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Biogas, è possibile superare 1.200 MW installati al 2020

Per gli operatori della filiera si potrebbe raddoppiare anche questo obiettivo con normative adeguate e una politica di sviluppo anche nel centro-sud. Oggi presenti sul territorio oltre 500 impianti per più di 550 MW, ma altri 100-200 sono previsti entro fine anno. Cresce l'interesse anche per il biometano.

In Italia a fine 2011 c’erano oltre 500 impianti a biogas per una potenza complessiva superiore ai 550 MW. Nel 2011 considerando sia gli impianti a biogas da scarti agricoli che quelli da discarica, il numero degli impianti installati rispetto al 2010 è aumentato del 13%, mentre la potenza è cresciuta del 20%. Interessante è rilevare che il numero degli impianti a biogas di sola origine agricola sia aumentato del 60% in anno.

Sono dati riportati in un articolo nel numero di dicembre 2011 di GreenBusiness che spiega come tutte le associazioni coinvolte nella filiera biogas-biometano (Cib-Consorzio Italiano Biogas, Aiel, Aper, Cia, Confagricoltura, Crpa, Fiper, Itabia e Dal) in un documento congiunto dicono di puntare ad un obiettivo di almeno 1.200 MW al 2020. Una potenza che potrebbe anche raddoppiare se questa tecnologia non fosse solo limitata quasi esclusivamente al Nord, dove ci sono il 95% degli impianti.

Uno sviluppo che dovrà partire innanzitutto dalla pubblicazione dei decreti attuativi previsti dal Dlgs 28/2011. Al centro della discussione sono come sempre gli incentivi e i processi autorizzativi.

Attualmente in Italia, secondo una stima della Crpa (Centro Ricerche Produzioni Animali) di Reggio Emilia, ci sono altri 100-200 impianti a biogas in costruzione che dovrebbero essere completati entro fine 2012.

Secondo Sergio Piccinini, ricercatore del Crpa, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da impianti biogas alimentati solo con scarti agro-zootecnici, censiti a maggio 2011, si era ad una potenza di 350 MW, che raddoppiava quando si consideravano anche le strutture alimentate con altri tipi di scarti. Una produzione che il ricercatore considera sottostimata rispetto a quello che è invece possibile ottenere.

Interessante è anche la produzione di biometano per generare energia termica. Secondo Piccinini con potenzialità calcolate, dalle biomasse di scarto potremmo raddoppiare la produzione di gas metano prodotto in Italia che attualmente oscilla intorno ai 7 miliardi di metri cubi. Infatti se ne potrebbero produrre altri 6-7 miliardi arrivando quindi a circa 14 miliardi di metri cubi complessivamente prodotti sul territorio nazionale. Ricordiamo che  quasi l'85% del fabbisogno è importato.

Sull’assetto della filiera e sulle necessarie politiche e normative del biometano se ne parlerà a Verona, nell’ambito della Bioenergy Fiera Agricola domani 3 febbraio nel convegno "Biometano: un’opportunità per la green economy italiana". Di biogas e di biometano si discuterà anche a Cremona nell’ambito di BioEnergy Italy (15-17 marzo 2012).

Commenti

Sono dati impressionanti, se

Sono dati impressionanti, se si considera che l'Italia ha consumato nel 2010 76 miliardi di metri cubi di metano e che dai giacimenti italiani, in veloce declino, si sono estratti 7,6 miliardi di metri cubi. In pratica il biometano sta sostituendo quello geologico nazionale, e potrebbe coprire entro il 2020 il 20% dei consumi. Sarebbe bene, però, che si evitasse, come accade spesso oggi, di produrre questo metano distruggendo alimenti, come il mais, e ci si limitasse invece a utilizzare a questo scopo gli scarti, che non mancano certo. Per esempio, si potrebbero usare per produrre biometano i fanghi dei depuratori urbani? E si potrebbero usare "l'umido" dei rifiuti urbani, che oggi è semplicemente ammucchiato sotto dei teli, per ricavarne compost? Magari il compost si potrebbe fare lo stesso, ma dopo aver "spremuto" dai rifiuti tutto il metano che si può ricavare da essi.