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Teleriscaldamento in Danimarca, più raffreddi e meno paghi

Un esempio virtuoso di efficienza energetica negli usi finali e nella produzione in una rete di teleriscaldamento in Danimarca. L'incentivo: una tariffa agevolata di acquisto del calore per quei consumatori in grado di abbassare la temperatura di ritorno. Proprio il coinvolgimento diretto dei consumatori è stato il segreto del successo.

Una rete di teleriscaldamento che funzioni a basse temperature consente di ridurre le perdite di calore e risulta più flessibile sulle fonti energetiche necessarie per alimentarla. Nel 2008, la utility di teleriscaldamento danese di Braedstrup ha pensato di perseguire questo scopo coinvolgendo in prima persona i suoi clienti. A dire il vero, l’operazione è risultata possibile anche perché, trattandosi di una società ad assetto cooperativo, la utility è di proprietà degli utenti stessi.

Dal punto di vista economico, i calcoli effettuati avevano mostrato che, per ogni °C di abbassamento della temperatura di ritorno sulla rete di teleriscaldamento, la utility avrebbe potuto conseguire un risparmio di 0,55 € per unità di energia consegnata all’utenza. Ciò è stato messo in pratica utilizzando una regolazione automatica che consente di assicurare, in corrispondenza di qualsiasi oscillazione della temperatura di ritorno, una temperatura di 60 °C all’utenza. A oggi, le temperature di mandata e ritorno nella rete di Braedstrup sono di 68 °C e 35 °C in estate e di 75 °C e 34 °C nella stagione invernale.

Si tratta di valori che, purtroppo, quasi mai si riscontrano nelle reti di teleriscaldamento in Italia che presentano, invece, campi operativi sensibilmente più alti. Le inevitabili conseguenze sono: maggiori perdite di calore verso l’ambiente esterno e ostacoli tecnico-economici all’impiego di fonti rinnovabili nelle centrali di produzione.

L’aspetto più interessante di questa iniziativa, però, è l’incentivo che la utility prevede affinché i clienti collaborino per raggiungere il risultato: una tariffa agevolata di acquisto del calore per quei consumatori in grado di abbassare la temperatura di ritorno, misurata mensilmente e, poi, come media annuale tramite un apposito contatore. Se un cliente fa ritornare il calore al di sotto dei 30 °C, risparmia 0,55 € per ogni MWh consumato per ogni °C che riesce a ridurre. Viceversa, il consumatore poco efficiente, che restituisce il calore a più di 35 °C, deve pagare una addizionale di 0,55 €/MWh per ogni °C in esubero.

Più facile a dirsi che a farsi. Come può un consumatore abbassare la temperatura di ritorno? La utility di Braedstrup ha promosso questo progetto tramite una massiccia campagna di informazione, distribuendo ai suoi clienti una brochure informativa sulle possibili azioni da mettere in pratica. Innanzitutto, un corretto comportamento nella gestione del calore consente di incrementare l’efficienza e, quindi, abbassare la temperatura alla quale l’energia termica viene restituita alla rete. Utilizzo le valvole termostatiche per regolare i termosifoni? Spengo i radiatori nelle stanze non frequentate? Lascio liberi i radiatori da schermature che prevengano la corretta trasmissione del calore?

La brochure riporta poi, in modo molto trasparente, degli esempi di risparmio per ogni famiglia in grado di garantire un uso efficiente dell’energia termica, con stime economiche e anche con una metafora visiva davvero efficace: quanti camion di combustibile risparmio e faccio risparmiare alla utility con una temperatura di ritorno più contenuta?

Il supporto, però, non si ferma qui. Personale specializzato della utility visita le abitazioni e le altre utenze, solitamente ogni due o tre anni, per verificare lo stato dei radiatori e del sistema di distribuzione e anche per suggerire interventi di efficientamento a basso costo. Il circolo virtuoso è chiuso tramite un ultimo passo: la utility garantisce prestiti a tasso agevolato per i clienti che vogliano poi implementare questi interventi, garantendo così un pacchetto completo capace di seguire il consumatore dalla A alla Z.

