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Il giallo delle bozze del quinto conto energia

Risulta che l'autore di entrambe le bozze circolate in queste ore relative al decreto del quinto Conto energia fotovoltaico sia una analista dell'Enel. L'azienda si dice all'oscuro della questione e dichiara che procederà ad accertamenti interni. Si chiede al Ministero dello Sviluppo economico di fare al più presto chiarezza su quanto accaduto.

Il web non perdona. Stavolta ha smascherato vecchie e discutibili pratiche come quelle di far mettere mano a bozze di lavoro di decreti ministeriali a soggetti che dovrebbero essere dall’altra parte della barricata. Siamo alla Wikileaks delle rinnovabili? Parliamo delle bozze che sono circolate in queste ore del quinto conto energia fotovoltaico e che i lettori del nostro portale web, che ha pubblicato due diverse versioni del decreto, come molti altri lettori della rete, hanno potuto constatare essere di provenienza Enel (anche la primissima, circolata in formato word nella giornata del 22 marzo, con il nome di '5ce' e di 'il quarto energia è finito' risulta essere targata Enel SpA).  

Ormai per gli addetti ai lavori, e non solo, la questione è diventata un vero e proprio giallo e se fosse accertata la veridicità di questo strano iter sotterraneo del V CE, potremmo affermare di essere di fronte a un episodio molto grave. Intanto questi documenti hanno messo nel panico tutto il settore, che verrebbe di fatto affossato da queste nuove disposizioni.

Anche su Repubblica.it on line Antonio Cianciullo ha scritto un articolo che parla di questa 'stesura esterna' del documento sui nuovi incentivi al fotovoltaico. Si legge nel blog di Cianciullo che Enel ha così replicato a questa accusa: “Abbiamo ricevuto la bozza come tante altre aziende, e non siamo intervenuti in alcun modo. Nessun documento può essere attribuibile a noi. Se rileveremo illeciti su nostri file o computer scatterà una denuncia”.

Le bozze che si mandano alle aziende? E a che titolo? Possiamo smentire una parte di questa dichiarazione, visto che siamo a conoscenza del fatto che a nessuna associazione di categoria - semmai, gli unici soggetti con i quali concertare certe decisioni - sia mai arrivata in questi giorni alcuna bozza preliminare di fonte ministeriale. E finora non si è avuto neanche un incontro tra ministeri e organizzazioni che rapporesentano gli operatori del fotovoltaico, così come per le altre fonti rinnovabili. 

E sul possibile hackeraggio? È trapelato che Enel abbia già incaricato la propria security informatica per andare a prelevare il computer da cui sembra partito questo/questi documento/i, per verificare, dicono, eventuali intrusioni di hacker. Attendiamo impazienti gli esiti dell’accertamento.

Questi documenti circolavano già da giovedì sera su alcuni social network e ci sono stati recapitati da diverse nostre fonti tra giovedì e venerdì. Qualenergia.it alla fine ha deciso di pubblicarli per una mera questione di trasparenza e di informazione.

In merito a queste bozze il senatore Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, ha dichiarato che “il Ministero dello Sviluppo economico deve fare al più presto chiarezza, perché risulta che l'autore del file del documento, che è su carta intestata del Ministero, sia un'analista dell'Enel” e aggiunge che “il solo sospetto che vi possa essere un'influenza esterna nella stesura del documento non può che accrescere lo stato di tensione nel settore.” “Non vorremmo che valesse dunque il vecchio adagio di Andreotti, 'a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina', - ha detto Ferrante - perché se questo sarà il nuovo conto energia non si tratterà di una necessaria ed equilibrata revisione del sistema di incentivazione al fotovoltaico, ma bensì di un colpo ben assestato, che giunge ancora una volta sugli investimenti in corso e sui cantieri aperti”.

“Paradossale poi il fatto – conclude - che sia notizia proprio di oggi che la stessa Enel Green Power annunci investimenti nel settore per più di 6 miliardi di euro, ma delocalizzandoli fortemente all'estero, in quanto in Italia pesano 'le incertezze normative': un caso in cui la mano destra non sa cosa fa la sinistra?”

Se non ci fosse in gioco la vita professionale di tanti operatori, investitori e lavoratori, oltre allo sviluppo di un settore importante per il futuro energetico del Paese, diremmo che stiamo vivendo uno scherzo, un Pesce d'Aprile anticipato. Forse in un altro Paese si aprirebbe un’inchiesta e salterebbero delle teste. Certo non da noi.





