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FV, detrazione fiscale più conveniente del conto energia?

Conviene un impianto FV senza il sostegno del conto energia, approfittando delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie? Se per impianti da 3 kW il conto energia resta, sebbene di poco, l'ipotesi migliore, con 20 kW abbandonare la tariffa GSE in favore della detrazione sembra un'ottima idea. Alcune ipotesi di investimento.

Realizzare un impianto fotovoltaico senza il sostegno del conto energia, ma approfittando invece delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, recentemente portate dal 36 al 50%, è un' idea che molti stanno accarezzando, complice l'incertezza su quanto dureranno gli incentivi del quinto conto – oggi siamo già a oltre 6,3 miliardi di spesa annua e sappiamo che raggiunta quota 6,7 termineranno – e i nuovi ostacoli burocratici introdotti per richiederli. Ma è un'ipotesi economicamente praticabile?

Qualenergia.it ha cercato di scoprirlo avvalendosi del prezioso supporto degli ingegneri di ATER, l'Associazione Tecnici Energie Rinnovabili, e ha scoperto che l'idea non è affatto peregrina: se per impianti molto piccoli (3 kWp) gli incentivi del conto energia restano più convenienti, anche se non di molto, per impianti leggermente più grandi (20 kWp) rinunciare al conto energia in favore delle detrazioni sembra essere un'ottima idea: su 25 anni si parla di quasi 30mila euro di guadagno in più. I grafici qui sotto (riferiti a un ipotetico impianto realizzato a Roma) lo mostrano chiaramente.

Come i lettori sapranno, da giugno 2012 e fino al 30 giugno 2013 le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (da non confondersi con quelle del 55% per l'efficientamento energetico) sono state portate dal 36 al 50%. Per un ventaglio piuttosto esteso di lavori edilizi e a beneficio delle sole persone fisiche spetta così una detrazione Irpef del 50% su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, spalmata su 10 anni in rate omogenee (qui la guida dell'Agenzia delle entrate, pdf). Va da sé che – come ci spiegano gli esperti sentiti, anche se una conferma ufficiale dell'Agenzia delle Entrate ancora manca - nel ventaglio di lavori eleggibili per le detrazioni si può far rientrare anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico, pur non espressamente citata: tra i lavori detraibili sono inclusi infatti gli interventi per il risparmio energetico e, finora, impianti che producono energia rinnovabile - come per esempio le stufe a pellet o a legna e, in diversi casi, impianti fotovoltaici - sono sempre stati ammessi.

Se realizziamo un impianto fotovoltaico da 3 kW, ipotizzando di pagarlo 8.250 euro iva compresa, almeno fino al 30 giugno 2013, dunque, 4.125 euro ci verranno restituiti scalandoli dalle tasse in 10 anni con altrettante rate da 412,5 euro ciascuna. Per un 20 kW pagato 46.200 euro (iva compresa) con la detrazione ci verrebbero rimborsati 23.100 euro in 10 rate da 2.310 euro, ovviamente a patto di avere un reddito tale da dover pagare di Irpef una cifra maggiore della rata.

Insomma, l'ipotesi si fa interessante, anche perché permette di superare alcuni ostacoli burocratici. Rinunciando agli incentivi del quinto conto energia – che ricordiamo sono alternativi alle detrazioni – si può infatti godere dello scambio sul posto (nel nuovo conto energia sostituito dal sistema tariffa omnicomprensiva - premio per autoconsumo) e si bypassa completamente il GSE. In questo modo si evitano alcune possibili complicazioni con cui gli operatori si stanno scontrando al momento; per esempio la questione, ancora da chiarire, della certificazione energetica dell'edificio: con il nuovo conto energia è obbligatoria per accedere agli incentivi anche se in alcune situazioni – si pensi a un ricovero attrezzi, che comunque è considerato edificio – è molto difficile da ottenere.

