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Il quinto conto energia FV ha i giorni o i mesi contati?

Il contatore GSE continua a girare ed è sempre più vicina la soglia dei 6,7 miliardi di spesa che decreterà la fine del quinto conto energia. Quando verrà raggiunta? Che aspettativa di vita avrà questo nuovo incentivo? Per qualcuno il nuovo conto potrebbe morire ancor prima di nascere. Sicuramente avrà pochi mesi di vita.

Il quinto conto energia nascerà già morto? In questi giorni il settore guarda preoccupato il contatore GSE della spesa totale per gli incentivi. Come sappiamo, secondo il decreto del quinto conto energia, una volta superato da 30 giorni il tetto di spesa di 6,7 miliardi, i nuovi impianti fotovoltaici non avranno diritto ad alcun incentivo e il sistema incentivante si estinguerà.

I 6 miliardi sono stati superati lo scorso 12 giugno, il nuovo conto scatterà dal 27 agosto e il contatore GSE oggi segna 6,066 miliardi anche se secondo qualcuno il volume reale sarebbe già a 6,1 miliardi di €. Numeri che continuano ad aumentare: nell'ultima settimana la spesa è salita di circa 100 milioni con un ritmo di 20 milioni al giorno. Tanto che Quotidiano Energia oggi stima che il tetto dei 6,7 miliardi possa essere raggiunto già il 20 agosto.

Se così fosse il quinto conto energia durerebbe per una finestra brevissima: dal 27 agosto al 26 settembre. Qualenergia.it però, pur riconoscendo la rapida corsa alle installazioni, non concorda con le stime di Quotidiano Energia: “I risultati sono evidenti. La previsione dell’introduzione dei registri ha provocato un’accelerazione della corsa a realizzare impianti prima dell’avvio di questa tagliola”, dichiara il direttore scientifico Gianni Silvestrini, e prevede: “le risorse disponibili per il quinto conto energia si ridurranno quindi da 700 a 400-500 milioni e con ogni probabilità si esauriranno il prossimo anno, a fronte di installazioni per una potenza di circa 3 GW”.

Stime che purtroppo sono solamente indicative: dovremo attendere la metà del mese prossimo per stimare meglio l'aspettativa di vita del nuovo conto energia. Dal 31 maggio il contatore GSE è cresciuto in media di 6,5 milioni al giorno: se ritenessimo che il trend sia questo fino al 20 agosto saremmo a 6,287 miliardi e al 27 a 6,332. Ma conti del genere lasciano il tempo che trovano, dato che la richiesta di incentivi non procederà con regolarità.

Come ci spiegano gli operatori sentiti e le nostre fonti al GSE, le domande hanno avuto una forte accelerazione a fine giugno, per riuscire a rispettare la scadenza del 30 giugno che permetteva di accedere alle tariffe del primo semestre del quarto conto energia e di evitare di dover adeguare gli inverter alla normativa CEI 021. La previsione è che dopo una volata che continuerà ancora un paio di settimane per rimanere nel quarto conto, il lievitare della spesa per gli incentivi freni bruscamente a causa dell'attuale scarsa disponibilità di interfaccia a norma CEI 021 sul mercato e dei tempi di connessione spesso molto lunghi.





Commenti

video satira sui V conto energia

Vi consiglio di vedere questo simpatico video sul quinto conto energia http://www.youtube.com/watch?v=MeRF-rwSeDM

Claudio, la bolletta

Claudio, la bolletta elettrica da gennaio è aumentata soprattutto perchè in questi mesi il metano con cui si fa andare le centrali è stato acquistato prima di marzo, quando il petrolio (a cui il metano è sciaguratamente legato) era alle stelle. Inoltre l'euro ha perso valore sul dollaro, aumentando ancora di più il costo. L'aumento della componente A3 per le rinnovabili ha inciso in modo minore sulla bolletta (6% sul 15% di aumento totale, se non ricordo male). Comunque, per quanto vale, nell'ultima bolletta che ho avuto pochi giorni fa, il costo del kWh era 0,18 euro, esattamente come nelle precedenti. Infine perchè il Fv calmiera il prezzo dell'energia diurna: l'effetto del FV va molto al di là della sua relativamente limitata potenza. Per i meccanismi delle aste ogni fascia oraria viene soddisfatta dalle offerte che costano meno e il solare (come le altre rinnovabili incentivate), offerto a 0 euro, entra sempre nell'offerta. Il prezzo complessivo di tutta l'offerta della fascia oraria, però, lo fa la fonte più cara, quindi basta anche poco FV per buttare fuori le fonti più care (le "marginali") e diminuire il costo di TUTTI i kWh venduti in quella fascia oraria, quindi, anche nelle fasce orarie più soleggiate 2-3 volte di più di quanto coperto direttamente dal FV.

Giusto oggi si è venuto a

Giusto oggi si è venuto a saper che in italia si spendono 63 miliardi l'anno (sessantatre, 10 volte gli incentivi al FV) in aiuti alle imprese. 10, secondo il governo, possono essere immediatamente tagliati, e questo vuol dire che almeno 2 o 3 volte tanti sono improduttivi, denaro buttato. Ma su questo nessuno protesta. Per quanto riguarda il dato che Claudio riportava sull'Atlasole del GSE (12 GW sono impianti oltre i 50 kW, quindi, per Claudio, "speculativi") direi che non è così: gran parte di quelli sono grandi impianti su capannoni industriali, pensati per diminuire la bolletta elettrica di chi ci sta sotto. Basta vedere la distribuzione geografica: chi voleva speculare ha costruito sopratutto grandi impianti a terra al sud, dove c'è più sole e la terra costa meno, non certo in Lombardia, Veneto, Emilia o Piemonte, eppure solo lì ci sono quasi oltre 5 GW di FV sopra i 50 kW. Questo è un punto interessante del dibattito, secondo me. Nella storia del FV italiano c'è stato un grosso equivoco di fondo: si è pensato di imitare la Germania sperando che il CE aiutasse la nascita di una industria dei pannelli da noi. In realtà, come si è visto, questo non era possibile perchè la tecnologia dei pannelli, una volta messo a punto il processo industriale, non ha nulla di complicato, nè vale molto il brand o l'origine (come può valere per le auto), quindi sono prodotti che la Cina e l'India produrranno sempre con più vantaggio di noi, contando su costi del lavoro minimi, minore tassazione, minore costo energia e minore regolamentazioni sociali e ambientali. Per l'Italia, e questo purtroppo non si è capito, l'energia da rinnovabili incentivata, poteva (e può ancora) essere una straordinaria risorsa per il mondo produttivo: visto che il suo costo è in pratica sostenuto dalla collettività, potrebbe essere ceduta a costo zero o quasi alle nostre aziende industriali, dandogli un grosso vantaggio competitivo. Oltre a ciò, più il costo dei pannelli diminuisce, e più aumenta il valore di tutto il resto che forma l'impianto. In questo l'Italia può fare molto, come ha dimostrato con varie tipologie molto intelligenti di sistemi innovativi di installazione per i pannelli (impianti galleggianti su bacini idrici artificiali, impianti su campi agricoli che non intralciano la coltivazione, pensiline con pannelli ultraleggeri, integrazione architettonica). Lì ci possiamo ritagliare una nostra nicchia di mercato, abbandonando l'idea che il FV sia solo il pannello.

Claudio, non solo non sai

Claudio, non solo non sai rispondere alle osservazioni che ti si fanno ma torni alla carica, ogni volta, con le stesse argomentazioni. A parte le tue interpretazioni macroeconomiche per cui Keynes si rinchiuderebbe in una centrale a carbone di ENEL (diversamente devi spiegare come fa un settore "stagnante" a crescere, creare 100.000 occupati + indotto e 2 punti di PIL), se continui con sta storia della bolletta legata alle rinnovabili ho davvero l'impressione che tu non colga (secondo me lo fai apposta) di cosa parliamo... A) 6 MILIARDI(fissi) di incentivi rinnovabili per 20 anni = 120 miliardi (introti (secondo IREX o Gilardoni-Bocconi): decine o centinaia di miliardi; costi ambientali: pressoché inesistenti;) B) 60 MILIARDI (crescenti) di fossili acquistate all'estero e distribuite in Italia = 1.200 miliardi (introiti zero, costi socio sanitari e ambientali: enormi) I numeri, 6 e 60 miliardi, si riferiscono all'ultimo anno: mi dici a quale delle due voci, secondo te, è correlato l'aumento della bolletta, specie considerando che in 10 anni l'import energetico è aumentato di 25 miliardi?

Nicrix

Se non capisci tu che i lavori creati in Italia non potranno durare molto e che se quest'anno non s'installano gli stessi impianti dell'anno scorso, il settore entrerà già in crisi, non capisci granché di economia (a parte citare un po' a vanvera il moltiplicatore keynesiano in un settore dove la tecnologia è quasi tutta estera). Il lavoro lo devi collegare a livello internazionale, non a livello locale. Devi fare manifattura ed esportarla, magari anche in Giappone e nei paesi che oggi si stanno dotando del fotovoltaico. Se invece, come dici tu, rimani con i tuoi bravi impiantisiti e progettisti, resti nello stagnetto dell'Italia e sei soggetto alla domanda interna. Altro che dare ragione alla controparte. Intanto, continuando ituoi sofismi sui benefici del fotovoltaico sulla bolletta, ti ripeto la domanda: perché la bolletta continua ad aumentare. Perché è la stessa Authority dell'Energia ad aver chiesto una regolamentazione più stringente sugli incentivi alle rinnovabili?

Stefano, il V CE prevede due

Stefano, il V CE prevede due diverse modalità tariffarie. La tariffa premio sull'autoconsumo viene erogata sulla parte di energia elettrica che hai autoconsumato sfruttando l'impianto. L'altra tariffa, quella omnicomprensiva, invece, si calcola sulla parte restante, cioè sull'eccedenza, non autoconsumata, prodotta dall'impianto. Se un impianto da 3 kWp ti produce 4000 kWh annue e ne autoconsumi 1.500 queste vanno in tariffa premio autoconsumo in sito La restante parte (2.500 kWh) va in tariffa omnicomprensiva

tariffa incentivante V CE

Qualcuno sa dirmi qualcosa in più su questa tariffa incentivante? Viene erogata oltre all'incentivo? Grazie

Claudio, a parte la questione

Claudio, a parte la questione del moltiplicatore (i dati sulla crescita del settore ne indicano con fin troppa evidenza la funziona anticiclica svolta in questi anni, poco da dire) e della bontà degli incentivi (che hanno fatto calare il prezzo degli impianti del 70%) a leggere le ultime righe dei tuoi post (in questo caso sulla necessità di supportare una filiera nazionale senza regalare soldi alla Cina) finisci sempre col dare ragione proprio a chi vorresti contraddire...