Commenti

http://www.thehindu.com/news/

http://www.thehindu.com/news/national/article3250465.ece

leader indiano a Seoul alla conferenza sulla sicurezza nucleare:
RIPORTARE LA FEDE NELL'ENERGIA NUCLEARE

E in Italia nessuno fa sapere che cosa si sono detti.

Monti è a favore del nucleare:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Nucleare-Monti-referendum-non...

E pretendono di negare che ci siano dei collegamenti?

Dai ministeri...

Il ministero dell'ambiente ha confermato che la bozza del V conto energia é del Ministero dello sviluppo economico. Copio domanda e risposta dell'account ufficiale di twitter del ministero: @andreapalerma: @minambienteIT questa bozza di V conto energia che circola in rete, relativo agli impianti fotovoltaici è del MSE oppure no?!? @minambienteIT: @andreapalerma Sì, la bozza è del Mise.

Risposta: 1) I combustibili

Risposta: 1) I combustibili fossili non finiranno mai, al massimo si puo' dire che costeranno di piu', ma per finire non lo faranno mai. Io non ho mai detto che finiranno. Ho solo parlato di declino. E con il declino i prezzi non faranno altro che aumentare in modo esponenziale a causa della rigidita' della domanda e della anaelasticita' della produzione. I campi del Mare del nord e quelli Messicani mostrano che il declino produttivo e' bello marcato (6/7% annuo). 2) Da che mondo e' mondo c'e' solo una cosa che ha aiutato l'uomo, ed e' la ricerca scientifica. Bisognerebbe investire una frazione consistente di quanto si spende in INUTILI incentivi al FV per fare ricerca... sul FV, per esempio. Cosi' com'e' adesso e' praticamente inutile. Le famose "associazioni di categoria", quelle che non dicevano nulla quando i prezzi dei pannelli crollavano e si continuava a pagare 35 cEuro/kWh di "incentivo", chiedono solo che continui lo status quo attuale, che la vacca grassa degli "incentivi" continui a far indebitare il paese, la famosa "ricerca" che chiedono non e' mai chiara, in un paese messo in ginocchio dalla crisi economica. Concordo che gli incentivi del 2010 hanno avuto il demerito di far arricchire alcuni installatori a fronte del prezzo dei moduli in discesa e che hanno sostenuto prezzi di vendita elevati. Mi sembra pero' che il pasticcio sia stato fatto dagli stessi somari che poi hanno rischiato di frantumare un settore che comunque ha alcuni vantaggi: 1- ha creato occupazione con tutto il ritorno di tasse, contributi e quant'altro legato ad un attivita d'impresa. 2- mi sento di affermare che l'evasione fiscale in queste attivita' e' molto bassa a causa della documentazione necessaria per l'accesso all'incentivazione. La ricerca comunque procede (non in italia... ma procede) ma a questo punto bisogna capire che direzione deve prendere. Diminuzione dei prezzi di produzione: questo e' avvenuto anche grazie alle incentivazioni poste in essere in Germania, Italia, Spagna che hanno portato alla creazione di economie di scala e alla fortissima pressione dei cinesi.. Che avra' un side-effect: sbattere fuori mercato molte aziende europee e consegnare il mercato a loro. Aumento dell'efficienza dei pannelli: e' cosi' necessario? L'aumento di efficienza si sposa con applicazioni particolare dove le dimensioni contano. In tutti gli altri campi l'efficienza di un pannello tradizionale al silicio potrebbe essere sufficiente a fronte di costi di produzione bassi. Sistemi di stoccaggio: bisogna puntare alla ricerca in questo settore ma l'italia non e' in grado di farlo per molti motivi. Inoltre e' un campo in cui si stanno muovendo grossi player per raggiungere densita' energetiche di oltre 500Wh per chilo con un numero di ricariche vicino ai 2000 cicli. Entro 15 anni si prevede che i paesi arabi cambino modello economico e non saranno piu' export-land ma il petrolio se lo consumeranno loro. Che facciamo? Bombardiamo tutti? Come se mantenere una macchina da guerra costi' poco in termini economici ed energetici. 3) Il risparmio energetico. Si certo.. con un incentivazione al 55% che non si sa' mai di anno in anno se viene rinnovata e in che termini e' applicata. 4) Accordi con paesi vicini per esser sicuri di poter continuare a importare energia elettrica con basse emissioni in futuro. Non e' una fonte energetica. E quando loro saranno in sofferenza? Noi che si fa'? (I francesi hanno importato una quota rilevante di energia durante i 15 giorni di freddo intenso) Parliamo di uno scenario di difficolta' di produzione di energia. I francesi hanno importato una quota rilevante di energia durante i 15 giorni di freddo intenso. 5) Un dibattito serio, sulla base di dati veri, non taroccati, per educare una delle popolazioni (diventata purtroppo) ignorante d'Europa (in materie scientifiche e tecnologiche, di calcio e grandi fratelli siamo No.1 senza problemi). Senza di questo non si potra' mai avere il paese intero dietro alla classe politica dirigente... non a caso in Danimarca, anche se secondo me fanno la scelta sbagliata con l'eolico, hanno una popolazione molto piu' colta e educata, e non hanno problemi ad andare avanti con il loro programma, nonostante abbiano l'elettricita' piu' cara del mondo, destinata ad essere ancora piu' cara. Loro possono farlo, perche' e' un paese piccolo che ha enormi giacimenti di gas, non fosse per quello l'energia elettrica gli costerebbe ancora di piu'... ma da noi, con i soliti pasdaran "ambientalisti" pronti a incatenarsi davanti alla prima trivella, come si fa'? Se non ho risposto alla tua domanda, ti pregherei di farmi sapere perche', e su quale punto, OK? Grazie. Roberto Seh ciao.. hai vagamente sbagliato paese. Abbiamo la classe dirigente piu' scalcinata tra i paesi industrializzati.. Dove le bozze che guidano un comparto energetico vengono fatte scrivere da Enel... e tu mi parli come si ci trovassimo in un paese civile.