Ma, soprattutto, percorrere la via della detrazione permette di evitare il registro cui sono obbligati a iscriversi tutti gli impianti sopra i 12 kW (a meno che non siano realizzati in sostituzione di tetti in amianto, integrati con caratteristiche innovative, a concentrazione o realizzati su proprietà della pubblica amministrazione, o che, se inferiori ai 20 kW, accettino incentivi decurtati del 20%). Il registro, come sappiamo, è una graduatoria che stabilisce l'accesso a un ammontare limitato di incentivi secondo determinati criteri di priorità. Il problema è che, specialmente per gli impianti che non hanno caratteristiche che li fanno salire in graduatoria – per esempio essere realizzati in sostituzione di eternit o abbinati a efficentamento energetico dell'edificio – arrivare agli incentivi tramite il registro potrebbe essere quasi impossibile dato che le risorse a disposizione sono già in parte allocate a progetti che hanno già ottenuto l'accesso.

Ecco dunque che la via della detrazione del 50% associata allo scambio sul posto diventa ancor più interessante, tanto più che può essere percorsa anche come ultima spiaggia: dato che la documentazione si presenta all'Agenzia delle Entrate a lavori finiti e senza particolari scadenze temporali (vedi guida, pdf) , volendo si può prima tentare la strada del registro e poi, se non si rientra in posizione utile, fare domanda per la detrazione.

Detto questo andiamo a vedere i risultati delle ipotesi di investimento, realizzate per Qualenergia.it dagli ingegneri di ATER - Fabio Alberani, Giampiero Crasti e Massimo Venturelli - che hanno messo a punto anche un software di simulazione scaricabile gratuitamente dal sito www.assotecnicirinnovabili.org.

Come dicevamo, la convenienza della strada detrazione e scambio sul posto per gli impianti piccolissimi non è di molto inferiore a quella che si avrebbe con il conto energia e già sui 20 kW la detrazione conviene rispetto al quinto conto energia.

Per un impianto da 3 kW a Roma (componenti made in Europe, che danno diritto al relativo premio sul conto energia e costo per kW ipotizzato in 2.500 euro + iva) vediamo che con il conto energia rientreremmo dell'investimento con un anno di anticipo rispetto che con la detrazione del 50% (9 anni anziché 10) e in 25 anni avremmo un guadagno netto di circa 14.700 € contro gli 11.700 dell'ipotesi 'detrazione' (vedi confronto dettagliato nelle simulazioni in calce).

Per un 20 kW (sempre a Roma, componenti made in Europe, costo per kW ipotizzato in 2.100 euro + iva), invece, la detrazione conviene nettamente: con il conto energia si rientrerebbe dell'investimento leggermente dopo (7 anni contro 8) e sui 25 anni si avrebbe un guadagno inferiore di quasi 30mila euro che non scegliendo la detrazione Irpef.

Insomma, per il fotovoltaico residenziale la strada delle detrazioni fiscali sembra invitante, anche se ancora inesplorata. Lo stesso call center dell'Agenzia dell'Entrate, come pure l'ufficio stampa, contattato da Qualenergia.it, sembra non sapere quasi nulla del connubio sgravi Irpef per le ristrutturazioni ed elettricità dal solare. Staremo a vedere se emergeranno ostacoli burocratici. Intanto vi lasciamo alle simulazioni dettagliate di impianti da 3 o da 20 kW a Milano, Roma e Palermo realizzati con conto energia o detrazioni e con capitale proprio o con finanziamento bancario. Buono studio.

 

 

 

 

 

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Commenti

TEE

Oltre al detrazione Irpef un ulteriore strada è la richiesta di TEE Titoli di Efficienza Energetica http://www.energyinlink.it/2012/10/tee-per-limpiego-di-impianti-fotovoltaici-di-potenza-inferiore-a-20-kwp/

COME AVETE CALCOLATO IL CONTRIBUTO DI SCAMBIO

Nelle tabelle ci sono degli importi sotto la voce contributo di scambio. come avaete fatto questo calcolo? se abbiamo un impianto da 50 kw tutto in autoconsumo come calcoliamo il contributo di scambio? grazie a chi vorrà rispondere

come conciliare quanto qui

come conciliare quanto qui indicato con la risoluzione (anche se sul 55%) 207/2008? http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/pannelli-fotovoltaici-senza-risparmio-energetico "poiché l'impianto fotovoltaico è finalizzato alla produzione di energia elettrica e non alla riduzione del consumo per il riscaldamento.."

Detrazione FV

L'Enea sulle FAQ dice che la detrazione al 36% dell'impianto FV e' possibile. http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf (FAQ n. 34)

occhio alle date

Fate attenzione, il decreto prevede la detrazione suglio interventi di risparmio energetico (di cui alla lettera h) oggetto di sgravio fiscale si applicherà alle spese effettuate a partire dal 01/01/2013.