Nicrix

L'effetto positivo delle rinnovabili e sui conti pubblici è evidente solo nei discorsi di taluni, ma non sulla bolletta e sui conti pubblici. La bolletta nel primo quadrimestre è aumentata. Dov'è il peak shaving? Insomma, se un risparmio grazie alle rinnovabili c'è, le bollette devono calare, non aumentare. Risparmio significa questo. Poi il fatto che tu mi dica che il fotovoltaico è in mano alle famiglie, quando ti ho riportato i dati di Atlasole dimostrandoti che grossa parte dell'installato (l'81 percento!!!!) sono grandi impianti e che il grosso degli incentivi se li beccano gli speculatori mi lascia allibito. Tenuto conto che l'Authority ha più volte sostenuto che sono le PMI e le famiglie poi a pagare il grosso degli incentivi per il fotovoltaico e solo adesso si parla di una redistribuzione del peso su tutte le utenze. Poi ti ho avvisato, il tuo bel moltiplicatore keynesiano oggi non vale nulla: non vale se i pannelli vengono dall'estero, se l'operaio poi grazie al lavoro d'impiantista di pannelli si va a comprare una VW prodotta in Germania. In una economia globalizzata il discorso keynesiano non funziona più. E' un fatto assodato da quando frequentai il corso di economia politica all'università. Il modello tedesco invece ha funzionato: un Conto Energia per avviare la filiera, dedita non solo a soddisfare la domanda interna, ma anche alla esportazione. L'investimento del denaro pubblico aiuta aziende che prescindono dal fatturato prodotto dalla domanda interna generano molti più posti di lavoro non associati poi al ciclo economico locale. La filiera italiana, lo ripeto, a parte qualche eccezione è strettamente legata alla domanda interna. E' molto simile alle dinamiche proprie dell'edilizia civile. Se nella regione o nell'area non c'è domanda, le aziende soffrono. I posti di lavoro di cui parli tu sono una bolla occupazionale destinata ad esplodere o a sgonfiarsi in base all'andamento del mercato fotovoltaico nazionale e ai suoi incentivi. Non hai creato una filiera ormai autonoma, ma un settore fortemente dipendente dagli incentivi. Se la domanda di fv in Giappone o in India o in Sudan cresce, noi cosa ci guadagneremo? Manderemo i nostri bravi progettisti e impiantisiti lì in trasferta, visto che qui lavoro non c'è e nel settore dei moduli non siamo competitivi?

Claudio, la tua frase finale

Claudio, la tua frase finale con la consueta favoletta dell'aumento delle bollette a causa delle rinnovabili, unita al fatto che i tuoi numeri sarebbero attendibili mentre i miei no (perfino quando cito l'ISTAT), credo basti a spiegare le modalità con cui i detrattori delle rinnovabili affrontano i temi del momento. Sono andato a vedere - come da te richiesto - l'atlasole GSE e ti assicuro che hai torto, perchè gli impianti sotto i 20 kWp sono la nettissima maggioranza e nella categoria entrano a buon diritto famiglie e imprese, non speculatori! Il fatto che l'installato sia massicciamente (ovviamente) legato a impianti di diversi MW non c'entra un bel nulla col discorso che facevamo (capacità di spesa delle famiglie secondo la logica del moltiplicatore keynesiano). Secondo me giochi sui numeri per fare confusione. Mi ero limitato a farti presente che i bilanci familiari di oltre 100.000 famiglie erano migliorati (solo per stare a impianti sotto i 3 kWp...ma se andassimo su impianti tra 4 e 10 sempre di famiglie (al massimo piccole aziende) parleremmo e non certo di speculatori cinesi!) Quanto alla tua domanda sul ritorno in gettiti erariali delle rinnovabili (IVA, Irpef, Irap, IRES, IMU etc...), beh considerando che i posti di lavoro (diretti e indotto) creati sono stati 100.000, l'unica certezza che ho (direi matematicamente) è che tale gettito sia ben maggiore di quello che arriva allo Stato dai grossi monopolisti energetici che concentrano in poiche mani la ricchezza, ricchezza che con le rinnovabili si è espressa in un paio di punti di PIL. Anche perchè, tu che raffronti questo gettito con gli incentivi ventennali, non hai capito che gli incentivi (6 miliardi) tra 20 anni saranno sempre 6 miliardi, nominalmente fissi e quindi tra 20 anni molto meno incidenti rispetto a oggi. Mica si adeguano all'inflazione! (Non dirmi che non hai capito neppure questo...) Non serve molto sforzo: 6 miliardi di rinnovabili tra 20 saranno 120 miliardi. 60 miliardi annui di importazioni e distribuzione da fonte fossile tra 20 anni diventerebbero 1.200 miliardi. Uso il condizionale perchè sarebbero molti di più dato che: a) l'import energetico è cresciuto nonostante il ricorso alle rinnovabili (ISTAT) e a breve potrebbe crescere anche di più per le difficoltà ora frapposte alle rinnovabili stesse; b) chi ci venderà all'Italia gas e petrolio nel 2032 non lo farà certo agli stessi prezzi del 2012! Morale: è meglio (proprio per le nostre tasche...) cambiare strada! I conti ISTAT che io riporto (ora come in altri post) e che sono stati presentati in Commissioni parlamentari dal presidente Giovannini nel maggio 2012 non sono fantasiosi. Magari dovresti spiegare tu per quale motivo se l'ISTAT conferma il costo per import di componenti FV a te va bene (8 miliardi di disavanzo commerciale); mentre quando lo stesso ISTAT dà merito alle rinnovabili di aver ridotto le importazioni energetiche (7 miliardi di avanzo commerciale) dà “numeri sparati per fare impressione” (parole tue...) Anche su peak shaving (con risparmi per centinaia di milioni di euro) e PUN non devi fare strani esercizi matematici. Grazie alle rinnovabili il tradizionale “picco” di mezzogiorno in Italia non esiste più. Con le rinnovabili i prezzi in bolletta vengono mitigati, non accresciuti anche perchè l'incidenza delle rinnovabili in bolletta è minimo. La bolletta sale soprattutto perchè sale il costo delle fonti fossili (gas e petrolio in testa): l’incremento delle bollette per le famiglie segue quasi perfettamente quello delle spese alla voce ‘energia e approvvigionamento’, cioè la cifra per l’importazione di fossili e la loro trasformazione in energia elettrica. Caro Claudio, quello elettrico è un mercato e a drogarlo non sono gli incentivi chiari ma, semmai, quelli nascosti, gli abusi di posizione dominante, una distribuzione distorta o i prezzi variati per convenienza (e non per logica di mercato) su alcune fasce orarie per recuperare le perdite registrate in altre. E tu, frattanto, continui a non rispondere sui benefici (?) e sui costi che derivano al paese dalle fonti fossili...

Nicrix74

a raffica 1) " Il mio discorso era abbastanza semplice: la maggiore disponibilità di risorse in una famiglia con impianto FV " quanti impianti in italia sono in mano alle famiglie rispetto agli ormai 14 gw installati? ti ripeto: buona parte degli impianti è di taglia medio-grande. mi sai dire a chi appartiene la maggioranza di questi impianti? sono le famiglie italiane? aziende italiane o investitori esteri che portano nei loro Paesi i soldi degli incentivi? vai a dare una occhiata all'atlasole. parli di famiglie quando ad esse è imputabile solo una frazione dell'installato. 2)"I maggiori introiti di aziende produttrici, progettisti, installatori, artigiani, indotto oltre a tradursi in introiti per lo Stato (IVA, Irpe, IRES etc) ne aumentano la capacità di spesa." E di grazia quanto sarebbe il ritorno economico intermini di gettito erariale rispetto agli incentivi che si dovranno pagare per venti anni? Un esempio: per muovere 1,20 d'investimento lo Stato ha promesso diciamo 3 euro di ritorno in termini di incentivi nei successivi dieci anni. L'iva è commisurata su 1,20 ovvero 0,20. Irpef e IRES si pagano in base all'investimento e sono altre percentuali su base 1 (al netto di IVA). Ma lo stato deve pagare 3. Come può lo Stator recuperare 3 coprendo i costid ell'investimento è ancora materia oscura. 3) "A maggio il rapporto GSE indica che il 95% degli impianti esistenti è collegato in bassa tensione a 11 kWp di media e nel solo 2011 il 33 % di questi era addirittura compreso nei 3 kWp: stiamo parlando di 110.000 famiglie. " dati atlasole del GSE aggiornati ad oggi: gli impianti con potenza inferiore ai 20 kw (quelli appartenenti presumibilmente alle famiglie) sono 358.566 per un totale di potenza installata pari a 2.156,6 MW; quelli compresi tra i 20 e i 50 kw sono 13.925 con una potenza di soli 549,0 MW; gli impianti sopra i 50 kw (questi non appartenenti alle famiglie) sono solo 34.702 ma contano una potenza di 11.926,9 MW su 14.632,5 MW installati in totale. Questo vuol dire che nell'ultima categoria la dimensione media degli impianti è in media di 343 kw e complessivamente sono l'81 percento dell'installato. E su sostieni che la maggioranza degli impianti installati appartiene alle famiglie?! Andiamo! 4) "nel 2010 spesi per acquisto materiali FV dall’estero faccio poi notare… 1) a fronte di 8 miliardi spesi la stessa fonte (ISTAT) afferma che il volume di import energetico risparmiato è stato di 7 miliardi." qui i conti sono fantasiosi. Tu sostieni che 8 miliardi di pannelli hanno fatto risparmiare in gas e altre fonti energetiche importate 7 miliardi e il valore totale degli incentivi dati ogni anno ai produttori di energia col fotovoltaico con tariffe superiori a quelle di mercato è di soli 6 miliari? E questi sono dati ISTAT? Non commento questi dati perché sono numeri sparati per fare impressione. " Il "disavanzo FV" di cui parli quindi è di 1 miliardo e non 8 come dici tu." Se ci credi, contento te. 5) "ha omesso anche i benefici legati a Peak Shaving e calo del PUN, cose anch’esse dovute all’impatto delle installazioni rinnovabili." Vorrei ripercorrere con te il meccanismo del Conto Energia. Io Stato prometto a te che installi un pannello sul tetto una tariffa agevolata superiore a quella di mercato per 20 anni. L'energia che tu produci ruduce quella di mercato. Ma sulla bolletta rimane il prezzo agevolato del kwh prodotto dal fotovoltaico (diciamo 0,40 euro) più un prezzo di mercato di 0,08 euro per kwh. Ora la mia calcolatrice mi dice che il peak shaving è costato 0,40+0,08= 0.48. Giacché l'effetto del peak shaving è presumibilmente limitato alle ore equivalenti degli impianti fv (in media 1300 con la produttività italiana) e non su tutte le 8670 ore annuali, quello è il risultato. Difatti la bolletta in questo quadrimestre è aumentata per colpa delle rinnovabili. Non è scesa: è aumentata.

