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Inceneritori sì, inceneritori no

Male minore secondo alcuni, poche garanzie sulla salute secondo altri. Queste due delle posizioni emerse nel Forum organizzato dall'Agenzia Dire sull'esigenza di una nuova etica nel produrre rifiuti.

Gli inceneritori si o no? Sì, anche se rappresentano la "scelta del male minore", vanno costruiti valutando bene "luogo per luogo" e se fatti secondo le regole non sono inquinanti. Ma di garanzie sulle emissioni, e se davvero non sono dannosi per la salute, "non possiamo darne".
Queste sono due delle posizioni emerse nel corso del forum organizzato, oggi 6 febbraio, dall'agenzia Dire sull'esigenza di una nuova etica nel produrre rifiuti (gli ospiti: Gianni Mattioli, presidente del comitato scientifico di Legambiente; Gioia Longo, ordinaria di Antropologia culturale dell'Università La Sapienza; Giuseppe Viviano, Istituto Superiore Sanità – dipartimento Ambiente; Claudia Chiozzotto di 'Altroconsumo').

Mentre Viviano è più che possibilista sugli inceneritori, Mattioli, docente di Fisica matematica alla Sapienza, frena. Viviani sulla diatriba "sì o no inceneritori" dice di avere un approccio neutro. Una scelta, dice, non deve mai essere una scelta definitiva sia perché gli impianti hanno una loro vita, sia perché la tecnologia avanza. "Un impianto con tecnologie moderne tecnologia, ben posizionato, che sia stato già sottoposto ad una valutazione d'impatto sanitaria e ambientale - dice l'esperto ISS - può avere un impatto del tutto sostenibile. E comunque, il concetto è quello di "ridurre al massimo la frazione che non possiamo recuperare e, se possibile, quella frazione utilizzarla per il recupero energetico".

Ma che garanzie dare ai cittadini che temono gli inceneritori per gli effetti sulla salute?
Mattioli dice che "purtroppo non possiamo darne". C'è una massa di letteratura internazionale, ma anche nazionale, come il documento dell'Ordine dei Medici dell'Emilia Romagna o i lavori dell'oncologo genovese Federico Valerio, che dimostrano come di certezze non ve ne siano".
Nell'approccio sulla tutela della salute, "abbiamo fenomeni noti dal punto di vista scientifico, e altri meno noti" - spiega Mattioli. Quelli noti sono ad esempio sulle microdosi di radiazioni ionizzanti, che innescano un processo chimico, in termini di aggressione al Dna cellulare". Ma "non possiamo dire alla gente sulle camere di combustione ad elevata temperatura, dove le molecole dei peggiori inquinanti si spaccano". Perché "sappiamo che quando i fumi si raffreddano le molecole si ricombinano, certo con quantità inferiori, ma purtroppo sappiamo che il tumore di origine chimica non ha soglia".
Sul particolato Mattioli afferma che quello "non micro" si può anche fermare, in una certa misura e con filtri appropriati, ma scopriamo che così facendo facciamo un danno, perché il microparticolato si associa a quello macro e in questo modo, togliendo il macroparticolato, non verrà più bloccato, diventando ancora più libero". Per Mattioli la tecnologia è ancora troppo rozza e denuncia il fatto che nel nostro nessuno abbia investito denaro e motivato le università e i centri di ricerca per migliorare il livello di questi impianti.

Vedi il servizio sul Forum dell'Agenzia Dire

6 febbraio 2008




Commenti

pirossissione

Se visualizzando i siti particolari si trovano soluzioni in simbiose con leggi europee

