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Boom rinnovabili e il prezzo del kWh tocca lo zero

Il prezzo del kWh in Borsa ha toccato lo zero per diverse ore diurne, è successo sul mercato del giorno prima per la zona Sud il 2 e il 3 maggio. Merito della sovracapacità e del massiccio contributo a costo zero delle rinnovabili, fotovoltaico in testa. Un sintomo dello sconvolgimento che le energie pulite stanno portando nel mercato elettrico.

In questi giorni c'è stata un'altra scossa del terremoto che le rinnovabili stanno portando sul mercato elettrico. Gli operatori l'hanno sentita molto forte nella zona Sud del mercato: per la prima volta in 2 giorni lavorativi, il 2 e il 3 maggio, l'energia alla Borsa elettrica sul mercato del giorno prima per quella zona ha toccato gli zero euro per megawattora e li ha mantenuti per diverse ore, quelle centrali in cui il fotovoltaico butta sulla bilancia tutto il suo peso (vedi immagine). La conseguenza di quanto accaduto in quella zona nei 2 giorni, energia a costo marginale zero per diverse ore, ovviamente si è riflessa sul prezzo medio nazionale, abbassandolo.

Cosa sta succedendo? Semplificando si può dire che (assieme ad altri impianti convenzionali che producono a prezzi non fissati in Borsa) le rinnovabili come solare ed eolico, che producono a costo marginale zero, dato che non serve combustibile per produrre un kWh in più, hanno prodotto più energia di quella richiesta. In pratica in quella zona tutti gli impianti termoelettrici che vendono la propria energia sulla Borsa (esclusi dunque alcuni con contratti diversi) sono stati spinti fuori mercato e si sono dovuti spegnere.

Diversi gli ingredienti che hanno portato alla situazione del 2 e 3 maggio. Il Sud del nostro Paese ha una sovracapacità strutturale: molti impianti convenzionali pianificati e realizzati negli anni passati e che ora sono di troppo; la domanda elettrica è in flessione per la crisi; le rinnovabili, FV in testa,  nell'ultimo anno sono esplose, con molta della nuova potenza localizzata proprio in quell'area. A questo va aggiunta una concausa temporalmente circoscritta ai giorni scorsi: una limitazione tecnica nelle linee di trasmissione che ha ridotto di circa 1.500 MW rispetto al normale le interconnessioni tra la zona Sud e le altre, restringendo così ulteriormente la domanda.

Insomma, quella verificatasi nella zona Sud in questi due giorni è una situazione particolare. Un'altra circostanza significativa si è verificata lo scorso lunedì di Pasquetta (9 aprile 2012), quando tra le ore 13 e le 14 il 64% dell’elettricità prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. Nello stesso momento in Sicilia le  rinnovabili hanno fornito il 94% dell’energia elettrica richiesta (in Sicilia la media giornaliera, sera e notte comprese, è stata del 60%).

Situazioni che alcuni potranno definire “limite” (il lunedì di Pasquetta è comunque un festivo e a quanto accaduto in zona Sud il 2 e il 3 maggio ha contribuito una limitazione della rete) ma che comunque mostrano bene quel che sta avvenendo nel nostro sistema elettrico: durante il giorno il contributo del solare e delle altre rinnovabili sta contenendo fortemente il prezzo dell'elettricità, in alcuni casi spingendolo appunto fino allo zero. La stima di Irex è che nel 2011 il FV abbia fatto risparmiare 400 milioni di euro in bolletta con questo effetto, detto di peak shaving. Quanto ci farà risparmiare in questo 2012, iniziato con oltre 9 GW di fotovoltaico in più?

Terna ha spiegato che per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il prezzo diminuisce di 2 €/MWh. A marzo 2012 il contributo del FV è stato 3,2 volte maggiore rispetto al marzo 2011 e superiore di quasi il 30% rispetto al luglio 2011, fino ad allora mese record per la produzione FV. La richiesta di energia elettrica - in calo del 5,2% rispetto al marzo 2011 - è stata coperta dal fotovoltaico per il 6,4%, percentuale che supera il 10% se contiamo anche l’eolico (vedi qui). Sarà interessante quantificare, in base agli ultimi dati, l'effetto calmieratore sul prezzo del kWh che le rinnovabili stanno avendo, anche per far capire ai decisori politici uno tra i diversi impatti positivi che queste hanno sul sistema Paese.

