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Quanto conviene un piccolo impianto fotovoltaico?

Con il nuovo anno è scattata una riduzione ulteriore delle tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici, come previsto dal quarto conto energia. Ma negli ultimi mesi i prezzi degli impianti sono scesi molto velocemente. Installando ora un piccolo impianto (da 3 e 20 kWp) in quanto tempo si rientra dell’investimento e quanto si guadagna?

Il 2011 è stato un anno turbolento per il fotovoltaico italiano. Il mercato è cresciuto, i prezzi sono scesi, ma i consumatori sono ancora confusi. Per questo, con l'anno nuovo, Qualenergia.it prova a fare un po' di chiarezza, fornendo alcuni semplici dati grazie a un rapido sondaggio realizzato tra alcuni installatori italiani.

Con i prezzi e gli incentivi attuali quanto rende investire in un piccolo impianto fotovoltaico? Siamo riusciti a desumere alcune ipotesi di investimento in varie zone della Penisola per due tipologie di impianti FV: 3 e 20 kWp. I risultati confermano che il fotovoltaico resta ancora un ottimo investimento.

Come sappiamo, con la nuova versione del conto energia entrata in vigore lo scorso maggio (qui la sintesi), la quota di incentivo per kWh prodotto diminuirà progressivamente fino al 2016. Per gli impianti domestici da 3 kW sugli edifici, nel corso del 2012 gli incentivi previsti dal quarto conto energia andranno dagli 0,274 euro per kWh di inizio anno agli 0,252 €/kWh del secondo semestre; per quelli da 20 kW, sempre su tetto, il premio nei primi 6 mesi di quest’anno sarà di 0,233 €/kWh e nel secondo semestre 0,206 €/kWh.

Ma anche i prezzi in questo ultimo anno sono scesi tantissimo: per dare un’idea, il valore di mercato di un modulo FV cristallino di basso costo a novembre 2010 era attorno a 1,60 €/Wp; ora ci sono prodotti venduti anche sotto 0,90 €/W. Un crollo di prezzo che ovviamente si riflette sul costo totale degli impianti, sul quale i moduli pesano per circa il 45%.

Per i consumatori ciò significa che, seppure con una diminuzione degli incentivi, il fotovoltaico è ancora un investimento interessante con tempi di ritorno piuttosto rapidi. Lo mostrano bene le ipotesi di investimento che abbiamo ottenuto consultando diversi installatori. Come detto, si tratta di preventivi per impianti da 3 e da 20 kW installati al Nord, al Centro e al Sud Italia che ipotizziamo possano entrare in esercizio nel primo semestre del 2012.

I costi medi per kWp installato che abbiamo rilevato si aggirano intorno a 3.400 € per gli impianti da 3 kWp e scendono fino a 2.500 per impianti da 20 kWp. Con una producibilità, variabile in base allla località di installazione, avremo a Milano impianti che produrranno circa 1.200 kWh annui per kWp installato, a Roma circa 1.450, mentre a Palermo arriveranno anche fino a 1.600.

Con gli incentivi del primo semestre 2012 e con la sovrapproduzione pagata 13-14 centesimi per kWh immesso in rete (ipotesi), considerati i consumi medi di una famiglia italiana e i conseguenti risparmi in bolletta, si possono stimare tempi medi di rientro dell'investimento molto più rapidi dei 9 anni che le aziende valutano solo nel 2009.

Per impianti da 3 kWp, mediamente i tempi di ritorno dell'investimento si aggirano intorno ai 5 anni e mezzo; al Sud si riesce a scendere fino a 4 e mezzo. Secondo i preventivi più economici bastano invece 5 anni per rientrare dell'investimento per un impianto da 20 kWp a Milano e addirittura sarebbero sufficienti meno di 4 anni a Palermo.

Facciamo qualche esempio. Consideriamo un impianto da 3 kWp (con scambio sul posto), il cui costo - secondo un preventivo che si colloca nella fascia di mezzo - ammonta a 10.150 € (Iva inclusa 10%), interamente pagato con capitale proprio. A Milano con una resa di 3.648 kWh/anno, l'impianto FV frutterebbe di incentivi 1.098,21 €/anno circa, da sommare a 510,80 € di risparmio in bolletta, per un totale di circa 1.609 €/anno. L’investimento si ripagherebbe in 6,3 anni e nei 20 anni di durata dell’incentivo si avrebbero benefici economici per 32.180 €: un guadagno netto di oltre 22mila euro, cui va aggiunto il risparmio in bolletta di cui si potrà usufruire nella restante vita utile dell’impianto (25-30 anni), oltre il periodo incentivato (vedi sotto).

Ancora più interessanti le ipotesi di investimento più a sud: lo stesso impianto a Roma (vedi dettaglio) farebbe rientrare dal’investimento in 5 anni e renderebbe in 20 anni 40.225 euro; a Palermo (dettaglio) farebbe rientrare dal’investimento in 4,6 anni e renderebbe in 20 anni 44mila euro.

