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Crescono gli incentivi. Conto energia a rischio?

Le forti pressioni sul peso crescente degli incentivi al fotovoltaico faranno rimettere mano alle tariffe? Questo è il timore degli operatori visto che quella soglia del 'monte incentivi' indicata in 6-7 miliardi di euro sembra avvicinarsi molto rapidamente. Qualenergia.it lancia uno dei temi che potrebbe essere al centro del dibattito dei prossimi mesi.

Le critiche sulla notevole somma totale di incentivi erogati per il fotovoltaico faranno rimettere mano alle tariffe del quarto conto energia? Il quarto conto energia è a rischio?

Già da qualche settimana le pressioni sul governo da parte dei grandi gruppi energetici si fanno sentire, specie quelli che operano nei cicli combinati. E, tanto per cambiare, gli operatori del fotovoltaico non dormono sonni tranquilli. Peraltro le pressioni arrivano anche da altri comparti delle rinnovabili (soprattutto termiche) e dell’efficienza energetica che rischiano di vedere molto compresso lo spazio per le prossime misure incentivanti per i propri settori. E’ recente la notizia che è stata toccata la cifra di 6 miliardi di euro all’anno di prelievo in tariffa per l’incentivazione di tutte le fonti rinnovabili (erano circa 2,7 mld di € nel 2010), e il fotovoltaico ha ovviamente il peso più rilevante. Vediamo perché.

L’articolo 1, comma 2 del decreto relativo quarto conto energia fotovoltaico parla di un obiettivo indicativo di 23 GW a fine 2016 da raggiungere grazie al meccanismo incentivante oggi in vigore e nella speranza di superare i 30 GW al 2020 (senza ulteriori incentivi). L’altro parametro, anch’esso indicativo, è quello di un monte incentivi massimo per il fotovoltaico, da scaricare in bolletta, che va tra 6 e 7 miliardi di euro all’anno. Tuttavia, leggendo la disposizione, non ci sembra di avere a che fare con una norma cogente, ma solo, appunto, indicativa.

Il contatore del GSE riporta anche il costo annuale stimato degli incentivi (determinato sulla base della stima dell'insolazione media del sito dove è ubicato l'impianto e della tariffa incentivante riconosciuta): ad oggi è di oltre 4,8 miliardi di euro. Il peso maggiore di questo livello di incentivi (3,07 mld di euro) è per il 63% attribuibile agli impianti incentivati con il secondo conto energia, quello che ha avuto maggior vita tra i decreti e che ha permesso l’installazione di oltre 6,4 GW di potenza (più di 200mila impianti).

Ma è chiaro che è l’incidenza degli impianti fotovoltaici realizzati con il decreto “salva Alcoa” (3,7 GW per 56mila impianti – vedi tabella pdf) ad aver fatto lievitare esageratamente e in maniera repentina questa somma di incentivi. Insomma, si torna sempre lì: la madre di tutte le recenti storture del fotovoltaico italiano (che ha portato alla riforma improvvisa del terzo conto energia, gli attacchi da settori imprenditoriali legati a Confindustria, i vari pasticci burocratici, ecc.) è questo decreto che ha permesso di sfruttare incentivi del 2° conto energia “a scoppio ritardato” entro il 30 giugno 2011, incentivi in verità piuttosto elevati visti i prezzi della tecnologia da tempo già al ribasso.

Tutti gli operatori del settore sanno chi ha favorito questa scelta scellerata, compiuta a luglio del 2010 e che ha messo sotto pressione l’intero comparto, anche se nessuno in quei giorni aveva valutato l’impatto di una simile misura, percepito poi solo nelle prime settimane del 2011.

Per completare il quadro diciamo che al momento gli incentivi relativi al quarto conto energia si aggirano invece intorno a 1,04 miliardi di euro (2,8 GW per 43.800 impianti installati).

Una stima molto approssimativa sugli sviluppi del mercato nazionale può far ritenere che la punta massima della somma degli incentivi per il fotovoltaico, quei 6-7 miliardi di euro, possa essere raggiunta già a metà del 2012.

Vorremmo capire allora quale dovrà essere il destino degli attuali sistemi di tariffe incentivanti. Si ritoccheranno quelle dei grandi impianti FV? La degressione (riduzione delle tariffe annuali) nel 2012 sarà più drastica? Verranno toccati anche gli incentivi per gli impianti su tetto?

In questa sommaria analisi dobbiamo però ricordare, e anzi tenere sempre presente, che tra i prelievi sulla tariffa elettrica, a carico di tutti i cittadini e le imprese, quelli del CIP6 relativi alle sole fonti assimilate (cogenerazione, calore recuperabile dai fumi di scarico e da impianti termici, elettrici o da processi industriali, impianti che usano gli scarti di lavorazione o di processi e che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati), che rinnovabili non sono, nel corso degli anni che vanno dal 2001 al 2010 sono stati pari a oltre 34 miliardi di euro (3,4 miliardi per anno in media) e questo senza contare quelli che erogati dal 1992 al 2000 (non disponiamo di dati ufficiali per questo periodo). Insomma, le rinnovabili continuano a rivendicare questa sorta di credito.

Intanto sugli incentivi per le vere rinnovabili anche l’Autorità aveva messo a maggio il coltello nella piaga: i costi d'incentivazione delle produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel periodo compreso tra il 2010-2020, aveva previsto, sarà di circa 100 miliardi di euro. Cifra del tutto verosimile. Nel solo 2020 l’istituzione energetica stimava che la cifra che ricadrà sulle bollette sarà compresa tra i 10 e i 12 miliardi. Nell'ipotesi che i consumi finali di energia al 2020 siano pari a 374 TWh, come prevede il Piano di Azione Nazionale elaborato dal Governo, il costo dell'incentivazione sarebbe compreso tra i 2,7 e i 3,3 centesimi di euro per kWh, il doppio rispetto ad oggi e circa il 17-20% dell'attuale costo unitario del kWh elettrico al lordo delle imposte. Un peso che comunque per un cambio di paradigma energetico verso le fonti pulite ci potrebbe anche stare.