Sul moltiplicatore di Keynes e il disavanzo italiano causa FV

Sul moltiplicatore ho l’impressione che tu, Claudio, non sappia bene cosa sia. O forse mi equivochi perchè il riferimento alla Merkel era chiaramente ironico… Il mio discorso era abbastanza semplice: la maggiore disponibilità di risorse in una famiglia con impianto FV (risparmi in bolletta, introiti da incentivo e scambio sul posto) ne aumenta la capacità di spesa; I maggiori introiti di aziende produttrici, progettisti, installatori, artigiani, indotto oltre a tradursi in introiti per lo Stato (IVA, Irpe, IRES etc) ne aumentano la capacità di spesa. La questione del moltiplicatore è importante per un’economia come la nostra perché sono andati in circolo soldi che hanno rimesso in moto un pezzo di economia in modo virtuoso. E’ vero che parte dei 6 miliardi di incentivi sono andati all’estero ma la maggior parte degli impianti FV non sono affatto di grosse dimensioni (altra leggenda metropolitana). A maggio il rapporto GSE indica che il 95% degli impianti esistenti è collegato in bassa tensione a 11 kWp di media e nel solo 2011 il 33 % di questi era addirittura compreso nei 3 kWp: stiamo parlando di 110.000 famiglie. Italiane, non cinesi! RIGUARDO LE ALTRE TUE AFFERMAZIONI SUGLI 8 MILIARDI (è questa la cifra riportata da Giovannini ISTAT in sede parlamentare) nel 2010 spesi per acquisto materiali FV dall’estero faccio poi notare… 1) a fronte di 8 miliardi spesi la stessa fonte (ISTAT) afferma che il volume di import energetico risparmiato è stato di 7 miliardi. Il "disavanzo FV" di cui parli quindi è di 1 miliardo e non 8 come dici tu. 2) La stessa fonte fa presente al parlamento che la mancanza di una filiera industriale è stata la causa principale di questo (minimo) disavanzo. Esattamente ciò di cui stiamo parlando da giorni…il V CE e il suo seguito distruggeranno quel pò di produzione italiana che era partita. Morale? Acquisteremo ancora più pannelli cinesi 3) Il volume di importazione energetica del nostro paese è altissimo: importiamo l’80% del nostro fabbisogno: nel solo 2010 il disavanzo energetico ha pesato per 52 miliardi di euro sulla nostra bilancia commerciale. Questi 52 miliardi (che sono diventati 63 nel 2011) l’amico Claudio se li è scordati da qualche parte. Ma non c’è problema: sappiamo con quale metro i detrattori delle rinnovabili giudicano severamente i “costi” delle rinnovabili, non ne ricordino i benefici e si scordino gli altri costi, a zero benefici e crescenti, legati all’acquisto e alla distribuzione delle fonti fossili (La sola centrale brindisina ha portato 700 milioni di danni, pagati dai contribuenti: l’importo del V CE! http://www.facciamolucesuenel.org/indiziato/). Ovviamente Claudio ha omesso anche le multe evitate dall’Italia (in base ai protocolli internazionali) grazie alle installazioni di energia rinnovabile in questi anni. E ha omesso anche i benefici legati a Peak Shaving e calo del PUN, cose anch’esse dovute all’impatto delle installazioni rinnovabili. Sempre per puro caso ha dimenticato anche le storture nel mercato elettrico con il recupero (pagato in bolletta) nelle ore serali delle perdite patite dai grossi gruppi energetici di giorno, quando il FV funziona (evidentemente bene). Quando cominceremo a fare una semplice tabella (da un parte le fossili dall’altra le rinnovabili, da una parte i costi dall’altra i benefici) sarà sempre tardi. Infine Claudio, non ti devi chiedere se il moltiplicatore keynesiano abbia funzionato con la crescita delle rinnovabili. Ti devi chiedere quanto ci sarebbe costato mantenere il modello energetico precedente in tutti questi anni. E cosa sarebbe successo in questi anni senza la crescita della Green Economy. Perché le rinnovabili già ora valgono punti di PIL e hanno svolto, palesemente, funzione anticiclica, che nessun settore incentivato (a cominciare da quello delle fonti fossili…che di aiuti (non incentivi trasparenti) ne prende eccome!) ha saputo generare. Meno rinnovabili, meno crescita, meno ricchezza distribuita, maggiori importazioni dall’estero, incremento dei costi energetici. C’è poco da fare. Ma credo che il tempo sarà galantuomo.

Claudio, sei una

Claudio, sei una contraddizione di termini. Anzitutto non si capisce perché abbia ritenuto di sminuire la filiera italiana paragonandola proprio con la Cina. Secondariamente (nonostante l’improponibilità del paragone per i bassi costi di produzione cinesi) spieghi che la Cina è andata avanti seguendo la stessa strada che ora in Italia, con tuo compiacimento, si è appena abbandonata: il sussidio pubblico alla tecnologia FV. Se tu stesso riconosci che il FV cinese è sorretto dallo Stato in maniera tale che in Italia vi farebbe semplicemente inorridire di che stiamo parlando? Come noto (e come tu stesso dici!) il segreto del fotovoltaico cinese o made in Taiwan non è consistito in sé nella qualità (alcuni prodotti lo sono, molti altri probabilmente – non esistendo serie storiche – lo saranno di meno, solo il tempo potrà dirlo) ma nel basso prezzo, perché i costi di produzione (come per ogni altro settore manifatturiero) da quelle parti ha livelli per noi impensabili. È soprattutto questo ad aver permesso l’invasione FV cinese del mercato mondiale. E se i prodotti europei (non italiani) di fascia medio alta hanno retto in questi anni ciò è stato solo grazie al premio made in EU. Sennò andavano in malora pure loro… Nessuna impresa italiana ma nemmeno tedesca potrà competere con il FV cinese finito il V CE. Gli esempi già non mancano…. La discesa dei prezzi non solo ha messo fuori mercato prestigiosi marchi europei o USA (falliti Solyndra, Q-Cells, più recentemente Schott Solar ha chiuso la divisione cristallino, il fulcro della produzione FV); ma ha messo fuori mercato e posto in liquidazione anche marchi cinesi, mentre altri hanno presentato situazioni paradossali (Suntech, ad esempio, nel 2011 ha aumentato le vendite del 33% in un anno, ma ha perdite record per oltre un miliardo di dollari). Quindi il problema non è certo solo italiano. Lasciamo perdere certi paragoni per far credere che la via italiana alla Green Economy è fallita…siamo appena all’inizio! E la cosa che non si comprende è che nei prossimi mesi i soldi italiani per acquistare impianti FV dal prezzo sempre più basso andranno in Cina con ancora maggiore velocità (e credo con percentuali bulgare) di prima.

@Nicrix e il made in China

Faccio un ultimo appunto sulla filiera nostrana, su quanto è costato finanziarla e quanto tempo dobbiamo tenerla ancora a battesimo con sussidi statali prima di vederla competitiva a livello mondiale. Nicrix giustifica l'attuale scarsa importanza dell'industria italiana che, secondo lui, nel giro di un paio di anni non poteva raggiungere i colossi tedeschi, statunitensi e giapponesi in termini di competitività internazionale nel sottore dei moduli. Eppure c'è da mettere agli atti anche l'anomalia cinese. E sì, perché uno dei grandi errori dei Paesi succitati, e dell'Italia, è stato quello di aver sopravvalutato quelle che sono considerate barriere all'ingresso di nuovi competitors nel settore: il know how tecnologico sul prodotto, l'expertise. Insomma, se i cinesi non riescono a produrre con i propri marchi auto dignitose, lo stesso handicap dovrebbero averlo anche nel fotovoltaico. Sbagliato. Il gap è stato colmato nel giro di qualche anno. Loro hanno conquistato il mercato con l'unica arma vincente: le economie di scala. Produrre tanto da abbassare i costi. Lo Stato cinese ha poi contribuito in più modi: con un accesso al credito agevolato e usando il proprio Conto Energia come un ammortizzatore industriale da usare quando la domanda estera era fiacca. E così ha vinto a man bassa. Inutile quindi nascondersi dietro a facili capri espiatori. La filiera italiana è poca roba, non giustifica l'esborso di 6,5 miliardi per quasi venti anni. Abbiamo fallito l'obiettivo di creare una Green Economy nostrana.

Egregio Puffo, tutto bello,

Egregio Puffo, tutto bello, bellissimo, lei dice? Per niente, anzi: tutto brutto, bruttissimo! Finchè a prendere decisioni importanti ci saranno dei personaggi come lei, non potrà che essere tutto brutto e sempre più brutto. Qui non si tratta di fare i fighi come dice lei con linguaggio da trivio. Qui si tratta di inquinare il meno possibile. Per parte mia, se si cominciassero a chiudere delle centrali a carbone, a olio combustibile o a gas e sostituirle con impianti a fonti rinnovabili, non potrei essere più contento. Ma finchè ci saranno persone addestrate a ragionare in un'ottica esclusivamente monetaria come lei, e incapaci di ragionare in un'ottica diversa, il nostro ambiente non potrà che peggiorare.

Errata Corrige

rispetto al mio post precedente devo precisare che i 12 miliardi di disavanzo nella bilancia commerciale italiana s'intendono in dollari. Quindi 8-9 miliardi di euro.

@Nicrix e il suo moltiplicatore keynesiano

"Un settore che cresce e crea occupazione aumenta anche la domanda interna verso le imprese di altri settori che già pagano una crisi di consumi per cui devono (appunto!) chiudere o licenziare (mai sentito parlare di Keynes e del moltiplicatore degli investimenti....Frau Merkel impera!)". Ma stai parlando della Merkel e la paragoni alla spesa inutile keynesiana? La stessa Merkel che chiede rigore e austerità nei conti dei Paesi partner in difficoltà? Non so su quale testo di economia tu abbia letto la teoria keynesiana, fatto sta che sai solo citarla. Il moltiplicatore keynesiano nel mondo del fotovoltaico in Italia? Quanto ha moltiplicato i valori della spesa (gli incentivi) secondo te? Vediamo: i moduli li importiamo dall'estero, nel solo anno 2010 abbiamo iscritto 12 miliardi di disavanzo nella bilancia commerciale per l'importazione di questa teccnologia. Di fatto abbiamo finanziato l'economia tedesca e cinese grazie ai nostri incentivi; i due Paesi da cui dipendevamo da questa tecnologia. Oggi in verità c'è soltanto la Cina e anche le ditte teutoniche del settore stanno fallendo o delocalizzando altrove. In più questo disavanzo dovuto alla importazione di tecnologia va a controbilanciare in negativo per anni gli avanzi nella bilancia dei pagamenti per la minore importazione di gas risparmiato grazie alla produzione solare. Gli incentivi vanno nelle tasche degli italiani e ne aumentano il reddito e i consumi? Buona parte degli impianti fotovoltaici italiani sono di grandi dimensioni e occupano terreni agresti. Da sempre si è denunciato un pesante investimento estero nel settore. Questo vuol dire che una quota degli attuali 6 miliardi di euro pagati dal GSE tramite la voce A3 nelle bollette va a finire all'estero. Vedi, il moltiplicatore keynesiano valeva ai tempi di Keynes: all'inizio dello scorso secolo. Cioè quando una economia era per lo più isolata dall'estero. Quando cioè la FIAT aveva quote di mercato prossime all'assoluto in Italia. Si aumentava la spesa pubblica e questo garantiva lavoro e occupazione nel Paese con il moltiplicatore dei consumi pari alla propensione media della popolazione. Ma la bella teoria keynesiana all'epoca della globalizzazione ha scarsa efficacia se poi i pannelli provengono dalla Cina o dalla Germania. Il moltiplicatore keynesiano si sgonfia presto e la "spesa inutile" diventa davvero inutile. Ti chiedo adesso: In Italia il moltiplicatore keynesiano ha funzionato o la montagna di soldi ha partorito un minuscolo topolino? Stando alla tua precedente risposta dovrei dedurre che è accaduto proprio questo: tanti investimenti e una filiera che a paragone non tanto della Germania, quanto della Cina che è partita con ritardo ma è comunque riuscita nell'intento di spodestare tutti, non è nulla. Poi quelle migliaia di lavori in tempo di crisi li fate ben pesare a livello lobbistico. Li avete sempre usati come arma di ricatto per ottenere altro denaro. Proprio come ogni altra lobby che si rispetti.