Inceneritori? No grazie! Cisono nuove tecnologie

Sono un esperto di nuove tecnologie per la differenziazione e la eliminazione del residuo indifferenziabile a freddo, perché senza combustione quindi senza inquinamento alcuno, di qualsiasi tipo e pericolosità di rifiuti urbani e industriali, organici e non. Se di Vs. interesse, consideratemi a disposizione per approfondire l’argomento ed eventualmente chiedermi del materiale informativo più esteso di quello che qui allego, solo perché ne possiate avere un’idea. Sergio Marchetti rsumarchetti@gmail.com 347 7262025 300.000 GWh/anno di energia dai rifiuti Con la volontà politica, UNA SOLA operazione risolve il problema dei rifiuti, della energia pulita, del surriscaldamento del clima e dell’inquinamento che incide sulla salute di tutti! Sappiamo che esistono tecnologie adatte, basterebbe solo smettere di usare i metodi obsoleti di raccolta dei rifiuti, che vengono gabellati per miracolosi e imposti ai cittadini (e a loro spese) che ubbidiscono perché non sanno che sono obbligati a un comportamento correttissimo, usando un metodo fino a ieri l’unico, ma oggi sbagliatissimo, tanto che potremmo dire loro, “Non vantarti di quanto sei bravo perché hai differenziato il 50% dei tuoi Rifiuti, ma vergognati invece per quanto stai inquinando con l'incenerimento dell'altro 50%!” Naturalmente questa iperbole è solo per attrarre l’attenzione di cittadini e politici sulla possibilità che un intelligente comportamento, possa trasformarsi in una azione non solo errata, ma addirittura gravemente dannosa per se e per gli altri. Differenziare il più possibile è cosa saggia, intelligente e anche salutare, ma solo perché fino a ieri tutto ciò che non si differenziava andava in discarica o nell'inceneritore (che rimane tale e fortemente inquinante, anche se viene usato l’ecologico termine di “Termovalorizzatore” perché produce anche energia elettrica). Oggi esistono varie possibilità per smettere di inquinare perché non è più necessario incenerire quel secondo maledetto 50% (che pur sempre esiste e sempre esisterà) e salvare cosi la vita propria e quella di tutti coloro che abitano intorno ai “Termoinquinatori” (oltre a coloro che abitano lontani, ma mangiano i prodotti coltivati in tali zone) . La possibilità invece unica ed efficace per eliminare con certezza, sicurezza assoluta perché senza combustione, senza camini e quindi senza possibilità di inquinamento alcuno (oltretutto a costo zero, perché si autoripagano in Project financing), la totalità di quel 50% non differenziati di RSU più tutti quelli industriali, compreso il pericolosissimo e subdolo amianto oltre che i più tossici e inquinanti, ce la offrono le nuove tecnologie che da oltre un anno sono ormai industrialmente disponibili sul mercato mondiale (per trovarle basterà digitare su un motore di ricerca tipo Google “Complesso Ecologico Polivalente. Questo denaro potrebbe venire interamente risparmiato se si usassero le nuove tecnologie, che non costano niente (perché si auto-ripagano in Project financing), le quali oltretutto fanno ugualmente anche (automaticamente, meccanicamente e elettronicamente) la più perfetta differenziazione, solo che la fanno gratis (perché rientra nel ciclo di lavoro) al posto della identica e costosa azione manuale dell'uomo, producono ugualmente elettricità, calore, per la prima volta la preziosa acqua potabile. Visto che l'Italia ha un fabbisogno di circa 350.000 GWh l'anno di energia elettrica dei quali il 20% già proviene da fonti rinnovabili (idrico, eolico, fotovoltaico e geotermico) e il resto è ottenuto per il 67% con combustibili fossili mentre il 13% viene importata. Sottraendo all’incenerimento il 50% della produzione di rifiuti degli italiani (pari a circa 45 milioni l'anno tra rifiuti urbani e industriali), sarebbe più che sufficiente a produrre l'80/90% , circa 280/310.000 GWh/anno, tra quanto acquistato, quanto ottenuto con “Termoinquinatori”e quanto ottenuto nelle Centrali elettrotermiche a prodotti fossili, con la costruzione di circa 40 Complessi Ecologici Polivalenti da 5000 tonnellate al giorno l'uno (o 80 da 2500 t/g) a zero costo di costruzione, zero di conferimento, con inquinamento assolutamente nullo e potrebbero essere in grado di farci diventare addirittura esportatori. Sergio Marchetti Complesso Ecologico Polivalente Cos’è, come funziona e perché salva tempo, denaro, salute e Ambiente. Informazione tecnica Il Complesso Ecologico Polivalente è una specie di “Cittadella antinquinamento”, contenente molte tecnologie diverse tra loro e assemblate in una unica struttura, in grado di trasformare ed eliminare qualsiasi tipo, quantità e pericolosità di Rifiuti, dal comune RSU all’inquinantissimo Percolato delle discariche e l’acqua di spurgo delle fosse biologiche, fino al temibile Amianto, rendendoli completamente inerti e innocui, senza produrre alcuna quantità di scorie e/o emettere residui liquidi o gassosi o solidi che potrebbero inquinare l’aria, il suolo e l’acqua delle falde freatiche. Il Complesso