Intanto siamo certi che qualche conto se lo sta già facendo qualcun'altro: i grandi dell'energia convenzionale, che oggi e ieri hanno dovuto tenere spenti gli impianti nella zona Sud. Non è infatti più un mistero che i produttori tradizionali, specie chi ha investito in nuovi impianti a ciclo combinato, stia subendo grossi danni dalla concorrenza a prezzo zero delle fonti rinnovabili. Come abbiamo segnalato per primi, questi produttori si stanno rifacendo dei guadagni che il fotovoltaico strappa loro durante il giorno con un aumento dei prezzi alla Borsa elettrica nel picco serale che mai si era visto prima (Qualenergia.it, Un cartello delle fossili per difendersi dal fotovoltaico? e Picco prezzo kWh 'anti-rinnovabili', l'Autorità indaga).

Come evolverà lo scontro di interessi? Sul breve-medio termine lo sviluppo delle rinnovabili elettriche potrà subire una brusca frenata dai decreti in arrivo (come segnala anche un recente report Deutsche Bank), ma sul lungo termine, quel che è successo nella zona Sud del mercato elettrico nei giorni scorsi sarà la norma. In queste condizioni è difficile pensare come gli interessi dell'energia fossile possano reggere all'impeto delle nuove fonti pulite.





Commenti

EffofidoWet

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Grafico

Il grafico è un elaborazione da quelli che si possono consultare sul sito del GME

Una curiosità

Vorrei sapere da dove è stato preso il grafico con l'andamento dell'elergia.... Grazie.

Percentuale di penetrazione delle rinnovabili

Ma nel commentare questo tipo di notizie, nessuno si è soffermato a riflettere sulle elevate percentuali di penetrazione raggiunte dalle rinnovabili e sul fatto che secondo molti sarebbero state impossibili da raggiungere con il nostro attuale sistema elettrico?
Mi sembra una questione interessante.

Vedi quanto scritto in questa discussione su Usenet:
http://groups.google.com/group/it.discussioni.energie-alternative/browse...

Roberto, certe volte ti leggo

Roberto, certe volte ti leggo e mi sembra di sognare. Sono decenni che l'Italia importa energia, essenzialmente nucleare, da Svizzera,Francia e Slovenia, per uso diretto e per accumularla nei bacini. E allora andava tutto bene, anzi era una dimostrazione che il nucleare è una fonte superiore, in grado di mantenere anche altre nazioni (in realtà è una fonte difficile da modulare in potenza, per cui conviene svenderne il kWh...). Ora il solare e l'eolico nel sud Italia cominciano ad essere abbastanza produttivi da poter esportare verso nord, allora il "commercio" dei kWh non va più bene: internazionale su lunghe distanze si, interno su medie distanze no... Ma dove è scritto che ogni comune italiano deve essere autarchico nelle sue produzioni energetiche? E quando importiamo gas per produrre elettricità, non importiamo ugualmente da grandi distanze energia? Guarda che hai veramente due gigantesche fette di salame radioattivo sugli occhi...

@berlen: "tecnologie che

@berlen: "tecnologie che producono energia con scarse o nulle esternalità." Ma dai! "scarse o nulle esternalita' anche alla fonte"? Buona lettura... http://renewableenergyindex.com/pollution-shutters-chinese-photovoltaics-factory Roberto

Caro roberto.. guardati

Caro roberto.. guardati qualche foto di una raffineria.. o di un pozzo estrattivo. Non mi sembra che macondo abbia fatto meno danni di un impianto produttivo di pannelli FV cinese (come se non ci fossero in europa che rispettano la normativa sulle emissioni). Anzi.. non mi sembra che NULLA che proviene dalla cina abbia un marchietto verde apposto sopra.

