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FV italiano, senza incentivi un mercato annuo da 900 MW

Per il 2013 l'Italia potrà avere un mercato del fotovoltaico che andrà da 1,5 a 2,2 GW, in base all'evoluzione delle misure di supporto, leggasi estensione o meno delle detrazioni fiscali. Nel 2014, senza incentivi, si viaggerà invece sotto al GW. Le previsioni del Solar Energy Report dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

Per il 2013 l'Italia potrà avere un mercato del fotovoltaico che andrà da 1,5 a 2,2 GW, a seconda dell'evoluzione delle misure di supporto, leggasi estensione o meno delle detrazioni fiscali. Nel 2014, senza incentivi, si viaggerà sotto al GW. Precisamente attorno ai 900 MW, una riduzione del 74% rispetto al già difficile 2012.

Che il mercato italiano, dopo i record degli anni scorsi, stia andando verso un ridimensionamento che definire drastico è un eufemismo si sapeva. Ora arrivano alcune stime più precise: quelle contenute nel Solar Energy Report dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, un ritratto a 360° del FV italiano che sarà presentato il prossimo 16 aprile ma che QualEnergia.it ha potuto sfogliare in anteprima.

Non c'è bisogno di dire che la contrazione del mercato registrata nel corso del 2012 e nel 2013 è effetto dei tagli agli incentivi e degli ostacoli burocratici introdotti con il quinto conto energia. Nel 2012 si sono installati 3,4 GW di nuova potenza per 141.833 impianti. Una contrazione del 73% rispetto al 2011 considerando il valore della potenza entrata in esercizio (i 9,3 GW del 2011 includono anche una parte di impianti realizzati nel 2010 ma connessi nel 2011 per effetto del Decreto Salva Alcoa); la riduzione è del 39% considerando invece il totale della potenza effettivamente installata (senza considerare dunque la potenza entrata in esercizio nel 2011 ma installata nel 2010).

Il quarto conto energia ha portato 7,13 GW di installazioni, circa 3 dei quali entrati in esercizio nel corso del 2012, e permesso di installare 455 MW nel 2012 e ad oggi in totale circa 1,3 GW con il V conto energia. Il nuovo incentivo, ricorda il report, ha fatto calare la taglia media degli impianti, più che dimezzata da 54 a 24 kW tra il 2011 e il 2012, con una riduzione in tutti i segmenti, ad eccezione di quello superiore a 1 MW, per il quale si registra una sostanziale stabilità. La causa è da ricercare nelle complicazioni dei registri. È cresciuto di oltre il 50% il peso degli impianti residenziali e di 12 punti percentuali quello del segmento commerciale.

Ma anche il quinto conto è ormai il passato. Secondo l'Energy & Strategy Group il limite dei 6,7 mld € potrebbe essere raggiunto già entro la fine di giugno 2013, con conseguente cessazione del sistema incentivante entro la fine di luglio 2013. Cosa succederà dopo? Gli autori hanno provato a ipotizzare due scenari, uno “Conservativo” e uno “Ottimistico”, in funzione della possibile evoluzione normativa nel breve-medio termine, assumendo ad esempio la presenza di misure di “accompagnamento” come le detrazioni fiscali. Nel migliore dei casi, come anticipato, si avrebbero nel 2013 nuove installazioni per 2,2 GW, senza un prolungamento di misure di supporto la stima è invece che ci si fermi a 1,5 GW.

“Appare evidente la necessità di confrontarsi direttamente con la grid parity - si legge nel report - se, da un lato, l’assenza di incentivi nel nostro Paese renderà il 2014 un anno molto sfidante per il fotovoltaico, dall’altro, le misure di supporto ancora previste per il 2013 potrebbero essere sufficienti – secondo le nostre analisi – per rendere il mercato italiano in grado di raccogliere la sfida dell’auto-sostenibilità economica a partire dal 2014, soprattutto al Sud e al Centro del Paese.

Per la valutazione del mercato post-2013, il report dunque ipotizza l’esaurimento di tutte le misure di supporto, anche delle detrazioni fiscali. In questo scenario il mercato residenziale potrebbe contribuire per circa 200 MW annui, contando su una ulteriore riduzione dei costi, favorita dalla diffusione di meccanismi di aggregazione quali i “Gruppi d’acquisto fotovoltaico”, su una progressiva integrazione con sistemi intelligenti di gestione dei carichi di consumo dell’utenza, sull’inizio della diffusione dei sistemi di storage e sulla possibilità di accedere allo Scambio sul Posto.

Il segmento industriale (20-200 kW) potrebbe rappresentare un mercato interessante, con un livello di nuove installazioni nell’ordine di 350 MW annui, tramite l’utilizzo di modelli di sitsemi di utenza efficenti (i SEU che però ancora aspettano una normativa da completare, ndr), per piccole applicazioni e grazie alle elevate percentuali di autoconsumo. Altri 300 MW annui potrebbero essere raggiunti tramite l’applicazione di sistemi SEU a contesti multi-cliente, quali centri servizi, porti, stazioni e installazioni di singoli impianti da parte di grandi imprese energivore.

Più difficile appare il decollo delle grandi centrali solari in ottica “Power Generation”, per le quali è possibile prevedere un mercato da circa 50 MW annui costituito da sistemi superiori ai 1.000 kW.

In conclusione, anche in assenza di incentivi, il mercato Italiano, è la previsione dell'Energy Strategy Group, potrà attestarsi su livelli di installazioni nell’ordine dei 900 MW annui a partire dal 2014, valore significativamente inferiore a quelli registrati negli ultimi anni: in confronto al 2012, l'anno in cui è iniziato il crollo sarebbe pari a -74%.





Commenti

900 MW annui sarebbero in

900 MW annui sarebbero in linea con quanto previsto dalla recente Strategia Energetica Nazionale (circa 1000 MW/anno fino al 2020) e considerando che si tratterebbe di installazioni senza incentivi o quasi, sarebbero già molti. Speriamo davvero che sia così.

In Italia il fotovoltaico ormai si avvia a produrre da solo più del 6% del consumo interno lordo di energia; è la percentuale di penetrazione più alta al mondo. Direi non ci si può lamentare.
La SEN prevede di raggiungere una quota di rinnovabili del 35-38% nel 2020, che è un obiettivo ambizioso, impensabile fino a poco tempo fa.

De Profundis

è stato bello..