Ma torniamo a bomba!

Quanto durerà questo V CE? Io non ho capito se sarà calcolata l'intera tariffa onnicomprensiva o se da essa verrà decurtato il valore dell'energia. Voi che ne dite?

@ PUFFO

Tu svolgi l'attività di Energy Manager (figura professionale sempre più richiesta negli ultimi anni anche grazie alle fonti rinnovabili che incentivate si sono diffuse e riducendo i costi unitari di fornitura e posa in opera hanno consentito al mercato di offrire nuove soluzioni per contenere i consumi elettrici) con l'obiettivo di salvaguardare gli interessi economici di quella azienda (volano della quasi totalità delle attività imprenditoriali). Da quanto tu riporti l'azienda presso la quale presti la tua opera intellettuale (con i suoi dipendenti e il suo indotto) non è legata al business del fotovoltaico. Altri imprenditori, buoni e cattivi, cogliendo l'occasione del fotovoltaico, e più in generale delle energie rinnovabili incentivate in periodo di crisi economica, hanno creato delle aziende (con dipendenti e indotto a seguito) con lo scopo, non necessariamente filantropico, di produrre guadagni. Il fotovoltaico, che si "vende da solo", è stato in grado di garantire a taluni imprenditori una crescita economica importante e sulla regolamentazione iniziale (criticabile quanto si vuole) hanno compiuto degli investimenti assumendosene i rischi. L'obbiettivo rimane sempre lo stesso: preservare i propri interessi. Oggi tutti coloro che sono ancora in campo e che hanno fatto le scelte di cui sopra si ritrovano con le regole cambiate per l’ennesima volta e nel loro interesse (economico) questa cosa non garba. Forse sbaglio, ma dalle parole dei tuoi interventi sembra che anche tu faccia parte, legittimamente, di quella schiera di persone che ha tutto il diritto di salvaguardare i propri interessi o quelli dell'azienda presso la quale lavora. Ragionevolmente si può dedurre (e riprodurre in tanti altri contesti economici) che chi non è inserito nel business del fotovoltaico non ha alcun interesse a sposare la causa degli incentivi: tutto questo è legittimo ma rimane una visione circoscritta ai propri interessi. E nel difendere i propri interessi (di qualunque categoria di imprenditori e di lavoratori) la storia insegna che non sempre si fa il bene di tutti. Domanda: con il fotovoltaico e le rinnovabili incentivate in genere si fa il bene di tutti? E' fuori di dubbio che per la collettività di lati positivi (diretti e indiretti che si manifesteranno anche da qui a qualche anno/decennio) ve ne siano (non sono io a dimostralo). E' altrettanto vero però che tali lati positivi non vengano necessariamente visti come prioritari da chi nel proprio piccolo legittimamente vuol preservare i propri interessi qui e adesso -> "Su questa cosa io non ci guadagno pertanto non è utile!", “Non mi interessa se la spesa della sanità pubblica si moltiplicherà fra un lustro per incremento delle malattie, io ho la scadenza del mutuo la settimana prossima”, “Non mi interessa se nel prossimo futuro avremmo delle salatissime multe da pagare all’Europa perché non abbiamo rispettato determinati accordi, il 16 del mese ho da versare il primo acconto di tasse” ecc. Ritengo tale approccio legittimo ma quantomeno discutibile. Tutto dipende con quali occhi(interessi) si vedono le cose. Buon lavoro a tutti.

@Claudio Sul tuo ultimo

@Claudio Sul tuo ultimo post: le assimilate non pesano “poco” nella bolletta energetica nazionale (515 € totali, Fonte AEEG). Per le rinnovabili (tutte) spendiamo 67 euro annue. Per le assimiliate CIP6 ne spendiamo 10. Considerando il diverso peso e la ben diversa qualità delle une e delle altre il costo delle assimilate sulla collettività mi sembra indecente. E col V Conto Energia hanno incentivi anche più elevati del Fotovoltaico. Sui post precedenti: non vorrei inaugurassimo un dialogo tra sordi ma sembri il classico prototipo del detrattore delle rinnovabili per luoghi comuni. Sulle Rinnovabili voi enumerate solo costi e mai benefici. Evitate qualsiasi parallelo con le altre fonti di cui non solo omettete i presunti benefici al paese e le agevolazioni improprie di cui usufruiscono, ma non applicate gli stessi parametri (di costo) che usate per FV e rinnovabili. Un esercizio che serve solo a fare fumo e confondere le acque. Riguardo le tue osservazioni precedenti (incentivi, industria nazionale FV etc.) evidentemente parliamo lingue diverse. Io avevo semplicemente detto che una filiera industriale nazionale aveva preso un suo “ritmo”, non che primeggiasse! Non credo che in 2-3 anni un prodotto italiano, nuovo, possa invadere il mercato globalizzato. Ma negare la nascita di produttori e imprese italiani pur di denigrare le rinnovabili è un po' comico. Certo, il settore deve crescere, rafforzarsi e puntare su ricerca e innovazione. E ci stava provando. Non sono molti i settori in cui l'Italia primeggia al riguardo (fammi tu un bell'elenco magari), ma non capisco perchè azzopparne uno con evidenti potenzialità come in questo caso. Poi se secondo te, in 2 anni, Solsonica deve per forza battere Kyocera è un altro paio di maniche (e ti avverto che anche in Giappone, non solo a Modena, servono installatori e manovalanza...). E comunque la morale è che il V CE non aiuterà certo i produttori italiani (e nemmeno europei). Sugli incentivi ripeto quanto scritto: su quelli dati a fonti rinnovabili farlocche e inquinanti nessuno dice nulla. Riguardo a quelli dati alle vere rinnovabili hanno funzionato bene (non conosco settore in cui abbiano funzionato meglio). Gli errori ci sono stati ma potevano essere corretti senza la scure. Riguardo il costo zero degli incentivi (ripeto) tutti gli operatori (tu evidentemente non sei uno di loro quindi non so bene quanto ne sappia) vi erano già preparati e i Conti Energia li prevedevano pacificamente. Tutto era correlato ai tempi di raggiungimento della grid parity poichè solo con essa il settore FV non sarà più dipendente dalle scelte dei governi e dalle lune dei suoi ministri (sempre che tu non voglia giustificare uno come Passera che cerca di contingentare le rinnovabili perchè vuole raddoppiare l'uso di idrocarburi facendo ricorso alle “riserve” nazionali”!) Se poi il problema è il finanziamento dei Conti Energia lo Stato usi le risorse risparmiate dall'import energetico (ne bastano molto meno di un miliardo...ne abbiamo speso 63 l'anno scorso) e si introduca un Carbon Tax (così, se le imprese colpite si vorranno rifare aumentando i costi dell'energia prodotta spingeranno fuori dalla loro orbita un numero sempre più alto di utenze e comunque si accelererà la grid parity) stabilendo incentivi bassi, decrescenti per potenza installata, riservati a residenziale, pubblico e aziende con solo scambio sul posto. Si eliminino gli incentivi a settori energivori e assimilate. Si tolgano dalle bollette alcuni “costi” impropri. Come dice Alsarago si mettano a regime gli impianti di pompaggio e non si finanzino più le perdite delle centrali termoelettriche. Qualche soluzione ci sarebbe. Basterebbe volerla. Ma chi ci governa non la vuole. Sulla cassa integrazione non capisco il tuo ragionamento. Tu dici: “Intere filiere nazionali (quelle sì portanti per il Paese e capaci anche di esportare all'estero) stanno letteralmente chiudendo. Apri la finestra e guarda giù per strada e forse vedrai qualcuno rovistare nel bidone dell'immondizia”. Non so nello specifico di quali filiere nazionali (addirittura portanti) capaci di esportare all'estero parli (magari la Fiat di Marchionne?!) e per la verità i dati sul nostro export non sono messi affatto male come fai credere tu, ma io ho semplicemente detto che questo governo – con la scusa delle bollette alte ma in realtà avallando scelte precise di gruppi monopolisti che fanno il bello e il cattivo tempo della politica energetica nazionale – ha emanato un provvedimento che colpisce uno dei pochi settori che era cresciuto in termini occupazionali, svolgendo importante funzione anticiclica, facendo aumentare le entrare per l'erario e portando benefici al sistema paese. Un settore che cresce e crea occupazione aumenta anche la domanda interna verso le imprese di altri settori che già pagano una crisi di consumi per cui devono (appunto!) chiudere o licenziare (mai sentito parlare di Keynes e del moltiplicatore degli investimenti....Frau Merkel impera!): che c'entra la gente che rovista nell'immondizia? Ma che discorsi fai? Siccome già ce ne stanno 90 a rovistare nell'immondizia aggiungiamone altri 10 e facciamo 100...?

Claudio,personalmente, ogni

Claudio,personalmente, ogni tanto, cito il Cip6 per la assimilate (se permetti) non per fare "terrorismo mediatico" (mah...), ma perchè è un bell'esempio di incentivo energetico assolutamente inutile, senza nessuna prospettiva (forse per Moratti, che ci si è comprato i giocatori...) e nessun vantaggio per gli italiani, che ci è costato decine di miliardi e contro cui ben pochi, probabilmente neanche tu o il Puffo furioso, hanno protestato negli anni scorsi. Ora ci si scatena invece contro un incentivo trasparente, che, pur essendo discutibile nella sua applicazione, ha almeno una sua logica e delle prospettive per lo sviluppo di questo paese. Misteri della psiche umana (o meraviglie della propaganda mediatica pagata dai fossili...). Quanto al gas di fracking, in chiave climatica ha un senso nelle nazioni che usano molto carbone, come USA, Cina, Germania. In Italia sostituire metano con metano non ha molto senso. Ha senso da un punto di vista dei costi, e sono sicuro che un effetto in questa direzione arriverà (se liberalizzeranno la rete di distribuzione del gas), con l'esportazione in Italia che dovrebbe cominciare dal 2015. però ci starei attento nel cadere nella solita trappola della "fonte meraviglia": le stime di quanto gas da fracking ci sia sono enormemente gonfiate a fini finanziari, i giacimenti di quel tipo, infatti, si esauriscono con una rapidità impressionante e richiedono il continuo perforamento di nuovi pozzi, che non sono gratis. Aumentando i consumi di gas, magari facendo si che gli americani arrivino alla geniale scoperta delle auto a metano (che sicuramente presenteranno al mondo come se ci avessero pensato loro per primi...), mi sa che le riserve si sgonfieranno con la rapidità di un palloncino bucato. Per non citare poi il fatto che anche il metano è un potente gas serra, e che il suo uso, comunque, non fa bene al clima.