@Puffo

Puffo, il fotovoltaico è incentivato (non riceve soldi in regalo come assimilate, nucleare dismesso, ferrovie e altre porcherie che paghiamo a vuoto il bolletta) ma produce importanti ritorni per il sistema paese. Le energie fossili non solo non producono ritorni ma hanno elevati costi economici, sanitari e ambientali (alcune centrali Enel hanno prodotto danni per quasi 700 milioni nel solo 2009 (FONTE Agenzia Europea per l'Ambiente). Per quanto concerne le rinnovabili: col fotovoltaico lo Stato ha un forte ritorno in termini di gettito (Irpef,IRAP,Ires, IVA etc.) avendo generato 100.000 posti di lavoro tra occupati diretti e indotto, e risparmio (non dovendo più importare energie dall’estero e non pagando le multe dei protocolli ambientali). Il fotovoltaico nell’ultimo conto a consuntivo (il 2010) a fronte di una spesa di 800 milioni di euro (Fonte: Autorità per l’Energia elettrica e il gas per l’anno 2010) ha permesso incassi per 4 miliardi (dossier Anie/Gifi del 20 ottobre 2011). In quest'ultimo anno per il FV lo Stato ha speso 6 miliardi. Per l'acquisto di energie fossili dall'estero ne ha spesi 60. Il fotovoltaico quindi non è un costo, ma un investimento, “anche” dal punto di vista finanziario. L'utile netto da qui al 2030 è quantificato da uno studio Bocconi in 80 miliardi. L'Italia primeggia (al momento) per investimenti esteri nel settore e ha tecnologie e filiere in costante sviluppo (unico settore tecnologicamente lanciato del nostro paese). Le famiglie e le aziende che si fanno il fotovoltaico hanno solo benefici, altro che storie. Personalmente pagavo una bolletta bimestrale di 160 euro. Oggi non supera mai i 40. Sto al Sud e sono avvantaggiato, ma il risparmio si commenta da sè. Da un punto di vista strettamente economico, infine, è superfluo (ma non si sa mai) fare notare che nei prossimi anni il prezzo dell’energia tradizionale continuerà a salire poichè continuerà, sempre e comunque, a salire il costo delle materie prime energetiche. Per le rinnovabili, praticamente, succede l’esatto opposto registrando costi (di impianto) decrescenti per gli utenti finali e un costo energetico pari sempre allo stesso valore: zero a meno che Passera e Monti non decidano che dobbiamo pagare l’energia che ci viene dal sole.

@ROBERTO

Roberto, come sempre per qualcosa hai ragione..."la maggior parte di sole e vento e' localizzata nel meridione del paese, mentre la maggior parte dei consumi sono localizzati al nord del paese". Bella forza! Ma per tutto il resto non hai il senso delle proporzioni. Anzitutto non hai obiettato nulla sul merito dell'articolo... Secondariamente non si capisce perchè mai la Lombardia, ad esempio (tuo), dovrebbe utilizzare i surplus della Puglia (ma da dove ti è uscita sta battuta?) e non delle regioni limitrofe (ma deve piovere su tutto il Nord contemporaneamente 365 giorni all'anno?) specie se si considera che se il paese, dagli attuali 13 arrivasse ai 25 GW FV di cui parli, di surplus ne avremmo a iosa, anche al Nord. Inoltre quando il paese - come prospetti con vivo terrore - avrà raddoppiato la sua potenza installata di FV esisteranno nuove tecnologie (per le rinnovabili) che non solo avranno rese assai più elevate delle odierne ma anche capacità di accumulazione che renderanno ancora più marginali le vecchie, e a te care, fonti energetiche fossili! Riguardo le sole rese, in un futuro non molto lontano: http://www.greenstyle.it/fotovoltaico-al-grafene-in-arrivo-pannelli-solari-super-efficienti-9163.html http://www.greenstyle.it/fotovoltaico-celle-solari-con-efficienza-al-40-record-a-sidney-9053.html http://www.greenstyle.it/solar3d-in-arrivo-il-fotovoltaico-3d-super-efficiente-8424.html

Costo marginale nullo?

Costo marginale nullo? Mi vien da ridere! Ma se ogni MWH prodotto dal fotovoltaico costa ai cittadini e alle imprese attorno ai 350 Euro di soli incentivi. 350 Euro/MWH!!!!!!!! Se foste stati intellettualmente onesti, avreste ricordato che si, è vero, "per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il prezzo diminuisce di 2 €/MWh.", però la bolletta di famiglie è imprese non è composta solo del prezzo dell'energia. C'è la componente A3 e ci sono i costi di dispacciamento e di bilanciamento che sono aumentati in maniera paurosa. Queste cose dovreste ricordarle ai vostri lettori, oppure questi concetti danno fastidio al vostro "editore" o alla vostra ideologia? Ultima cosa letta su altri articoli vostri: se vi da tanto fastidio il c.d. "nuovo prezzo notturno di borsa". Perchè non fate una proposta? Quale? Questa: chiudere tutte le centrali a carbone e a gas. Di notte e nei giorni di pioggia restiamo a piedi, quasi tutte le aziende andranno a produrre altrove e noi diventeremo tutti installatori di pannelli o tecnici di inverter. Un consiglio: ascoltate un'altra campana una volta tanto: http://youtu.be/8VRqdidSlYA