Ottimo affare, nonostante l’incentivo più basso, anche un impianto di taglia più grande (ma sempre realizzabile in ambito residenziale e con scambio sul posto). Sempre stando a un preventivo “mediano”, un impianto da 20 kWp verrebbe a costare 50.525 euro: a Milano (dettaglio) si ripagherebbe in 5,2 anni e in 20 anni renderebbe circa 195mila euro (guadagno netto circa 145 mila euro), a Roma (dettaglio) rientrerebbe in 4,1 anni e produrrebbe quasi 244mila euro, mentre a Palermo (dettaglio) si coprirebbe la spesa in 3,8 anni e in 20 anni si avrebbero entrate per poco meno di 267mila euro.

Questa la situazione per impianti pagati interamente con capitale proprio. Tuttavia circa il 90% delle installazioni fotovoltaiche realizzate in Italia è finanziata (totalmente o parzialmente) da banche. Il rendimento e i tempi di ritorno in quel caso variano, a seconda dei tassi applicati dai vari istituti di credito. Per impianti da 3 kWp il tasso di interesse si aggira in media sul 7-7,5% (al Sud il tasso è in genere superiore a quello praticato al Nord).

Ovviamente il finanziamento influisce sul rientro dell'investimento: qui vedete a confronto i grafici di rientro dell'investimento per un impianto da 3 kWp a Roma (costato 11.180 euro, leggermente più caro della media) senza finanziamento (sopra) o con prestito, per il costo totale, con capitale finanziato al tasso del 7,5% (sotto).

Per impianti da 20 kWp i prestiti sono invece più a buon mercato e si può avere un finanziamento a tassi medi del 5%. Qui sotto il confronto sul rientro di un impianto a Roma (costato 53.900 euro) con o senza finanziamento a un tasso del 5%.

 

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Commenti

Costi di smaltimento

Per gli impianti fotovoltaici non si parla mai di costi di smaltimento, sono proibitivi, riducono il reddito presunto?

http://www.elioclima.it/impianto-fotovoltaico.php

Rendimento di Impianti Fotovoltaici a Messina una delle zone più solari d'Italia, penso possa interessare: http://www.elioclima.it/impianto-fotovoltaico.php Saluti Valerio

X Roberto

Il tempo di ritorno (LCA) per ripagare la spesa energetica effettuata per la produzione dei componenti è stimata in massimo 2 anni. Lo ritengo un tempo decisamente congruo. La collettività ne godrà pienamente tra qualche anno, ma soprattutto godrà chi sta effettuando sforzi per realizzare l'impianto in proprio, in quanto sarà meno soggetto all'aumento delle tariffe. saluti

SPECULAZIONE

Quello che nel con il conto energia bisognava cercare di limitare è la speculazione: la creazione di grandi impianti a terra da diversi MW. In genere l'impianto a terra dovrebbe essere scoraggiato, salvo che per taglie domestiche. La SMA ha già nel suo catalogo degli inverter adatti per la gestione di accumulatori, peccato che a quanto ne so sono disponibili solo per il mercato tedesco perchè non omologati per l'Italia.

Forse, a questo punto, visto

Forse, a questo punto, visto che la redditività degli impianti FV (ritorno dell'investimento) è addirittura diventata maggiore che in passato, si potrebbe prevedere l'installazione obbligatoria negli inverter di sistemi di accumulo, che spostino ai consumi notturni (o a quando la rete lo richiede) parte dell'eccesso di produzione diurna, aiutando a stabilizzare la rete. Questi sistemi di accumulo potrebbero ripagarsi con un piccolo prelievo sull'incentivo, evitando di scaricare sulla rete (e quindi sui cittadini che già pagano gli incentivi) anche il costo della sua stabilizzazione. Creare inverter con sistemi di accumulo, fra l'altro, aprirebbe anche nuove prospettive alla nostra industria.

Trovo l'investimento valido,

Trovo l'investimento valido, specialmente perchè non sappiamo quanto il costo dell'energia cresca ( quasi + 5% soltanto quest'anno) e anche perchè un buon impianto lavorerà abbastanza per produrre anche dopo il 20° anno (fine degli incentivi). Per quanto riguarda il costo alla collettività a cui fa riferimento Roberto, è vero che è da considerare tutto, ma è ancora più vero che questa è la prima volta che le tasse trattenute dalle nostre bollette a quel fine si impiegano davvero, era da troppi anni che venivano usati malamente (Salva alcoa - cip 6) senza realmente reinvestirli a favore di una industria e utenza sull'energia rinnovabile. Quella non era proprio rinnovabile, erano soldi gettati al vento. Perciò ben venga.

Domanda 1: quanto convengono

Domanda 1: quanto convengono ALLA COLLETTIVITA' questi impianti? Domanda 2: qual'e' il tempo d'ammortamento energetico, cioe' il tempo da attendere affinche' l'energia generata equivalga a quella spesa per produrli, pannelli, supporti, inverter e tutto il resto incluso? Roberto