Non userei il fracking come

Non userei il fracking come esempio di virtuosismo. Cosi' come nemmeno l'estrazione di petrolio da scisti bituminose. Poi ognuno e' libero di farsi del male come casso vuole.

@Nicrix e le ASSIMILATE

Ma la smettiamo di portare sempre sul tavolo della discussione le legittimamente contestate assimilate che in Italia ricevono incentivi come se fossero energie verdi? Mi meraviglia che non si sia tirato in ballo anche il fondo per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari. Ormai quelle voci sono minoritarie e costanti nella componente A3 della bolletta rispetto a quele attribuibili alle rinnovabili DOC. A me risulta che siano stabili quest'anno, rispetto all'anno scorso, a 1,3 miliardi (assimilate) contro una spesa per il fotovoltaico che ha superato i 6 miliardi all'anno. E' una strana attitudine degli italiani quella di parlare, ad esempio, sempre dei privilegi dei parlamentari che cumulativamente pesano per 300 milioni senza poi indignarsi di fronte a una spesa per i baby pensionati pari a 9 miliardi. Un altro appunto: tu dici che i prezzi delle fonti fossili saliranno in futuro. Guarda però che cosa sta accadendo negli USA. Il fracking per l'estrazione dello shale gas ha portato il prezzo di quest'ultimo a livelli irrisori, è in atto una riconversione del settore energetico statunitense verso lo sfruttamento di questa abbondante fonte fossile a scapito del carbone (seguito forse anche da un analogo sfruttamento da parte del settore del trasporto a detrimento del petrolio) con riduzione delle emissioni di CO2 nell'atmosfera. Lo sfruttamento delle fonti fossili e la dinamica del prezzo associato non sono poi così scontati. Smettetela di fare terrorismo mediatico.

Puffo dixit: "Al tuo

Puffo dixit: "Al tuo amichetto Nicrix che sostiene che: "l’energia solare costa sempre zero", non rispondo nemmeno, attendo da parte usa con bonifico, ogni mese, i 200.000 Euro la mia azienda paga di componente A3. Gratuita, tse!" Non sapevo che in Italia ci fosse qualcuno costretto a pagare il calore e la luce provenienti dal sole... Puffo, quella fonte (solare) è gratuita (credo anche per la tua azienda...), paghi solo la tecnologia per sfruttarla. Quando si usano petrolio, gas e carbone, invece paghi sia la fonte (e i costi sono molteplici) che la tecnologia! La tua azienda paga una componente A3 elevata? A parte il fatto che nella componente A3 non ci sono solo le (vere) Rinnovabili ma anche (per il 15%) la vergogna delle fonti assimilate, va da sé che il costo della tua bolletta è legata a quella componente solo per una minima parte. Le rinnovabili (non il solo FV) si attestano poco sopra il 10% della bolletta energetica nazionale. I costi energetici della tua azienda, quindi, dovrebbero essere elevati per altre ragioni, legate semmai a "vecchi" stili di consumo. Che tu, a quanto pare, difendi. Non è detto che un'azienda debba tappezzarsi di pannelli, ma dove può dovrebbe cominciare a usare tecnologie nuove, pulite e meno onerose. Anche perchè i costi legati alle fossili continueranno a salire inesorabilmente. Poi un'annotazione più generale... A me non sembra affatto scandaloso che a pagare il "cambio di sistema" debba essere soprattutto chi continua utilizzare fonti energetiche inquinanti; fonti che il nostro Paese continua a importare al costo di decine di miliardi (63 nel 2011, + 20% sull'anno prec.) materie prime (gas, petrolio) per cui nel mondo signori della guerra, stati e multinazionali fanno affari di ogni tipo. Fonti per cui (cfr. GreenPeace vs Enel) in Italia muore una persona al giorno e i costi socio sanitari (chiamiamoli anche umani) sono probabilmente sottovalutati. Fonti costose e con rientri per le casse dello Stato pressoché inesistenti. Fonti che pesano maggiormente sui rincari in bolletta e su tutte le distorsioni di mercato e le anomalie legate alla mancata discesa dei prezzi energetici ( http://qualenergia.it/articoli/20120404-prezzo-kwh-un-cartello-delle-fossili-difendersi-dal-fotovoltaico e cfr pure http://qualenergia.it/articoli/20120410-fossili-contro-rinnovabili-e-la-bioraria-conviene-sempre-meno ) Chi dovrebbe pagare le "incongruenze" di questo tipo di sistema, indispensabile in passato ma ben superabile già oggi? Inevitabilmente, chi non passa alle rinnovabili. Un buon sistema dovrebbe disincentivare la permanenza nel vecchio "habitat" energetico e i costi in bolletta (o meglio, il 10% di essa) pur nati nella sola ottica di copertura economica degli incentivi pro-rinnovabili andrebbero visti anche come un disincentivo quasi culturale. Non vedo alcuna anomalia nel fatto che chi decide di restare con il vecchio modello paghi qualcosa (il 10% della sua bolletta) all'innovazione pulita e conveniente scelta da altri cittadini. Poi, beninteso, tutti pagheremo nella tradizionale bolletta un 50% di essa per continuare a finanziare l'acquisto, la lavorazione e la distribuzione di energia da fonte fossile. Ma è proprio su quella componente che si dovrebbero concentrare le attenzioni di chi si lamenta dei "costi crescenti in bolletta"...lasciando perdere la componente A3 o magari tirandola in ballo perché comprendente le assimiliate CIP6!

E' un mistero perchè Puffo

E' un mistero perchè Puffo non sfoghi tutta questa indignazione almeno un po' anche contro il monopolio Eni sulla distribuzione del metano, che gli fa pagare (come a tutti gli italiani) gas ed elettricità molto più care di quello che potrebbero essere, con extracosti che fanno impallidire l'aumento della A3 (in parte compensato dal contenimento del costo del kWh). Quanto all'"energia reattiva" delle centrali termiche, faccio notare che nel Nord d'Italia ci sono, se non ricordo male 7 o 9 GWh di impianti di pompaggio, praticamente fermi, che potrebbero benissimo assorbire l'elettricità nei momenti in cui le rinnovabili vanno a erodere la quota di economica energia "base load", per poi rilasciarla nei momenti in cui sole e vento vengono a mancare, per esempio in prima serata. Così le centrali termiche non sarebbero costrette a lavorare a singhiozzo e farsi strapagare il kWh serale. I gestori degli impianti di pompaggio ci potrebbero anche guadagnare dei bei soldi. Perchè non li tengono fermi, allora? Vi do un indizio: i proprietari degli impianti di pompaggio sono gli stessi che gestiscono gran parte del parco di centrali a gas e carbone d'Italia. E a chi conviene far credere che le rinnovabili necessiteranno per sempre di un supporto termico (come crede anche l'espertissimo Puffo) e che quindi siano loro la causa degli alti costi dell'elettricità in Italia? Firse Puffo dovrebbe andare dal Grande Puffo, che gli spieghi di non credere a tutto quello che dice Gargamella...

@Nicrix

dal commento "GLI INCENTIVI AL FV HANNO" facciamo delle dovute precisazioni rispetto a quanto dichiari tu. 1) gli incentivi, secondo te, stanno "portando grandi benefici al Paese (che è riuscito ad attrarre investimenti, a creare tecnologie e filiere nazionali anche di un certo livello) nonostante le evidenti inadeguatezze infrastrutturali del sistema". A me non risulta che questa 'filiera nazionale' sia stata costruita attorno agli incentivi. Filiera di che? dei moduli? No di certo. Sono tutti provenienti dall'estero e così è anche nel settore eolico. Nel settore degli inverter? Qui sì. Quali sarebbero gli investimenti esteri nel settore? Le banche e i capitalisti esteri che hanno costruito grandi impianti su terreno agreste e che oggi esportano gli euro degli incentivi all'estero? Bella cosa! 2) Tu dici "Nessuno chiedeva che gli incentivi fossero eterni, nè elevati". Questa fa davvero ridere. Il settore delle rinnovabili, insieme a molti politici sgrammaticati, ad un certo comico riciclatosi da qualchetempo a guru dell'antipolitica e a quasi tutti gli ambientalisti si sono scagliati in piena campagna referendaria per il nucleare contro i tagli (DOVUTI PERCHE' ESAGERATI) agli incentivi del Conto Energia accusando Tremonti e Berlusconi di sottrarre denaro alle rinnovabili per impegnarlo nel "folle" progetto nucleare. Oggi sappiamo che quegli incentivi erano rispetto ai prezzi dei moduli fv in picchiata TOTALMENTE FOLLI ed il risultato è stato appunto questo: poco denaro per i successivi Conti Energia. Infatti scrivi "Ora gli incentivi terminano di colpo, eliminando la gradualità con cui il settore avrebbe dovuto raggiungere l'autonomia.". Non ti eri mai posto la questione sotto questi termini? 3) Tu scrivi che ora ci saranno "licenziamenti, maggiore cassa integrazione, insicurezza sociale, minore propensione e possibilità al consumo delle famiglie". Ma in che Italia vivi? Sta già accadendo. Siamo in recessione, con una politica economica austera che taglia la spesa pubblica in diversi settori per far quadrare i conti. Intere filiere nazionali (quelle sì portanti per il Paese e capaci anche di esportare all'estero) stanno letteralmente chiudendo. Apri la finestra e guarda giù per strada e forse vedrai qualcuno rovistare nel bidone dell'immondizia. 4) Tu scrivi "Il tutto senza che la bolletta elettrica cali". Allora, la bolletta degli italiani è cresciuta nel primo quadrimestre 2012 del 10 percento, di cui il 4 e qualcosa è imputabile direttamente agli incentivi sul fotovoltaico, e il restante per un ulteriore 40 percento è imputabile agli interventi dovuti per stabilizzare la rete sempre più dipendente da fonti intermittenti non programmabili. In più cresce il prezzo dell'energia durante il picco serale a fronte di un peak shaving di giorno redistribuendo di fatto il maggiore onere più sulle famiglie, responsabili del maggior consumo serale, che sulle attività commerciali, dei servizi o industriali. Questo, unito al fatto che la crisi sta riducendo drasticamente i consumi nazionali, spalmando l'onere degli incentivi su un numero inferiore di kwh consumati, non dà prosepettive rosee alle nostre bollette. Ha fatto bene il Governo a tagliare sugli incentivi. Se, come scrivi, una filiera italiana c'è, potrà godere dei maggiori investimenti nel settore fatti dal Giappone. peccato che il grosso della occupazione nazionale nel settore del fv non può esportare: sono tutti o progettisti o impiantisti degli impianti. Quindi una filiera stanziale ed estremamente dipendente dalla domanda nazionale. Te la vedi un'azienda del modenese andarsene a Tokyo per progettare e impiantare un impianto da 10 kwp? No? Perché una filiera italiana seria, nonostante i miliardi spesi, non c'è!

per HAL e Giampietro

Tutto bello, bellissimo. Peccato che si stima che le poche centrali a turbogas che di giorno rimangono attive in quinino di più lavorando a mezzo regime e continuando a inseguire i carichi che non restando a pieno carico full time. Avrete il mio rispetto quando con il vostro impianto incentivato follemente (con un incentivo di 400 Euro/mwh il ritorno in 12-13 anni... follie, pura follia) vi staccherete dalla rete e gestirete i problemi di bilanciamento da soli. Non potete fare i fighi con i pannelli scaricando poi sulla collettività i costi connessi all'intermittenza. Caro HAL, se le facessero pagare lo sbilanciamento, come giusto, col piffero che ammortizzerebbe il suo impianto in 12 anni. Ah, e dovrebbero farle pagare anche l'energia reattiva che consuma dalla rete e non paga, quella viene generata solo dalle centrali tradizionali e non dai pannelli. Santa ignoranza.

per Puffo e tutti coloro che sono contro le energie rinnovabili.