A questo punto, è quasi superfluo osservare che la utility di Braedstrup non si è limitata ai soli interventi “vicino al contatore”, ma ha agito pesantemente anche sul lato produzione, installando un impianto solare con superficie di quasi 19.000 m2 e dotato di un accumulo di calore su base stagionale (per maggiori informazioni sul teleriscaldamento solare: www.solar-district-heating.eu). Per massimizzare l’uso di risorse locali, infine, lo strato isolante dell’accumulo è stato realizzato tramite gusci di frutti di mare dell’industria ittica autoctona e la risorsa geotermica non è stata trascurata, installando una pompa di calore integrativa.





Commenti

Temperatura di Ritorno TLR

Buongiorno,
credo che l'abbassamento della temperatura di ritorno sulla rete TLR di Braedstrup generi un innalzamento dell'efficienza del sistema di produzione del calore (e dell'energia elettrica) che è un impianto cogenerativo. Il ritorno in bassa temperatura al condensatore migliora l'efficienza del sistema cogenerativo. Il miglioramento dell'efficienza produce un risparmio economico. Il che, essendo il sistema di produzione e la rete di TLR proprietà della cooperativa degli utenti, si ripercuote positivamente sulle loro tasche. Ovviamente ciò migliora anche la produzione del sistema solare termico centralizzato, la cui superficie è stata recentemente incrementata, a seguito di un voto unanime dei soci, visti i risultati favorevoli dell'esercizio del precedente impianto solare.
In casa l'aumento del DT non ha ripercussioni negative, se c'è più DT, ci sarà meno portata e l'energia immessa in ambiente sarà sempre la stessa.
Mi pare un bell'esempio di intervento win-win
Cordiali Saluti

Insomma, anche se hai un

Insomma, anche se hai un termosifone puoi regolare il flusso con una valvola e puoi scegliere se far entrare acqua a 60°C e farla uscire a 50 oppure riducendo il flusso con la valvola puoi farla entrare a 60°C ed uscire ad una temperatura bassa a piacere, al limite alla temperatura dell’abitazione (19°C)... quindi puoi anche diminuire il consumo aumentando il delta T ma questo non c’entra molto con l’efficienza, la centralina di uno scambiatore collegato ad una rete di teleriscaldamento dovrebbe regolare in automatico la T del secondario in base alla temperatura desiderata, alla temperatura interne, alla temperatura esterna, ed alle caratteristiche dell’impianto rendendo peggiorativi gli interventi umani. L'efficienza dovrebbe essere incorporata nell'impianto e non in azioni correttive da mettere in pratica.

"perciò, è improbabile che

"perciò, è improbabile che iniziative di questo tipo possano danneggiare chi le ha ideate."

La fine della civilizzazione dell'isola di pasqua e' un buon controesempio a questa regola! :-)

R.

Temperatura acqua

Nella rete di Braedstrup, l'acqua di mandata lato rete è a 60 °C, mentre lato utente sarà 10 o 15 °C in meno.

@Alsarago C'è sempre uno

@Alsarago

C'è sempre uno scambiatore di calore, i 70 gradi sono al primario....

GB, se l'acqua arriva a 70°

GB, se l'acqua arriva a 70° dubito la usino per impianti a pavimento, a meno non abitino in una sauna...

@ alsarago Il pagamento è

@ alsarago

Il pagamento è legato al volume di acqua ma anche alla sua temperatura... o meglio è legato al flusso d'acqua, al tempo, ed alla differenza di temperatura tra ingresso ed uscita. La questione è che l'acqua la rimandi fredda il più possibile se hai sistemi in grado di sfruttare calore a bassa temperatura (tipo riscaldamento a pavimento).