Risposta: 1) I

Risposta: 1) I combustibili fossili non finiranno mai, al massimo si puo' dire che costeranno di piu', ma per finire non lo faranno mai. 2) Da che mondo e' mondo c'e' solo una cosa che ha aiutato l'uomo, ed e' la ricerca scientifica. Bisognerebbe investire una frazione consistente di quanto si spende in INUTILI incentivi al FV per fare ricerca... sul FV, per esempio. Cosi' com'e' adesso e' praticamente inutile. Le famose "associazioni di categoria", quelle che non dicevano nulla quando i prezzi dei pannelli crollavano e si continuava a pagare 35 cEuro/kWh di "incentivo", chiedono solo che continui lo status quo attuale, che la vacca grassa degli "incentivi" continui a far indebitare il paese, la famosa "ricerca" che chiedono non e' mai chiara, in un paese messo in ginocchio dalla crisi economica. 3) Il risparmio energetico. 4) Accordi con paesi vicini per esser sicuri di poter continuare a importare energia elettrica con basse emissioni in futuro. 5) Un dibattito serio, sulla base di dati veri, non taroccati, per educare una delle popolazioni (diventata purtroppo) ignorante d'Europa (in materie scientifiche e tecnologiche, di calcio e grandi fratelli siamo No.1 senza problemi). Senza di questo non si potra' mai avere il paese intero dietro alla classe politica dirigente... non a caso in Danimarca, anche se secondo me fanno la scelta sbagliata con l'eolico, hanno una popolazione molto piu' colta e educata, e non hanno problemi ad andare avanti con il loro programma, nonostante abbiano l'elettricita' piu' cara del mondo, destinata ad essere ancora piu' cara. Loro possono farlo, perche' e' un paese piccolo che ha enormi giacimenti di gas, non fosse per quello l'energia elettrica gli costerebbe ancora di piu'... ma da noi, con i soliti pasdaran "ambientalisti" pronti a incatenarsi davanti alla prima trivella, come si fa'? Se non ho risposto alla tua domanda, ti pregherei di farmi sapere perche', e su quale punto, OK? Grazie. Roberto

Mente libera e ricercatore...

Mente libera e ricercatore... Vorrei una sola risposta: quale fonte energetica proponi per sopperire al prossimo (nemmeno tanto lontano) declino secco di petrolio e Gas?

