Quando l’incentivo è illegittimo

  • 3 Gennaio 2008

CATEGORIE:

Le ispezioni sugli impianti CIP6 portano a valutare in 91 milioni di euro gli incentivi indebitamente percepiti, soprattutto da impianti a fonti assimilate e di cogenerazione. Verranno restituiti ai consumatori sulla bolletta elettrica

ADV
image_pdfimage_print
Sono 91 milioni di euro gli incentivi indebitamente percepiti che saranno restituiti nelle bollette dei consumatori. E’ questo il risultato dei controlli che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha effettuato nel biennio 2006-2007 sugli operatori attivi nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Dei 91 milioni di euro, 27 sono stati già restituiti, per gli altri sono in corso le operazioni di recupero.
Le violazioni accertate sono il frutto delle quasi 100 ispezioni effettuate dall’Autorità, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse), sugli impianti che
usufruiscono degli incentivi “Cip 6” per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e da cogenerazione. Il programma di ispezioni proseguirà per tutto il 2008 e prevede di arrivare ad un totale di circa 150 verifiche. Sul totale dei 91 milioni di euro, 59 circa sono relativi ad importi indebitamente percepiti da impianti “assimilati” e 32 relativi all’obbligo di acquisto dei ‘certificati verdi’, per impianti che non rispettavano le norme della cogenerazione.

Gli accertamenti finora conclusi hanno coinvolto 97 impianti, per una potenza installata complessiva di circa 6.900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate. Questa attività ha consentito di incassare subito, con conseguente alleggerimento del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (componente A3 della bolletta), circa 27 milioni di euro, relativi ad incentivazioni indebitamente percepite da impianti “assimilati” nell’ambito del provvedimento Cip n. 6/92.
I recuperi sono destinati a produrre effetti anche con riferimento alle produzioni dei prossimi anni, contribuendo a ridurre per il futuro il fabbisogno del conto A3.
Oltre ai recuperi amministrativi, la campagna di ispezioni ha innescato un circolo virtuoso, spingendo gli operatori a svolgere verifiche interne e a rispettare le norme.

Va ricordato che gli oneri CIP 6 ammontano a circa 3.600 milioni di euro all’anno (circa il 75% fanno riferimento a fonti assimilate, che includono anche i combustibili fossili commerciali) e costituiscono il più rilevante dei cosiddetti oneri generali del sistema elettrico, a carico dei clienti finali attraverso la componente A3 della tariffa elettrica. La componente A3 incide per circa l’8% della tariffa media nazionale prima delle imposte. Il provvedimento Cip n. 6/92 esaurirà i suoi effetti solo nel 2020, con un onere complessivo previsto tra 20 e 25 miliardi di euro.

3 gennaio 2008

Potrebbero interessarti
ADV
×