qualche chiarimento

Secondo me l´articolo, in parte, informa male il lettore. Provo a dare il mio contributo per renderlo più chiaro. Nel mercato elettrico l'elettricità viene offerta dai produttori ad un prezzo che copre i costi marginali. Matematicamente il costo marginale è la derivata prima della funzione dei costi. Quindi attraverso il costo marginale si calcola quanto costa produrre un kWh in più o in meno di elettricità. I generatori basati sulle fonti rinnovabili quali il sole o il vento generano elettricità ad un costo marginale nullo in quanto la funzione dei costi è lineare. Le offerte di vendita dell'elettricità vengono ordinate dall'operatore del mercato elettrico secondo il metodo "merti order" ossia dalla più economica alla più costosa . In questo caso "economica" significa che ha il costo marginale più basso. Questo non significa che il costo medio di produzione è il più basso. Infatti il costo medio di produzione (calcolabile attraverso il Levelized Unit Energy Cost) del PV è superiore agli 80€/MWh (picco del prezzo del 02.05). Detto questo io trovo interessante come si evolve il mercato, questo significa che se i picchi si spostano verso la sera tra qualche anno diventerà conveniente installare in rete accumulatori di energia (il mio settore di ricerca :-) ) Saluti dalla Germania. Pio Lombardi

x robertok06

Per metà hai ragione. Ma non tutte le rinnovabili sono maldistribuite nel territorio. Nessuno impedisce ad esempio di realizzare un impianto fotovoltaico al nord, ed infatti molti impianti sono al nord: a parte la Puglia (in testa alla classifica) le regioni che seguono a ruota sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Certo la resa in quelle Regioni è inferiore a Sicilia, Calabria, Basilicata, ma di certo sono regioni con un fabbisogno energetico più alto e quindi gli impianti sono prossimi al consumo. Ricordiamo una cosa: gli impianti rinnovabili sono spesso collegati alle reti zonali di bassa o media tensione. E' l'eolico ad essere una fonte maldistribuita nel territorio italiano rispetto alle zone di maggiore consumo. La convenienza è d'installarli al sud, dove spira più vento; sono collegati a reti zonali e la produzione dev'essere spostata per il consumo o per lo stoccaggio idrico al Nord. Che sia, però, fotovoltaico o eolico poco importa. Per garantire la stabilità delle reti zonali, in futuro ci sarà sempre più bisogno d'interconnessioni ad alta tensione tra le stesse, in modo che il surplus in una zona della Puglia venga deviato ad esempio a Vicenza (o viceversa). Uno dei costi non riconosciuti nei discorsi sulle rinnovabili è quello connesso alla rete. Tutti dicono che l'Enel con le rinnovabili verrà ridimensionata. Certo, come produttore di energia. Non di certo come carrier e monopolista delle reti di bassa tensione (con Terna monopolista di quelle di alta tensione). La distribuzione della energia in un contesto dominato dalle rinnovabili intermittenti e non programmabili assurge a ruolo chiave. E qui sorge una domanda: perché si favorisce il fotovoltaico al solare termico a concentrazione, che invece usa tecnologie più convenzionali, è maggiormente programmabile e non richiede un intervento nella rete? Anche il discorso della limitatezza della luce diretta in Italia regge poco. La Germania ha meno luce diretta dell'Italia, vuole diventare leader nella produzione di componentistica per il solare termico a concentrazione e localizzerà le cenrali in Nord Africa.