@ massimo. Per impianti sotto

@ massimo. Per impianti sotto i 20 kWp di persone fisiche o di enti non commerciali il conto scambio se ricordo bene non è rilevante ai fini fiscali.

I conti non tornano

Secondo il mio parere non è possibile accedere alla detrazione fiscale del 50% dopo che la richiesta di incentivo da parte del GSE non viene accolta, poiché la legge specifica che al momento di effettuare il pagamento all'installatore tramite bonifico è necessario inserire il codice specifico per lavoro di riqualificazione energetica per accedere al Bonus fiscale. Inoltre nel calcolo dei flussi di cassa generati dall'impianto in SSP, non si tiene conto che l'energia pagata dal GSE in conto scambio deve essere riportata nell'IRPEF come "altri rediti" ed è soggetta a tassazione ( inoltre può verificarsi un effetto boomerang del superamento degli scaglioni IRPEF per i rediti medio-bassi), quindi è necessario tarare la dimensione dell'impianto per avere il massimo autoconsumo.

@ Nicrix. No, l'approccio

@ Nicrix. No, l'approccio giusto è spiegare alle famiglie ed alle piccole imprese che l'impianto anche senza incentivi e detrazioni (ma se è garantito lo SSP) si ripaga da solo e permette anche di guadagnare qualcosa ma che SOPRATTUTTO permette di produrre energia pulita e di ridurre la bolletta energetica italiana.... e tanti altri buoni motivi. Chiaro che queste argomentazioni non saranno convincenti per chi vuole installare grandi impianti a scopo speculativo o per chi vuole fare un investimento più redditizio dell'acquisto di BTP.

@gb grazie quindi la famiglia

@gb grazie quindi la famiglia si installa l'impianto da tot KWP che produce nell'anno 3000KWh e consuma 3000KWh nell'arco della giornata e delle stagioni e alla fine va più o meno in pari con la bolletta... unito alla detrazione questo sistema è ottimo le aziende non devono detrarre, per loro è proprio una spesa per investimento che "sgonfia" l'utile, va bene così

Il fatto è che senza

Il fatto è che senza detrazione, con i costi ancora discreti di moduli e inverter, è difficile ipotizzare che una famiglia media del Centro Italia possa rientrare dall'investimento in tempi ragionevoli (7-8 anni) puntando poi su autoconsumo e risparmio. Bisognerebbe capire di quanto si abbasseranno i prezzi dopo il V CE. Certo, siamo in una situazione in cui i benefici per le famiglie, derivanti dal calo troppo brusco dei prezzi, per molte imprese del comparto e tanti lavoratori (cioè centinaia di altre famiglie) si tradurrà in un disastro. A meno che il calo dei prezzi metta in moto una forte domanda che sostenga il comparto (assieme ai settori affini delle rinnovabili elettriche), ma a breve ne dubito. Nel complesso un vero capolavoro di Passera & Co...!

La questione è di lana

La questione è di lana caprina, ma la soluzione dal mio punto di vista è abbastanza semplice. Non ha senso chiedere a piè sospinto regole certe e di lungo periodo e poi, non appena si apre uno spiraglio dovuto probabilmente ad un vuoto legislativo (come ce ne sono tanti) ci si prepara ad un assalto alla diligenza che se ‘giocato’ male potrebbe causare la sparizione od almeno il ‘depotenziamento’ dello SSP. Sarebbe meglio che chi di dovere (le associazioni) valutasse di richiedere CHIAREZZA sulla questione a Governo, all’Agenzia delle Entrate ed al GSE in modo da capire quali sono le prospettive future per il FV (e per mettere le mani avanti riguardo ai ritocchi previsti sullo SSP). Poi all’atto pratico conviene mantenere lo SSP piuttosto che le detrazioni. Le detrazioni contribuiscono ad abbassare i tempi di payback ma basta confrontare le colonne dei flussi di cassa per vere evidenza che dal punto di vista economico lo SSP nel lungo periodo è molto più importante. Poi se per qualche motivo il legislatore decide che le due agevolazioni possono coesistere meglio ancora per il settore.

