri sull'energia autoconsumata da noi la grid parity, duramente raggiunta, si allontanerebbe e di tanto.

Il fotovoltaico residenziale in Italia, come in diversi altri paesi, è già in grid-parity, ossia, installare un impianto non incentivato, in molte situazioni, è già più conveniente rispetto ad acquistare l'elettricità dalla rete. La constatazione arriva dalla seconda edizione del report  "PV Grid Parity Monitor" dalla società di consulenza tedesca Eclareon (allegato in basso). Un dato che, con il conto energia in scadenza il 6 luglio e le detrazioni del 50% solo fino a dicembre, ridarebbe qualche speranza, anche se, come sappiamo, la mera grid-parity teorica non basta per spingere a montare i pannelli e dunque per garantire sviluppo al settore. Inoltre ostacoli normativi, come la proposta dell'Autortià per l'Energia di far pagare gli oneri sull'energia autoconsumata, potrebbero ricacciarci indietro di anni.

Lo studio prende in considerazione 10 Paesi: Australia, Brasile, California, Cile, Germania, Francia, Italia, Messico, Regno Unito e Spagna, limitatamente al FV residenziale. Ovunque, si nota, ci si è avvicinati alla grid parity: i costi di produzione dell'elettricità dal solare sono calati mentre il kWh in bolletta è diventato più salato. Per quel che riguarda i costi del fotovoltaico - calcolati come LCOE, cioè costo livellato dell'elettricità sulla vita dell'impianto – i cali dalla seconda metà del 2012 al primo semestre 2013 sono andati dal 23% del Regno Unito all'8% della California, mentre in Italia sono stati del 21% (vedi grafico sotto). Nel frattempo le tariffe elettriche per i consumatori domestici sono cresciute nella maggior parte dei Paesi: ad esempio +18% in Australia e +8% da noi.

In Italia, rileva lo studio, la grid parity nel settore domestico è stata raggiunta in tutto il Paese. Gli ingredienti che lo hanno permesso sono un calo del costo degli impianti del 18,2% l'anno dal 2009 al gennaio/febbraio 2013, una buona radiazione solare e prezzi dell'elettricità in bolletta piuttosto cari. Nei  grafici sotto la situazione a Roma e Palermo:

Il LCOE del fotovoltaico in Italia è già minore del costo del kWh in bolletta. Dunque tutti tranquillamente proiettati verso un futuro con il fotovoltaico senza incentivi? Niente affatto. Innanzitutto, lo studio non tiene conto dei probabili rincari degli impianti causati dai dazi sui prodotti cinesi; bisogna poi considerare che la definizione usata da Eclareon per definire la grid parity è la seguente: “il momento in cui il LCOE del FV diventa competitivo con i prezzi dell'elettricità al dettaglio, assumendo che il 100% dell'elettricità sia autoconsumata istantaneamente”. Vista la scarsa probabilità di autoconsumare il 100% dell'energia prodotta, avvertono gli autori del report, diventano fondamentali le politiche di net-metering (come il nostro scambio sul posto) e la normativa che promuove l'autoconsumo.

Se lo scambio sul posto venisse riformato in maniera sfavorevole e se si concretizzasse la proposta dell'Aeeg (che sembra piacere al ministro per lo Sviluppo economico, vedi QualEnergia.it), di far pagare gli oneri di sistema anche sull'energia autoconsumata, quella grid parity che Eclareon dà per raggiunta in Italia si allontanerebbe all'improvviso di chilometri.