Buona lettura:

Buona lettura: http://www.reuters.com/article/2012/05/03/germany-energy-strategy-idUSL5E8G35B120120503 "Conventional power stations fired by coal or gas are the backbone of electricity supply as they can work around the clock, while renewable plants driven by wind or solar power are by definition unreliable. At the moment grid operators must buy renewable energy at above-market rates when it is available. There have been a few near-misses threatening stable power supplies in adverse weather situations since eight nuclear units were shut hastily last summer. The costs of the changes were not first on the agenda when the shift was designed last summer." Roberto

@nicrix74: "la rete ha

@nicrix74: "la rete ha vantaggi enormi dall'acquisire energia su brevi distanze " Si, ma questo non e' il caso generale delle "rinnovabili" italiane, la maggior parte di sole e vento e' localizzata nel meridione del paese, mentre la maggior parte dei consumi sono localizzati al nord del paese... la cosiddetta, e fantomatica, "smart grid" non fara' altro che AUMENTARE la lunghezza della rete di distribuzione, non certo di diminuirla!... ma cosa dici? Il malaugurato giorno che ci saranno 25 GWp di FV invece dei gia' inutili 13 di adesso, ci saranno sempre piu' spesso giorni come quello descritto in questo articolo, ed il surplus d'energia generata di giorno dovra' essere stoccato nei bacini idro del nord, sulle Alpi... sarebbero queste le "brevi distanze" di cui parli? Puglia-Lombardia, magari andata e ritorno? Sveglia! Roberto

@sebastiano: "per non

@sebastiano: "per non parlare del peggioramento della salubrità dell'aria e malattie indotte croniche e non, ricordandosi anche della infinita manutenzione di un impianto termoelettrico," http://renewableenergyindex.com/pollution-shutters-chinese-photovoltaics-factory Clicca sulla foto, potrai vedere meglio la pulizia del FV... Roberto

gbettanini, non si capisce

gbettanini, non si capisce granchè di quanto affermi...a parte il fatto è che non spieghi perchè mai il costo di produzione per rinnovabili sia più alto rispetto a quello da fonte fossile (teoria alquanto audace...) ma la priorità di dispacciamento non ha nulla a che vedere con "regole violate di mercato" ma solo con il buon senso, poichè - evidentemente - la rete ha vantaggi enormi dall'acquisire energia su brevi distanze (grazie all'energia distribuita e diffusa tra tante piccole centrali (case, aziende, uffici con FV) che non su lunghe distanze (facendo perno sulle centrali termoelettriche) che invece avrebbero dispersioni di energia a volte anche notevoli. E comunque il fatto che al mercato del giorno prima l'energia da rinnovabili sia costata zero euro x MW/h dipende (appunto) solo da una legge di mercato (domanda e offerta). Se la priorità di dispacciamento fosse stata riservata alla fonti fossili il costo non sarebbe mai stato zero perchè la produzione elettrica di una centrale ha costi che non potranno mai essere portati a zero!

bisogna potenziare le reti di

bisogna potenziare le reti di distribuzione e cominciare a chiudere qualche centrale termoelettrica, la potenza installata è troppa, lo sanno tutti, specie enel e company

All'affermazione "Le

All'affermazione "Le rinnovabili hanno un costo per kWh prodotto più alto dell'energia prodotta da fonti fossili", potresti darmi l'elenco delle voci di costo che consideri? Mi auguro che tu (o chi per te), in totale onestà (diversamente da coloro che propongono l'investimento - perché di questo si tratta!), abbia tenuto conto di tutti gli aspetti diretti e indiretti, vicini e lontani, dall'inizio del concepimento fino alla completa decontaminazione dell'area (falde acquifere, terreni agricoli), per non parlare del peggioramento della salubrità dell'aria e malattie indotte croniche e non, ricordandosi anche della infinita manutenzione di un impianto termoelettrico, di almeno una nave cisterna "groviera" che disgraziatamente disperde tutto il suo prezioso carico in mare (con annessa decontaminazione e ripristino della fauna e della flora) e ecc. ecc. evitando dunque di fermarti a qualche considerazione/voce di spesa di principio (ovvero economicamente sostenibili dal produttore). Sei mai passato vicino ad una centrale termoelettrica? Te la consiglio per respirare dell'aria buona! Mi auguro vivamente che l'approccio sia stato questo, perché altrimenti sarebbe assai discutibile la conclusione a cui sei giunto. Se l'approccio non è a tutto tondo (nel bene e nel male) perché tanto sai che c'è "Pantalone" che paga ovvero "io sfrutto e gli altri ne piangono le conseguenze" - tipico esempio è l'energia atomica allo stato attuale - allora non concordo con quanto affermi... ma poi ci penso e mi domando: "Ma chi riuscirebbe a presentare un progetto del genere (tenuto conto di tutte queste voci) come vantaggioso economicamente? E soprattutto per chi sarebbe vantaggioso?". Per contro, per esempio da un punto di vista elettrico, non tutte le fonti rinnovabili possono tenere il passo con quelle tradizionali, non sono confrontabili. La maggior parte non sono programmabili (e non è poco), non sono in grado di garantire stabilità della frequenza in rete per l'assenza di macchine rotanti come gli alternatori, tipicamente presente negli impianti tradizionali (e non è poco), "sporcano" la rete per la presenza di raddrizzatori/convertitori, alcune allo stato attuale hanno efficienza discutibile e altri aspetti che non consentono di poter affermare che allo stato attuale si possa sostituire nottetempo tutto il parco impianti di produzione tradizionali con quelli rinnovabili... la strada è ancora lunga! Ma per fortuna è stata presa. Avranno ancora di cui sfamare diverse generazioni i produttori di impianti tradizionali. Ovvio che chi (tra i produttori tradizionali) è arrivato nella "era di mezzo" potrebbe trovarsi con il programma di ammortamento non più aderente! E questa è una cosa di cui poter discutere...