Ma non è proprio l'incapacità di creare un sistema incentivante stabile nel tempo, che segua correttamente le curve di apprendimento delle diverse tecnologie a creare tutte queste distorsioni? E inoltre, non sarebbe sempre importante tenere chiari a mente gli obiettivi vincolanti sulle rinnovabili al 2020 per il nostro paese?

Ne parleremo nel nostro portale con esperti e operatori del settore nel corso delle prossime settimane, anche in attesa che qualche voce ufficiale chiarisca cosa si vorrà fare degli incentivi al fotovoltaico italiano.

Chiediamo inoltre a tutti i lettori di Qualenergia.it di esprimeri i propri pareri nell'area commenti.





Commenti

potenza incentivabile

Lo scorso anno ho iniziato a prendere in considerazione la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra della potenza di 89,70 Kwp, riconducibile a grande impianto; entro qualche giorno avrò la autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia di Reggio Emilia. Ma da quando son partito con l'idea ad oggi sono cambiate tantissime cose, che hanno "raffreddato" gli entusiasmi e le convinzioni iniziali. Sono infatti molto indeciso sul da farsi in quanto guardando l'elenco C pubblicato dal GSE gli impianti già autorizzati ma esclusi per posizione e tali da non poter rientrare nel 2011 sarebbero tali da assorbire anche la potenza finanziabile per l'intero 2012, e quindi si avrebbero delle tariffe incentivanti che sarebbero tali da rendere poco conveniente l'investimento (accedendo a finanziamenti, con la situazione finanziaria attuale). O c'è qualcosa che mi sfugge? Infatti non ho trovato nessun autorevole commento che arrivi a tale conclusione...

Caro Andrea, quello che dici

Caro Andrea, quello che dici è corrretto, ma si riferisce al superamento dei limiti di costo previsti dal 2013 in poi...nel periodo 2011-2012, invece, i grandi impianti posso accedere agli incentivi solo entro i limiti di costo, quindi solo se risultano in una posizione utile in graduatoria.

in base alla ricostruzione

in base alla ricostruzione relativa al superamento dei limiti di costo, si ricorda che "il superamento dei limiti di costo non limita l’accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo" (cfr art 2, comma 2 del IV Conto Energia).

Mi piacerebbe conoscere

Mi piacerebbe conoscere l'entità del costo degli incentivi alle fonti non rinnovabili per poter fare un confronto migliore...!

Nessun altro ha notato un

Nessun altro ha notato un ulteriore elemento preoccupante nel Quarto Conto Energia? Mi riferisco in particolare al meccanismo previsto dall'articolo 6 in base al quale, "qualora l'insieme dei costi di incentivazione per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto e degli iscritti nel registro per l'anno 2011 determini il superamento del limite di costo previsto per lo stesso periodo, l'eccedenza comporta una riduzione di pari importodel limite di costo relativo al secondo semestre 2012". Sulla base dei dati disponibili (e pubblicati sul sito del GSE), il limite di costo per il 2011 dovrebbe già essere stato abbondantemente superato e l'eccedenza sembrerebbe tale da erodere completamente il limite di costo previsto per il secondo semestre 2012. Alla luce di questa ricostruzione, pertanto, il registro per il secondo semestre 2012 non dovrebbe essere aperto affatto, con la conseguenza che tutti gli impianti che non risulteranno in posizione utile nel primo registro per il 2012 (quello che chiude il 30 novembre)potranno soltanto accedere agli incentivi previsti per il 2013. Condividete questo scenario?

Chi è il padre di quella norma sciagurata?

Riguardo alla norma Salva Alcoa scrivete: "Tutti gli operatori del settore sanno chi ha favorito questa scelta scellerata" Ci fate sapere anche a noi, che non siamo operatori del settore, chi è il padre di quella norma sciagurata? Grazie

Ad Aprile di quest'anno,

Ad Aprile di quest'anno, quando si sono definiti gli obiettivi e la road map di decrescita degli incentivi si aveva come obiettivo il raggiungimento del grid parity. E' evidente che con impianti chiavi in mano a meno di 2 €/W il grid parity sul prezzo finale retail è stato raggiunto. Pertanto varrebbe la pena mettersi subito al lavoro per PIANIFICARE un cambio drastico delle tariffe piuttosto che difendere la Fort Apache ad ogni costo... Poche cose concrete, da approvare subito e far entrare in vigore il 1 Ottobre 2012, come: abolizione di tutti i premi tranne il premio per la rimozione eternit e un vero bonus per il made in Europe (basta imporre produzione modulo E produzione cella in EU), nessun incentivo per gli impianti sopra i 200 kW che non siano in autoconsumo (per ridurre l'impatto sulla rete), obbligo vero e diffuso di installazione di mini impianti su ogni nuovo edificio / rifacimento, incentivi agli stand alone (per ri-prepararci al mercato off-grid... immenso),... e nell'ambito di queste misure, perchè no, la "perequazione solare". Di tutto si può discutere ma senza perdere di vista che è meglio pianificare per tempo questi cambiamenti e non vivacchiare fino alla primavera prossima quando inevitabilmente arriverà una moratoria.

Gli incentivi alla

Gli incentivi alla realizzazione di impianti rinnovabili industriali a terra (fotovoltaico ed eolico industriale) devono essere drasticamente ridotti, meglio azzerati. In tal modo si potranno continuare ad incentivare gli impianti rinnovabili per le famiglie e le aziende, ovvero il fotovoltaico sui tetti.