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Strategia energetica nazionale, ecco la bozza

Iniziano a trapelare i dettagli della Strategia Energetica Nazionale, anche se la bozza in circolazione (in allegato) forse è ancora lontana da quella che diverrà ufficiale. Si punta al superamento degli obiettivi europei su efficienza energetica e rinnovabili, ma anche sul petrolio nazionale. E per il risparmio energetico si parla di proroga del 55%.

Finalmente si conoscono i dettagli della tanto attesa Strategia Energetica Nazionale (SEN). Dopo le anticipazione delle settimane scorse, infatti, tra ieri e oggi ha iniziato a circolare una bozza dettagliata (qui in allegato, pdf), seppure non ancora nella versione ufficiale che dovrebbe essere messa in consultazione pubblica a breve.

Un documento di 100 pagine che spiega come il Paese dovrà ridurre il gap di costo dell'energia rispetto agli altri Paesi europei, incentivare la crescita sostenibile, migliorare la sicurezza e l'indipendenza di approvvigionamento e raggiungere e superare gli obiettivi UE al 2020.

Queste le cifre degli obiettivi al 2020 contenute nel piano:

  • 19% in meno per le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990
  • riduzione dall'82 al 65% della dipendenza energetica dall'estero con un risparmio sulla fattura energetica estera di 15 miliardi di euro all'anno.
  • riduzione dei consumi primari del 4% rispetto al 2010 e del 24% rispetto all'andamento inerziale al 2020
  • rinnovabili al 23% dei consumi totali e al 38% di quelli elettrici.

Un piano che prevede investimenti per 180 miliardi di euro per puntare su efficienza energetica, rinnovabili, ma anche sul discutibile rilancio della produzione nazionale di idrocarburi e sulle infrastrutture per il gas.

Per petrolio e gas nostrani infatti la strategia prevede investimenti per 15 miliardi. Val Padana, Alto Adriatico, Abruzzo, Basilicata e off-shore Ibleo le aree individuate nel documento come “a elevato potenziale” per la produzione nazionale di idrocarburi. Si renderà più facile trivellare, realizzando semplificazioni burocratiche e rimodulando i limiti di tutela offshore imposti dalla legislazione attuale. Obiettivo: soddisfare con gli idrocarburi nazionali il 16% del fabbisogno energetico nazionale (dall'8% attuale), cosa che secondo il piano dovrebbe creare 25mila posti di lavoro.

Poi c'è la volontà di ridurre il differenziale del prezzo del gas con il resto d'Europa, attualmente circa il 25%. Per riuscirci si intende anche fare dell'Italia un hub fisico del gas, tramite rigassificatori.

Interventi vari sono previsti anche sul mercato elettrico. Per esempio si vorrebbero rimodulare le agevolazioni ad alcuni segmenti e si valuterà un eventuale superamento del PUN, il prezzo unico nazionale.

Nel capitolo rinnovabili, invece, le parole usate sono quelle che siamo abituati a sentire da questo Governo. Lo sviluppo dell'energia pulita deve essere “sostenibile”: tradotto liberamente da noi, non deve disturbare troppo il sistema energetico o pesare eccessivamente sul prezzo dell'energia. Si parla dunque di ridurre progressivamente gli incentivi e spostarli dalle elettriche alle termiche, privilegiando le fonti con una filiera nazionale più importante. Le rinnovabili nel loro complesso dovranno attrarre investimenti per 70 miliardi da qui al 2020.

Interessanti, invece, le misure delineate al capitolo efficenza energetica della SEN: audit energetici obbligatori, potenziamento dei certificati bianchi, interventi sui trasporti e la pubblica amministrazione (+20% di efficienza energetica), una proroga più lunga della detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici.

La bozza in circolazione (versione non ufficiale, pdf)

Nei prossimi giorni su Qualenergia.it seguiranno analisi più dettagliate e commenti sulla bozza della Strategia Energetica Nazionale.





Commenti

Biodigestori

La raccolta differenziata dei rifiuti sta avendo abbastanza successo ed in moltissime località italiane hanno già superato la soglia del 50%. Allora viene da chiederci perchè lo stato non spinge la produzione di energia elettrica mediante l'uso di digestori anaerobici, in special modo quelli che adottano il sistema in termofilia,sistema che velocizza la digestione dei rifiuti eliminando cosi le discariche maleodoranti con la perdita di percolato che va ad interessare la falda acquifera? Inoltre avremmo un buon ricupero di energia elettrica e non meno importante materiale organico naturale per un'ottima concimatura dei nostri campi evitando di dover impiegare concimi chimici e forse anche meno pesticidi. La terra ormai ha dato quasi tutto e se non gli rendiamo ciò che gli togliamo presto potrebbe farci un brutto scherzo.

Biodigestori

La raccolta differenziata dei rifiuti sta avendo abbastanza successo ed in moltissime località italiane hanno già superato la soglia del 50%. Allora viene da chiederci perchè lo stato non spinge la produzione di energia elettrica mediante l'uso di digestori anaerobici, in special modo quelli che adottano il sistema in termofilia,sistema che velocizza la digestione dei rifiuti eliminando cosi le discariche maleodoranti con la perdita di percolato che va ad interessare la falda acquifera? Inoltre avremmo un buon ricupero di energia elettrica e non meno importante materiale organico naturale per un'ottima concimatura dei nostri campi evitando di dover impiegare concimi chimici e forse anche meno pesticidi. La terra ormai ha dato quasi tutto e se non gli rendiamo ciò che gli togliamo presto potrebbe farci un brutto scherzo.

Mah, non è che questi numeri

Mah, non è che questi numeri abbiano molto senso, credo servano solamente ad indicare un ordine di grandezza. Si sarebbe dovuto ragionare per scenari in base all'andamento dell'economia. Chiaro che in un contesto di recessione (con avvitamento) e deindustrializzazione come l'attuale le emissioni italiane di CO2 diminuiranno. In un contesto di economia in crescita tali obiettivi sarebbero irrealistici. Avrebbe più senso ancorare gli obiettivi al PIL con un criterio di ulteriore miglioramento dell'intensità energetica. Comunque le buone intenzioni ci sono... ma forse anche un po' troppo ottimismo sui fronti dlel'upstream e dell'efficienza energetica.

Strategia

Non ho ancora letto le pagine , ma come consuetudine non si sa mai chi è la fonte che scrive , manca il gruppo di lavoro di chi scrive e pensa tutto questo , CHI e' LA MENTE ? salvo qualche volta .... che nelle bozze rimanga l'autore del PDF ricordiamo tutti... Sarà anche questa suggerita dagli Amici ,,,,, a piu' tardi per un commento dopo lettura.... Massimo

Un falso e vecchio piano per rinnovabili

Del Passera si vocifera che diventerà A.D. di Enel , il tutto dopo il governo attuale. Ecco il perchè di tutto questo.

Passera vai a casa

Un piano energetico che non passerà assolutamente, fatto da gente con evidenti interessi economici negli idrocarburi, che non ha piani per l'accumulo elettrico e le smart grid, che punta all'Italia Hub europero del gas, un prodotto che da quì a 25 anni sarà in esaurimento ed allora i nostri figli si troveranno in brache di tela; infatti per allora le altre anzioni saranno quasi totalmente indipendenti e noi ci ritroveremo con un pugno di mosche. Un governo con forse 6 mesi di vita davanti, poi lo scioglimento delle camere bloccherà tutto ed il nuovo dovrà giocoforza rifare tutto da capo.