Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Caldaie a biomassa per la casa, una piccola guida

Dovete cambiare caldaia? Scegliete la biomassa anziché il gas. Potrebbe rivelarsi economicamente vantaggioso oltre che fare meno male al clima. Un piccolo vademecum per conoscere meglio vantaggi e punti deboli degli impianti a legna, cippato o pellet per la casa.
Cambiare caldaia e lasciare il gas naturale per l'energia rinnovabile del legno al giorno d'oggi non significa affatto un ritorno al passato. Basta dare un occhio a quello che offre il mercato, infatti, per capire che le caldaie a biomassa in vendita hanno poco o niente da invidiare, in quanto a efficienza e praticità d'uso, rispetto ai modelli a gas.

Anzi, le caldaie a legna e a derivati hanno sicuramente due punti di vantaggio: il primo è che bruciare biomassa fa meno male al clima rispetto a bruciare metano o gpl, dato che la CO2 emessa è la stessa che la pianta ha assorbito crescendo. Il secondo è che, una volta recuperato l'investimento - notevolmente più alto rispetto ad una caldaia a gas - un impianto a biomassa consente un risparmio che continua nel tempo slegato dall'andamento del prezzo di combustibili fossili, il cui prezzo sappiamo che è destinato ad aumentare. "È come quando si compera una stampante: si può spendere poco per la macchina, ma poi è il costo delle cartucce che incide" è l'efficace esempio di Marino Berton, il presidente di Aiel, l'associazione italiana energia del legno.

Ma quando vale la pena pensare ad un impianto biomassa e quali sono le tecnologie migliori? Innanzitutto bisogna distinguere le caldaie in base ai tre tipi di combustibile disponibili: legna tal quale, cippato (cioè pezzettini di legno ricavati da scarti di segherie o da potature) e pellet. Se state cercando una caldaia per un abitazione singola, a meno che non sia molto grande, escludete già in partenza un impianto a cippato: richiede un grosso silos e un estrattore e conviene solo per impianti da 50 kW in su: è l'ideale per grandi sistemi centralizzati, come quelli per un condominio, o per reti di teleriscaldamento che collegano più edifici.

Per impianti unifamiliari, specie se si ha accesso gratis o a poco prezzo al combustibile, una soluzione ottima sono invece le caldaie a legna tal quale: le più moderne, quelle a gassificazione e a fiamma inversa arrivano a rendimenti anche sopra al 90%, hanno l'accensione automatica, sono modulabili e si interfacciano perfettamente con un termostato. Il limite più grande è che richiedono un minimo di lavoro: le cariche di legna, una o due al giorno, vanno effettuate a mano, la cenere va svuotata ogni 2- 3 giorni e - mentre alcune hanno un automatismo che lo fa al posto vostro - altre necessitano di una pulizia settimanale degli scambiatori. Per avere una caldaia a biomassa, dimenticandovi di averla, la soluzione migliore è quella a pellet: le più moderne sono completamente automatizzate, basta svuotare la cenere una volta all'anno e per il resto si gestiscono come una caldaia a gas.

Ma in tutte le case si può montare una caldaia a biomassa? Una cosa da considerare è lo spazio non indifferente necessario a stoccare il combustibile. Potrebbero poi essere necessari lavori alle canne fumarie, anche se le caldaie a biomassa più moderne non richiedono diametri della canna superiori rispetto a quelle a gas. Una spesa aggiuntiva da considerare invece è il buffer: un serbatoio d'acqua che accumula il calore, indispensabile per le caldaie a legna e consigliato anche per quelle a pellet. Altro acquisto consigliato: un sistema di regolazione, in grado di coordinare al meglio la caldaia con altre fonti, come i pannelli solari

Ma quanto convengono pellet e legna? Gli impianti costano indicativamente da 1,5 a 3 volte più dei loro concorrenti a gas. A patto che rispettino certi requisiti (devono avere la classe 3 della certificazione EN 303/5, vedi il vademecum dell'ENEA in allegato) - le caldaie a biomasse danno diritto al bonus statale del 55% sulla macchina e sui lavori collegati e, in molte regioni, godono di altri incentivi particolari. L'investimento per un'abitazione - che è quasi sempre superiore ai 2-3mila euro - viene recuperato, grazie al risparmio garantito, in 3-6 anni.

Un esempio concreto possiamo darvelo grazie ai preventivi che ci siamo fatti fare da una nota azienda del settore: una delle loro caldaie a legna di dimensioni adatte ad un'abitazione singola (17 kW di potenza) dal rendimento del 90% ha un costo di 6.200 euro. Aggiungendo l'acquisto di un buffer e di un sistema di regolazione e i costi di impiantistica e progettazione il totale dell'investimento è di 13.991 euro (15.390 con l'Iva) che al netto dell'incentivo del 55% diventano 6.925. Grazie al risparmio della nuova caldaia a legna - stimando che la famiglia prima consumasse 4.500 litri di gpl all'anno con una caldaia dal rendimento del 90% - la cifra, secondo l'azienda, viene recuperata in 3,2 anni: da quel momento il guadagno sarà di 2100 euro all'anno.
Meno redditizio ma ugualmente vantaggioso il caso di un modello di caldaia a pellet, sempre con rendimento del 90%: in questo caso, sempre con buffer, sistema di regolazione e lavori inclusi si spenderebbero 16,500 euro circa, cioè 8.150 con la detrazione fiscale; ci si rifarebbe della spesa in 5 anni e mezzo e da quel momento in poi si risparmierebbero 1.400 euro all'anno.
 