Forma societaria

Grazie a tutti per la discussione stimolante!
Un altro elemento, che credo sia fondamentale, e che forse è sfuggito perché inserito di sfuggita all'inizio dell'articolo: la proprietà della utility è degli stessi consumatori. A parte possibili perversioni masochistiche (mai da escludere al 100%...), perciò, è improbabile che iniziative di questo tipo possano danneggiare chi le ha ideate.

Anch'io avevo le vostre

Anch'io avevo le vostre perplessità, ma in realtà credo che il grosso del pagamento sia legato al volume di acqua calda che consumo, quindi consumarne di meno, isolando il più possibile, è il primo modo di risparmiare.
Secondariamente, ridotti al minimo i volumi utilizzati, più lo scambio termico avviene efficacemente, e quindi rimando indietro l'acqua il più fredda possibile, e meglio è.

RobeertoK, capisco che non sei contento se non aggiungi sempre un commento per dimostrare la tua fiera avversione alle rinnovabili (chissà, qualcuno potrebbe ancora avere dei dubbi in proposito...).
Ma qui il tema centrale è il teleriscaldamento, tecnica su cui, spero, non avrai nulla in contrario, e che può avere come fonte primaria combustione di rifiuti, geotermia, solare, centrali a fossili e persino nucleare.

Quindi, le rinnovabili che c'azzeccano?

Alcuni dettagli

robertok06

Segnalo ancora due elementi:
- il costo del MWh nel sistema di Braedstrup è di circa €/MWh; 5,5 €/MWh sono, quindi, un risparmio di quasi il 20%. Non mi sembra male...
- leggendo l'articolo, si capisce che le rinnovabili non c'entrano nulla con questo risparmio, legato solo a operazioni di efficienza; la utility, poi, ha anche installato un impianto solare termico, ma si tratta di una iniziativa differente.

@Battisti Appunto, non è che

@Battisti
Appunto, non è che i clienti possano collaborare un granchè ad abbassare la T di ritorno... sembra semplicemente una modulazione del prezzo che premia chi consuma di più.

Eh si, se sei in un

Eh si, se sei in un condizione in cui l’acqua ti entra in casa a 70°C ed esce a 40°C e vuoi portare la temperatura di uscita a 30°C dovrai consumare il 30% di calore in più..... Il calore costerà qualcosa come 50 €/MWh ma se ti danno 5,5 €/MWh di bonus.... come non approfittare della fantastica opportunità.

Risparmi

In realtà le cose stanno diversamente: nelle case dei consumatori vengono effettuati audit energetici all'inizio della campagna e poi, regolarmente, ogni 2 anni proprio per sanare le inefficienze e non per incentivare il consumo di una maggiore quantità di calore.
Certo, va tenuto conto che la cultura energetica del consumatore medio danese è sensibilmente più elevata di quella del "cugino" italiano...

@gb "Mi stupisce come

@gb

"Mi stupisce come riescano a spacciare quella che sembra una tattica commerciale come risparmio o incentivo.... mah."

... per non parlare del 'risparmio' in se stesso... anche se l'utente fa uno sforzo per scendere di 10 gradi sul ritorno, fanno 5,5 Euro/MWh... a fine anno quanto risparmia l'utente medio? Spiccioli...

Se questi sono i risparmi delle fantastiche rinnovabili... campa cavallo...

R.

D'accordo sulla questione del

D'accordo sulla questione del funzionamento con temperatura (di mandata e ritorno) più bassa.
Ma a parità di temperatura di mandata incentivare i consumatori ad abbassare la temperatura di ritorno vuole semplicemente incentivarli a consumare PIU' CALORE. Quello che qui viene definito (dal venditore di calore) "consumatore poco efficiente" è magari quello con la casa ben isolata e che tiene le valvole termostatiche al minimo. Mi stupisce come riescano a spacciare quella che sembra una tattica commerciale come risparmio o incentivo.... mah.