Ecologico Polivalente ha come principale caratteristica quella di non contenere né fornaci di combustione né ciminiere per la fuoriuscita dei fumi da incenerimento di rifiuti. Opera in depressione e quindi in assenza totale di qualunque forma di inquinamento. E’ altresì l’unico impianto per il trattamento dei rifiuti in grado di produrre sul posto ACQUA POTABILE, Elettricità, Calore e prodotti da costruzione per il completo isolamento acustico e termico, oltre a mattoni e pannelli autoportanti per realizzare immobili fino a 10 piani totalmente antisismici che possono essere utilizzati dagli Enti pubblici a costi notevolmente inferiori a quelli di mercato. Il Complesso Ecologico Polivalente è costituito dall’assemblaggio di collettori elicoidali inclinati di una nutrita serie di nastri trasportatori di ricevimento primario, sopra i quali viene riversato direttamente il prodotto dai camion compattatori (senza l’uso della normale benna a “granchio” per lo spostamento del prodotto verso le linee di combustione, come avviene oggi nei vecchi Inceneritori o Termovalorizzatori), che distribuiscono i rifiuti su vari nastri tecnologici che effettuano, con differenti metodologie la prima delle molte selezioni automatiche. Da questi proseguono per altri nastri ancora, dove vengono ottenute ulteriori selezioni elettromeccaniche sempre più specializzate e sofisticate, compresa la selezione con lo spettrografo di massa a raggi infrarossi che permette (attraverso la lettura delle differenti lunghezze d’onda dei vari colori da luce riflessa) la selezione elettronica e meccanica della maggioranza dei materiali con un margine di errore del 2 / 4 %, permettendo di ottenere una quasi totale e perfetta raccolta differenziata, in sostituzione di quella costosissima manuale, la quale normalmente, alla fine della filiera selettiva purtroppo contiene ancora un margine medio di errore sulla qualità della selezione (es. differenti qualità di polimeri non compatibili tra loro) di oltre il 35% con ovvi maggiori costi di mano d’opera per ulteriori selezioni e consumo di energia elettrica (quindi aumento della produzione di CO2) per la successiva e obbligatoria opera di ulteriore selezione e pulitura alla quale sono obbligate le aziende finali che ricevono il prodotto selezionato solo parzialmente, per riciclarlo in nuovi prodotti di uso quotidiano. La parte di prodotto che non sia stato estratto durante la selezione automatica (prevalentemente costituito da umido e/o CDR), verrà indirizzato da altri nastri verso lavorazioni successive specifiche in base alla tipologia di prodotto (come farmaci, rifiuti infettivi, tossici di grado diverso, ecc.), dove viene sminuzzato, disidratato, inertizzato e poi eliminato per il 100%, senza alcun residuo o scorie, dopo di che passa alle varie autoclavi a freddo e/o centrifughe meccanico-chimiche-elettroniche (che sempre a freddo, attraverso l’attrito causato dallo scontro tra loro di particelle che viaggiano ad altissima velocità) dove viene variata la struttura delle loro molecole le quali si riaggregheranno successivamente in una sostanza completamente nuova e diversa da quella alla quale appartenevano precedentemente (percorso e conclusione corretti di una perfetta, efficiente ed economica azione di completo recupero e riciclo a basso costo, alto rendimento e zero inquinamento di qualunque sostanza inquinante o tossica), da riutilizzare per nuovi scopi e nuovi usi tornando a nuova vita, ma sempre e solamente ottenendo dalla corta catena di lavorazione dal prodotto iniziale a quello finito e realizzato sul posto, una costante e consistente riduzione diretta o indiretta della CO2 e dei molti gas serra (come il metano e gli altri sviluppati dalle discariche e dalla decomposizione delle biomasse), del trasporto su gomma dei materiali selezionati da riciclare, a vantaggio della salute dell’uomo e dell’Ambiente in generale. Il Complesso Ecologico Polivalente utilizza l’energia elettrica e termica dallo stesso prodotta, senza la emissione di sostanze inquinanti, per l’intero ciclo di lavorazione effettuata al suo interno, con tutti i passaggi che vanno dall’arrivo del rifiuto al prodotto finito pronto per l’uso. Al contrario, le aziende finali oggi destinatarie del prodotto da riciclare, selezionato manualmente, producono invece ulteriore inquinamento per poter riutilizzare il materiale selezionato, dovuto a: trasporto con camion fino all’area di prima selezione, trasporto con camion da tale area fino all’azienda che dovrà raffinare la selezione con altri due passaggi selettivi, successivamente lavare e fondere in piccole sfere (se si tratta di plastica), insaccamento delle sfere e eventuale ulteriore trasporto delle stesse ad altre fabbriche che le fonderanno negli stampi per creare un prodotto per un nuovo riutilizzo della materia prima nata dalla differenziazione. Ogni trasporto con camion produce inquinamento e ogni passaggio lavorativo richiede energia elettrica per fornire la quale l’Enel produce CO2. Il prodotto finale (es. i