valore sociale?

@berlen: "maggiore valore sociale"???.. "maggiore" in base a quali considerazioni o principi?... Ma cosa dice? Robertof3

Dall'articolo: "Terna ha

Dall'articolo: "Terna ha spiegato che per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il prezzo diminuisce di 2 €/MWh." Dal Rapporto dell'Authority di Energia e Gas: http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/146-12.pdf "I prezzi del mercato all’ingrosso (Borsa elettrica) si collocano su livelli mediamente più elevati rispetto ai prezzi prevalenti negli altri principali mercati europei, evidenziando dei differenziali (dell’ordine di almeno 20€/MWh) che sono riconducibili a diversi fattori: (...) - maggior costo variabile di produzione degli impianti termoelettrici italiani connesso con l’onere di acquisto dei certificati verdi (pari a circa 5-6 €/MWh)." Anche qui si evidenzia come l'enfasi su un dato positivo trovi sempre come contraltare un altro dato di segno negativo. Visto che i CV sono uno strumento per incentivare alcune tecnologie che sfruttano le energie rinnovabili (il grande eolico in primis), forse sarebbe più opportuno capire, ancora una volta, quanto l'effetto positivo della penetrazione delle rinnovabili sia superiore o meno all'effetto negativo della loro incentivazione.

armi pari

Sul mercato le rinnovabili sono avvantaggiate rispetto alle fonti fossili? Audace poterlo affermare. Basta percorrere tutta la catena dell'approvviggionamento delle fossili e si capisce come e quanto siano sussidiate direttamente e indirettamente le fonti fossili (e senza valutare i costi esterni non contabilizzati). Inoltre la priorità di dispacciamento per le rinnovabili è una garanzia stabilita a livello internazionale (le rinnovabili dovranno però presto assumersi parte degli oneri di distribuzione, ecc.); una priorità che è stata determinata per il loro maggiore valore sociale rispetto a quelle convenzionali.

Va bene l'impegno....

...ma non si può semplificare dicendo che le rinnovabili producono a costo zero e che gli impianti termoelettrici sono stati spinti fuori dal mercato. Così si dà una visione distorta della realtà. Le rinnovabili hanno un costo per kWh prodotto più alto dell'energia prodotta da fonti fossili, il fatto che i pacchetti di energia prodotti da fonti rinnovabili passino nella borsa elettrica a prezzo zero è dovuto al fatto che tali fonti hanno "priorità di dispacciamento" e quindi vanno consegnate alle utenze senza essere sottoposte alle regole di dispacciamento di merito economico cui sono sottoposte le fonti fossili. In sostanza l'energia da fonti rinnovabili e l'energia da fossili per legge non combattono ad armi pari... infatti le rinnovabili non devono sottostare alle regole di mercato cui le fossili (con qualche eccezione) sono sottoposte.