@nico13ws: @Roberto - Sei un

@nico13ws: @Roberto - Sei un troll, è evidente, non hai fatto un commento utile, solo critiche e attacchi senza fondamento. Sei pagato o è una vocazione? -------------- Non dire stupidaggini: ho scritto 3 messaggi, uno provocatorio, non ho difficolta' ad ammetterlo, ma gli altri due ponevano domande alla quale dei pregevoli esperti di FV e rinnovabili come ce ne sono tanti qui dovrebbero poter/saper rispondere senza problemi. Tu, per esempio, perche' non lo fai, invece di piagnucolare? Alle 11:39 ho fatto notare al mio interlocutore che stava discutendo con dati completamente sbagliati (lui li ha chiamati "fatti"... figuriamoci), e alle 11:49 ho parlato di una cosa nota, DELLA QUALE QUI NESSUNO DICE MAI NULLA, e cioe' che le centrali termiche in modalita' stop&go, a seguire le bizzarrie di sole e vento, funzionano in maniera non ottimale e consumano e inquinano molto di piu' di quanto non facciano quando funzionano a regime piu' o meno costante. Per finire: 1) si, osteggio FV e eolico, e lo faccio semplicemente perche' sono convinto, in base allo studio di molti articoli scientifici, che non possono funzionare, ne' ora ne' mai, nei modi che vengono promessi alla gente; 2) sono un ricercatore, da piu' di 24 anni. Non ho interessi economici di alcun tipo nel settore energetico, quindi se cerchi il troll "interventista" che scrive per pararsi il culo e difendere il suo interesse privato mi sa che devi cercarlo fra altri postatori abituali di questo blog, quando non addirittura nello specchio di casa tua. Sono una mente libera e tale rimarro'. Roberto

Troll e incentivi

@Roberto - Sei un troll, è evidente, non hai fatto un commento utile, solo critiche e attacchi senza fondamento. Sei pagato o è una vocazione? E tra l'altro sei offensivo. Fine commento personale. Per quanto riguarda l'annullamento o taglio degli incentivi al fv, non sono contrario. In Spagna sono stati tolti, in Germania li hanno ridotti notevolmente, e la tendenza è quella di arrivare ad un mercato senza incentivi. Credo sia la cosa migliore. Ma, il problema non è tanto nell'incentivo, ma nella continua e spossante attività dei Governi, che ogni 12 mesi o meno rimettono mano al decreto, creando incertezza nei clienti e sopratutto negli istituti di credito, e quindi, progetti bloccati, in alcuni casi investimenti persi, posti di lavoro in fumo, programmazione impossibile. Il fotovoltaico tra un paio di anni al massimo sarà in grado di andare avanti da solo e sarà interessante istallare un impianto anche senza incentivo, l'importante è non sprecare il lavoro fatto finora e non applicare misure drastiche, dare il tempo ai progetti in corso di arrivare a conclusione, e lo spero tanto, che il Governo ascolti le aziende del settore. Comunque, Stay Up, e non facciamoci prendere dal pessimismo. Andiamo avanti verso una generazione distribuita e rinnovabile!

Ah perche' rete e sistemi di

Ah perche' rete e sistemi di gestione li hanno messi a disposizione della comunita' prima dell'avvento delle FER a titolo gratuito?

@francescom: "So che

@francescom: "So che infastidisce che un settore funzioni di questi tempi, e chi e' del settore non vede l'ora di liberarsi degli incentivi. " Ma come?... "chi e' del settore non vede l'ora di liberarsi degli incentivi"?... ma se non fate altro che lamentarvi perche' ve li vogliono tagliare (neanche ridurre a zero, tagliare)... camminate con le vostre gambe, no? Installatevi a spese vostre tutti i GWp che volete, con tanto di sistema di bilanciamento della rete (fase, potenza reattiva, etc...) e mettete il vostro MWh sul mercato... la borsa sara' felicissima di comprarvi, sono sicuro... "Chiagni&Fotti" ce l'avete gia' nel logo di categoria? Cosa aspettate? E' la cosa che vi descrive meglio. Roberto

Alsarago, hai ragione sulla

Alsarago, hai ragione sulla questione dell'esenza per le grandi aziende sugli oneri di sistema oltre un certo consumo mensile ma stiamo parlando di un mancato gettito di 300-400 milioni ogni anno che non sposta di molto la questione. Se vogliamo fare i pignoli sulle tariffe sarebbe invece da rimarcare che gli utenti domestici residenti pagano gli oneri di sistema a scaglioni (0-1800 kWh; 1800-2640 kWh; oltre 2640 kWh). Considerando gli scaglioni la sola componente A3 costa alla famiglia media circa 58 euro su base annua. Se non ci fossero questi scaglioni (come avviene per le aziende)in bolletta per la A3 si pagherebbero circa 107 euro all'anno. Detto in altre parole la componente A3 all'utente domestico medio costa circa 2.15 c€/kWh, ad un utenza non domestica in bassa tensione 3.6 c€/kWh, ad una in media od alta tensione circa 3 c€/kWh (fino alla quota di riduzione o di esenza).