Cosa possa fare una normativa che ostacola autoconsumo e scambio con la rete lo mostra la situazione spagnola, descritta bene in questo studio. Qui, anche se a livello di rapporto tra LCOE del fotovoltaico e costo del kWh in bolletta il paese sarebbe ampiamente in grid parity, il fotovoltaico residenziale è poco conveniente per la mancanza di una politica di net metering: gli utenti sono costretti a vendere l'energia in eccesso sul mercato. A questo si aggiunge il fatto che la tassa del 7% sulla produzione elettrica potrebbe colpire (a seconda di come evolveranno i regolamenti ancora da scrivere) anche l'energia autoconsumata. Nel grafico qui sotto la situazione dei vari paesi sui due fronti: sull'asse verticale la vicinanza alla grid parity, su quello orizzontale l'efficacia delle politiche di net-metering e per la promozione dell'autoconsumo. Affinché il FV residenziale si diffonda bisognerebbe stare nell'angolo in alto a destra. Come si vede il paese messo meglio è il Messico.

 

La seconda edizione del report  "PV Grid Parity Monitor" di  Eclareon (pdf)

 

Segui QualEnergia.it  anche su e





Commenti

Benestante a me? Ma come ti

Benestante a me? Ma come ti permetti?
:)))

@gb " indirettamente

@gb

" indirettamente scaricheranno i maggiori costi di rete e oneri su chi non può permetterselo."

Stessa cosa prevede il famoso "studio di UBS", citato mille volte a sproposito qui... per quel che riguarda il futuro del FV in Germania (la mitica Germania!).

R.

@alsy: "Gb, veramente io,

@alsy:

"Gb, veramente io, come migliaia di altri che hanno messo il Fv, non sono affatto benestante e non ho neanche un lavoro garantito dallo Stato...ho solo voluto usare i miei risparmi in coerenza con le mie opinioni."

Alsy... ad occhio e croce hai installato i pannelli quando il kWh FV era remunerato 50 centesimi di Euro... per favore... almeno non piangere il morto, come si dice dalle mie parti... e' indecente!

Hai "investito" i tuoi risparmi, non li hai mica donati! E diamine!

R.

Gb, veramente io, come

Gb, veramente io, come migliaia di altri che hanno messo il Fv, non sono affatto benestante e non ho neanche un lavoro garantito dallo Stato...ho solo voluto usare i miei risparmi in coerenza con le mie opinioni.

Quindi lascerei perdere le generalizzazioni degno si un Chicco Testa.

In futuro metterà il Fv chi lo riterrà un investimento intelligente a lungo termine, magari invece di spendere in Gratta e Vinci e sms inutili... come ha fatto un mio conoscente che, ora che non ci sono più incentivi, si è appena fatto il suo impianto, perchè gli è sembrato più furba come idea che tenere i soldi in banca.

Sulla terribile minaccia del costo degli oneri di rete (ben 250 milioni di euro l'anno, nella peggiore delle ipotesi), direi che l'Aeeg si è accorta del problema solo ora, poteva pensarci nel caso delle industrie che già si autoproducono 25 TWh di elettricità senza pagare (giustamente) nessun onere di rete, pur usufruendo della connessione, oppure quando si installava Fv con incentivi, per il quale sarebbe stato più sopportabile pagare un tot sull'energia autoprodotta, di quanto lo sarà ora.

Invece, guarda caso, si sveglia adesso che la grid parity è appena agli inizi, i numeri futuri del Fv molto ridotti e il settore nel mezzo di una difficile transizione: se non è volontà di killeraggio di un settore scomodo (mandante Assoenergia) questa, non vedo cos'altro possa essere.

@Alsarago "non saranno

@Alsarago

"non saranno comunque tanti, in questi tempi difficili, quelli disposti a spendere qualche migliaio di euro per un impianto Fv"
.
Infatti saranno praticamente solo le famiglie benestanti ad installare impianti FV (come è stato fino ad adesso, nessuna novità) ed indirettamente scaricheranno i maggiori costi di rete e oneri su chi non può permetterselo.
Alla fine è questo il motivo per cui l'Autorità sta pensando di regolamentare la GD.