@ GB

GB, capisco il senso dell'osservazione che hai fatto ("la questione non riguarda solo la legittimità della detrazione, quanto il fatto che si possa cumulare con lo Scambio Sul Posto. Si utilizzerebbero infatti due agevolazioni") ma non la condivido assolutamente. Lo scambio non è un'agevolazione che agisce sullo stesso terreno della detrazione. Quest'ultima, infatti, riguarda il semplice acquisto dell'impianto. E' di portata generale direi "edilizio-costruttiva" pur riservando un trattamento favorevole a impianti non propriamente edilizi come quelli di cui parliamo. Invece, le agevolazioni inerenti il funzionamento/produzione dell'impianto stesso (incentivi Conti Energia, Scambio sul posto, ritiro dedicato) riguardano un altro aspetto, ben distinto. I cittadini divenendo, con il loro impianto FV, auto produttori di energia sono liberi di scegliere cosa farne (cioè "scambiarla" o venderla) e fino a qualche settimana fa potevano anche sommarvi incentivi extra (stabiliti nei Conti Energia). In quel caso il cumulo di agevolazioni riguardava un ambito abbastanza omogeneo e definito, dipendente da scelte calate dall'alto (i Conti Energia) su cui i "produttori" sparsi sul territorio avevano poco peso. Ma mentre gli incentivi vengono "concessi/stabiliti" da un Decreto Ministeriale, la "libertà auto produttiva" delle famiglie non può essere messa in discussione, né mi risultano norme che (anzitutto) vietino di cumulare i vantaggi del FV con le detrazioni di cui parliamo. Tra queste due tipologie (detrazioni + scambio) c'è una differenza di base che non c'era nelle agevolazioni classiche di qualche settimana fa (scambio sul posto + incentivi da CE): basti pensare che gli introiti derivanti da scambio/ritiro e da incentivi CE venivano erogati dallo stesso ente (GSE), cosa che nel caso di oggi (detrazioni + scambio) non avviene. Applicando un divieto di cumulo per cosa talmente distinte arriviamo a situazioni paradossali. Mica la legge impone divieti di cumulare vantaggi e agevolazioni fiscali...sennò un rappresentante non potrebbe scaricare i costi dell'automobile perché, frattanto, prende anche agevolazioni avendo due o tre figli?

@ eco1. No, se hai lo Scambio

@ eco1. No, se hai lo Scambio Sul Posto la quota di energia che non autoconsumi contestualmente alla produzione ma che autoconsumi in modo differito ti viene rimborsata attraverso il Contributo in Conto Scambio. Per ora con il CCS ti rimborsano (quasi) tutto ciò che hai pagato in bolletta escluse le imposte.

DETRAZIONE FV 50 %

Purtroppo il limite maggiore della detrazione fiscale per le ristrutturazioni, da allargare al fotovoltaico, è la limitazione alle sole persone fisiche. Infatti tale soluzione diventa interessante,per taglie di impianto medie, sia per vantaggi economici e sia perchè permette di sfuggire alla logica del registro che potrebbe compromettere la fattibilità stessa dell'impianto. Ma l'esigenza di impianti di tale potenza è,nella maggioranza dei casi, di aziende e soggetti commerciali e non privati che devono far fronte a consumi considerevoli e che non possono accedere alla detrazione fiscale. Credo che questo sia un forte handicap nonchè ingiustizia nei confronti di aziende che potrebbero dotarsi di uno strumento per rilanciare la propria attività abbattendo i consumi energetici e certo non per fare speculazione sui contributi cittadini.In fondo questa è la logica della detrazione fiscale per la riqualificazione energetica che invece è usufruibile anche da soggetti giuridici e non solo persone. fisiche.

con la detrazione quello che

con la detrazione quello che viene prodotto e consumato contemporaneamente si traduce in zero euro in bolletta mentre la quota comprata dalla rete si paga a prezzo pieno e quella immessa viene venduta a prezzo di mercato questa è la situazione che mi aspetto ma credo non sia così...

@ Nicrix. Come ha già fatto

@ Nicrix. Come ha già fatto notare l'utente Luca la questione non riguarda solo la legittimità della detrazione.... quanto il fatto che questa si possa cumulare con lo Scambio Sul Posto. Si utilizzerebbero infatti due agevolazioni, lo SSP permette di utilizzare la rete elettrica come 'accumulatore virtuale' ad un costo praticamente nullo che, per quanto venga spesso data per scontata, non è certo un'agevolazione da poco.