Consumi elettrici e costo per le famiglie

www.autorita.energia.it Per i consumi medi delle famiglie, il costo medio etc. Trovate i dati pubblici, non fate illazioni stiamo trattando temi seri che dovrebbero essere commentati da chi e' del settore

Luoghi comuni

Per chi conosce il settore non c'e bisogno di portare troppi dati sulle aziende energivore ( dall'import alle agevolazioni in tariffa uscirebbero gli incentivo per 1 TW). La considerazione dialettica dei ricarichi delle aziende e' fuori luogo, il sistem marginal price ha gia' portato riduzioni molto più rilevanti. Volendo tornare a un confronto serio, piuttosto occorre pensare ad un programma dei sistemi di accumulo e programmabilita' degli impianti solari partendo dai più grandi in giu'. So che infastidisce che un settore funzioni di questi tempi, e chi e' del settore non vede l'ora di liberarsi degli incentivi. Basta seguire quanto la legge italiana già prevede e nel giro di un triennio ci si potrà avvicinare.

@alsarago58: "lo potremmo

@alsarago58: "lo potremmo fare con le rinnovabili, evitando di importare combustibili fossili sempre più cari e tagliando le emissioni di CO2. " Continui a non voler capire che i FV e eolico le emissioni le tagliano molto poco, quasi nulla, perche' le centrali termiche che funzionano in modo non ottimale, con continui stop&go e salti di potenza lavorano in regime non ottimale, emettendo molto di piu', per MWh prodotto, di quanto emettano quando fuzionano a regime. Queste sono cose note, ci sono molti studi in proposito, dei quali si fa finta di non conoscere l'esistenza. L'unica cosa che fanno, eolico e FV, e' di risparmiare una quota quasi equivalente all'energia da essi prodotta di combustibili fossili, ben poco a fonte della spesa capitale e degli "incentivi" pagati. Roberto

@franceso m "c) la

@franceso m "c) la famiglia italiana paga 450 euro l'anno per l'energia elettrica (costo di 2,7 MWh/a)di cui meno di 25 sono per le fonti rinnovabili solari " Ci sono 22,5 milioni di famiglie in italia, ed immagino che il 100% di esse abbia un abbonamento elettrico. Se moltiplico 22,5 milioni per 25 Euro ottento un po' piu' di 560 milioni di Euro/anno... mentre il solare FV in Italia costa svariati miliardi... mi sa che hai fatto i conti con il FV installato nel 2009... Riprova, sarai piu' fortunato. R. P.S.: ti informo che hai cannato anche il consumo medio della famiglia italiana... e' molto di piu' dei 2,7 MWh/anno da te riportati... e ovviamente il costo di 17 cEuro/kWh (17 scarsi) da te riportato e' ottimistico a dir poco.

Bettanini, in realtà, allora,

Bettanini, in realtà, allora, bisogna anche considerare che le industrie più energivore, pagano in maniera ridotta la componente A3 (normale per i primi 4GWh mensili di consumo, metà fra 8 e 12GWh mensili, nulla oltre oltre). Sulla competitività di questi comparti industriali (alimentare, tessile, carta, chimici, gomma e materie plastiche, vetro, refrattari, calcestruzzo, ceramica, altri minerali non metalliferi, metallurgia e prodotti grezzi in metallo), insomma gli incentivi alle rinnovabili incidono molto poco A questo proposito, mi chiedo ma non converrebbe allora autorizzare grandi impianti FV a terra, dedicati solo ad alimentare fabbriche energivore? Il loro costo e profitto verrebbe, come al solito, in gran parte coperto dagli incentivi, pagati dagli italiani, mentre le fabbriche riceverebbero energia a costo zero (quando c'è il sole, quando non c'è si alimenterebbero dalla rete) che le renderebbe molto competitive. Abbiamo speso miliardi per sovvenzionare l'elettricità degli impianti sardi per l'alluminio (le fabbriche che consumano più elettricità, nel luogo d'Italia con l'elettricità più cara...), lo potremmo fare con le rinnovabili, evitando di importare combustibili fossili sempre più cari e tagliando le emissioni di CO2.