Allegati
facebook


Commenti

Foto casa di Enrico

Caro Enrico,
Potrebbe inviarmi qualche fotografia del Suo impianto e di casa?
Grazie!
Mario

Conviene!

Ho installato, nella mia villetta a due piani, totali 230 mq, un impianto con caldaia a biomassa integrato da pannelli solari termici. E' la soluzione ideale, anche perché la casa è riscaldata con pannelli a pavimento, che richiedono una temperatura, per l'acqua di circolazione, di massimo 38°. Ciò mi consente un risparmio annuo di circa 1200 euro rispetto ad un impianto con caldaia a gas metano (la mia zona di residenza è alle pendici dell'Etna, temperatura dei mesi più freddi 0 - 13 C°). Il massimo del risparmio si ha alimentando la caldaia a legna, dove è abbondante ed economica, come nella mia zona. Il pellet qui al Sud è caro perchè si deve importare da Nord e i costi del trasporto incidono. Una buona soluzione l'ho trovata nell'utilizzare la sansa delle olive (non quella esausta!), che costa il 30% meno del pellet, ha una resa superiore se ben essiccata ed è ecologica.

Comunque conviene

È comunque conveniente, anche se la cenere dovesse essere rimossa due o tre volte l’anno. Chiedo un consiglio: dovendo riscaldare una casa colonica di due piani, circa 220 mq, volevo sapere se la soluzione migliore per collegare i termosifoni alla caldaia sia quella dei tubi di riscaldamento a pavimento, anziché nelle pareti.
La casa è in pietra e ho qualche dubbio che le tracce fatte nei muri siano le più opportune. Grazie.

Caldaie

Buongiorno a tutti, mi sono accostato da poco alle energie alternative e devo dire che mi sta cambiando la vita. Per questo motivo ho intenzione di cambiare la mia caldai a gas non a condensazione, purtroppo, pensavo di metterne una a pellet o legna. Da collegare all'impianto termico già esistente. Visto che non sono, ancora, a conoscenza bene del settore, secondo voi cosa potrei mettere? Ho una casa di circa 120 metri, su più livelli, la materia prima dovrei in ogni caso comprarla. Grazie Beppe.

Si una volta all'anno...

Si una volta all'anno, confermo anche io... si documenti lei, se pensa di sapere tutto sull'argomento e di aver visto stufe e caldaie a pellet come nessun altro, era meglio se il suo post, non lo inseriva nemmeno... Saluti, Daniele

Sig. Salvini prima di

Sig. Salvini prima di intervenire con questa arroganza le chiedo cortesemente di informarsi su quello che i produttori austriaci sanno fare, non sto parlando di caldaie italiane , e quindi di derivazione gasolio o stufe a pellet più grandi.Io sto parlando di OKOFEN si informi meglio prima di scaldarsi senza motivo. Mi contatti e le spiegerò meglio il funzionamento di una VERA caldaia a pellet.

INFO CIPPATO

Salve, la mia domanda riguarda i combustibili cippati, in particolar modo scarti di potatura. Avendo un grande giardino e quindi in continua lavorazione riguardo le potature e scarti derivati, volevo chiedere se le caldaie a biomasse possono garantire un rendimento accettabile bruciando questi scarti abbinati (quindi a sostegno) con pellet o legna. Inoltre quando si parla di scarti di potature, si intendono scarti appena potati oppure essiccati? Grazie

INFO CIPPATO

Salve, la mia domanda riguarda i combustibili cippati, in particolar modo scarti di potatura. Avendo un grande giardino e quindi in continua lavorazione riguardo le potature e scarti derivati, volevo chiedere se le caldaie a biomasse possono garantire un rendimento accettabile bruciando questi scarti abbinati (quindi a sostegno) con pellet o legna. Inoltre quando si parla di scarti di potature, si intendono scarti appena potati oppure essiccati? Grazie

un anno e anche di più

Signor Salvini Sono un rivenditore e le posso confermare che le nostre caldaie hanno un sistema di stoccaggio delle ceneri che permette di fare lo svuotamento una volta l'anno visiti www.enertherm.it e controlli saluti

Confermo che la cenere si svuota una volta l'ANNO

Salve Sono un rivenditore di caldaia a pellet e confermo che fino a 25 kw di potenza le nostre caldaia hanno un sistema di stoccaggio ceneri che permette di effettuare la pulizia una volta l'anno. www.enertherm.it

Una volta all'anno?

Ma come può permettersi di dire che si può pulire la caldaia o la stufa una volta all'anno? Non si vergogna? Ha mai visto una stufa a pellet in vita sua?