differenti tipi di plastica) derivante dal riciclato, per nascere a nuova vita ha inquinato l’ambiente molto più di quanto avrebbe fatto con un diverso metodo di differenziazione e tecnologie più moderne. Linee e ingressi separati sono riservati ai rifiuti più pericolosi o del tutto particolari come l’Amianto e la Depurazione delle acque nere delle fosse biologiche, che verranno trattati a parte ottenendo la identica eliminazione del 100% della loro pericolosità, senza lasciare la minima traccia di inquinamento o di sostanze di scarto residue, e saranno anch’esse interamente trasformate in altri prodotti totalmente inerti e di uso quotidiano. Il Complesso Ecologico Polivalente con la sua notevole quantità di differenti tecnologie, seleziona e ricava direttamente i vari prodotti creati nella propria catena di riciclo, o solo differenziati (ferro, alluminio, vetro, ecc.), dopo sole 10/18 ore dall’entrata del rifiuto nell’impianto. Esso non deve essere considerato come ...l’eliminatore della differenziazione, dato che, volendo, può iniziare la propria opera anche a valle di una prima differenziazione manuale dei rifiuti, operando in tal caso come perfetto eliminatore del 100% del CDR e di quanto non sia stato possibile differenziare precedentemente, in totale sostituzione delle attuali discariche e Termovalorizzatori . La differenziazione dei rifiuti è da considerarsi sempre una azione valida perché estremamente utile, anche quando viene ottenuta (come sta avvenendo oggi) con i vecchi metodi manuali e arcaiche tecnologie, per cui tutto quello che non viene riciclato viene obbligatoriamente inviato in una inquinante discarica o in un inquinantissimo Termovalorizzatore, quindi molto bene hanno fatto fino ad oggi tutti coloro che hanno partecipato fisicamente e con il proprio denaro ad effettuare la raccolta differenziata manuale, azione più che meritoria perché ha comunque permesso di recuperare molte materie prime riciclabili ed esauribili in natura (come il ferro e l’alluminio) o quelle di costosa riproduzione primaria, da un punto di vista della quantità di CO2 emessa per la loro produzione e/o lavorazione (come la carta, il vetro, ecc.). Il Complesso Ecologico Polivalente non prevede il minimo inquinamento per ottenere la eliminazione del 100% del residuo che rimane dopo la completa differenziazione ottenuta meccanicamente, elettronicamente e gratuitamente, ma soprattutto conferma quanto la raccolta manuale sia ormai un comportamento organizzativamente inefficiente anche se pur valido nelle intenzioni, perché continuerebbe a inquinare fortemente l’Ambiente (con l’incenerimento della frazione non differenziabile) e a minare la salute degli abitanti con l’uso degli inquinanti Termovalorizzatori, chiedendo inoltre ai cittadini sempre maggiori quantità di denaro, necessario per la costruzione dei Termovalorizzatori e per continuare a effettuare una vetusta differenziazione manuale, che comunque non sarà mai quantitativamente e qualitativamente, migliore, più efficace, più efficiente o anche solo pari a quella che può essere ottenuta con le nuove tecnologie. I rifiuti che il Complesso Ecologico Polivalente può trattare ed eliminare al 100% senza inquinamento alcuno, in pratica si identificano in tutti quelli prodotti dall’uomo in qualsiasi circostanza, alcuni dei quali sono: Rifiuti Solidi Urbani già differenziati o indifferenziati (RSU), Rifiuti Infetti, Pericolosi e/o di qualunque grado e tipologia di Tossicità, Percolato da preesistenti discariche di rifiuti, ogni tipo di Materie plastiche, Pneumatici e residui non-metallici da demolizione delle automobili (Car-fluff), Oli minerali e vegetali esausti, Fanghi e residui di Concerie e di Raffinerie petrolifere, Fanghi di escavazione dei porti contenenti idrocarburi e/o metalli pesanti, Rifiuti Biologici da animali, residui agricoli e biomasse di ogni tipo e provenienza, Depurazione di acque di Fiume, di Falda o Marine contenenti qualsiasi tipo di sostanza biologica o chimica inquinante, Desalinizzazione di acqua marina e sua perfetta potabilizzazione, Depurazione acque nere di fosse biologiche civili (in aggiunta o totale sostituzione del vecchi depuratori), Inertizzazione chimica di AMIANTO (e suoi derivati, anche stoccati da tempo in discarica). Il Complesso Ecologico Polivalente permette altresì di bonificare totalmente la decorticazione di terreni inquinati o siti precedentemente adibiti a discariche e il loro percolato. La dimensione di un singolo Complesso Ecologico Polivalente può variare da un minimo di 100 t/giorno (36.500 t/anno pari a circa 65mila abitanti) con circa 40/50 dipendenti, fino a una massimo di 7.000 t/giorno (pari a circa 4,5 milioni di abitanti) con circa 500/700 dipendenti. Ne possono essere costruiti un numero indefinito, in relazione alle esigenze e necessità Ambientali e/o dell’Ente pubblico Richiedente. Il Complesso Ecologico Polivalente non è in vendita. Esso viene realizzato con spese, rischio e gestione nel tempo dalla stessa Azienda che ne possiede il Know-How.