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Denuncia Cgil, Italia ultima in Europa nella mobilità sostenibile

Nell’ambito della settimana europea della mobilità, organizzata dal 16 al 22 settembre dall'Unione europea, la Cgil evidenzia i tagli della manovra e delle politiche decennali che stanno ostacolando il trasporto pubblico a favore di quello privato, con un forte impatto sulla qualità dell'aria.

Pesanti tagli al trasporto pubblico locale per oltre 1,6 miliardi di euro, scelte miopi che pongono sempre al centro l'auto privata, un impietoso confronto tra le nostre città e le grandi capitali europee in termini di riduzione della mobilità privata e dei livelli di inquinamento. Questo per la Cgil è il biglietto da visita del nostro paese in occasione dell'avvio della settimana europea della mobilità, dal 16 al 22 settembre. L'iniziativa di sensibilizzazione organizzata dall'Unione europea, che quest'anno ha scelto il titolo 'In città senza la mia auto', giunta alla sua decima edizioni per incoraggiare la consapevolezza pubblica sull'esigenza di agire contro l'inquinamento causato dall'incremento del traffico motorizzato.

Una settimana, denuncia la Cgil, che cade in un momento particolare del paese alle prese con gli effetti di una manovra economica che si abbatte come una scure sugli enti locali e, nello specifico, sulle risorse per il trasporto pubblico con tagli per oltre 1,6 miliardi di euro che produrranno una diminuzione del servizio fino al 50%, come hanno denunciato in questi giorni gli amministratori locali e come la drammatica vertenza Fiat Irisbus dimostra. 

Le città italiane sono il fanalino di coda rispetto alle grandi capitali europee: i risultati diffusi dall'Ufficio europeo per l'ambiente, nell'ambito della campagna sul Clima 'Zero Emissioni', riporta la Cgil, classificano Roma e Milano agli ultimi posti in Europa nell'attuazione di buone pratiche, con una percentuale rispettivamente del 38% e del 44% che si distanzia enormemente da quello delle prime tre, ovvero Berlino (84%), Copenaghen e Stoccolma (82%). Nel nostro Paese, infatti, le scelte concrete, soprattutto nel governo del traffico nelle aree metropolitane, continuano a mettere al centro l'auto privata con forti ripercussioni sulla qualità dell'ambiente e la salute delle persone.

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