Bisogna guardare il quadro complessivo

@ Francesco M In Italia il 75% circa dell’energia elettrica viene venduta ad industrie, servizi ed enti locali.... solo il 25% circa viene utilizzato per i consumi domestici. Gli utenti domestici pagano quindi meno di un quarto del totale degli incentivi alle fonti rinnovabili ed al fotovoltaico. Un’azienda quando vede aumentare la bolletta elettrica ricarica i maggiori costi sui propri prodotti che poi vengono acquistati dai consumatori o in piccola parte esportati ma a scapito di una perdita di competitività sui mercati. Quindi è più corretto dire che i 5.6 miliardi di incentivi annui che oggi paghiamo per il FV pesano per circa 90 euro PRO CAPITE ogni anno, lasciamo quindi perdere la spesa delle famiglie ed i caffè al mese che ci raccontano solo una mezza verità, anzi, un quarto della verità. Bisogna vedere il disegno di insieme.

FOTOVOLTAICO: SABOTAGGIO IN CVORSO

I fatti: a)23 GW allacciati alla rete e 7 MLD di Euro/anno (che autorizzano il legislatore a rimettere mano al quarto conto energia prima del tempo) di incentivi verranno raggiunti solo a metà del 2014 (fare proiezioni dell'allacciato 2011 è pura demagogia, nel 2012 si procede ad un rimo minore del 65%); b)il comparto fotovoltaico contribuisce per 1,3% al PIL e dà occupazione a 400.000 addetti; c) la famiglia italiana paga 450 euro l'anno per l'energia elettrica (costo di 2,7 MWh/a)di cui meno di 25 sono per le fonti rinnovabili solari mentre consuma 1.100 liri di carburante: bloccare gli aumenti di 0,02 Euro/litro annullerebbe il costo sostenuto dalle famiglie (0,02 Euro/litro è l'aumento giornaliero della benzina...) d) gli italiano per gran parte sono d'accordo nel pagare 2-3 euro/mese per sostenere il fotovoltaico (sono molte le interviste e le statistiche che lo dimostrano) e) la spesa pubblica non è influenzata da questi incentivi Allora perchè volere martoriare così pesantemente e in modo seriale il settore? Quando una cosa funziaona perchè distruiggerla? I recenti tagli della Germania sono arrivati dopo che la potenza fotovoltaica allacciata alla rete ha superato i 27 GW, cosa che in Italia non si realizzerà prima del 2020 (al ritmo dei primi 3 mesi del 2012). Concludo invitando a non cadere nelle trappole che chi vuole affossare il comparto abilmente pone in essere. Non si tratta di fare la guerra tra il piccolo e il grande fotovoltaico. Nessuno si illuda che colpendo il piccolo aiuteranno il grande. Sono enmtrambi validi ma con utilità sociali differenti. Occorre invece pretendere da chi ci governa di non fare demagogia, non esistono le basi per rivedere, ora, il quarto conto energia: la legge , una volta tanto, deve essere rispettata; i cambiamenti che si sono ripetuti sono già stati scandalosi (il quarto conto a 3 mesi dal terzo, riduzioni non assorbite dai costi etc.; il nostro Presidente della Repubblica se li ricorda bene e non credo sia disposto a fare compiere altri scempi sulla questione. I problemi che l'attuale governo di tecnici devono risolvere sono ben altri rispetto alla distruzione di un settore che continua a crearte posti di lavoro senza costare allo Stato. Anzi chi è veramente tecnico (nel settore energetico, si intende) sa benissimo quali effetti comportarà la produzione con un costo marginale pari a zero sul prezzo all'ingrosso e quindi quale risparmio si genererà anche per l'intero sistema Paese. PS: se è vero che le bozze sono state scritte da esperta di regolamentazione del settore , le suggerirei di cambiare mestiere visto che le bozze sono piene di errori (manca la non cumulabilità tra tariffa omnicomprensiva e per autoconsumo etc.) ma soprattutto neanche Spielberg dopo la fallimentare esperienza del registro degli impianti sui grandi lo estenderebbe anche ai piccoli addirittura fino ai 3 kW (forse Dario Argento si in "profondo giallo")

transizione

esatto, al dobbiamo affrontare con molta più serietà il tema della transizione. Non sarà semplice e naturale, ma dolorosa e combattuta. dunque anche controversa (le battaglie si combattono sempre anche sul terreno delle retoriche, che non sempre funzionano nello stesso verso di quel che appaiono). Si tratta di un peso (quello di guardare anche il punto di vista dell'altro) che dobbiamo assumere tutti. Ma che in primo luogo spetta al governo. Bisogna portare sopra al tavolo quello che si aggira da tempo sotto.

Come organizzare la transizione?