Egregio Puffo, sono proprietario di un impianto fotovoltaico ubicato in Piemonte, e vorrei provare ad elencare i vantaggi e gli svantaggi derivanti dalla mia decisione di accendere un mutuo per installare, nel 2008, un impianto da 4 kW. La produzione di energia elettrica supera i 5000 kWh/anno. Fino al 2007 acquistavo dall'Enel circa 4000 kWh/anno, negli anni successivi solo 1000 kWh. Abbiamo leggermente modificato le abitudini famigliari: gli elettrodomestici "energivori" si utilizzano prevalentemente durante le ore centrali della giornata, fortunatamente i timer sono presenti sia sulla lavastoviglie che sulla lavatrice, acquistate anni fa. Dato che per produrre 4-5 kWh si brucia un metro cubo di metano, il mio impianto ha permesso di evitare l'importazione di 600-750 metri cubi del pregiato gas per anno. Volutamente non valorizzo le mancate emissioni di CO2 in atmosfera. In ogni caso ho permesso di evitare l'acquisto di metano da zone politicamente "critiche" (Russia, Algeria, Medio Oriente ecc.) e questo fattore non credo sia da sottovalutare. Abbiamo permesso, io ed i miei simili "folli", di far nascere una serie di aziende che danno lavoro ad almeno 50.000 persone. Contemporaneamente, ricevo circa 2000 Euro per anno, a carico di chi paga la bolletta all'Enel. Inoltre, sia a causa della crisi che dalla nostra decisione di "autoprodurre" l'energia, alcune centrali turbogas (tra queste Chivasso -TO-) sono pesantemente sottoutilizzate, quindi in perdita, ed a rischio di chiusura: come riportato in molte interviste dai vertici Enel. -- La mia follia (di investire il mio danaro) e della collettivita' di incentivare gli impianti fotovoltaici ha fatto si che il costo degli impianti sia passato da circa 5000 Euro/kWp del 2008 a circa 1500 Euro/kWp del 2012 (per impianti di taglia medio/grande). In questo modo molte piu' famiglie ed aziende potranno installare un impianto come il mio, ed evitare di sprecare risorse acquistando metano. La nostra "follia" permette, anche, alla sua azienda di valutare l'installazione di un impianto fotovoltaico, magari, senza richiedere incentivi. Proviamo a fare dei semplici calcoli: 1 kWp di fotovoltaico produce 1300 kWh/anno e costa 1500 Euro. Un kWh di energia costa alla sua azienda 12-13 Euro/100. Costo evitato: 1300kWh/anno*13/100 Euro/kWh=170 Euro/anno. -Ammortamento=1500/170=8,8 anni- Considerando gli interessi bancari, l'impianto si ammortizza in 12-13 anni. Comprendo che un privato non consideri un ritorno dell'investimento superiore a 3 anni; la collettivita', credo, deve considerare tempi superiori, visti i vantaggi ottenibili sia in termini geo-politici che di riduzione dell'inquinamento! D'altra parte la costruzione di un ospedale o di una scuola non puo' essere valutata con il metro utilizzato da un'industria privata. Conclusione: Un corretto dimensionamento dell'impianto nella sua azienda (in modo da privilegiare l'autoconsumo) le permetterebbe, e' vero, di presentare un pessimo business plan ad un imprenditore interessato al breve periodo. Nel caso l'imprenditore sia interessato al medio periodo ed a stabilizzare il costo dell'energia per i prossimi 20 anni, puo' valutare l'investimento in energia rinnovabile! Nel caso, invece, Lei prevede che il costo dell'energia sia in discesa, Le chiedo scusa per il disturbo arrecato.

Egregio Puffo, lei è

Egregio Puffo, lei è indubbiamente un abilissimo Energy Manager e sicuramente merita l'aumento di stipendo che le è stato dato, ma non si capisce questo suo astio nei confronti del fotovoltaico. In tutto il mondo le fonti rinnovabili vengono incentivate perchè non presentano gli extra-costi delle fonti fossili, quindi che c'è di strano? Lei ha mai sentito parlare di inquinamento? Forse no, altrimenti saprebbe che l'inquinamento ha un costo molto elevato, non solo in termini sociali, ma anche in termini economici, per spese sanitarie, recuperi ambientali, tecnologie per ridurre le emissioni, ecc. ecc. Forse la sua azienda e la sua abitazione si trovano su un prato verde incontaminato, ma chi abita vicino a una centrale termoelettrica spesso si ritrova i panni stesi fuori ad asciugare coperti di fuliggine, figuriamoci quindi i polmoni. Continui con le sue curve e il risparmio energetico, va benissimo, ma senza dimenticare che meno carbone, petrolio e gas si brucia meno schifezze ci respiriamo.

Puffo, le hanno dato

Puffo, le hanno dato l'aumento? Beh, allora nonostante il FV che vi strangola, le cose non vanno poi così male, in azienda. E senza FV l'aumento sulla tariffa A3 non ci sarebbe stata, ma ci sarebbe stato un aumento del costo dell'energia, legato al 60% al metano, che l'avrebbe compensato o più che compensato. Per quanto riguarda l'uso delle rinnovabili, oltre al suggerimento di Marco, faccio notare che il FV può anche essere messo a terra, se avete terreni a disposizione, o su pensiline, se avete parcheggi. E si spera che, prima o poi, si decidano a varare un regolamento che permetta di immettere energia rinnovabile in qualsiasi un punto della rete e prelevarla da un altro, così da poter comprare elettricità incentivata, pagandola poco, senza doversela per forza installare in azienda. Forse più che fare la guerra al FV dovreste spingere in Confindustria perchè facciano pressione sulla politica così che permetta di usare al meglio l'energia prodotta dalle rinnovabili, in modi che aiutino voi imprenditori a essere più competitivi.

Puffo

Fatti una camomillina.. perche' io non sono proprio nervoso per nulla.. La nostra azienda produce sistemi di controllo. Il mercato del FV e' uno dei tanti quindi che gli incentivi ci siano o meno me ne puo' fregare di meno. Quello che c'e' di scandalovo e' invece il continuo cambio di legislazione che dimostra una scarsa per non dire nulla capacita' di programmazione a medio/breve termine dei nostri politici e tecnici e una ancor piu' bassa visione a lungo termine di un piano nazionale energetico.. O siete tutti convinti che il petrolio ed il gas non finiranno mai?

Rinnovabili

Mio caro Puffo, la crisi c'è e da alla testa a tutti. Nell'enfasi della risposta ha forse dimenticato di leggere che io parlavo di TECNOLOGIE RINNOVABILI, quindi non solo fotovoltaico, ma anche tutto il resto come ad esempio la cogenerazione a biomasse da lei citata. Anche tutte le altre rinnovabili hanno incentivi e quindi avrebbe ottenuto lo stesso vantaggio. Ma lei qui non è per ragionare, ma per criticare in modo indistinto il fotovoltaico. Non è che dietro al Puffo, si nasconda una Passera??? Buon lavoro e in bocca a lupo per la sua attività, con la speranza di non incontrarLa mai, altrimenti c'è poco da sperare per il bene di questa nazione. :) Senza offesa!

Caro Marco, invece di

Caro Marco, invece di licenziarmi, mi hanno pure dato l'aumento quest'anno. Sa perché? Il suo fotovoltaico avrebbe fatto un baffo ai ns. consumi energetici, produce poco e male rispetto alle ns. curve di prelievo. E io, meglio prevedo le mie curve meglio riesco a trattare i prezzi con i trader di energia. Ho proposto alla mia azienda di puntare sul risparmio energetico (incentivato poco e male con i TEE) e sulla cogenerazione, in considerazione del fatto che le aziende consumano anche energia termica oltre che elettrica. Ma questo fatto forse lei lo ingnora... come ignora anche il fatto che certe aziende non sempre hanno i tetti liberi da camini e altre attrezzature, spesso le produzione producono sporco e polvere il che sconsiglia l'installazione dei pannelli, i tetti industriali spesso non hanno le portate per sostenere il peso dei pannelli (terremoto in emilia, anyone?). Posto queste premesse; per l'impianto fotovoltaico, io l'ho presentata come una operazione di marketing e una speculazione finanziaria. La proprietà ha deciso di farlo su uno degli stabilimenti, l'unico dove era possibile. Ma dal punto di vista energetico e per i costi complessivi dell'energia nulla è cambiato per noi, perchè per cambiare qualcosa avremmo dovuto avere a disposizione decine di migliaia di metri quadrati di tetto con il giusto orientamento e qualche decina di milioni di euro da investire lì, invece che investirli nel nostro core business, nell'innovazione di prodotto e di processo. Questo lei lo ignorava, e lo stesso si è permesso di dare giudizi. Le dirò un'altra cosa: ho visto passare decine, se non centinaia, di installatori fv per il mio ufficio negli ultimi 3 anni. Mi è stato proposto di tutto pur di buttare su pannelli, qualcuno mi ha detto che non avendo le portate su alcuni tetti potevo montarli sulla parete verticale a nord che avrebbero reso lo stesso... lasciamo perdere. Vero che gli incentivi sono in testa al proprietario e non all'installatore, ma mi dica, non è forse vero che fino a pochi mesi fa i preventivi venivano fatti dagli installatori basandosi sugli incentivi invece che sul costo reale di pannelli e inverters? E con questo chiudo, Al tuo amichetto Nicrix che sostiene che: "l’energia solare costa sempre zero", non rispondo nemmeno, attendo da parte usa con bonifico, ogni mese, i 200.000 Euro la mia azienda paga di componente A3. Gratuita, tse!

Energy manager....