RobertrollK, ma infatti io

RobertrollK, ma infatti io non ho detto che l'iniziativa Coop avrà un enorme successo e che si tappezzeranno i tetti toscani di pannelli Fv: sono convinto che la bolletta elettrica sia un problema tutto sommato secondario (e, fra l'altro, riducibile in modo relativamente facile, a differenza di altre voci meno comprimibili) per molte famiglie, anche in difficoltà.
Per cui, non saranno comunque tanti, in questi tempi difficili, quelli disposti a spendere qualche migliaio di euro per un impianto Fv, sottraendoli a risparmi che servono per cose più urgenti ed eventuali emergenze. Buona parte del calo generale dei consumi, deriva proprio da questa sensazione di incertezza.

Come ho detto altre volte, la politica di incentivazione delle rinnovabili, non poteva partire in un momento peggiore: fosse iniziata nel 2000 (e chissà, avessero eletto Al Gore, magari cominciava proprio allora...), sarebbe stata tutta un'altra storia.

La citazione dell'iniziativa Coop era solo per indicare che, nonostante la fine degli incentivi, ci sono venditori (affidabili) più convinti di prima della bontà dell'investimento in Fv, che stanno cercando nuove strade per promuoverlo.

@evgalois Il LCOE di un

@evgalois

Il LCOE di un impianto FV domestico in Italia (senza detrazioni) varia diciamo tra i 18 ed i 23 c€/kWh, questo valore tiene conto anche del costo del capitale che hai investito. Il prezzo dell'energia acquistata da rete per consumi dell'ordine dei 4000 kWh va dai 24-25 c€/kWh in su (dipende anche se hai tariffa D2 o D3).
Per la famiglia 'tipo' con 2700 kWh/a di consumo il prezzo medio della fornitura è di 19-20 c€/kWh e basterebbe un impianto da 2kWp.
Quindi considerando la definizione 'di scuola' la grid parity in Italia è raggiunta.

Altra questione è se l'installazione dell'impianto ti convine e questo dipende da quanto riesci a valorizzare l'energia prodotta dal tuo impianto FV. Questo a sua volta dipende dalla tua quota di autoconsumo e da quanto ti remunerano l'energia che immetti in rete. Per assurdo un impianto sul tetto di una seconda casa di vacanza al mare è in grid parity ma se consumi solo 1000 kWh l'anno l'installazione non ti conviene.
Quello che si può dire è che in Italia oggi come oggi se installi un impianto su una casa di residenza anche solo considerando lo SSP la cosa ti conviene perchè riesci a valorizzare a circa 20 c€/kWh l'energia che immetti in rete. Se poi consideri anche le detrazioni al 50% ti conviene MOLTO.
Il problema è che SSP + detrazione possono cominciare a rendermi conveniente anche l'impianto FV su seconda casa al mare (cosa senza senso, ma sai che in Italia con le rinnovabili ci piace fare le cose così).

@alsarago58, detto Il

@alsarago58, detto Il Saggio:

"Anche risparmiando così solo metà della bolletta e con lo Scambio sul Posto, mi sa che in molti in meno di 10 anni possano riprendere la spesa."

OK, allora dato che io sono troll e tu invece sei Saggio, bastera' aspettare qualche mese, e orde di cittadini/famiglie italiane che fanno fatica, in stragrande maggioranza, ad arrivare alla fine del mese, investiranno qualche migliaio di Euro per prepagare il loro futuro consumo elettrico... io sono pronto a scommettere che non avverra', tu potresti fare altrettanto? Ne dubito.

R.

P.S.: Alsy Il Saggio ha scritto (maiuscole mie):

"una persona intelligente, non sta solo a fare calcoli e a ragionare sulle condizioni teoriche, MA GUARDA ANCHE QUELLO CHE SUCCEDE INTORNO A SE', per avere altri indizi su come evolve una situazione." ... da confrontare con... (un paio di titoli a caso, potrei trovarne 1000 altri equivalenti in 5 minuti)...

"Lavoro Italia 2013: disoccupazione record, la più alta da 36 anni"

e...

"Crisi: Unimpresa, 3 Famiglie Su 5 Al Discount, Spesa Low Cost +86% In 2013"
... 3 famiglie su 5!!! ... probabilmente tagliano su pasta e carne perche' pensano di sgranocchiarsi un paio di pannelli Made in China low-cost, giusto Saggio?