Potrei sbagliare ma non

Potrei sbagliare ma non capisco, nell'articolo pubblicato, i distinguo della redazione e le finte incertezze (o forse sono in buona fede e non sanno cosa rispondere poiché, d'altronde, non è il loro campo...) di Agenzia Entrate riguardo la possibile applicazione delle detrazioni al fotovoltaico. La norma è chiara e, per la verità, esiste da tempo garantendo la piena applicazione delle detrazioni al FV stesso. Il fatto è che in passato l'incompatibilità con gli incentivi (ben più remunerativi) dei Conti Energia aveva sempre reso superfluo (meno conveniente) il ricorso alla detrazione. Ora, con la fine dei Conti Energia, la detrazione (del 1986) ha ovviamente ripreso vigore. Tanto per capire di cosa parliamo, l'art. 11 dell'ultimo Decreto Sviluppo (Dl 22.06.2012 n. 83 convertito in legge 7 agosto 2012 n. 134) rimanda (1° comma) all'art. 16bis DPR 917/1986 che riporto di seguito: (art. 16 bis ) «la detrazione spetta [...] per realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, anche senza la necessità di opere edilizie». Faccio quindi notare che la norma parla a tutti gli effetti (testualmente, non c'è nulla da interpretare!) di «INSTALLAZIONE» di impianti. Cioè, la norma definisce l'impianto quale opera (non necessariamente edilizia) finalizzata al risparmio energetico e come tale supportabile dalla detrazione del 50%. Faccio anche notare, per i puristi dell'interpretazione (i quali, come faceva notare Peppe Croce, potrebbero cercare di svuotare la norma), che il testo parla espressamente di «particolare riguardo agli impianti» stessi. Infine (e tanti indizi fanno una prova), il titolo dell'art. 11 approvato ad Agosto 2012 è, non casualmente, "Detrazioni per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico", per cui distinguere tra gli interventi di sola ristrutturazione edilizia (che, secondo il pezzo, riguarderebbero questa norma e in cui "si ritiene" potrebbero rientrare gli impianti FV) e interventi per l'efficienza energetica (che correttamente riguarderebbero invece le classiche detrazioni del 55% che riguardano ad esempio il solare termico) è abbastanza fuorviante.

Una sola piccola

Una sola piccola precisazione, ma se lo SSP è gestito dal GSE come si fa ad asserire che "si bypassa completamente il GSE" questa è una stupidaggine, poi sulla possibilità di aderire al SSP e cumularlo alla detrazione del 50% questo è tutto da vedere. Ciao

Se si vuole illustrare solo

Se si vuole illustrare solo la convenienza economica degli impianti FV bisognerebbe indicare in ognuno dei casi illustrati il TIR (o IRR) dell'investimento, indice che permette alle aziende di capire se investire denaro nel proprio core-business è più conveniente che installare sul tetto un impianto FV. Allo stesso modo un cittadino può capire subito se gli conviene di più acquistare BTP ventennali od un impianto FV. P.S. per @eco1: Si, al prezzo zonale orario.

ma l'energia non

ma l'energia non autoconsumata a che prezzo viene ceduta alla rete? al prezzo di borsa? (caso detrazione e non conto energia)

un problema che può esserci è

un problema che può esserci è appunto che .. 20 kw di solito non è una persona fisica che lo fa e poi bisogna vedere se si ha un reddito che permetta la detrazine di quella cifra. come appunto sottolineano nell articolo un altra cosa: per quanto riguarda questo: in questo modo si evitano alcune possibili complicazioni con cui gli operatori si stanno scontrando al momento; per esempio la questione, ancora da chiarire, della certificazione energetica dell'edificio: con il nuovo conto energia è obbligatoria per accedere agli incentivi anche se in alcune situazioni – si pensi a un ricovero attrezzi, che comunque è considerato edificio – è molto difficile da ottenere. A fare i pignoli , come per il 55% (anche se per alcuni interventi, lo hanno tolto) rimarrebbe la storia di fare ace come richiesto dal 192 ed smi

E' sicuro al 100% che

E' sicuro al 100% che emergeranno ostacoli burocratici: dagli tempo di accorgersi che cosa hanno combinato e ci mettono subito subito una bella pezza. Magari si inventano il registro pure per le detrazioni irpef...