Alessanro, quello che dici è molto interessante. Però, più che pensieri bellicosi verso le non rinnovabili, mi fa venire una forte preoccupazione che il periodo di transizione fra i due tipi di fonti rischi di essere molto più problematico di come si pensava. In effetti, mettendoci dalla parte di chi gestisce centrali a gas o altri fossili, non si può pensare che questi, lavorando in perdita, garantiscano la stabilità della rete, e poi, pian piano, si ritirino in buon ordine nelle ore meno redditizie della giornata, via via che quelle diurne vengono occupate dal FV. Continuando così, grazie agli appoggi politici di cui godono queste società, o assisteremo a inutili "dispetti" contro le rinnovabili, nel tentativo di frenarle, come quelli a cui stiamo assistendo dal 2011 in poi, oppure (e probabilmente in ogni caso) finiremo per vedere una serie di fallimenti in queste società, prematuri rispetto alla possibilità della rete di funzionare stabilmente con le sole rinnovabili. E allora saranno guai grossi. Insomma, bisogna che si cominci anche a pensare a come garantire a queste società profitti adeguati per funzionare nella futura, lunga fase di transizione, in cui senza una "potenza calda" sempre pronta, la rete, alimentata da quantità di kWh rinnovabili intermittenti sempre più imponenti, non potrà funzionare Forse, politica, associazioni delle rinnovabili e Assoenergia, dovrebbero confrontarsi apertamente, invece di tirarsi calci sotto il tavolo, e progettare il futuro energetico di questo paese, cercando di far sopravvivere tutti, per il tempo necessario a completare la transizione. E, a questo proposito, mi chiedo anche se non sia il caso di calcolare anche di quanti rigassificatori abbiamo veramente bisogno, prima di costruirne a decine e creare così una "bolla" dei rigassificatori simile alla bolla delle centrali turbogas, che tanti problemi sta creando adesso.

impianti a terra

lorenzo, vuoi sapere quale è la vera ragione? Leggi l'ultima parte di questo articolo http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/20/Sorgenia_russi_fanno_avanti_Stop_co_9_120320009.shtml Oppure gli ultimi resonoconti sul sistema elettrico del GME. Poi fai caso a chi firma le bozze. Le centrali a turbogas stanno lavorando con un margine di 4-5 euro sul prezzo del gas. Cioè con un margine industriale complessivo di -10 euro. Dunque restano spente e i produttori (per mantenere i loro profili di produzione sui quali si erano impegnati all'inizio dell'anno) comprano energia, anzichè accenderle in perdita. Ciò succede perchè le rinnovabili, che hanno priorità di dispacciamento -cioè la loro energia è accettata prima dalla rete e solo se non ce ne è viene accettata anche quella da fossili-, sono ormai al 26% (di cui oltre il 10% non idroelettrico), perchè il consumo è stagnante e perchè hanno troppe centrali. Al netto dei due ultimi fattori, su cui i produttori non possono fare niente, le rinnovabili diventano il nemico. Come sai in guerra ed in amore tutto è consentito, anche raccontare favole e farle raccontare ad amici compiacenti. Tra le favole quella che gli impianti a terra sottraggono suolo all'agricoltura. Ho fatto una volta un calcolo: tutti gli impianti a terra, esistenti ed in progetto, in una grande provincia lombarda corrispondono ad una piantana da 10 cmq sul pavimento di casa mia (120 mq). Come se io dicessi che non cammino più in casa perchè abbiamo aggiunto una piantana (e gli altri mobili?).

ASSURDO DISCRIMINARE GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A TERRA