Mi scusi Sig. Puffo, lei dice di essere un energy manager per una azienda con consumi molto elevati. E dice di lamentarsi perché il suo settore non ha mai goduto degli incentivi statali. Bene ora mi chiedo dato che per un volta, anche se gestito male, lo Stato ha dato la possibilità di diversificare le fonti energetiche sovvenzionandole con incentivi, perché non ha proposto alla sua azienda l'adozione di tecnologie rinnovabili per avrebbero abbattuto i consumi e fatto "guadagnare" incentivi alla sua azienda?? Sino a prova contraria l'incentivo è del proprietario dell'impianto, non dell'installatore, del produttore di moduli ecc..?? Lei parla del settore del fotovoltaico come se l'Italia fosse la Cina, in cui lo stato finanzia direttamente le produzione. Gli incentivi invece sono stati diretti a chi, saggiamente, decide di fare un investimento per il futuro proprio e della collettività, per ripagare gli elevati costi d'installazione iniziali. Ci pensi, ha fatto perdere molti soldi alla sua azienda....fossi stato il suo amministratore l'avrei licenziata, in quanto energy manager non a passo con i tempi.

Puffo... nei post precedenti

Puffo... nei post precedenti si diceva che gli incentivi dovevano tranquillamente essere azzerati. Si chiedeva solo gradualità. Il paradosso è che la gradualità nei testi normativi c'è ma hanno calcolato (volutamente) male la disponibilità di risorse a disposizione. La cosa, a mio parere, darà il via a un esteso contenzioso amministrativo (come già accaduto per il passaggio da Terzo a Quarto CE). Quello che il settore chiedeva maggiormente, semmai, era minore burocrazia. Ma anche su questo si è fatto l'esatto opposto. I detrattori delle Rinnovabili si fissano sempre sulla storia degli incentivi. È quella più a effetto evidentemente. Ed è servita come pretesto per molte delle recenti “sottigliezze” ministerali. Ma il ruolo degli incentivi, per le stesse imprese di FV e altre Rinnovabili, resta a orizzonti limitati proprio perchè tutti aspettano la grid parity. Che lontana non è, ma non arriverà domani... Riguardo la possibilità di incentivare qua e là l'economia non credo possibile un parallelo tra una generica e non specificata “altra” attività e un comparto (rinnovabili e specie FV) i cui costi per installazioni anche piccole, nel 2009, superava i 30 mila euro. Ma scusate, solo i ricchi potevano farsi un impianto FV? Parliamo (questo è chiaro, nonostante le battaglie di retroguardia cui stiamo assistendo) della tecnologia del futuro ma ben pochi potevano permettersela. Creare i Conti Energia era quasi un obbligo visti i rigidi protocolli ambientali giustamente firmati dal Paese. E il sistema di incentivi, pur tra molti errori, ha funzionato. E rapidamente. Oggi si era a un passo dal dare a tutti la possibilità di avere un impianto FV senza incentivi (a mio avviso bastavano un paio d'anni con scambio sul posto e incentivi mediamente sui 10 cent/kWh: l'80% in meno di quelli di tre anni fa!). E invece...? E invece stiamo qui a parlare e rispondere a luoghi comuni. Che eviterei. Di dati ormai ne circolano tanti in rete, basta una piccola indagine con poche parole chiave e link attendibili. Di incentivi pubblici (spending review permettendo) ne esistono per diversi altri settori (per le fossili come per gli inceneritori che bruciano immonidizia indifferenziata e sono incentivatri addirittura meglio che il FV) e non portano minimamente i benefici del comparto Rinnovabili: non dovrei far presente a un energy manager cosa significhi per un paese come il nostro, il cui fabbisogno energetico è ancora fortemente dipendente dall'estero (al 2010 per l'80% contro il 55% della media UE), risparmiare soldi per l'import di gas e petrolio. Nè far presente a quanto ammontino le multe dei protocolli ambientali firmati dall'Italia e risparmiateci grazie alle installazioni FV e altre rinnovabili. Nè far presente i costi socio sanitari legate alla costosa e incentivata distribuzione energetica tradizionale. Le energie da fonte fossile non solo non producono benefici minimamente paragonabili a quelli delle rinnovabili ma comportano costi monetari (crescenti) per il loro acquisto da aree spesso instabili (mentre l’energia solare costa sempre zero) e costi sociali (sanitari e ambientali) incalcolabili: mentre l’impatto ambientale delle Rinnovabili è vicino allo zero la sola centrale ENEL di Brindisi ha provocato danni (sanitari e ambientali) calcolati in 700 milioni di euro nel solo 2009 (Fonte: Agenzia Europea Ambiente). Ovviamente denaro che la collettività paga. Assieme a Cip6, nucleare dismesso, assimilate etc. Riguardo i costi sanitari delle fossili si veda il recente rigetto del ricorso Enel contro GreenPeace (basta leggere le motivazioni del giudice stesso) in http://qualenergia.it/articoli/20120712-carbone-tribunale-roma-boccia-ricorso-enel-contro-greenpeace Sui posti di lavoro “creati” dalle rinnovabili c'è poco da dire. In Italia sono calcolati in oltre 100.000 al 2020, nella sola UE superano il milione. Ed essendo settori in evoluzione tecnologica molti di questi posti non riguardano la “carpenteria”, come scrive qualcuno, ma la stessa ricerca (poi di settori che crescono più con persone che stanno dietro la scrivania che con “manovalanza” ne conosco pochi...forse solo l'alta finanza speculativa. Di “operai” per fornire servizi e prodotti c'è comunque bisogno!) Documentazioni e analisi abbondano. Tra l'altro parliamo di analisi e (per il futuro a breve) di proiezioni basate sui dati non contestabili (perchè già acquisiti e certi) degli ultimi anni. Vorrei inoltre capire in quale altro comparto economico gli incentivi hanno permesso un ritorno in termini di maggior gettito e risparmio pari a quello delle rinnovabili in soli 3 anni. Ce ne saranno...ma non credo siano molti. Se la mettiamo sui “se” e sui “ma” gli studi molto credibili sui vantaggi economici delle rinnovabili non mancano di certo: i benefici delle rinnovabili al 2030 superano i costi per 124-129 miliardi, secondo i calcoli elaborati da Althesys che vanno a integrare l'Irex Annual Report. Stime più prudenti sono quelle di Gilardoni (Univ. Bocconi) che invece parlano di introiti per 76 miliardi. Infine, è chiaro che a inizio corsa le Rinnovabili si appoggiassero su manufatti e componentistica dall'estero: in Italia questo comparto industriale era praticamente inesistente, mentre altri paesi erano già molto avanti, sia per modelli di incentivazione sia per produzione. Il paradosso, evidentemente non colto, è che proprio ora che la filiera nazionale stava prendendo un suo ritmo - protetta dall'incentivo (pur non perfetto) made in EU, investendo anche in ricerca e prodotti di fascia medio-alta – proprio ora gli incentivi spariscono, rendendo il mercato meglio aggredibile da prodotti di prezzo (e qualità) inferiore. Prodotti che non sono né italiani, né europei. Prodotti che gli italiani, senza più sostegno di incentivi, almeno a breve, andranno a preferire, ricominciando a finanziare industrie 100% extra europee. È vero che i prodotti venivano acquistati dall'estero ma perchè non c'era una robusta filiera nazionale (per la verità, come dice l'Istat, il rapporto tra risparmio per mancati acquisti energia dall'estero e acquisti componenti FV dall'estero, al 2010, era quasi in pareggio: oggi credo siano in attivo, poichè più aziende nazionali sono sorte, il prezzo dei materiali è crollato ed è aumentata di molto l'installazione FV rispetto al 2010 comprimendo ulteriormente l'import energetico). Ora che si stava creando una filiera nazionale tutto si spezza. E torniamo a comprare dall'estero. Era quello che andava bene per il sistema Paese?

Alberto

Mai visto nessun incentivo per aziende energivore, visto che sfortunatamente in nostri GWH non sono concentrati su un unico POD ma su una 30ina di POD. C'è solo una cosa: dopo la mazzata delle accise arrivata a gennaio, da giugno, per fortuna, è prevista una riduzione per i POD che consumano tra i 200.000 e gli 800.000 kwh al mese. Ma nessuno ci ha mai dato soldi, dopo averci alzato le accise ora le hanno abassate. Parli a vanvera, come il tuo amico alsarago al quale non rispondo più. La mancanza di incentivi, oltre a renderti nervoso, ti fa sparare a caso senza conoscere i dati.

siamo obiettivi

Caro Puffo, a mio parere è improprio parlare di imprenditori che prendono o no incentivi. Il settore dell'energia è strategico ed a supporto delle attività produttive: un imprenditore produce grazie a chi genera di energia elettrica. No energia, no impresa. Partendo dal fatto che si deve soddisfare la richiesta interna di energia, la domanda è: come la vogliamo generare questa energia? Abbiamo varie soluzioni che spaziano tra le convenzionali e le rinnovabili. Facendo un'analisi costi benefici tra le varie fonti a disposizione (contemplando anche i benefici derivanti dalla riduzione di emissioni nocive) si dimostra che oggi le rinnovabili sono economicamente competitive con le convenzionali e questo grazie agli incentivi erogati dal 2007 che hanno permesso lo sviluppo del mercato, concorrenza e relativa diminuzione dei prezzi a vantaggio della comunità. Correggimi se sbaglio: tu sostieni che bisogna azzerare gli incentivi alle rinnovali pur continuando a sostenere le fonti convenzionali che tra l'altro hanno un prezzo incontrollabile (varia con le crisi, le guerre per il petrolio, gas, carbone etc.)? Perchè da quello che sostieni io capisco questo! Io credo che le rinnovabili sono il futuro della generazione energetica sostenibile. Un saluto a tutti i partecipanti

VI SFUGGE IL PRINCIPIO

salve, cari tutti questi discorsi mancano di un principio fondamentale cioè: perché sono stati fatti gli incentivi? gli incentivi servivano a portare l'italia verso la produzione di energia pulita abbattimento del co2(rispetto protocollo di kyoto ecc)! a chi dovevano andare questi incentivi? dovevano andare molto di più per il residenziale e meno per i grandi impianti di proprietà dei soliti noti! quindi gli incentivi servivano a tutti perché migliorare l'ambiente migliora la vita di tutti! è logico che come al solito in italia le cose non sono state fatte a dovere ! ma dire che gli incentivi sono ingiusti o sbagliati è altrettanto un stupidaggine! Puffo è vero che il 50% del costo del fotovoltaico riguarda l'importazione ma il restante è (era) tutta economia italiana. Dire che è giusto cambiare il mercato ogni 4 mesi (2 di incertezze quindi fermo) è coretto? io la vedo così gli incentivi servono per tutte le energie pulite e vanno distribuiti in maniera equa.

VERO

Il sistema di incentivazione del fotovoltaico è stato gestito male, così come tutte (o quasi)le iniziative che vengono prese in Italia da parte dei vari governi che si sono succeduti. Sicuramente non ha favorito lo sviluppo dei piccoli impianti, ma ha sicuramente agevolato i grandi interventi eseguiti da privati come investimento redditizio. Il fatto che altri settori siano stati ancora più vergognosamente aiutati è vero, ma questa non è certo una scusa che regga al fatto di continuare così... Sicuramente gli incentivi sono stati determinanti nel creareuna economia nuova, ma perchè solo in questo settore? Perchè non si incentiva tutto il sistema economico italiano nel suo complesso? Perchè io utente finale devo pagare nella bolletta gli stipendi delle aziende sane e floride del fotovoltaioco (e anche il cip6 degli inceneritori, che producono energia a un prezzo altissimo completamente fuori mercato) quando non so dove trovare le risorse per pagare gli stipendi dei miei dipendenti? Questo è il problema, secondo me.