@gb Forse mi sono espresso

@gb
Forse mi sono espresso male. Intendo dire che senza alcuna forma di incentivo, quindi in condizioni di assoluta PARITA' (senza incentivi, senza detrazione, senza priorità di prelievo), non mi sembra che il FV sia in grid parity. Mi sbaglio?

Per questo sostengo che gli incentivi, anche solo in forma indiretta come lo scambio sul posto, sono fondamentali.

Se poi mi sbaglio, allora vuol dire che la necessità di incentivi è tutta una bufola per spremere soldi al consumatore (ma non credo).

@ evgalois Qui si sta

@ evgalois

Qui si sta parlando solo di impianti domestici, in Italia abbiamo lo scambio sul posto (e la detrazione del 50%).... stra-siamo in grid parity.

Non sono d'accordo... non è

Non sono d'accordo... non è in grid parity e servono incentivi e priorità di prelievo proprio perchè non lo è.

Diamine!... geniale!... "E

Diamine!... geniale!...

"E la Coop, in genere, non tira fregature ai propri soci..."

... perche' perder tempo a calcolare LCOE, LCA, grid parity, etc?... basta guardare le offerte speciali sul depliant che la Coop ti lascia nella cassetta della posta... ed il gioco e' fatto.
Le politiche energetiche, Basta chiedere alla Coop.

Sempre meglio... cabaret allo stato puro. Ti prego, continua.

R.

... anche perchè non credo

... anche perchè non credo che i signori del report abbiano considerato le detrazioni al 50% in 10 anni che gira gira è come se ti abbassassero il LCOE del 25-30%.

@alsarago ... e rimaniamo in

@alsarago

... e rimaniamo in GP anche se ci sono sorprese normative, ovvero anche se il GSE smette di rimborsare gli oneri di sistema per l'energia immessa in rete con lo Scambio Sul Posto.

Se volete un indizio non

Se volete un indizio non tecnico del fatto che siamo già in grid parity, salvo sorprese normative, oggi sul giornale ho visto che le Coop toscane si sono messe ad offrire ai loro soci impianti FV chiavi in mano, con uno sconto di 650 euro e i punti della spesa per l'impianto caricati sulla tessera Coop, promettendo che l'investimento si ripagherà da sè in pochi anni.
E la Coop, in genere, non tira fregature ai propri soci...

@evgalois Secondo me ci siamo

@evgalois

Secondo me ci siamo ampiamente in GP.

@gb A parte le incongruenze

@gb

A parte le incongruenze che citi, il problema fondamentale è che nonostante il titolone da prima pagina, la grid parity è ancora lontana e lo ammette anche l'articolo stesso quando spiega la definizione che è stata usata per stabilirlo.

... ah, e nei 17 c€/kWh ho

... ah, e nei 17 c€/kWh ho considerato le imposte anche se chi ha consumi entro i 1800 kWh/anno non le paga... questo perchè quando superi i 4440 kWh di consumo (e con un impianto da 3 kW a Roma/PA produci/consumi almeno 4000 kWh) le imposte le paghi su tutta l'energia consumata.

Si, eravamo in GP anche lo

Si, eravamo in GP anche lo scorso anno... ma sfugge il motivo per il quale paragonano il LCOE ai 4 scaglioni della tariffa domestica.
Se ho un impianto che produce 4000 kWh/anno e ipotizzo 100% autoconsumo che senso ha fare confronti con lo scaglione di consumo sotto i 1800 kWh?.... mistero...
.
Dovrai semmai fare il confronto con il costo medio della fornitura per consumi maggiori od uguali a 4000 kWh/a e solo per quanto riguarda i costi variabili (no costi fissi e quota potenza).
.
Inoltre il costo variabile del primo scaglione della tariffa D2 nel primo trimestre 2013 è stato pari a circa 17 c€/kWh... nel grafico sembra ben superiore ai 20 c€/kWh.... altro mistero....