Date tempo al tempo e vedrete

Date tempo al tempo e vedrete che molti dei vecchi panciuti (=ricchi) produttori di energia elettrica da fonti convenzionali dovranno appendere le scarpette al chiodo se non cambiano strategia. Ovvio che se fossi uno di loro, sapendo che fino all'altro ieri eravamo in pochi e adesso si ci mette anche la "sig.ra Maria" a produrre l'energia elettrica, quanto meno avrei un leggero fastidio al livello intestinale e cercherei con forza di difendere il mio status contro il nuovo che avanza! E' una reazione più che legittima... ma non è onesta. Le considerazioni contro le rinnovabili sono condivisibili ma non sarebbe del tutto onesto dire che il vecchio è meglio del nuovo... Basti pensare per esempio che il costo di ripristino dell'area attorno ad una centrale termoelettrica convenzionale dismessa non è mai a carico del produttore, ma di noi tutti. Questo forse non è un costo che paghiamo direttamente in bolletta, forse non è un costo che agisce sul prezzo dell'energia nel mercato, ma che paghiamo profumatamente! Con questo come la mettiamo? E questa è soltanto una considerazione. Ripeto: se devo screditare qualcuno non esalterò mai gli aspetti positivi ma solo quelli che vanno a vantaggio dei miei interessi... perché sostanzialmente di questo si tratta! Qui nessuno ha la pretesa di presentarsi come LA SOLUZIONE a tutto, ma l'onesta intellettuale gioverebbe a tutti!

tecnologia

"Ma se andiamo a vedere quanta della tecnologia fotovoltaica proviene dall'estero ed il suo effetto sulla bilancia commerciale italian, il saldo nel breve periodo resta comunque negativo." Quindi tutte le centrali a carbone/olio combustibile/gas utilizzano tecnologia 100% made in italy? Non capisco il senso del discorso...Non conti tutto l'indotto che ha generato montare migliaia di impianti? Progettisti/elettricisti/carpentieri/operatori per la bonifica amianto..etc etc etc.. Poi visto come si stan comportando le multinazionali straniere dell'energia c'è poco da stare allegri..http://www.sassarinotizie.com/articolo-10636-eon_il_comitato_per_l_area_crisi_chiede_un_incontro_a_cappellacci.aspx

Disonestà

Leggendo le notizie pubblicate su questo portale magari scoprirete notizie che difficilmente compaiono su testate istituzionali o quotidiani prestigiosi. Ci proviamo a dare un contributo. Si può criticare o meno. Ma proviamo a parlare con i dati e non abbiamo mai ignorato la scarsa attenzione sulla a volte esagerata dimensione degli incentivi, che se equlibrati e in calo restano comuque giusti ed essenziali per tecnologie che producono energia con scarse o nulle esternalità. A proposito di onestà intellettuale, noi ci mettiamo l'impegno, il nome e la reputazione. Spesso chi commenta si nasconde dietro frasi fatte e nick demenziali. Leonardo Berlen (coordinamento redazione)

E ti stupisci

Claudio, come fai a stupirti leggendo questo articolo? Basta guardare quanto siano poco onesti intellettualmente su questo sito quando si parla di fotovoltaico, e, ancor peggio, quanto siano poco onesti anche nelle spiegazioni tecniche, evitando accuratamente di fornire al lettore tutte le informazioni... anche quelle che riguardano gli aspetti negativi del fotovoltaico.

Esatto.. nel breve periodo.

Esatto.. nel breve periodo. Nel lungo invece abbiamo pagato miliardi di euro in carburanti provenienti dall'estero. Cose'.. ingrassare gli altri a pannelli non va' bene ma farcirli tanto da farli scoppiare a combustibili fossili invece va' benissimo? A tendere i pannelli ci costeranno sempre meno di incentivi e la loro durata e' ben superiore ai 20 anni del conto energia..

Aspettate. Il costo

Aspettate. Il costo dell'energia in quelle ore è stato 0 + gli incentivi per ripagare gli impianti delle rinnovabili. Infatti le rinnovabili attuali, coperte nei costi d'impianto e nella redditività da uno dei Conti Energia emanati finora dal Governo italiano, solo grazie a ciò possono produrre a costo zero l'energia. Ma questo è semplicemente uno storno di voci all'interno della bolletta. Non si paga l'energia ma si paga l'incentivo alla tecnologia. E si paga di più la sovraccapacità produttiva del sistema in questo caso pagando di più l'nergia nel picco serale. Insomma, questi articoli mi lasciano sempre più basito quanto a ristrettezza nel considerare i costi e benefici. E' come la storia che il fotovoltaico ha un effetto positivo sulla bilancia dei pagamenti per una minore importazione di materie prime ad uso energetico (gas e carbone). Certo. Ma se andiamo a vedere quanta della tecnologia fotovoltaica proviene dall'estero ed il suo effetto sulla bilancia commerciale italian, il saldo nel breve periodo resta comunque negativo.