STIAMO PERDENDO IL FILO LOGICO DELLA QUESTIONE. GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI SONO UN MODO ECOLOGICO PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA. QUESTO E' IL NOCCIOLO INDISCUTIBILE DELLA QUESTIONE. GLI INCENTIVI AL FOTOVOLTAICO DEVONO SERVIRE PER STIMOLARE L'ECONOMIA DI SCALA DEI COMPONENTI PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER ARRIVARE GRADUALMENTE E IL PIU' VELOCEMENTE POSSIBILE ALLA COSIDETTA GRID PARITY, CIOE', PRODURRE L'ENERGIA ELETTRICA IN MODO PIU' CONVENIENTE DEI SISTEMI TRADIZIONALI DI PRODUZIONE. L'ECONOMIA DI SCALA, CONCETTO VECCHIO COME IL MONDO, DEVE VALERE SIA PER LA PRODUZIONE DEI COMPONENTI PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CHE PER LA REALIZZAZIONE PRATICA DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI. E' NOTO CHE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO SU TETTO O A TERRA DI 1MWP COSTA CIRCA LA META' PER UNITA' DI POTENZA (KWP) DI UN IMPIANTO SU TETTO O A TERRA DA 3KWP. ESCLUDENDO LA PURA SPECULAZIONE MA GARANTENDO UN EQUO RITORNO DELL'INVESTIMENTO E' CHIARO CHE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO DI 1 MWP PRODUCE ENERGIA ELETTRICA A COSTI DIMEZZATI RISPETTO ALL'IMPIANTO DA 3 KWP. QUINDI NON SI CAPISCE PERCHE' SI VOGLIONO PENAALIZZARE GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI MEDIO/GRANDI DIMENSIONI CHE SI POSSONO REALIZZARE SOPRATTUTTO A TERRA SIA SU TERRENI INDUSTRIALI CHE SU TERRENI AGRICOLI. NON VENITEMI A DIRE, PER FAVORE, CHE GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A TERRA IN AREE AGRICOLE PORTANO VIA TERRENO ALL'AGRICOLTURA E SONO BRUTTI DA VEDERE. OLTRE TUTTO ESISTONO ANCHE QUELLI AD INSEGUIMENTO SOLARE PIU' PRODUTTIVI E CHE PERMETTONO LE COLTIVAZIONI SOTTOSTANTI. E POI SE UN IMPRENDITORE AGRICOLO VUOLE INTEGRARE IL PROPRIO REDDITO REALIZZANDO UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN VENDITA TOTALE DI ENERGIA, VISTO CHE ESISTE UNA LEGGE APPOSITA CHE GLIELO PERMETTE, CHE DEVE POSIZIONARE A TERRA PERCHE' NON HA A DISPOSIZIONE UN TETTO DI RAGGUARDEVOLI DIMENSIONI PERCHE' NON PUO' FARLO? PERCHE' DEVE ESSERE ESCLUSO DA UN DIRITTO CHE INVECE GODE UN SUO COLLEGA CHE HA UNA NOTEVOLE SUPERFICIE COPERTA E CONSUMA PARECCHIA ENERGIA ELETTRICA?

Proposta sul prossimo conto energia

Partendo dal presupposto che il nuovo conto energia dovrebbe nascere nel 2013, una valida base di partenza potrebbe essere questa: sono incentivati gli impianti realizzati su edificio fino ad 1 MW su serra fino ad 1 MW su edifici rurali fino a 1 MW Vengono esclusi dall'incentivo tutti gli impianti a terra in qualunque zona (agricola o industriale ecc) In questo modo si evita il tappo nelle sottostazioni di trasformazione MT, dovuti a impianti da 20 MW e si riesce a lavorare almeno per 6 7 anni. Mi sembra che gli incentivi sulle rinnovabili non devono andare ad impianti superiori a 1 MW

Hacker hanno preso il

Hacker hanno preso il controllo di un computer di Enel? Questa sarebbe la spiegazione del gigante elettrico? Speriamo tirino fuori qualcosa di meglio, perchè quei testi sono firmati da una loro esperta di regolamentazione delle rinnovabili, e sono evidentemente redatti da un professionista del settore, non certo da un ragazzino che conosce qualche codice informatico. Quindi, tutt'al più, gli hacker avrebbero divulgato documenti riservati scritti da personale Enel e trovati in uno dei loro computer, documenti che allora dovevano rimanere riservati e circolare solo fra Enel e Ministero. In questo caso i divulgatori avrebbero fatto un'opera meritoria ed Enel/Ministero farebbero una figura alla Darth Vader, ancora peggiore. Gli suggerisco una via d'uscita un po' meno disastrosa: la loro esperta ha ricevuto i documenti dal Ministero (non si sa a che titolo) e presa da rimorso per quello che avrebbero causato al settore delle rinnovabili, l'avrebbe divulgati per mettere in guardia, dimenticando (Freud avrebbe qualcosa da dire...) di cancellare il suo nome dai nuovi file...Una whistle blower, insomma. Ma potrebbe anche essere che qualcun altro a Enel o al Ministero, vista la porcata che si stava consumando ai danni del FV, ha deciso di rendere noto cosa si stava preparando fra Enel e Ministero, lasciando, con l'indizio dell'autore, che fossero i lettori a scoprirne la provenienza. Un bel giallo, insomma, di cui seguire con attenzione il seguito, che potrebbe avere anche un lieto fine: lasciar perdere il quinto conto energia, o almeno realizzarne uno meno stupidamente punitivo di quello adombrato.