Se la tua azienda consuma

Se la tua azienda consuma decine di GWh gli incentivi li avete presi eccome sotto forma di sconti per le aziende energivore.Questo a scapito di aziende che magari consumano solo decine di MWh l'anno. Quindi stop trolling. Le aziende che lasciano l'italia per il costo energetico sono decisamente poche... lasci l'italia per molte altre questioni.. prima su tutte un livello di tassazione indecente (oltre il 60% considerando le tasse locali) e servizi da paese del quinto mondo.

Posti di lavoro

Gli incentivi hanno creato posti di lavoro, quanti ne avrebbero creati se fossero stati destinati ad altri settori dove siamo più forti anche nell'export magari? E poi, che posti di lavoro ha creato il fotovoltaico? Elettricisti, montatori, carpentieri... il grosso della spesa riguarda materiale importato dall'estero. E quando l'italia fosse stata coperta di pannelli cosa sarebbe successo a questi lavoratori? Sarebbero rimasti a casa comunque... E quanto ha pesato sulla bilancia commerciale del nostro paese la massiccia importazione di pannelli, vogliamo calcolare il valore? Quanti posti di lavoro hanno creato gli incentivi in italia e quanti ne hanno creati in cina e in germania? Altra domanda, quante grandi aziende manifatturiere si stanno spostando in bosnia, in ukraina, in bielorussia perchè qua l'energia costa troppo? (componente A3, raddoppio dei costi di dispacciamento, anyone?) I benefici per il paese sono tutti da dimostrare, i benefici passati e futuri per gli installatori/speculatori e per tutti quelli che oggi si lamentano sono sotto gli occhi di tutti. Se il pannello fotovoltaico non sta sul mercato, non si vende. E' una regola fondamentale alla quale tutti dobbiamo sottostare. Gli incentivi hanno fatto e fanno, in questo campo come in tanti altri, solo che danni: creano mercati drogati ed apparenti, senza nessun fondamentale. Era ora che si mettesse fine a questa stortura, ed è già troppo tardi, perchè ormai i danni per i prossimi anni sono già fatti.

Ross e Puffo, direi di

Ross e Puffo, direi di evitare la guerra fra poveri, se lo stato si è comportato male nei vostri confronti, non è colpa degli operatori del fotovoltaico...magari ai responsabili fa molto comodo indicarvi un capro espiatorio con cui prendersela. Nel merito, tutte le fonti energetiche hanno i loro incentivi, la differenza è che il FV ce li ha trasparenti, le altre opachi e nascosti. Per esempio la raffinazione del petrolio, in Italia, si è mangiata una trentina di miliardi di euro con le famose "assimilate" nel Cip6 (che è ancora pagato con la bolletta...). Il monopolio della distribuzione del gas, fa si che il metano, secondo l'AEEG non Alsarago, costi il 30% in più da noi (che pure siamo pieni di tubi e, tra un po', di rigassificatori) che nel Nord Europa. Il controllo delle rotte del petrolio costa decine di miliardi (80 solo negli USA) all'anno. E, se vogliamo, le spese sanitarie e quelle future (e già in parte presenti) per rimediare ai danni del cambiamento climatico, causate dal carbone, metano e petrolio, sono astronomicamente maggiori degli incentivi per le rinnovabili. Quindi, potete dire che a voi di queste cose non importa nulla perchè (in apparenza) non influiscono sui vostri affari, ma non dite che gli incentivi trasparenti dati a delle nuove forme energetiche pulite, che non avrebbero mai potuto affermarsi senza quegli aiuti per la concorrenza sleale delle altre, sono un privilegio mai visto e ingiusto. Tra incentivare prodotti industriali decotti, che presi i soldi sono subito scappati altrove con le fabbriche, e incentivare un settore promettente e dove si può innovare e creare nuovi prodotti, direi meglio puntare sul secondo. Poi, certo, l'applicazione degli incentivi in Italia è stata gestita male, ma qualunque sia la vostra attività, non mi augurerei che il comparto del solare fallisca, perchè vorrebbe dire altre famiglie sul lastrico, meno consumi, meno tasse e contributi allo stato (e indovinate chi dovrà compensarli...) e più cassa integrazione, tutte cose che, oltre a dispiacere umanamente, ricadrebbero anche sulle vostre attività

Gli incentivi al FV hanno

Gli incentivi al FV hanno funzionato in maniera corretta, non sono stati un regalo a perdere. Il prezzo degli impianti è sceso repentinamente nell'arco di pochissimi anni (abbattuto di oltre il 60%) diventando alla portata di tutti e portando grandi benefici al Paese (che è riuscito ad attrarre investimenti, a creare tecnologie e filiere nazionali anche di un certo livello) nonostante le evidenti inadeguatezze infrastrutturali del sistema (con tanto di polemiche a ruota e presunti "costi insostenibili" delle Rinnovabili, FV in primis). Nessuno chiedeva che gli incentivi fossero eterni, nè elevati, anzi lo stesso Quarto Conto Energia (come d'altronde il Quinto) ne prevedevano l'azzeramento nell'arco di pochi anni, calando significativamente ogni semestre. In questi anni si prevedeva, cioè, un'ulteriore compressione del livello dei prezzi che, uniti ai costanti rincari energetici (la bolletta elettrica solo da gennaio a luglio 2012 è salita del 10%), avrebbero portato alla cosiddetta "grid parity". A quel punto il margine di rientro da un investimento di famiglia media in FV sarebbe stato corretto (5-7 anni) anche senza incentivi (incentivi che, sia chiaro, prendono anche le fonti fossili e diversi altri settori industriali senza per questo portare gli enormi benefici delle Rinnovabili). Ora gli incentivi terminano di colpo, eliminando la gradualità con cui il settore avrebbe dovuto raggiungere l'autonomia. I danni economici (per un settore che era cresciuto in anni di crisi) più volte prospettati su Qualenergia si riverbereranno su tutto il sistema paese: licenziamenti, maggiore cassa integrazione, insicurezza sociale, minore propensione e possibilità al consumo delle famiglie (che danneggerà anche chi fa un altro mestiere e magari in questo post si lamenta della disparità di trattamento per gli incentivi dati a settori diverso dal suo), minori entrate IVA, Irpef e da redditi d'impresa nelle casse dello Stato (che dovrà prendere i soldi altrove o tagliare servizi), acquisti di materie prime dall'estero e ricorso a improvvisate strategia "idrocarburiche" (come nei desiderata di Passera), costi socio sanitari in potenziale ricrescita etc. Il tutto senza che la bolletta elettrica cali, poichè le rinnovabili - che invece calmieravano i prezzi - non sono la componente che realmente incide su un mercato pieno di falle, inadeguatezze e furbate su cui nè l'AEEG ne i ministri (in)competenti (le cui mosse sono facilmente intellegibili come mostra la firma di un consulente ENEL sulle prime bozze V CE uscite improvvidamente già nel mesi scorsi) muovono un dito. O almeno...non lo muovono con la stessa velocità con cui hanno affossato il settore FV e rinnovabili.

Mi chiedo una cosa: ma una

Mi chiedo una cosa: ma una volta terminato il Conto Energia, il fotovoltaico non potrà accedere agli altri incentivi previsti per le fonti rinnovabili? Per esempio i produttori da fotovoltaico non incentivato, potranno vendere certificati verdi come l'eolico? O, se l'impianto viene costruito su un edifico, il proprietario potrà accedere alla detrazione fiscale del 55% per il miglioramento energetico?

BASTA INCENTIVI !

Condivido in pieno il commento di Puffo (certo che un altro nick....). Noi imprenditori "normali" non abbiamo mai avuto un accidente di niente da nessuno, anzi, ci hanno sempre tolto il possibile e messo i bastoni tra le ruote. Adesso anche i "fotovoltaici" si renderanno conto di cosa significhi lavorare in queste condizioni e chissà che si cominci davvero a battere i pugli sul tavolo.........

Per la cronaca sono l'energy

Per la cronaca sono l'energy manager per una società che consuma, solo in italia, qualche decina di gwh l'anno. Sarò piccolo ma qualcosa ne capisco. Noi incentivi mai visti. Voi ne avete presi e ne prenderete miliardi di euro per i prossimi 20 anni, proprio a spese di chi gli incentivi non li ha e NON LI HA MAI AVUTI. Imparate a stare sul mercato ed imparate a stare al mondo.

Quanto sei piccolo

Puffo, perché non ci dici che lavoro fai che dopo ti dico quanti incentivi hai preso tu! Devi avere il pensiero molto piccolo per fare un commento di quel tipo. Su questo sito è stato spiegato molte volte perché il fotovoltaico è incentivato e perché questo è strategico sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico. Se non sei del settore non si capisce perché sei su questo sito a leggere e a commentare, se sei del settore ti consiglio di approfondire di più gli argomenti prima di aprire bocca e dar fiato al nulla.

Lamentarsi si...

ma cosa dovrebbero dire tutti gli imprenditori ed i lavoratori ITALIANI, proprio come te, che lavorano da anni senza avere mai visto il becco di un incentivo statale? Cosa avete voi che volete i soldi dei cittadini in più di noi che non li abbiamo mai visti?

lascio un commento

Cari Signori tutti voi che leggete è drammatico il tutto con il quinto conto energia che ne dica Natalizia che deve rispettare i protocolli Istituzionali è la rovina per tutti noi che ancora questa volta c'è l'abbiamo nel c..o infatti ora chi aveva programmato degli impianti sta rischiando il tutto per tutto pensando di allacciare entro il 27 agosto quando i nostri Signori Politici o dipendenti pubblici magari vertici/dirigenti del GSE (. vorrei sapere se magari esodati individuati tra quelli competenti) chissà se loro rischiano di perdere il lavoro ?! oppure sono preoccupati come gli installatori che sapendo che a settembre diranno ciao,ciao al fotovoltaico lavoreranno come Negri ( penso termine desueto ma in questo momento da riciclare) sino al 27 agosto e poi a Casa si perchè chi piu' investirà in energia pulita ? solo i Signori dell'energia ( ascoltate l'intervista su rai 2 dossier di domenica dove Clini all'ultimo minuto si confessa alla giornalista MONICA MAGGIONI AL 59 °MINUTO DELL'INTERVISTA A RAI 1 DELL'8 LUGLIO ALLE ORE 23,30 VERGOGNATI cLINI HAI CONFESSATO SEI UN REO CONFESSO , "IN GALERA" DICEVA PROF MARCELLETTI NELLA TRASMISSIONE DI RENZO ARBORE NON HO NULLA DA AGGIUNGERE SE NON PREPARARE IL FUNERALE DEL PANNELLO FOTOVOLTAICO DEL PER IL 5 SETTEMBRE 2012 SIAMO INECLISSI TOTALE PERMANENTE ANCHE DELLE COSCIENZE DI CHI NON TIRA FUORI LE PALLE NEI RUOLI CHE OCCUPA ....... MASSIMO